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Sono solo canzonette?

25 gennaio 2020

Gente de Zona
(Gente de Zona - foto web)

Può la musica consegnare un messaggio politico e può la politica censurare la musica?

La musica così come tutte le arti è espressione del pensiero umano e quindi dovrebbe essere lasciata libera di esprimersi come meglio crede. Certo il buon senso dovrebbe aiutare ogni singolo individuo ad autolimitare la propria libertà sopratutto quando questa può offendere od ostacolare quella altrui. Ma il buon senso come si misura, chi può stabilirne i confini e determinarne l'efficacia?

In Italia in questi giorni si è aperta una accesa polemica circa la partecipazione di un rapper al Festival della Canzone Italiana di San Remo. Per l'occasione si sono agitati giornalisti, filosofi, tv e una marea di personaggi pubblici che hanno dispensato opinioni molto contrastanti tra loro sull'opportunità di invitare alla manifestazione canora un artista i cui testi si spingono ben oltre l'accettabile; allo stesso tempo estremamente variegata è stata l'esposizione mediatica di altri artisti che hanno offerto la propria musica a sostegno di una corrente politica piuttosto che un'altra. Accade in Italia e accade in tutto il mondo. Spesso con prese di posizione fortemente manipolate e fuori luogo. Per evitare però sterili conclusioni tutto andrebbe analizzato e ricondotto a specifici contesti geografici e socio culturali.

Così è accaduto che a Miami, in Florida, in occasione del concerto di fine anno 2019 tenutosi a Bayfront Park diversi artisti cubani in esilio negli states (tra essi alcuni di fama internazionale come Willy Chirino, Arturo Sandolval e Manolin “el medico de la salsa”) abbiano minacciato di salire sullo palco qualora si fosse esibito anche il gruppo Gente de Zona. In realtà è stata tutta la comunità cubana residente in Florida sospinta da quella fetta di esuli che con il tempo ha conseguito una certa rilevanza politica ad osteggiare la presenza del gruppo e a criticare aspramente chi aveva rivolto l'invito al duo formato da Alexander Delgado e Randy Malcom. I due artisti sono stati ritenuti colpevoli di aver sostenuto più volte il regime come in occasione del recente concerto tenutosi a settembre sul Malecon habanero insieme ad altri artisti cubani (Descemer Bueno, Kelvis Ochoa e El Micha) durante il quale Alexander aveva pronunciato la frase “estoy haciendo música para el mundo y estoy defendiendo a Cuba en el mundo“.

Qualche tempo prima durante il concerto tenutosi all'Avana nel 2018 insieme alla nostra Laura Pausini il gruppo aveva ringraziato apertamente il presidente cubano Miguel Diaz Canel per aver permesso la realizzazione di quel evento attirandosi le ire dei cubani residenti a Miami.

Gente de Zona e Laura Pausini
(Laura Pausini e Gente de Zona - foto web)

La notizia del ripudio di Gente de Zona da parte dei loro connazionali risiedenti in Florida ha causato una ondata di polemiche che ha finito per trascinare con sè in un effetto domino molti altri artisti tra i quali il noto cantante Pitbull (rapper statunitense nato a Miami da genitori cubani) che dopo aver appoggiato in un primo tempo il sodalizio cubano si è visto costretto a fare dietrofront chiedendo scusa all'opinione pubblica per essersi lasciato coinvolgere in una vicenda che non lo riguardava. Durante il concerto di fine anno Pitbul aveva infatti inviato il suo saluto al duo cubano pronunciando queste parole che avevano suscitato non poco clamore tra i presenti:

No están aquí esta noche por otras cosas, pero quiero mandarle un saludo a Gente de Zona. La música es la música, la política es la política”,

Non sono qui questa notte per altri motivi, però voglio salutarli. La musica è musica, la politica è la politica”.

Forse ha ragione il buon Pitbull...

Facciamo un piccolo passo indietro. Gente de Zona nasce nel 2000 nel quartiere Alamar all'Avana e tra i suoi fondatori oltre a Delgado ci sono stati anche Jacob Forever e Nando Pro che successivamente hanno intrapreso una carriera da solisti ugualmente intensa e ricca di successi. Dal 2013 si unisce a Delgado il cantante e polistrumentista Ray Malcom già componente della Charanga Habanera uno dei gruppi storici della musica cubana. Il successo internazionale per Gente de Zona arriva solo nel 2014 con il brano Bailando scritto da Descemer Bueno e realizzato insieme a Enrique Iglesias seguito poi da altre hits e importanti collaborazioni musicali con lo stesso Descemer Bueno, Marc Anthony, Pitbull, Laura Pausini, Il Volo, Jennifer Lopez, solo per citarne alcune.

I Gente de Zona sono autori di canzoni molto oriecchiabili, ballabili e dai contenuti leggeri, apparentemente non impegnati, che però rispecchiano molto le attitudini dei cubani e che utilizzano lo slang di strada molto diffuso tra i giovani cubani.

Ma sono in realtà solo canzonette?

A proposito … i Gente de Zona saranno ospiti a San Remo, che accadrà?

Buon Natale Gesù !

25 dicembre 2019

Natale di Gesù
(foto web)

Buon Natale Gesù, buon compleanno!

Questa è la tua festa. In questi giorni siamo distratti da mille cose: dai regali, dagli addobbi, dalle vacanze, dai cenoni e dai brindisi. Ci scambiamo anche abbracci e qualche saluto rimasto chiuso per troppo tempo nei nostri egoismi, perchè in fondo ci sentiamo tutti più buoni. Ci auguriamo Buon Natale! per strada, su Facebook, su whatsapp, senza probabilmente pensare che quel "natale" che ricordiamo, quella nascita che celebriamo è la Tua. Ci si riunisce in famiglia, si festeggia, ci si scambia doni. Si pensa alla vita che rinasce, alla luce, ai folletti che popolano il bosco, ai raggi del sole che filtrano tra pietre secolari. Tutto bellissimo perchè noi umani abbiamo bisogno di questo, di credere anche solo per poche ore che la vita può essere diversa se vissuta in armonia con gli altri e con il creato. Però ci si dimentica di rivolgere lo sguardo verso quella capanna di Betlemme dove si è compiuto un fatto assolutamente normale, la nascita di un bambino tra le difficoltà del suo tempo. Un fatto assolutamento normale che se però è vero trasforma la Tua nascita e la nostra vita in un fatto assolutamente straordinario! La rivoluzione dell'Amore: Dio che si fa piccolo e nudo per venirci incontro e farsi riconoscere ed accettare. Sei stato scandalo ai tuoi tempi, lo sei ancora oggi dopo più di duemila anni. Chi teme l'Amore di un Dio Bambino, chi si scandalizza della Tua innocente presenza, chi trova offensiva la Tua fragile nudità e fastidiosi i Tuoi primi vagiti forse è gia morto dentro. Morto all'amore.

Buon compleanno Gesù, questa è la tua festa. Noi ci siamo dimenticati di te, Tu non farlo di noi.

Firulais il nostro agente all'Avana

 8 dicembre 2019

I Reali di Spagna in visita all'Avana
(I Reali di Spagna e Firulais - foto web)

Contro ogni pronostico Firulais è apparso e si è fatto una bella passeggiata tra i Reali di Spagna!

Come ho raccontato in un articolo precedente ha destato molta curiosità ed interesse la storica visita dei Reali di Spagna a Cuba. La splendida Letizia in realtà'era gia stata nel 1994 quando ancora studiava da giornalista. L'arrivo dei monarchi spagnoli nell'ultima colonia perduta d'oltreoceano ha portato con se anche non poche polemiche. Diversi cubani hanno denunciato la matanza di cani di strada, sacrificati per rendere più piulite ed accoglienti le strade dell'Avana vecchia: molti di loro si sono opposti al tragico destino di queste creature innocenti organizzandosi spontaneamente in forme di protesta "rivoluzionarie" ed  hanno avuto non solo il merito di liberare ed adottare quasi tutti gli animali catturati e destinati al sacrificio ma anche quello di richiamare l'opinione pubblica cubana sulla necessità di dar vita ad una legge a protezione degli animali ancora assente nella giurisdizione isolana (http://www.mambotango.it/index.php/blog-mambo-tango/266-ni-una-patas-meno-ogni-gesto-d-amore-e-un-atto-rivoluzionario) .

Nonostante le polemiche e la caccia Firulais è sbucato da chissà dove e ha accompagnato tranquillo ed indisturbato la passeggiata dei Reali di Spagna per le strade dell'Avana Coloniale senza creare con la sua innocente presenza nessun disturbo e diventando a sua insaputa un fenomeno virale in tutto il mondo.

Firulais è il nostro Agente all'Avana a dimostrazione che la la convivenza è possibile e passa attraverso semplici gesti di misericordia e compassione verso queste creature più deboli. Questo, si intende, vale per ogni paese del mondo a partire dalla nostra amata Italia dove la violenza sugli animali è ancora lontana dall'essere definitivamente debellata.

Ni una pata menos! Neanche una zampetta in meno!

Ni una pata menos! Ogni gesto d'amore è un atto rivoluzionario

18 novembre 2019

animalisti cubani contro il sacrificio degli animali di strada
(Ni una pata menos - foto web)

Si è appena conclusa la tre giorni storica che ha visto i reali di Spagna, Felipe VI e la consorte Letizia,  mettere piede sul suolo cubano dopo più di un secolo dalla disfatta dell'impero coloniale spagnolo ed il conseguente abbandono dell'isola di Cuba. La visita ha lasciato molti spunti di riflessione nonché strascichi plemici sia interni alla Spagna che sulla sponda nord americana dove gli esuli cubani anticastristi e parte dell'opinione pubblica spagnola hanno rimproverato i reali di aver teso troppo generosamente la mano all'odiato regime cubano astenendosi nel contempo a qualsiasi accenno sui dissidenti cubani e sui i presunti prigionieri politici. Curiosamente Felipe e consorte si sono recati come primo atto della loro visita in terra cubana nella piazza della Rivoluzione all'Avana dove hanno posto una corona di fiori al memoriale Josè Martì, il Padre della Patria che ha speso la sua giovane esistenza proprio al servizio della lotta di indipendenza contro la monarchia spagnola. Nella foto che li ritraeva ai piedi del grande monumento a Martì spiccava sullo sfondo l'immagine dell'altro grande rivoluzionario cubano-argentino, Che Guevara, che forse mai si sarebbe immaginato di assistere un giorno con il suo sguardo imbronciato alla visita di ben tre Pontefici (Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco), del presidente degli Stati Uniti d'America (mr. Obama) e dei Reali di Spagna. Prima di una breve visita a Santiago, Felipe VI ha avuto un colloquio privato con Raul Castro, un incontro non previsto che testimonia il fatto che la sua permanenza sull'isola è andata ben oltre la semplice vacanza. Un'altra circostanza ha però destato scalpore e suscitato una ventata di polemiche non solo a Cuba aprendo un dibattito serrato anche sui principali social. L'Isola da decenni combatte con difficili problematiche causate principalmente dall'asfissiante embargo economico imposto dagli Stati Uniti e non da menno dalla inefficienza di una organizzazione interna appesantita da una burocrazia spesso inadatta a trovare rapide soluzioni ai mille problemi. Nonostante tutto la Cuba rivoluzionaria ha fatto della cultura e dell'educazione i propri capisaldi esportando nel mondo non solo la propria arte, attraverso la musica, il ballo, la cinematografia e lo sport ma anche le proprie conoscenze scientifiche che sono di prim'ordine e che la colloca da sempre in prima linea con l'invio di centinaia di medici nelle zone più conflittuali del pianeta. Io che amo Cuba e amo gli animali non posso però chiudere gli occhi difronte ad una piaga che dovrebbe offendere la sensibilità e la cultura dei cubani. Tutt'oggi non esiste una legge di protezione degli animali cosicchè capita frequentemente di assistere a maltrattamenti, abbandoni e violenze perpretate in maniera ingiustificata su esseri indifesi.

no al maltrato animal en Cuba
(foto web)

A questo si aggiunge il perdurare di una profonda crisi energetica che fa si che molti animali vengano utilizzati fino allo stremo delle forze nel lavoro dei campi dei campi (i buoi) o impiegati come mezzo di trasporto (esistono centinaia di carretti trascinati da esausti cavalli in ogni angolo dell'isola). Infine quale lascito degli spagnoli ancora oggi sono frequenti in alcune zone dell'isola i combattimenti tra galli o cani o cruenti corride.

Contra el maltrato animal en Cuba
(foto web)

Ovviamente questa situazione non coinvolge soltanto Cuba ma è rappresentativa di molte regioni del mondo tra cui anche l'Italia dove una legge contro il maltrattamento degli animali esiste ma spesso è violata o ignorata.

La notizia di queste ore ci rimanda alla splendida Avana.

Solo il turista più distratto e insensibile non può accorgersi di come le strade della capitale siano popolate di cani e gatti abbandonati. Alcuni di loro si barcamenano perchè hanno trovato rifugio nelle vicinanze di paladar e ristoranti. Altri vagano tristemente denutriti ed ammalati nell'abbandono e nell'indifferenza totale. Qualcuno di loro è nato per strada mentre altri hanno conosciuto il calore di una casa e un padrone che poi ad un certo punto della storia se ne é disfatto.

Così accade che ogni tanto le strade vengano “ripulite”, solitamente in occasione di grandi eventi come è stata la recente visita dei Reali di Spagna. I cani e i gatti vengono raccolti molto spesso con metodi cruenti e inumani e sacrificati entro poche ore attraverso la somministrazione di veleni che rendono atroci anche le ultime ore delle loro disgraziate vite. In questi giorni la temuta Zoonosis ha puntualmente setacciato le strade dell'Avana ripulendo la città da ospiti indesiderati e problematici, per poter offrire una immagine più decorosa agli illustri ospiti spagnoli.

la Zoonis in azione all'Avana per ripulire le strade dagli annimali randagi
(la temuta Zoonosis in azione - foto web)

Ma qualcosa questa volta si è mosso!

Cubani con il maltrattamento degli animali
(Si se puede - foto web)

Un manipolo di cittadini promotori della difesa degli animali e favorevoli alla emanazione di una legge contro “El maltrato animal” sono riusciti ad organizzarsi in poche ore ed hanno inscenato una protesta pacifica ma significativa proprio difronte alla sede della Zoonosis riuscendo ad ottenere dopo stressanti trattative la liberazione e la consegna di tutti gli animali che sono stati subito adottati o inviati in rifugi provvisori dove riceveranno tutte le cure necessarie.

Animalisti cubani contro la violenza sui cani randagi
(il riscatto di anime innocenti - foto web)
Cubani salvano cani destinati al sacrificio
(foto web)
cubani protestano contro la violenza sugli animali
(quello in basso a destra non ce l'ha fatta - foto web)

Uno solo di loro è morto per le gravi condizioni in cui si trovava ma ha potuto assaporare almeno nelle ultime ore quell'amore che gli è sempre stato negato. Nelle prossime giornate gli attivisti avranno una serie di incontri con rappresentanze governative del Ministerio de Salud, della Unidad Prosalud, del Comité Nacional de Bienestar Animal de Cuba, della stessa Zoonosis, e poi con esperti di epidemiologia, per cominciare a tracciare insieme un percorso che porti finalmente all'approvazione di una legge contro il maltrattamento degli animali e a norme che prevedano la sterilizzazione massiva dei perros callejeros. Come primo è significativo passo Zoonosis si occuperà di intervenire solo dei casi con sospetti focolai di rabbia mentre gli animali curabili saranno affidati agli animalisti!

Perro callejero riscattato all'Avana da animalisti
(Perro callejero y su nueva vida - foto web)

Un grande passo in avanti che merita di essere sostenuto e verificato quotidianamente.                   Lo merita Cuba, lo meritano i cubani e lo meritano questi esseri indifesi che non hanno nessuna colpa se non quella di essere venuti al mondo.

La politica non c'entra e questa circostanza non deve servire come pretesto per attaccare un sistema piuttosto che un altro. Questo è un problema di civiltà. A Cuba come in Italia o come in una qualsiasi altra parte del mondo.

Animalisti cubani salvano un perro callejero
(una nuova vita dolce anima - foto web)

Se vi trovate in vacanza in qualsiasi luogo del pianeta non dimenticatevi di loro. Non girate lo sguardo da un'altra parte.

Ni una pata menos! Neppure una zampa di meno!

Cuba per una legge a difesa degli animali
(foto web)

Storica visita dei reali di Spagna. Tra celebrazioni e polemiche si riscrive la storia

13 novembre 2019

novembre 2019 storica visita dei monarchi spagnoli a Cuba
(il presidente cubano Diaz Canel riceve i reali di Spagna - foto web)

In questi giorni Cuba è teatro della storica visita dei reali di Spagna che tornano sull'isola caraibica dopo più di un secolo dalla sconfitta della corona spagnola da parte degli indipendisti cubani. Il legame tra Spagna e Cuba in realtà non si è mai sciolto e l'amicizia tra i popoli non è mai venuta a meno.

Cristoforo Colombo toccò per la prima volta il suolo cubano il 27 ottobre del 1492 e definì quella terra come “la cosa più bella che occhi umani avessero mai visto”. Pochi anni dopo, esattamente nel 1511, Diego Velazquez de Cuellar diede vita a Baracoa al primo insediamento spagnolo nell'isola. Da allora fino al 1898 la Spagna governò l'isola imponendo le proprie leggi con forza e prepotenza. I nativi vennero sterminati in poco più di un secolo di storia tra violenze, epidemie e genocidi e sostituiti come manodopera da decine di migliaia di schiavi che i conquistadores spagnoli introdussero a Cuba dalle remote regioni africane, in prevalenza dall'odierna Nigeria. E' proprio alla presenza di questa moltitudine di africani che si deve l'introduzione della religione animista Yoruba che successivamente sincretizzandosi con quella cristiana cattolica ha dato origine alla Santeria. La posizione strategica dell'isola di Cuba convinse molti avventurieri, commercianti e sopratutto la ricca borghesia spagnola ad attraversare l'Oceano e a fare di questa terra il centro nevralgico delle proprie attività. L'Avana si trasformò ben presto da un semplice villaggio ad una delle città più belle del Nuovo Continente e del mondo intero con un fiorire di mercati, palazzi, strade e chiese che ancora oggi affascinano chiunque ha la fortuna di visitarli.

La guerra di indipendenza cubana iniziata verso la metà del 1800 ebbe però un finale non atteso. Nel 1898 la grande potenza militare e politica spagnola era stata ormai sconfitta da un manipolo di soldati, contadini e intellettuali (Josè Marti è considerato il padre della Patria) quando con un colpo ad effetto intervennero i vicini Stati Uniti d'America: il pretesto fu l'affondamento il 15 febbraio del 1898 dell'incrociatore militare USS Maine che si trovava nella baia dell'Avana. Gli Stati Uniti accusarono la Spagna del disastro (mai provato, forse si trattò di un incidente interno, qualcuno pensa appositamente voluto …) e le dichiararono guerra nell'aprile dello stesso anno nonostante la Spagna negasse ogni coinvolgimento in quei tragici fatti e chiedendo inutilmente l'istituzione di una commisssione mista per esaminare le cause dell'incidente in cui morirono circa 200 marinai statunitensi. La guerra durò solo 4 mesi e alla fine della della stessa la Spagna non solo abbandonò Cuba ma concesse a agli Stati Uniti a titolo di risarcimento le isole di Guam, Porto Rico e le Filippine. Da quel momento gli Stati Uniti occuparono Cuba sia militarmente che politicamente. Sotto la spinta di forze interne contrarie all'occupazione e alla strenua opposizione degli indipendentisti cubani gli yankee abbandonarono l'isola nel 1902 anno in cui fu riconosciuta l'indipendenza di Cuba ma con l'emendamente Platt conservarono una sorta di protettorato sull'isola che contemplò anche la concessione di due basi navali, una ubicata nell'Isola dei Pini l'attuale Isla de la Joventud che venne poi restituita a Cuba nel 1925 e l'altra a Guantanamo nell'estremo oriente dell'isola.

La Spagna nonostante le vicende storiche contradistinte da secoli di violenza è da molti considerata ancora oggi la Madre Patria e numerosi sono gli spagnoli che scelsero Cuba come proprio destino e che qui vi si trasferirono in massa sopratutto durante la guerra civile spagnola che insanguinò la nazione tra il 1936 e il 1939. I rapporti tra le due nazioni non si sono di fatto mai interotti e la visita dei reali sancisce un legame storico, culturale, politico ed economico mai dissolto.

Il 12 novembre il presidente cubano Diaz Canel insieme alla sua consorte hanno ricevuto i reali di Spagna Filippo VI e Letizia Ortiz Rocasolano al Palacio de la Revolucion ed in questa occasione sono stati firmati importanti accordi di cooperazione che riguardano tutti i settori dell'economia con ampio risalto agli scambi culturali. I reali hanno poi visitato la Plaza de la Revollucion offrendo fiori al memoriale Josè Marti.

i monarchi di Spagna in vita all'Avana al memoria Josè Marti, novembre 2019
(I reali di Spagna rendono omaggio a Josè Martì - foto web)

Poi è stata la volta della visita nel centro coloniale dell'Avana tra una folla di turisti e curiosi. Felipe VI ha indossato per l'occasione una comoda e fresca guayabera, la tipica camicia cubana. Un bel omaggio a la terra che lo sta ospitando. In serata poi i monarchi di Spagna hanno assistito ad un gran galà culturale organizzato in loro onore al Gran Teatro Alicia Alonso.

i reali di Spagna in visita all'Avana, Teatro Alicia Alonso 12 novembre 2019
(I reali di Spagna Filippo VI e Letizia Ortiz Rocasolano al Teatro Alicia Alonso - foto web)

La visita si è svolta con molta cordialità anche se non sono mancate le polemiche sia in Spagna che a Cuba da parte di chi non ha visto di buon occhio l'incontro tra i reali di Spagna e il governo di Cuba. Un'altro importante aspetto che ha sollevato molte discussioni ed una ondata di protesta e novità è stato il modo con cui sono state "ripulite" le strade dell'Avana, non solo dai rifiuti ….

Vi rimando al prossimo articolo … “Ni una patas meno!”

Ciao Alicia, il cigno è volato via

20 ottobre 2018

Alicia Alonso morta il 17 ottobre del 2019
(foto web)

Si è spenta il 17 ottobre all'età di 98 anni la grandissima ballerina e coreografa Alicia Alonso. Una donna determinata che ha fatto della danza classica la sua ragione di vita laddove questa disciplina non era ritenuta adatta nè alla cultura nè alle attitudini fisiche dei caraibici. E' stata una autentica rivoluzionaria nel suo campo è ha legato per sempre il suo nome ha l'isola dove è nata che l' ha eletta tra i grandi di sempre della sua storia. Ho scritto il racconto della sua vita in un articolo del 2017: "Il cigno che ha danzato nell'oscurità" (http://www.mambotango.it/index.php/blog-mambo-tango/213-alicia-alonso-il-cigno-che-ha-danzato-nell-oscurita)

Oggi vi lascio due pensieri bellissimi: il primo è l'omaggio di un grande ballerino della scuola cubana, Carlos Acosta,il secondo è un poema a lei dedicato da Amaury Perez. Li ho tradotti forse con qualche errore ma con la speranza che abbiano conservato tutta la loro prorompente dolcezza e gratitudine verso Alicia. 

La più grande allerina cubana di tutti i tempi Alicia Alonso è morta il 17 ottobre del 2019
(foto web)

"He recibido con dolor la noticia de la muerte de nuestra Primera Bailarina, Alicia Alonso. En estos momentos no puedo dejar de pensar en todo lo que le debemos, en el extraordinario legado que Alicia nos ha dejado. Siendo hija de una pequeña isla del Caribe, Alonso se impuso a todas las barreras que decían que el ballet era un arte de países desarrollados, que el físico y el temperamento latino no se ajustaban a los requisitos de la danza clásica. Todos estos prejuicios fueron demolidos cuando Alicia Alonso entró en la escena. Impuso su nombre latino, su físico, su personalidad. Su lucha por ser reconocida abrió las puertas del ballet clásico para todos los jóvenes de nuestro continente que soñaban con bailar y puso el nombre de Cuba en las carteleras de los grandes escenarios internacionales. Luego, junto a Fernando y Alberto Alonso, fundó la Escuela en nuestro país y ya es sabida la historia posterior: el ballet cubano, nuestros bailarines, son aplaudidos con admiración en todo el mundo.
Tuve la dicha de bailar con Alicia Alonso en una ocasión. En otro momento tuve el privilegio de que me tomara ensayos de El espectro de la rosa, de Michel Fokine. Fue una experiencia inolvidable porque, entre las correcciones, Alicia nos contaba anécdotas sobre el coreógrafo. Ese día quedé deslumbrado por sus conocimientos y su memoria, por el recuerdo de esas historias lejanas que al contarlas ella se hacían tan cercanas.
Hoy me sumo al dolor por la muerte de Alicia Alonso, por todo lo que creó, por todo lo que nos dio, por ser el cimiento principal de una escuela de ballet que tanta gloria le ha dado a nuestro país, por haber sido raíz de nuestro movimiento danzario. Junto a los artistas de Cuba, seguiré trabajando para que nuestro país siga creciendo. Creo que esa es la mejor manera de honrar su nombre."
Carlos Acosta

Traduzione) Ho ricevuto con dolore la notizia della morte della nostra prima ballerina, Alicia Alonso. In questi momenti non riesco a smettere di pensare a tutto ciò che gli dobbiamo, nella straordinaria eredità che Alicia ci ha lasciato. Essendo figlia di una piccola isola dei Caraibi, Alonso si è imposta su tutte le barriere che dicevano che il balletto era un'arte dei paesi sviluppati, che il temperamento fisico e latino non era conforme alle esigenze della danza classica. Tutti questi pregiudizi furono demoliti quando Alicia Alonso entrò in scena. Ha imposto il suo nome latino, il suo fisico, la sua personalità. La sua lotta per essere riconosciuta ha aperto le porte al balletto classico per tutti i giovani del nostro continente che sognavano di ballare e ha posto il nome di Cuba sui cartelloni dei grandi palcoscenici internazionali. Quindi, insieme a Fernando e Alberto Alonso, ha fondato la Scuola nel nostro paese e la storia successiva è già nota: il balletto cubano, i nostri ballerini, sono applauditi con ammirazione in tutto il mondo.Una volta ho avuto la gioia di ballare con Alicia Alonso. In un altro momento ho avuto il privilegio di prendere saggi del " Il fantasma della Rosa", di Michel Fokine. È stata un'esperienza indimenticabile perché, tra le correzioni, Alicia ci ha raccontato aneddoti sul coreografo. Quel giorno fui abbagliato dalla sua conoscenza e dalla sua memoria, dal ricordo di quelle storie lontane che quando lei ce le raccontò si fecero così vicine.Oggi mi unisco al dolore per la morte di Alicia Alonso, per tutto ciò che ha creato, per tutto ciò che ci ha dato, per essere stata la fondamenta di una scuola di balletto che ha dato tanta gloria al nostro paese, per essere stata la radice del nostro movimento di danza. Insieme agli artisti di Cuba, continuerò a lavorare affinché il nostro paese continui a crescere. Penso che sia il modo migliore per onorare il suo nome.

Amaury Perez

Quisiera ser el viento
que su espacio reclama
quisiera ser el viento
cuando se le derrama
quisiera ser el viento
cuando se encima y canta.
Quisiera ser el viento
que a su paso declama
quisiera ser el viento
que le fascina y habla
quisiera ser el viento,
podría ser la llama ...
... Podría ser la luna
podría ser el agua
podría ser la lluvia
que la mece y la abraza
podría ser la espuma
podría ser la danza
pero quiero ser viento
para arrullarla.
Quisiera ser el viento
que la compulsa y alza
quisiera ser el viento
para desamarrarla
quisiera ser el viento,
podría ser la jaula ...
Podría ser la luna
podría ser el agua
podría ser la lluvia
que la mece y la abraza
podría ser la espuma
podría ser la danza
pero quiero ser viento
para arrullarla
pero quiero ser viento
y enamorarla.

(traduzione)

Vorrei essere il vento
che il suo spazio reclama
Vorrei essere il vento
quando si rovescia
Vorrei essere il vento
Quando si alza e canta
Vorrei essere il vento
che nel suo percorso declama
Vorrei essere il vento
che affascina e parla
Vorrei essere il vento
potrei essere la fiamma ......
potrei essere la luna
potrei essere acqua
potrei essere la pioggia
che la scuote e la abbracci
potrei essere la schiuma
potrei essere la danza
ma voglio essere vento
per cullarla
Vorrei essere il vento
che la prende con forza e solleva
Vorrei essere il vento
per scioglierla
Vorrei essere il vento
potrei essere la gabbia ...
Potrei essere la luna
potrei essere acqua
potrei essere la pioggia
che la scuote e la abbraccia
potrei essere la schiuma
potrei essere la danza
ma voglio essere vento
per cullarla
ma voglio essere vento
e farla innamorare

Scautismo e Pioneros a Cuba: cosa è cambiato in 100 anni di storia

14 ottobre 2019

Pioneros de Cuba
(Pioneros Moncadistas de Cuba - foto web)

L'8 di ottobre in occasione del 52° anniversario della morte di Che Guevara (la Higuera, Bolivia – 9 ottobre 1967) in distinte celebrazioni tenutesi in molte località di Cuba sono stati conferiti a circa 130 mila bambini del primer grado, l'equivalente alla nostra prima classe elementare, i pañuelos azzurri dei “Pioneros”. Ma chi sono questi piccoli soldatini? Per un vecchio scout come me è facile trovare molte affinità con gli ideali propri dello scoutismo pur restando allo stesso tempo notevoli differenze. In effetti l'Organizzazione dei Pioneri nasce a Cuba nel 1960 all'indomani del trionfo della Rivoluzione castrista proprio in sostituzione di quel Movimento Scout presente sull'isola caraibica fin dal 1914 e che dal 1927 era membro a tutti gli effetti della Organizzazione Mondiale del Movimento Scout.

Organizzazione dei Pionieri di Cuba
(foto web)

La Organización de Pioneros José Martí (OPJM) è per definizione una organizzazione giovanile rivolta ai ragazzi nell'età compresa fra i 6 e i 14-15 anni e che ha come suoi intenti quello di promuovere l'interesse per lo studio, l'amore per la Patria, la fraternità internazionale, la vità all'aria aperta attraverso diverse attività sportive, ricreative e culturali, la solidarietà e la mutua assistenza tra i vari componenti, il rispetto e la protezione della natura e non da meno l'educazione ai valori morali, patriottici e ai principi del comunismo: il motto di questa organizzazione è appunto “Pioneros por el Comunismo, seremos como el Che”. Anche la conoscenza della storia del proprio paese riveste una importanza fondamentale. Infatti molte attività vengono svolte nei luoghi simbolo della storia di Cuba. Tra queste sicuramente la più importante è l'ascesa al Pico Turquino, la montagna più alta di Cuba, che si trova nella Sierra Maestra, nella parte orientale dell'isola, e che fu teatro della guerra di rivolta contro il regime di Batista. Questo percorso viene ripetuto come rituale al termine di ogni ciclo di studio. Un'altra organizzazione giovanile presente sull'isola è la Organización de Estudiantes de la Enseñanza Media y la Federación Universitaria che opera attraverso circoli culturali e con un interesse specifico verso il naturalismo, la speleologia e l'amore per la montagna.

Pioneros de Cuba: la cerimonia della pañoleta
(la cerimonia della pañoleta - foto web)

Qui di seguito ecco quelli che sono i principi fondamentali della OPJM Organizacion de Pioneros José Martì che va dal primo al nono grado (elementari e medie) della istruzione scolastica cubana.   E' evidente come si sia attinto molto dalle regole su cui si basa lo scautismo:

  • La formazione dei pioneros come futuri uomini e donne che continueranno la missione della Rivoluzione.

  • La promozione dell'interesse allo studio, al senso di responsabilità sociale e all'amore verso la Patria.

  • Lo sviluppo nei bambini dell'attitudine al lavoro.

  • Il sostegno all'amore verso i martiri e gli eroi della Patria e la conoscenza dei fatti principali della storia di Cuba.

  • La promozione di attività sportive, culturali e ricreative.

  • L'educazione ai valori e alle qualità morali nei bambini.                                                           In questo contesto grande risalto ha la:

  • La Cerimonia della Pañoleta (il fazzolettone)
    Questo pezzo di stoffa triangolare è il simbolo fondamentale dell'appartenenza dei pioneros all'organizzazione. I tre vertici significano: studio, lavoro e difesa della rivoluzione.
    I pioneros “Moncadistas”, i più piccoli, utilizzano una pañoleta azzurra che richiama al colore del cielo della Patria mentre i pioneros “José Martí” ne indossano una di colore rosso come il colore del sangue degli eroi. Il passaggio tra i due fazzolettoni avviene al raggiungimento del terzo grado di istruzione ogni 14 di giugno e si celebra con una cerimonia carica di simboli dove i bambini che passano al quarto grado ricevono la pañoleta direttamente dalle mani dei genitori, dai nonni, dai maestri o dai compagni di scuola che sono già al sesto grado. Con il passaggio del testimone si garantisce continuità ai principi dell'organizzazione.

  • I Pionero di Cuba e la cerimonia della consegna  del fazzolettone
    ( il passaggio al fazzolettone rosso- foto web)

Riassumo infine un breve tratto della storia dello scautismo a Cuba.

Scout di Cuba
(Il giglio degli Scout di Cuba - foto web)

L'Asociación de Scouts de Cuba (ASC) è stata presente sull'isola dal 1927 al 1961. Lo Scoutismo iniziò a dire il vero già nel 1914 ma solo un decennio dopo nel 1927 l'ASC fu riconosciuta internazionalmente diventando di diritto membro dell'Organizzazione Mondiale del Movimento Scout (WOSM). Alla fine degli anni 1950 l'associazione contava circa 6.500 membri.

Boy Scout en Cuba
(Effigi Scout di Cuba - foto web)
Fibia cintura Scout  di Cuba
(Fibia della cintura Scout di Cuba - foto web)

Cuba è oggi uno dei soli 5 paesi al mondo dove non è presente lo scoutismo. Gli altri sono: Città del Vaticano per le sue piccole dimensioni, Corea del Nord, Andorra, e Laos. Lo scoutismo nasce quando il generale ed eroe nazionale inglese Robert Baden Powel organizzò un campo nell'isola di Brownsea (nel porto di Poole, Dorset, sulla Manica) a cui parteciparono 21 ragazzi provenienti da diverse città e da diverse classi sociali. Il primo di agosto del 1907, data di inizio del campo, è considerata la data di origine del Movimento Scout che attualmente è presente in più di 200 nazioni con più di 50 milioni di iscritti raggruppati in diverse organizzazioni confessionali e non.

Associazione Scout di Cuba
(foto web)

Come già detto lo scautismo nasce a Cuba nel 1914 sotto l'egidia del Boy Scout of America e il 22 giugno del 1927 viene fondata con decreto presidenziale l' Asociación de Scouts de Cuba. Nello stesso anno l'ASC diventerà membro della Organizzazione Mondiale del Movimento Scout. Nel 1941 si organizzò il primo campo nazionale all'Avana, mentre il secondo si tenne nel 1948 a Cayo Conuco, Caibarien, ed il terzo nel 1954 a Wajay in occasione del 40° dello scautismo a Cuba.

Francobollo commemorativo Scout di Cuba
(foto web)
Francobollo commemorativo di Baden Powell fondatore degli Scout
(Cuba, francobollo commemorativo di Lord Baden Powell fondatore degli Scouts - foto web)

Nel 1956, sotto la guida di Serafin Garcia Menocal presidente del Consejo Nacional Scouts de Cuba (Consiglio Nazionale), gli scout acquistarono un terreno a Mayabeque, lungo il fiume omonimo nei pressi di Catalina de Guines a 50 km dalla capitale, spazio che verrà utilizzato come Campo Escuela Nacional per la formazione e l'addestramento degli educatori scout. Il campo fu poi abbandonato nel 1961 in seguito allo scioglimento dell'associazione e attualmente è ricoperto dalle acque della diga di Mamposton.

Scouts de Cuba nel 1956
(Scouts Cubani nel 1956 - foto web)

Nei primi mesi del 1959 i rivoluzionari chiesero la collaborazione degli scout per la gestione di diversi servizi di interesse pubblico tra cui la direzione del traffico (la polizia di Batista si era dissolta), la raccolta e distribuzione di cibo, l'assistenza negli ospedali e l'organizzazione di centri di pronto soccorso. Poi lo scioglimento dell'Associazione e la nascita dei Pioneros. Leggo sui social che attualmente c'è un piccolo gruppo di scout nella sola città di Santiago. Che siano i primi passi per una nuova rinascita?

Scout a Cuba nel 1959 prima dello scioglimento dell'associazione
(Sagua la Grande, Villa Clara 1959. Ultimo raduno dei capi Scout prima dello scioglimento dell'Associazione - foto web)
Cuba 1959, Sagua la Grande, l'ultimo raduno dei capi Scout
(Sagua la Grande, 1959. Una pattuglia di Scouts all'ultimo raduno - foto web)

La Legge Scout, versione originale di Baden Powell

«1. Lo scout pone il suo onore nel meritare fiducia.
2. Lo Scout è fedele: al Re, alla Patria, ai suoi Capi, ai suoi genitori, ai suoi datori di lavoro e ai suoi sottoposti.
3. Il dovere di uno Scout è di essere utile e aiutare gli altri.
4. Lo Scout è amico di tutti e fratello di ogni altro Scout, a prescindere dalla classe sociale di appartenenza.
5. Lo Scout è cortese.
6. Lo Scout è amico della natura.
7. Lo Scout ubbidisce agli ordini dei suoi genitori, del Capo Pattuglia o del suo Capo senza replicare.
8. Lo Scout sorride e fischietta in tutte le difficoltà.
9. Lo Scout è economo.
10. Lo Scout è pulito nel pensiero, nella parola e nell'azione.»

La legge Scout dell'AGESCI (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani)

  • pongono il loro onore nel meritare fiducia

  • sono leali

  • si rendono utili e aiutano gli altri

  • sono amici di tutti e fratelli di ogni altra Guida e Scout

  • sono cortesi

  • amano e rispettano la natura

  • sanno obbedire

  • sorridono e cantano anche nelle difficoltà

  • sono laboriosi ed economi

  • sono puri di pensieri, parole ed azioni         

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    Stemmi scout di Cuba anni '40
    (Stemmi Scout cubani anni'40 - foto web)