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E' morto il Cardinale Jaime Ortega, il postino del disgelo Usa-Cuba

28 luglio 2019

Il Cardinale Ortega artefice del dialogo USA-Cuba
(Il Cardinale Jaime Ortega - foto web)

Si è spento venerdi 26 luglio all'età di 82 anni il Cardinale cubano Jaime Lucas Ortega y Alamino, arcivescovo emerito di San Cristóbal de La Habana di cui è stato vescovo per ben 34 anni, unico vescovo al mondo ad aver ricevuto la visita di tre Papi: San Giovanni Paolo II, PapaBenedetto XVI e Papa Francesco, di cui era amico personale.

Ortega nacque il 18 ottobre del 1936 a Jaguey Grande nella diocesi di Matanzas. Studiò nel La sua nello storico Seminario di San Alberto Magno diretto dai Padri delle Missioni Straniere del Québec e proprio per questo completò in Canada i suoi studi di teologia. Dopo il suo rientro a Cuba fu ordinato sacerdote il 2 agosto del 1964 nella Cattedrale di Matanzas ma ben presto dovette interroppere il suo ministero poiché nel 1966 venne internato per 8 mesi nei campi di lavoro e rieducazione, i famigerati UMAP (Unidades militares de apoyo a la producción) strutture controllate direttamente dal ministero degli Interni. Come lui stesso raccontò in questo periodo di semiprigionia celebrò le messe di nascosto utilizzando un semplice bicchiere di alluminio al posto del calice. Ritornato in libertà nel 1967, venne nominato prima parroco della sua città natale e due anni dopo parroco della Cattedrale di Matanzas.

Il 4 dicembre 1978 viene nominato da san Giovanni Paolo II vescovo di Pinar del Río e successivamente, il 20 novembre 1981, arcivescovo di San Cristóbal de L’Avana e infine ll 26 novembre del 1994 lo stesso ponefice lo nomina Cardinale. Ortega rimase a capo dell'arcidiocesi per ben 34 anni fino al 24 aprile del 2016 quando Papa Francesco accettò le sue dimissioni dall'incarico pastorale. In questo lungo periodo il Cardinale Ortega ha svolto un infaticabile lavoro dimostrando sempre un forte interesse per i laici e i giovani e “creando nuove parrocchie, costituendo il Consiglio Diocesano di Pastorale, ricostruendo oltre quaranta chiese e case parrocchiali, istituendo una Casa Sacerdotale per l'accoglienza di sacerdoti della Diocesi e di tutta Cuba per riunioni, ritiri o semplicemente per riposare, creando un Centro Laicale per le riunioni, con biblioteca, cappella e stanze per gli ospiti, costruendo due centri d'incontro e di riunione soprattutto per i giovani. Nel 1991 ha fondato la Caritas all'Avana, dando così origine alla Caritas Cuba. Nel 2011 ha dato vita al Centro culturale Padre Félix Varela per la formazione del laicato e ha profuso ogni sua energia per alimentare nuove vocazioni al sacerdozio.Grazie alle sue omelie, al bollettino mensile arcidiocesano Aquí la Iglesia e ad altri interventi e messaggi, si è fatto conoscere dalla gente della sua Arcidiocesi, che ha sempre ascoltato le sue opinioni e i suoi orientamenti, nonostante la Chiesa a Cuba non abbia avuto per molto tempo alcun accesso ai mezzi di comunicazione sociale. E' stato insignito della Laurea honoris causa dalle Università Barry and St. Thomas,Florida; San Francisco, California; Providence College, Rhode Island; Boston College, Massachusetts; St. John’s University, New York" (fonti vaticane).

Uomo del dialogo e della diplomazia ha accolto sul suolo cubano ben tre Pontefici: nel gennaio 1998 San Giovanni Paolo II nel suo storico ed indeminticabile viaggio a Cuba. Nel marzo del 2012 è stata la volta di Papa Benedetto XVI e nel settembre del 2015 ha accolto Papa Francesco che sarebbe tornato sull'isola il 12 febbraio del 2016 per lo storico incontro avvenuto all'aereoporto dell'Avana con Sua Santità Kirill, Patriarca di Mosca e di tutta la Russia.

Papa Francesco con il Cardinale Ortega durante la visita del Pontefice a Cuba
(Cuba, Papa Francesco e il Cardinale Ortega - foto web)

Nonostante il periodo di detenzione mantenne sempre vivo il dialogo con il regime castrista attirando per questo su di se le critiche dell'opposizione ed ha svolto un ruolo chiave nella improvvisa svolta positiva nei rapporti tra Cuba e gli Stati Uniti sotto l'amministrazione Obama (Trump ha già cancellato quasi tutti i risultati ottenuti in quelle storiche giornate …).

Infatti fu proprio il Cardinale a consegnare personalmente al presidente cubano Raul Castro e a quello degli Stati Uniti Barak Obama durante un viaggio segreto a Washington due lettere nelle quali Papa Francecso chiedeva ai due statisti di incontrarsi per riallacciare dopo decenni di guerra fredda i rapporti diplomatici ed economici e per risolvere le questioni umanitarie. inclusa la situazione dei prigionieri politici. La svolta tanto attesa arrivò e Obama e Castro ringraziarono pubblicamente il Papa in due storiche conferenze stampa che vennero trasmesse in mondo visione per poi incontrarsi all'Avana nel marzo del 2016 dopo più di tre anni di silenziose trattative e ben 88 dall'ultima volta in cui un presidente degli Stati Uniti d'America mise piene a Cuba.

Marzo 2016, il presidente degli Stati Uniti incontra il Cardinale Ortega all'Avana
(L'Avana, marzo 2016. Barak Obama incontra nella Cattedrale il Cardinale Ortega - foto web)
Con la morte del Cardinale Jaime Lucas Ortega y Alamino se ne va una delle figure più emblematiche della storia moderna di Cuba e della Chiesa cattolica in America Latina.
Particolarmente incisiva la frase con la quale Papa Giovanni Paolo II sintetizzò la sua storica visita a Cuba nel 1998:
“A Cuba comandano due persone: una è Fidel Castro, l'altra è il Cardinale Ortega”.
Raul Castro e Barak Obama nello storico incontro avvenuto a Cuba nel marzo del 2016
(L'Avana, marzo 2016. La storica stretta di mano tra Barak Obama e Raul Castro - foto web)

Fiesta del Fuego 2019: tradizione e Revolucion

13 Luglio 2019

Fiesta del Fuego 2019 Santiago di Cuba
(foto web)

 

 

Dal 3 al 9 di luglio si è celebrata a Santiago di Cuba la 39^ edizione della Fiesta del Fuego, una ricca manifestazione di cultura popolare caribeña nata nel 1981 e rivolta a tutti i Paesi del Caribe. L'edizione 2019 è stata dedicata al 60° anniversario della Rivoluzione cubana e ha avuto come invitato speciale l'Uruguay. Centinaia di persone hanno affollato le strade della ciudad heroica dando vita a incontri, mostre di arte plastica, conferenze e spettacoli in teatri e nelle piazze.

Fiesta del Fuego a Santiago di Cuba
(foto web)
Santiago di Cuba e la sua Fiesta del Fuego
(foto web)

La pittoresca sfilata alla quale hanno partecipato una ventina di paesi ed  alimentata da canti, danze, congas e il suono inconfondibile della trompeta china è culminata con la Quema del Diablo rito che conclude la settimana e che consiste nel bruciare un grande pupazzo che rappresenta appunto il diavolo e la sua malvagità. Con questa cerimonia che ha origini haitiano-cubane i partecipanti invocano la buona fortuna per se e per i propri cari. La Fiesta del Fuego è un grande evento che ci avvicina alla comprensione della cultura afrocubana e al rispetto di antiche tradizioni, credenze e riti ancestrali che vibrano ancora oggi attraverso i ritmi frenetici dei suoi tamburi nelle vene dei santiagueri.

Santiago di Cuba: La Quema del Diablo
(La Quema del Diablo - foto web)

Segnatevi la data e se vi capita di organizzare una vacanza non vi dimenticate di Santiago: culla della musica, della santeria e della Revolucion !

Cultura afrocubana
(foto web)

 

La bella storia di Miguel e Bia, un delfino di Guardalavaca

1 Giugno 2019

Miguel il dentista cubano che ha curato il delfino Bia
(Miguel e Bia - foto web)

Quella che vi racconto è una storia di ordinaria passione per il proprio lavoro e di straordinaria com-passione per la vita.

Miguel Rodriguez Garrido nasce a Banes la stessa città che diede i natali a Fulgencio Batista (1901-1973) ed è considerato uno dei medici più valenti di tutta Cuba. Dal 1997 opera come dentista nella Clinica internacional di Guardalavaca, famosa località tutistica che si affaccia sul mare e che è ubicata nella provincia orientale di Holguin. Da due decenni Miguel assiste più di 1000 pazienti all'anno, per lo più cittadini stranieri, ai quali con maestria restituisce non solo un miglior aspetto esteriore ma anche una ritrovata serenità interiore.

La notizia rilanciata pochi mesi fa prima dalla stampa locale e poi anche da quella internazionale ha come protagonista il buon Miguel al di fuori però dei suoi abituali ambulatori.

Come lui stesso racconta “Un giorno ricevetti una chiamata d'urgenza dall' Acuario Bahia Naranjo. Bia, un delfino tra i più ammirati ed amati del parco acquatico di Guardalavaca, a causa di un violento trauma subito alla bocca da giorni non mangiava ed era visibilmente sofferente e il suo fisico stava deperendo rapidamente.”

Il nostro non ci pensò due volte e corse immediatamente al vicino Acuario Holguinero. Qui dopo aver esaminato il povero Bia, constatò che il delfino aveva una subito una grave lesione ad una parte dei sui 98 denti. Alcunidi essi infatti si erano fratturati forse in seguito ad una delle sue spericolate evoluzioni o molto più probabilmente dopo aver morso, scambiandolo per del cibo, un oggetto non propriamente commestibile!

Miguel curò con pazienza ben cinque denti del delfino Bia che solo dopo pochi giorni riprese a mangiare e a divertirsi e a divertire con i suoi salti e capriole centinaia di spettatori.

Mi è piaciuto raccontare questa storia perchè troppo spesso si sente parlare di maltrattamenti, abusi, abbandoni e umiliazioni inflitti agli animali da parte dell'uomo. Esistono via alternative a questo modo di agire e Miguel ce ne ha indicata una facendo semplicemente la sua parte attraverso ciò che gli riesce meglio.

L'amore e la com-passione salveranno il mondo.

Gli 8 moschettieri cubani alla corte del Real Madrid

3 maggio 2019

Jesus Chus Alonso, un cubano nella storia del Real Madrid
(Jesus "Chus" Alonso al Real Madrid dal 1939 al 1948 - foto web)

Alcune pagine fa ho raccontato di Onel Hernadez che salvo sorprese sarà il primo calciatore cubano a giocare nella Premier League inglese, la massima serie di calcio di Inghilterra.

Quella di Onel non è però l'unica storia affascinante che riguarda il futbol cubano perchè ve ne è un'altra che sembra uscita da una fiaba impolverata del passato e che riguarda ben otto ragazzi nati nell'isola caraibica e che trovarono alterne fortune nel grande Real Madrid, si proprio così, nelle mitiche merengues madrilene!

Bisogna fare però un bel passo all'indietro e tornare ai primi del 1900 …

Partiamo dai loro nomi che sembrano quelli di impavidi moschettieri: i fratelli Armando, José e Mario Giralt, Antonio Sánchez Neyra, Fernando López Quesada, Enrique Ferrer, Mario Inchausti e Jesús Alonso detto “Chus”.

Grazie a loro Cuba si colloca al sesto posto nella speciale classifica dei Paesi che hanno dato il maggior numero di atleti ai Blancos. Incredibile no?

I tre fratelli Giralt nacquero all'Avana tra il 1882 e il 1885 e Mario fu il primo a indossare la casacca dei blancos tra il 1902 e il 1903. Ciò che legherà per sempre il nome degli Hermanos Giralt alla storia del club saranno fondamentalmente due eventi. Il Real Madrid disputò la sua prima partita ufficiale il 9 marzo del 1902. Prima di quella data infatti il club della capitale spagnola si chiamava Madrid Foot-Ball Club. In quella occasione per celebrare l'evento si organizzò una partita amichevole tra due formazioni composte da elementi della stessa società e tutti e tre i fratelli furono schierati nell'undici titolare di una delle due.

Qualche mese più tardi, il 13 maggio del 1902, si disputò invece il primo incontro tra Real Madrid e Barcellona in occasione della Copa de la Coronacion oggi Copa del Rey. In quel match che fu vinto dal Barcellona per 3 a 1 il Real schierò oltre ai tre fratelli Giralt un quarto cubano Antonio Sánchez Neyra (la Habana 1884) che da li a poco si ritagliò il suo posto nella storia del Real Madrid.

Il 5 aprile del 1909 durante la semifinale della Copa del Rey contro gli eterni rivali del Barcellona, Antonio segnò a tre minuti dalla fine su calcio di rigore regalando il successo alla compagine madrilena.

Altri due calciatori cubani indossarono la camiseta blanca senza ottenere però risultati eclatanti. Uno fu Fernando López-Quesada Bourbón (30 ottobre 1890 Cardenas, Matanzas), che giocò per 5 anni nel Real tra il 1910 e il 1915. L'altro, che disputò una sola stagione a Madrid nel 1935 e di cui non si hanno molte notizie, si chiamava Enrique Ferrer.

C'è poi la storia dolce e amara di Mario Inchausti (3 giugno1915 Caibarién, Villa Clara).

Mario Inchausti da Cuba alla porta del grande Real Madrid nel 1941
(Mario Inchausti ai tempi del Betis prima del passaggio al Real - foto web)

Mario si trasferì in Spagna con i genitori quando aveva circa 10 anni e nella penisola iberica oltre ad intraprendere gli studi prima dai Gesuiti e poi nella facoltà di medicina a Saragoza coltivò la sua passione per il gioco del calcio. La sua innata abilità tra i pali lo portò giovanissimo nel Saragoza con la quale conquistò la prima promozione nella serie A spagnola nel 1936 e dopo una parentesi nel Betis approdò nel 1941 al Real Madrid che lo acquistò per una cifra considerevole per l'epoca. In quegli anni i merengues avevano in rosa già tre forti portieri (Marzá, Pacheco y Esquiva) ma il giovane Mario seppe guadagnarsi con la sua determinazione un posto da titolare nelle partite di Coppa. Purtoppo a soli 26 anni un grave incidente pose fine alla sua esperienza nel Real Madrid ed anche alla sua promettente carriera di portiere. Mario proseguì i suoi studi fino a laurerarsi in medicina. E' morto del 2006 a quasi 91 anni!

E in ultimo racconterò le gesta di Jesús “Chus” Alonso, nato all'Avana il 24 Aprile del 1917 da genitori asturiani, senza dubbio il migliore della compagnia. Jesus lasciò Cuba insieme alla sua quando era ancora piccolo. Ben presto gli osservatori notarono le sue enormi potenzialità e già a 18 anni entrò nelle giovanili del Real Madrid. Dopo una breve esperienza nel Valladolid e un fallimentare tentativo del Barcellona di acquisirne le prestazioni nel 1939 Jesus tornò al Real e debuttò con la prima squadra dove vi rimase fino al 1948. Alonso pur vincendo solo due Coppe del Re fu una colonna del Real Madrid per quasi 10 anni disputando con la camiseta blanca 159 partite e realizzando 65 goal due dei quali messi a segno in una rocambolesca partita di Coppa contro i rivali di sempre del Barcellona terminata 11 a 1 per il Madrid !

Chus” Alonso che giocava nel ruolo di centrocampista si affermò per il suo fisico potente e per l'abilità nei colpi di testa. Fu il primo marcatore in partite ufficiali nella storia dello stadio Chamartin (all'epoca il più grande d'Europa) voluto dal mitico Santiago Bernabeu, un monumento di ingegneria che nel 1955 fu ribatezzato in suo onore “Estadio Santiago Bernabeu”. Avvenne il 28 dicembre del 1947 durante Real Madrid e Athletic Club Bilbao terminato 5-1 per il Real con due reti del nostro “Chus”.

Per più di 70 anni Alonso ha mantenuto inoltre il record del più veloce goleador del Real Madrid in partite contro il Barcellona in virtù di una rete realizzata dopo appena 40 secondi in una partita disputata il 28 gennaio del 1940. Questo primato è durato fino al 10 dicembre del 2011 quando Karim Benzema mise a segno un goal dopo appena 23 secondi dall'inizio della gara.

Il grande “Chus” fu convocato anche tre volte con la nazionale spagnola giocando contro Francia, Germania e la nostra Italia. E' stato dirigente delle Federazioni Spagnola e Castigliana di Calcio.     E' morto nel 1979.

Per concludere questo magico racconto una ultima curiosità che lega la storia del Real Madrid a Cuba: la mamma di Santiago Bernabeu, calciatore e allenatore spagnolo e presidente del Real Madrid dal 1943 al 1978, si chiamava doña Antonia de Yeste ed era nata a Camagüey...

Onel Hernandez, la revolucion cubana nel calcio

27 aprile 2019

Onel Hernandez il primo giocatore cubano nella Premier League inglese
(Onel Hernandez - foto web)

La notizia è di questi giorni e ha destato stupore e curiosità fra tutti gli appassionati di football e allo stesso tempo amanti delle vicende cubane. Onel Hernandez sarà infatti il primo giocatore di calcio cubano a giocare nella Premier League inglese! Questo ragazzone nato 26 anni fa a Moron, Ciego de Avila, ha conquistato infatti con il suo Norwich City la promozione nella massima serie inglese disputando ben 37 delle 44 partite ufficiali con un bottino di 8 reti realizzate nel suo ruolo di attaccante.

Onel lasciò Cuba con i genitori a soli 6 anni per trasferirsi in Germania dove cominciò a muovere i primi passi sui campi da calcio fino ad approdare alle giovanili del Werder Bremen.

Il calcio a Cuba occupa un ruolo marginale non solo rispetto allo sport nazionale che è il beisbol ma anche in confronto ad altre discipline sportive come la pallavolo, il basket, il puligilato e l'atletica leggera. Ultimamente però la popolazione cubana si sta appassionando sempre di più al futbol e segue con molta partecipazione i campionati spagnoli e quello italiano le cui partite vengono trasmesse in diretta o in differita sui canali televisivi nazionali. Per le strade e nei campetti improvvisati sempre più giovani tirano calci al pallone abbandonando per un po' "el bate" (la mazza) e i guantoni da baseball.

A Cuba il primo campionato di calcio fu disputato nel lontano 1912. Attualmente vi prendono parte 12 squadre, il detentore del titolo è la "equipo" di Santiago mentre Villa Clara con 14 titoli nazionali ha il record di vittorie. Ci sono molti atleti forti fisicamente e di buon livello ma acerbi dal punto di vista tecnico per cui il cammino in questo sport per l'isola caraibica è ancora molto lungo ma potrebbe riservare delle belle sorprese. E dire che ai primi del 1900 sopratutto grazie ai tanti figli della Spagna il calcio visse momenti di gloria culminati con la partecipazione ai mondiali del 1938 in Francia, quelli vinti dall'Italia di Pozzo, in cui Cuba passò il primo turno eliminando la Romania. Poi nel 1982, con sempre l'Italia Campione questa volta in Spagna, Cuba mancò di un soffio la qualificazione alle fasi finali dei mondiali piazzandosi al quarto posto nel proprio girone eliminatorio sudamericano.

Purtroppo anche il calcio ha sofferto per le molte defezioni di atleti che hanno abbandonato la nazionale impegnata in partite all'estero impoverendo ulteriormente un potenziale umano già deficitario sia nei numeri che nella qualità. Attualmente circa una trentina di giocatori cubani giocano nel campionato statunitense, altri sono dispersi in campionati sudamericani.

Attualmente in Italia si sta mettendo in luce nelle file del Benevento (serie B) Samuel Armenteros nato in Svezia da genitori cubani e già nel giro della nazionale scandinava.

Chissà se le prestazioni di Onel serviranno ad alimentare entusiasmo e nuove speranze per il calcio cubano.  Mucha Suerte!

Notre Dame de Paris, il simbolo della Pasqua che si rinnova

20 aprile 2019, Sabato Santo

15 aprile 2019, Notre Dame brucia
(Notre Dame de Paris - foto web)

Il mondo piange in questi giorni di festa la parziale distruzione di Notre Dame, la cattedrale simbolo non solo della cristianità ma anche della cultura e dell'arte europea, un esempio mirabile di architettura e genialità che hanno elevato l'uomo alla soglia della divinità. C'è chi ha miseramente gioito di questa sciagura e c'è chi ha letto in essa una inevitabile punizione celeste causata dal penetrante degrado morale che ha contaminato la nostra società. Molti altri si sono riscoperti pompieri, tecnici, architetti e restauratori, investigatori e veggenti.

Sono convinto che Notre Dame risorgerà più bella di prima anche perchè la Francia avrà l'opportunità di mostrare al mondo tutta la sua grandeur. Molte cose nei secoli sono andate distrutte per la cupidigia dell'uomo o per eventi naturali o sfortunate coincidenze. Vedere Notre Dame bruciare è stato terrificante ma quell'incendio ha riacceso anche inattese fiamme di speranza. Una folla commossa tra cui molti giovani si è spontaneamente inginocchiata in preghiera alzando canti di lode e di supplica alla Madonna. Ci siamo sentiti tutti più piccoli difronte all'immagine della grande torre demolita e incenerita dalla furia dell'incendio come fosse stata un ramoscello di abete. Ci siamo guardati attorno, abbiamo cercato gli occhi del nostro vicino e ci siamo interrogati.

La fede non è un accessorio ingombrante ma una pietra angolare capace di sorreggerci anche quando tutto sembra perduto. E' l'acqua che spegne il fuoco che consuma la nostra parte migliore con fiamme di prepotenza,di egoismo e indifferenza.

Ed ecco apparire tra le nuvole di fumo un simbolo straordinario.

L'incedio che ha devastatao Notre Dame de Paris la sera del 15/04/2019
(Notre Dame, Gesù non scende dalla Croce - foto web)

La Croce è li. Si vede benissimo. Anzi sembra aver acquistato maggiore lucentezza!

La Pasqua è questo: passaggio, cambiamento, trasformazione e Risurrezione.

Ecco perchè la tragedia di Notre Dame può diventare un occasione di crescita per tutti e la luce che ci ha abbagliato e spaventato trasformarsi in un faro puntato sulle le altre tragedie che quotidianamente feriscono il mondo nell'indifferenza generale. Cristo muore tutti i giorni senza mai scendere da quella Croce; sta a noi decidere se voltargli le spalle o vegliare con Lui come è successo a Parigi il 15 aprile del 2019.

Buona Pasqua a tutti!

Il Principe Carlo all'Avana tra guarapo, cultura e strategie industriali

28 Marzo 2019
Principe Carlo d'Inghilterra in visita a Cuba
(La Monarchia e la Revolucion - foto Lapresse)

Il principe Carlo d'Inghilterra insieme alla sua consorte, la duchessa di Cornovaglia Camilla, sono sbarcati a Cuba domenica 25 Marzo 2019 per la prima storica visita ufficiale di 4 giorni compiuta da parte di membri della famiglia reale sul suolo caraibico. La coppia reale è giunta a Cuba proveniendo da Granada in un percorso che la porterà a visitare ex colonie britanniche oggi riconosciute nel Commonwealth: San Vicente, le Granadine appunto e San Cristobal y Nieves.

Il primo luogo visitato dal Principe Carlo all'Avana dopo l'incontro con le autorità avvenuto allo scalo all'aereoporto internazionale è stato la Plaza de la Revolucion dove ha posto ai piedi del monumento di Josè Martì una grande corona di rose.

Il Pricipe Carlo in visita a Cuba, marzo 2019
(Ai piedi di Josè Martì - foto Ansa)

I reali hanno poi passeggiato per le strade dell'Avana Vecchia, incontrato chef e artisti, visitato il Parque Lennon e fatto un giro in una macchina d'epoca guidata da un euforico Principe Carlo.

Il Principe Carlo e la Duchessa Camilla all'Avana. Marzo 2019
(foto web)
Carlo e Camilla al Parque Lennon, Avana marzo2019
(Let it be, Parque Lennon, Avana - foto web)

I reali sono sembrati pienamente a loro agio e particolarmente divertiti in occasione della visita al Paladar Habanera (municipio Playa) dove hanno gustato le primizie della cucina cubana come croquetas de frijol negro, pastel de maíz con lechón al carbón, tostón con quimbombó e pescado a la brace. L'erede al trono (ma la Regina non molla!) ha apprezzato moltissimo le crocchette di fagioli neri tanto da chiederne la ricetta e poi portarsene qualcuna in aereo per il viaggio di ritorno. Molto simpatici anche i momenti che lo hanno visto alle prese con la preparazione del guarapo ed il mojito.

Il Principe Carlo in visita ufficiale a Cuba. Marzo 2019
(Il Principe e il guarapo - foto web)

In un clima rispettoso e cordiale la coppia reale è stata invitata al Gran galà che si è tenuto presso il Teatro Alicia Alonso all'Avana. Non sono mancati poi gli accordi commerciali che hanno raggiunto la principale intesa con la messa in posa della prima pietra per la realizzazione di tre grandi parchi solari nella zona di Mariel destinati la produzione di energia che dovrebbe consentire a Cuba di migliorare la propria economia in preoccupante fase di stagnazione.

Con Carlo e Camilla il “palcoscenico Cuba” continua ad accogliere artisti e saltimbanco in una girandola di eventi che mi auguro non siano destinati unicamente a impreziosire la biografia di questo o di quello. Il popolo è in attesa di migliorie che tardano ad arrivare e la situazione sociale si è pesantemente peggiorata da una inaspettata crisi che ha colpito recentemente gran parte dell'isola penalizzando fortemente la produzione e la commercializzazione di generei alimentari di prima necessità come la farina, le uova e la carne di maiale, divenuti praticamente introvabili.

Il Principe Carlo in visita a Cuba. Marzo 2019
(Il principe Carlo a spasso per l'Avana - foto reuters)

I riflettori si spengono velocemente mentre gli apagon si ripresentano con una allarmante quotidianità. Cuba rischia di ricadere non solo in una profonda crisi economica e sociale ma di essere preda di nuovi coloni stritolata come è dall'embargo statunitense da una parte e dalla carenza di risorse materiali e tecnologiche e di capacità organizzative dall'altra.

Le aperture al mondo sono bellissime e necessarie ma non servono a sfamare il popolo. Servono investimenti e cambi generazionali. Prima di un pericoloso ritorno al passato ...

God save Cuba!