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Ni una pata menos! Ogni gesto d'amore è un atto rivoluzionario

18 novembre 2019

animalisti cubani contro il sacrificio degli animali di strada
(Ni una pata menos - foto web)

Si è appena conclusa la tre giorni storica che ha visto i reali di Spagna, Felipe VI e la consorte Letizia,  mettere piede sul suolo cubano dopo più di un secolo dalla disfatta dell'impero coloniale spagnolo ed il conseguente abbandono dell'isola di Cuba. La visita ha lasciato molti spunti di riflessione nonché strascichi plemici sia interni alla Spagna che sulla sponda nord americana dove gli esuli cubani anticastristi e parte dell'opinione pubblica spagnola hanno rimproverato i reali di aver teso troppo generosamente la mano all'odiato regime cubano astenendosi nel contempo a qualsiasi accenno sui dissidenti cubani e sui i presunti prigionieri politici. Curiosamente Felipe e consorte si sono recati come primo atto della loro visita in terra cubana nella piazza della Rivoluzione all'Avana dove hanno posto una corona di fiori al memoriale Josè Martì, il Padre della Patria che ha speso la sua giovane esistenza proprio al servizio della lotta di indipendenza contro la monarchia spagnola. Nella foto che li ritraeva ai piedi del grande monumento a Martì spiccava sullo sfondo l'immagine dell'altro grande rivoluzionario cubano-argentino, Che Guevara, che forse mai si sarebbe immaginato di assistere un giorno con il suo sguardo imbronciato alla visita di ben tre Pontefici (Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco), del presidente degli Stati Uniti d'America (mr. Obama) e dei Reali di Spagna. Prima di una breve visita a Santiago, Felipe VI ha avuto un colloquio privato con Raul Castro, un incontro non previsto che testimonia il fatto che la sua permanenza sull'isola è andata ben oltre la semplice vacanza. Un'altra circostanza ha però destato scalpore e suscitato una ventata di polemiche non solo a Cuba aprendo un dibattito serrato anche sui principali social. L'Isola da decenni combatte con difficili problematiche causate principalmente dall'asfissiante embargo economico imposto dagli Stati Uniti e non da menno dalla inefficienza di una organizzazione interna appesantita da una burocrazia spesso inadatta a trovare rapide soluzioni ai mille problemi. Nonostante tutto la Cuba rivoluzionaria ha fatto della cultura e dell'educazione i propri capisaldi esportando nel mondo non solo la propria arte, attraverso la musica, il ballo, la cinematografia e lo sport ma anche le proprie conoscenze scientifiche che sono di prim'ordine e che la colloca da sempre in prima linea con l'invio di centinaia di medici nelle zone più conflittuali del pianeta. Io che amo Cuba e amo gli animali non posso però chiudere gli occhi difronte ad una piaga che dovrebbe offendere la sensibilità e la cultura dei cubani. Tutt'oggi non esiste una legge di protezione degli animali cosicchè capita frequentemente di assistere a maltrattamenti, abbandoni e violenze perpretate in maniera ingiustificata su esseri indifesi.

no al maltrato animal en Cuba
(foto web)

A questo si aggiunge il perdurare di una profonda crisi energetica che fa si che molti animali vengano utilizzati fino allo stremo delle forze nel lavoro dei campi dei campi (i buoi) o impiegati come mezzo di trasporto (esistono centinaia di carretti trascinati da esausti cavalli in ogni angolo dell'isola). Infine quale lascito degli spagnoli ancora oggi sono frequenti in alcune zone dell'isola i combattimenti tra galli o cani o cruenti corride.

Contra el maltrato animal en Cuba
(foto web)

Ovviamente questa situazione non coinvolge soltanto Cuba ma è rappresentativa di molte regioni del mondo tra cui anche l'Italia dove una legge contro il maltrattamento degli animali esiste ma spesso è violata o ignorata.

La notizia di queste ore ci rimanda alla splendida Avana.

Solo il turista più distratto e insensibile non può accorgersi di come le strade della capitale siano popolate di cani e gatti abbandonati. Alcuni di loro si barcamenano perchè hanno trovato rifugio nelle vicinanze di paladar e ristoranti. Altri vagano tristemente denutriti ed ammalati nell'abbandono e nell'indifferenza totale. Qualcuno di loro è nato per strada mentre altri hanno conosciuto il calore di una casa e un padrone che poi ad un certo punto della storia se ne é disfatto.

Così accade che ogni tanto le strade vengano “ripulite”, solitamente in occasione di grandi eventi come è stata la recente visita dei Reali di Spagna. I cani e i gatti vengono raccolti molto spesso con metodi cruenti e inumani e sacrificati entro poche ore attraverso la somministrazione di veleni che rendono atroci anche le ultime ore delle loro disgraziate vite. In questi giorni la temuta Zoonosis ha puntualmente setacciato le strade dell'Avana ripulendo la città da ospiti indesiderati e problematici, per poter offrire una immagine più decorosa agli illustri ospiti spagnoli.

la Zoonis in azione all'Avana per ripulire le strade dagli annimali randagi
(la temuta Zoonosis in azione - foto web)

Ma qualcosa questa volta si è mosso!

Cubani con il maltrattamento degli animali
(Si se puede - foto web)

Un manipolo di cittadini promotori della difesa degli animali e favorevoli alla emanazione di una legge contro “El maltrato animal” sono riusciti ad organizzarsi in poche ore ed hanno inscenato una protesta pacifica ma significativa proprio difronte alla sede della Zoonosis riuscendo ad ottenere dopo stressanti trattative la liberazione e la consegna di tutti gli animali che sono stati subito adottati o inviati in rifugi provvisori dove riceveranno tutte le cure necessarie.

Animalisti cubani contro la violenza sui cani randagi
(il riscatto di anime innocenti - foto web)
Cubani salvano cani destinati al sacrificio
(foto web)
cubani protestano contro la violenza sugli animali
(quello in basso a destra non ce l'ha fatta - foto web)

Uno solo di loro è morto per le gravi condizioni in cui si trovava ma ha potuto assaporare almeno nelle ultime ore quell'amore che gli è sempre stato negato. Nelle prossime giornate gli attivisti avranno una serie di incontri con rappresentanze governative del Ministerio de Salud, della Unidad Prosalud, del Comité Nacional de Bienestar Animal de Cuba, della stessa Zoonosis, e poi con esperti di epidemiologia, per cominciare a tracciare insieme un percorso che porti finalmente all'approvazione di una legge contro il maltrattamento degli animali e a norme che prevedano la sterilizzazione massiva dei perros callejeros. Come primo è significativo passo Zoonosis si occuperà di intervenire solo dei casi con sospetti focolai di rabbia mentre gli animali curabili saranno affidati agli animalisti!

Perro callejero riscattato all'Avana da animalisti
(Perro callejero y su nueva vida - foto web)

Un grande passo in avanti che merita di essere sostenuto e verificato quotidianamente.                   Lo merita Cuba, lo meritano i cubani e lo meritano questi esseri indifesi che non hanno nessuna colpa se non quella di essere venuti al mondo.

La politica non c'entra e questa circostanza non deve servire come pretesto per attaccare un sistema piuttosto che un altro. Questo è un problema di civiltà. A Cuba come in Italia o come in una qualsiasi altra parte del mondo.

Animalisti cubani salvano un perro callejero
(una nuova vita dolce anima - foto web)

Se vi trovate in vacanza in qualsiasi luogo del pianeta non dimenticatevi di loro. Non girate lo sguardo da un'altra parte.

Ni una pata menos! Neppure una zampa di meno!

Cuba per una legge a difesa degli animali
(foto web)

Storica visita dei reali di Spagna. Tra celebrazioni e polemiche si riscrive la storia

13 novembre 2019

novembre 2019 storica visita dei monarchi spagnoli a Cuba
(il presidente cubano Diaz Canel riceve i reali di Spagna - foto web)

In questi giorni Cuba è teatro della storica visita dei reali di Spagna che tornano sull'isola caraibica dopo più di un secolo dalla sconfitta della corona spagnola da parte degli indipendisti cubani. Il legame tra Spagna e Cuba in realtà non si è mai sciolto e l'amicizia tra i popoli non è mai venuta a meno.

Cristoforo Colombo toccò per la prima volta il suolo cubano il 27 ottobre del 1492 e definì quella terra come “la cosa più bella che occhi umani avessero mai visto”. Pochi anni dopo, esattamente nel 1511, Diego Velazquez de Cuellar diede vita a Baracoa al primo insediamento spagnolo nell'isola. Da allora fino al 1898 la Spagna governò l'isola imponendo le proprie leggi con forza e prepotenza. I nativi vennero sterminati in poco più di un secolo di storia tra violenze, epidemie e genocidi e sostituiti come manodopera da decine di migliaia di schiavi che i conquistadores spagnoli introdussero a Cuba dalle remote regioni africane, in prevalenza dall'odierna Nigeria. E' proprio alla presenza di questa moltitudine di africani che si deve l'introduzione della religione animista Yoruba che successivamente sincretizzandosi con quella cristiana cattolica ha dato origine alla Santeria. La posizione strategica dell'isola di Cuba convinse molti avventurieri, commercianti e sopratutto la ricca borghesia spagnola ad attraversare l'Oceano e a fare di questa terra il centro nevralgico delle proprie attività. L'Avana si trasformò ben presto da un semplice villaggio ad una delle città più belle del Nuovo Continente e del mondo intero con un fiorire di mercati, palazzi, strade e chiese che ancora oggi affascinano chiunque ha la fortuna di visitarli.

La guerra di indipendenza cubana iniziata verso la metà del 1800 ebbe però un finale non atteso. Nel 1898 la grande potenza militare e politica spagnola era stata ormai sconfitta da un manipolo di soldati, contadini e intellettuali (Josè Marti è considerato il padre della Patria) quando con un colpo ad effetto intervennero i vicini Stati Uniti d'America: il pretesto fu l'affondamento il 15 febbraio del 1898 dell'incrociatore militare USS Maine che si trovava nella baia dell'Avana. Gli Stati Uniti accusarono la Spagna del disastro (mai provato, forse si trattò di un incidente interno, qualcuno pensa appositamente voluto …) e le dichiararono guerra nell'aprile dello stesso anno nonostante la Spagna negasse ogni coinvolgimento in quei tragici fatti e chiedendo inutilmente l'istituzione di una commisssione mista per esaminare le cause dell'incidente in cui morirono circa 200 marinai statunitensi. La guerra durò solo 4 mesi e alla fine della della stessa la Spagna non solo abbandonò Cuba ma concesse a agli Stati Uniti a titolo di risarcimento le isole di Guam, Porto Rico e le Filippine. Da quel momento gli Stati Uniti occuparono Cuba sia militarmente che politicamente. Sotto la spinta di forze interne contrarie all'occupazione e alla strenua opposizione degli indipendentisti cubani gli yankee abbandonarono l'isola nel 1902 anno in cui fu riconosciuta l'indipendenza di Cuba ma con l'emendamente Platt conservarono una sorta di protettorato sull'isola che contemplò anche la concessione di due basi navali, una ubicata nell'Isola dei Pini l'attuale Isla de la Joventud che venne poi restituita a Cuba nel 1925 e l'altra a Guantanamo nell'estremo oriente dell'isola.

La Spagna nonostante le vicende storiche contradistinte da secoli di violenza è da molti considerata ancora oggi la Madre Patria e numerosi sono gli spagnoli che scelsero Cuba come proprio destino e che qui vi si trasferirono in massa sopratutto durante la guerra civile spagnola che insanguinò la nazione tra il 1936 e il 1939. I rapporti tra le due nazioni non si sono di fatto mai interotti e la visita dei reali sancisce un legame storico, culturale, politico ed economico mai dissolto.

Il 12 novembre il presidente cubano Diaz Canel insieme alla sua consorte hanno ricevuto i reali di Spagna Filippo VI e Letizia Ortiz Rocasolano al Palacio de la Revolucion ed in questa occasione sono stati firmati importanti accordi di cooperazione che riguardano tutti i settori dell'economia con ampio risalto agli scambi culturali. I reali hanno poi visitato la Plaza de la Revollucion offrendo fiori al memoriale Josè Marti.

i monarchi di Spagna in vita all'Avana al memoria Josè Marti, novembre 2019
(I reali di Spagna rendono omaggio a Josè Martì - foto web)

Poi è stata la volta della visita nel centro coloniale dell'Avana tra una folla di turisti e curiosi. Felipe VI ha indossato per l'occasione una comoda e fresca guayabera, la tipica camicia cubana. Un bel omaggio a la terra che lo sta ospitando. In serata poi i monarchi di Spagna hanno assistito ad un gran galà culturale organizzato in loro onore al Gran Teatro Alicia Alonso.

i reali di Spagna in visita all'Avana, Teatro Alicia Alonso 12 novembre 2019
(I reali di Spagna Filippo VI e Letizia Ortiz Rocasolano al Teatro Alicia Alonso - foto web)

La visita si è svolta con molta cordialità anche se non sono mancate le polemiche sia in Spagna che a Cuba da parte di chi non ha visto di buon occhio l'incontro tra i reali di Spagna e il governo di Cuba. Un'altro importante aspetto che ha sollevato molte discussioni ed una ondata di protesta e novità è stato il modo con cui sono state "ripulite" le strade dell'Avana, non solo dai rifiuti ….

Vi rimando al prossimo articolo … “Ni una patas meno!”

Ciao Alicia, il cigno è volato via

20 ottobre 2018

Alicia Alonso morta il 17 ottobre del 2019
(foto web)

Si è spenta il 17 ottobre all'età di 98 anni la grandissima ballerina e coreografa Alicia Alonso. Una donna determinata che ha fatto della danza classica la sua ragione di vita laddove questa disciplina non era ritenuta adatta nè alla cultura nè alle attitudini fisiche dei caraibici. E' stata una autentica rivoluzionaria nel suo campo è ha legato per sempre il suo nome ha l'isola dove è nata che l' ha eletta tra i grandi di sempre della sua storia. Ho scritto il racconto della sua vita in un articolo del 2017: "Il cigno che ha danzato nell'oscurità" (http://www.mambotango.it/index.php/blog-mambo-tango/213-alicia-alonso-il-cigno-che-ha-danzato-nell-oscurita)

Oggi vi lascio due pensieri bellissimi: il primo è l'omaggio di un grande ballerino della scuola cubana, Carlos Acosta,il secondo è un poema a lei dedicato da Amaury Perez. Li ho tradotti forse con qualche errore ma con la speranza che abbiano conservato tutta la loro prorompente dolcezza e gratitudine verso Alicia. 

La più grande allerina cubana di tutti i tempi Alicia Alonso è morta il 17 ottobre del 2019
(foto web)

"He recibido con dolor la noticia de la muerte de nuestra Primera Bailarina, Alicia Alonso. En estos momentos no puedo dejar de pensar en todo lo que le debemos, en el extraordinario legado que Alicia nos ha dejado. Siendo hija de una pequeña isla del Caribe, Alonso se impuso a todas las barreras que decían que el ballet era un arte de países desarrollados, que el físico y el temperamento latino no se ajustaban a los requisitos de la danza clásica. Todos estos prejuicios fueron demolidos cuando Alicia Alonso entró en la escena. Impuso su nombre latino, su físico, su personalidad. Su lucha por ser reconocida abrió las puertas del ballet clásico para todos los jóvenes de nuestro continente que soñaban con bailar y puso el nombre de Cuba en las carteleras de los grandes escenarios internacionales. Luego, junto a Fernando y Alberto Alonso, fundó la Escuela en nuestro país y ya es sabida la historia posterior: el ballet cubano, nuestros bailarines, son aplaudidos con admiración en todo el mundo.
Tuve la dicha de bailar con Alicia Alonso en una ocasión. En otro momento tuve el privilegio de que me tomara ensayos de El espectro de la rosa, de Michel Fokine. Fue una experiencia inolvidable porque, entre las correcciones, Alicia nos contaba anécdotas sobre el coreógrafo. Ese día quedé deslumbrado por sus conocimientos y su memoria, por el recuerdo de esas historias lejanas que al contarlas ella se hacían tan cercanas.
Hoy me sumo al dolor por la muerte de Alicia Alonso, por todo lo que creó, por todo lo que nos dio, por ser el cimiento principal de una escuela de ballet que tanta gloria le ha dado a nuestro país, por haber sido raíz de nuestro movimiento danzario. Junto a los artistas de Cuba, seguiré trabajando para que nuestro país siga creciendo. Creo que esa es la mejor manera de honrar su nombre."
Carlos Acosta

Traduzione) Ho ricevuto con dolore la notizia della morte della nostra prima ballerina, Alicia Alonso. In questi momenti non riesco a smettere di pensare a tutto ciò che gli dobbiamo, nella straordinaria eredità che Alicia ci ha lasciato. Essendo figlia di una piccola isola dei Caraibi, Alonso si è imposta su tutte le barriere che dicevano che il balletto era un'arte dei paesi sviluppati, che il temperamento fisico e latino non era conforme alle esigenze della danza classica. Tutti questi pregiudizi furono demoliti quando Alicia Alonso entrò in scena. Ha imposto il suo nome latino, il suo fisico, la sua personalità. La sua lotta per essere riconosciuta ha aperto le porte al balletto classico per tutti i giovani del nostro continente che sognavano di ballare e ha posto il nome di Cuba sui cartelloni dei grandi palcoscenici internazionali. Quindi, insieme a Fernando e Alberto Alonso, ha fondato la Scuola nel nostro paese e la storia successiva è già nota: il balletto cubano, i nostri ballerini, sono applauditi con ammirazione in tutto il mondo.Una volta ho avuto la gioia di ballare con Alicia Alonso. In un altro momento ho avuto il privilegio di prendere saggi del " Il fantasma della Rosa", di Michel Fokine. È stata un'esperienza indimenticabile perché, tra le correzioni, Alicia ci ha raccontato aneddoti sul coreografo. Quel giorno fui abbagliato dalla sua conoscenza e dalla sua memoria, dal ricordo di quelle storie lontane che quando lei ce le raccontò si fecero così vicine.Oggi mi unisco al dolore per la morte di Alicia Alonso, per tutto ciò che ha creato, per tutto ciò che ci ha dato, per essere stata la fondamenta di una scuola di balletto che ha dato tanta gloria al nostro paese, per essere stata la radice del nostro movimento di danza. Insieme agli artisti di Cuba, continuerò a lavorare affinché il nostro paese continui a crescere. Penso che sia il modo migliore per onorare il suo nome.

Amaury Perez

Quisiera ser el viento
que su espacio reclama
quisiera ser el viento
cuando se le derrama
quisiera ser el viento
cuando se encima y canta.
Quisiera ser el viento
que a su paso declama
quisiera ser el viento
que le fascina y habla
quisiera ser el viento,
podría ser la llama ...
... Podría ser la luna
podría ser el agua
podría ser la lluvia
que la mece y la abraza
podría ser la espuma
podría ser la danza
pero quiero ser viento
para arrullarla.
Quisiera ser el viento
que la compulsa y alza
quisiera ser el viento
para desamarrarla
quisiera ser el viento,
podría ser la jaula ...
Podría ser la luna
podría ser el agua
podría ser la lluvia
que la mece y la abraza
podría ser la espuma
podría ser la danza
pero quiero ser viento
para arrullarla
pero quiero ser viento
y enamorarla.

(traduzione)

Vorrei essere il vento
che il suo spazio reclama
Vorrei essere il vento
quando si rovescia
Vorrei essere il vento
Quando si alza e canta
Vorrei essere il vento
che nel suo percorso declama
Vorrei essere il vento
che affascina e parla
Vorrei essere il vento
potrei essere la fiamma ......
potrei essere la luna
potrei essere acqua
potrei essere la pioggia
che la scuote e la abbracci
potrei essere la schiuma
potrei essere la danza
ma voglio essere vento
per cullarla
Vorrei essere il vento
che la prende con forza e solleva
Vorrei essere il vento
per scioglierla
Vorrei essere il vento
potrei essere la gabbia ...
Potrei essere la luna
potrei essere acqua
potrei essere la pioggia
che la scuote e la abbraccia
potrei essere la schiuma
potrei essere la danza
ma voglio essere vento
per cullarla
ma voglio essere vento
e farla innamorare

Scautismo e Pioneros a Cuba: cosa è cambiato in 100 anni di storia

14 ottobre 2019

Pioneros de Cuba
(Pioneros Moncadistas de Cuba - foto web)

L'8 di ottobre in occasione del 52° anniversario della morte di Che Guevara (la Higuera, Bolivia – 9 ottobre 1967) in distinte celebrazioni tenutesi in molte località di Cuba sono stati conferiti a circa 130 mila bambini del primer grado, l'equivalente alla nostra prima classe elementare, i pañuelos azzurri dei “Pioneros”. Ma chi sono questi piccoli soldatini? Per un vecchio scout come me è facile trovare molte affinità con gli ideali propri dello scoutismo pur restando allo stesso tempo notevoli differenze. In effetti l'Organizzazione dei Pioneri nasce a Cuba nel 1960 all'indomani del trionfo della Rivoluzione castrista proprio in sostituzione di quel Movimento Scout presente sull'isola caraibica fin dal 1914 e che dal 1927 era membro a tutti gli effetti della Organizzazione Mondiale del Movimento Scout.

Organizzazione dei Pionieri di Cuba
(foto web)

La Organización de Pioneros José Martí (OPJM) è per definizione una organizzazione giovanile rivolta ai ragazzi nell'età compresa fra i 6 e i 14-15 anni e che ha come suoi intenti quello di promuovere l'interesse per lo studio, l'amore per la Patria, la fraternità internazionale, la vità all'aria aperta attraverso diverse attività sportive, ricreative e culturali, la solidarietà e la mutua assistenza tra i vari componenti, il rispetto e la protezione della natura e non da meno l'educazione ai valori morali, patriottici e ai principi del comunismo: il motto di questa organizzazione è appunto “Pioneros por el Comunismo, seremos como el Che”. Anche la conoscenza della storia del proprio paese riveste una importanza fondamentale. Infatti molte attività vengono svolte nei luoghi simbolo della storia di Cuba. Tra queste sicuramente la più importante è l'ascesa al Pico Turquino, la montagna più alta di Cuba, che si trova nella Sierra Maestra, nella parte orientale dell'isola, e che fu teatro della guerra di rivolta contro il regime di Batista. Questo percorso viene ripetuto come rituale al termine di ogni ciclo di studio. Un'altra organizzazione giovanile presente sull'isola è la Organización de Estudiantes de la Enseñanza Media y la Federación Universitaria che opera attraverso circoli culturali e con un interesse specifico verso il naturalismo, la speleologia e l'amore per la montagna.

Pioneros de Cuba: la cerimonia della pañoleta
(la cerimonia della pañoleta - foto web)

Qui di seguito ecco quelli che sono i principi fondamentali della OPJM Organizacion de Pioneros José Martì che va dal primo al nono grado (elementari e medie) della istruzione scolastica cubana.   E' evidente come si sia attinto molto dalle regole su cui si basa lo scautismo:

  • La formazione dei pioneros come futuri uomini e donne che continueranno la missione della Rivoluzione.

  • La promozione dell'interesse allo studio, al senso di responsabilità sociale e all'amore verso la Patria.

  • Lo sviluppo nei bambini dell'attitudine al lavoro.

  • Il sostegno all'amore verso i martiri e gli eroi della Patria e la conoscenza dei fatti principali della storia di Cuba.

  • La promozione di attività sportive, culturali e ricreative.

  • L'educazione ai valori e alle qualità morali nei bambini.                                                           In questo contesto grande risalto ha la:

  • La Cerimonia della Pañoleta (il fazzolettone)
    Questo pezzo di stoffa triangolare è il simbolo fondamentale dell'appartenenza dei pioneros all'organizzazione. I tre vertici significano: studio, lavoro e difesa della rivoluzione.
    I pioneros “Moncadistas”, i più piccoli, utilizzano una pañoleta azzurra che richiama al colore del cielo della Patria mentre i pioneros “José Martí” ne indossano una di colore rosso come il colore del sangue degli eroi. Il passaggio tra i due fazzolettoni avviene al raggiungimento del terzo grado di istruzione ogni 14 di giugno e si celebra con una cerimonia carica di simboli dove i bambini che passano al quarto grado ricevono la pañoleta direttamente dalle mani dei genitori, dai nonni, dai maestri o dai compagni di scuola che sono già al sesto grado. Con il passaggio del testimone si garantisce continuità ai principi dell'organizzazione.

  • I Pionero di Cuba e la cerimonia della consegna  del fazzolettone
    ( il passaggio al fazzolettone rosso- foto web)

Riassumo infine un breve tratto della storia dello scautismo a Cuba.

Scout di Cuba
(Il giglio degli Scout di Cuba - foto web)

L'Asociación de Scouts de Cuba (ASC) è stata presente sull'isola dal 1927 al 1961. Lo Scoutismo iniziò a dire il vero già nel 1914 ma solo un decennio dopo nel 1927 l'ASC fu riconosciuta internazionalmente diventando di diritto membro dell'Organizzazione Mondiale del Movimento Scout (WOSM). Alla fine degli anni 1950 l'associazione contava circa 6.500 membri.

Boy Scout en Cuba
(Effigi Scout di Cuba - foto web)
Fibia cintura Scout  di Cuba
(Fibia della cintura Scout di Cuba - foto web)

Cuba è oggi uno dei soli 5 paesi al mondo dove non è presente lo scoutismo. Gli altri sono: Città del Vaticano per le sue piccole dimensioni, Corea del Nord, Andorra, e Laos. Lo scoutismo nasce quando il generale ed eroe nazionale inglese Robert Baden Powel organizzò un campo nell'isola di Brownsea (nel porto di Poole, Dorset, sulla Manica) a cui parteciparono 21 ragazzi provenienti da diverse città e da diverse classi sociali. Il primo di agosto del 1907, data di inizio del campo, è considerata la data di origine del Movimento Scout che attualmente è presente in più di 200 nazioni con più di 50 milioni di iscritti raggruppati in diverse organizzazioni confessionali e non.

Associazione Scout di Cuba
(foto web)

Come già detto lo scautismo nasce a Cuba nel 1914 sotto l'egidia del Boy Scout of America e il 22 giugno del 1927 viene fondata con decreto presidenziale l' Asociación de Scouts de Cuba. Nello stesso anno l'ASC diventerà membro della Organizzazione Mondiale del Movimento Scout. Nel 1941 si organizzò il primo campo nazionale all'Avana, mentre il secondo si tenne nel 1948 a Cayo Conuco, Caibarien, ed il terzo nel 1954 a Wajay in occasione del 40° dello scautismo a Cuba.

Francobollo commemorativo Scout di Cuba
(foto web)
Francobollo commemorativo di Baden Powell fondatore degli Scout
(Cuba, francobollo commemorativo di Lord Baden Powell fondatore degli Scouts - foto web)

Nel 1956, sotto la guida di Serafin Garcia Menocal presidente del Consejo Nacional Scouts de Cuba (Consiglio Nazionale), gli scout acquistarono un terreno a Mayabeque, lungo il fiume omonimo nei pressi di Catalina de Guines a 50 km dalla capitale, spazio che verrà utilizzato come Campo Escuela Nacional per la formazione e l'addestramento degli educatori scout. Il campo fu poi abbandonato nel 1961 in seguito allo scioglimento dell'associazione e attualmente è ricoperto dalle acque della diga di Mamposton.

Scouts de Cuba nel 1956
(Scouts Cubani nel 1956 - foto web)

Nei primi mesi del 1959 i rivoluzionari chiesero la collaborazione degli scout per la gestione di diversi servizi di interesse pubblico tra cui la direzione del traffico (la polizia di Batista si era dissolta), la raccolta e distribuzione di cibo, l'assistenza negli ospedali e l'organizzazione di centri di pronto soccorso. Poi lo scioglimento dell'Associazione e la nascita dei Pioneros. Leggo sui social che attualmente c'è un piccolo gruppo di scout nella sola città di Santiago. Che siano i primi passi per una nuova rinascita?

Scout a Cuba nel 1959 prima dello scioglimento dell'associazione
(Sagua la Grande, Villa Clara 1959. Ultimo raduno dei capi Scout prima dello scioglimento dell'Associazione - foto web)
Cuba 1959, Sagua la Grande, l'ultimo raduno dei capi Scout
(Sagua la Grande, 1959. Una pattuglia di Scouts all'ultimo raduno - foto web)

La Legge Scout, versione originale di Baden Powell

«1. Lo scout pone il suo onore nel meritare fiducia.
2. Lo Scout è fedele: al Re, alla Patria, ai suoi Capi, ai suoi genitori, ai suoi datori di lavoro e ai suoi sottoposti.
3. Il dovere di uno Scout è di essere utile e aiutare gli altri.
4. Lo Scout è amico di tutti e fratello di ogni altro Scout, a prescindere dalla classe sociale di appartenenza.
5. Lo Scout è cortese.
6. Lo Scout è amico della natura.
7. Lo Scout ubbidisce agli ordini dei suoi genitori, del Capo Pattuglia o del suo Capo senza replicare.
8. Lo Scout sorride e fischietta in tutte le difficoltà.
9. Lo Scout è economo.
10. Lo Scout è pulito nel pensiero, nella parola e nell'azione.»

La legge Scout dell'AGESCI (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani)

  • pongono il loro onore nel meritare fiducia

  • sono leali

  • si rendono utili e aiutano gli altri

  • sono amici di tutti e fratelli di ogni altra Guida e Scout

  • sono cortesi

  • amano e rispettano la natura

  • sanno obbedire

  • sorridono e cantano anche nelle difficoltà

  • sono laboriosi ed economi

  • sono puri di pensieri, parole ed azioni         

  •         

    Stemmi scout di Cuba anni '40
    (Stemmi Scout cubani anni'40 - foto web)

                                                                                                                     

E' morto il Cardinale Jaime Ortega, il postino del disgelo Usa-Cuba

28 luglio 2019

Il Cardinale Ortega artefice del dialogo USA-Cuba
(Il Cardinale Jaime Ortega - foto web)

Si è spento venerdi 26 luglio all'età di 82 anni il Cardinale cubano Jaime Lucas Ortega y Alamino, arcivescovo emerito di San Cristóbal de La Habana di cui è stato vescovo per ben 34 anni, unico vescovo al mondo ad aver ricevuto la visita di tre Papi: San Giovanni Paolo II, PapaBenedetto XVI e Papa Francesco, di cui era amico personale.

Ortega nacque il 18 ottobre del 1936 a Jaguey Grande nella diocesi di Matanzas. Studiò nel La sua nello storico Seminario di San Alberto Magno diretto dai Padri delle Missioni Straniere del Québec e proprio per questo completò in Canada i suoi studi di teologia. Dopo il suo rientro a Cuba fu ordinato sacerdote il 2 agosto del 1964 nella Cattedrale di Matanzas ma ben presto dovette interroppere il suo ministero poiché nel 1966 venne internato per 8 mesi nei campi di lavoro e rieducazione, i famigerati UMAP (Unidades militares de apoyo a la producción) strutture controllate direttamente dal ministero degli Interni. Come lui stesso raccontò in questo periodo di semiprigionia celebrò le messe di nascosto utilizzando un semplice bicchiere di alluminio al posto del calice. Ritornato in libertà nel 1967, venne nominato prima parroco della sua città natale e due anni dopo parroco della Cattedrale di Matanzas.

Il 4 dicembre 1978 viene nominato da san Giovanni Paolo II vescovo di Pinar del Río e successivamente, il 20 novembre 1981, arcivescovo di San Cristóbal de L’Avana e infine ll 26 novembre del 1994 lo stesso ponefice lo nomina Cardinale. Ortega rimase a capo dell'arcidiocesi per ben 34 anni fino al 24 aprile del 2016 quando Papa Francesco accettò le sue dimissioni dall'incarico pastorale. In questo lungo periodo il Cardinale Ortega ha svolto un infaticabile lavoro dimostrando sempre un forte interesse per i laici e i giovani e “creando nuove parrocchie, costituendo il Consiglio Diocesano di Pastorale, ricostruendo oltre quaranta chiese e case parrocchiali, istituendo una Casa Sacerdotale per l'accoglienza di sacerdoti della Diocesi e di tutta Cuba per riunioni, ritiri o semplicemente per riposare, creando un Centro Laicale per le riunioni, con biblioteca, cappella e stanze per gli ospiti, costruendo due centri d'incontro e di riunione soprattutto per i giovani. Nel 1991 ha fondato la Caritas all'Avana, dando così origine alla Caritas Cuba. Nel 2011 ha dato vita al Centro culturale Padre Félix Varela per la formazione del laicato e ha profuso ogni sua energia per alimentare nuove vocazioni al sacerdozio.Grazie alle sue omelie, al bollettino mensile arcidiocesano Aquí la Iglesia e ad altri interventi e messaggi, si è fatto conoscere dalla gente della sua Arcidiocesi, che ha sempre ascoltato le sue opinioni e i suoi orientamenti, nonostante la Chiesa a Cuba non abbia avuto per molto tempo alcun accesso ai mezzi di comunicazione sociale. E' stato insignito della Laurea honoris causa dalle Università Barry and St. Thomas,Florida; San Francisco, California; Providence College, Rhode Island; Boston College, Massachusetts; St. John’s University, New York" (fonti vaticane).

Uomo del dialogo e della diplomazia ha accolto sul suolo cubano ben tre Pontefici: nel gennaio 1998 San Giovanni Paolo II nel suo storico ed indeminticabile viaggio a Cuba. Nel marzo del 2012 è stata la volta di Papa Benedetto XVI e nel settembre del 2015 ha accolto Papa Francesco che sarebbe tornato sull'isola il 12 febbraio del 2016 per lo storico incontro avvenuto all'aereoporto dell'Avana con Sua Santità Kirill, Patriarca di Mosca e di tutta la Russia.

Papa Francesco con il Cardinale Ortega durante la visita del Pontefice a Cuba
(Cuba, Papa Francesco e il Cardinale Ortega - foto web)

Nonostante il periodo di detenzione mantenne sempre vivo il dialogo con il regime castrista attirando per questo su di se le critiche dell'opposizione ed ha svolto un ruolo chiave nella improvvisa svolta positiva nei rapporti tra Cuba e gli Stati Uniti sotto l'amministrazione Obama (Trump ha già cancellato quasi tutti i risultati ottenuti in quelle storiche giornate …).

Infatti fu proprio il Cardinale a consegnare personalmente al presidente cubano Raul Castro e a quello degli Stati Uniti Barak Obama durante un viaggio segreto a Washington due lettere nelle quali Papa Francecso chiedeva ai due statisti di incontrarsi per riallacciare dopo decenni di guerra fredda i rapporti diplomatici ed economici e per risolvere le questioni umanitarie. inclusa la situazione dei prigionieri politici. La svolta tanto attesa arrivò e Obama e Castro ringraziarono pubblicamente il Papa in due storiche conferenze stampa che vennero trasmesse in mondo visione per poi incontrarsi all'Avana nel marzo del 2016 dopo più di tre anni di silenziose trattative e ben 88 dall'ultima volta in cui un presidente degli Stati Uniti d'America mise piene a Cuba.

Marzo 2016, il presidente degli Stati Uniti incontra il Cardinale Ortega all'Avana
(L'Avana, marzo 2016. Barak Obama incontra nella Cattedrale il Cardinale Ortega - foto web)
Con la morte del Cardinale Jaime Lucas Ortega y Alamino se ne va una delle figure più emblematiche della storia moderna di Cuba e della Chiesa cattolica in America Latina.
Particolarmente incisiva la frase con la quale Papa Giovanni Paolo II sintetizzò la sua storica visita a Cuba nel 1998:
“A Cuba comandano due persone: una è Fidel Castro, l'altra è il Cardinale Ortega”.
Raul Castro e Barak Obama nello storico incontro avvenuto a Cuba nel marzo del 2016
(L'Avana, marzo 2016. La storica stretta di mano tra Barak Obama e Raul Castro - foto web)

Fiesta del Fuego 2019: tradizione e Revolucion

13 Luglio 2019

Fiesta del Fuego 2019 Santiago di Cuba
(foto web)

 

 

Dal 3 al 9 di luglio si è celebrata a Santiago di Cuba la 39^ edizione della Fiesta del Fuego, una ricca manifestazione di cultura popolare caribeña nata nel 1981 e rivolta a tutti i Paesi del Caribe. L'edizione 2019 è stata dedicata al 60° anniversario della Rivoluzione cubana e ha avuto come invitato speciale l'Uruguay. Centinaia di persone hanno affollato le strade della ciudad heroica dando vita a incontri, mostre di arte plastica, conferenze e spettacoli in teatri e nelle piazze.

Fiesta del Fuego a Santiago di Cuba
(foto web)
Santiago di Cuba e la sua Fiesta del Fuego
(foto web)

La pittoresca sfilata alla quale hanno partecipato una ventina di paesi ed  alimentata da canti, danze, congas e il suono inconfondibile della trompeta china è culminata con la Quema del Diablo rito che conclude la settimana e che consiste nel bruciare un grande pupazzo che rappresenta appunto il diavolo e la sua malvagità. Con questa cerimonia che ha origini haitiano-cubane i partecipanti invocano la buona fortuna per se e per i propri cari. La Fiesta del Fuego è un grande evento che ci avvicina alla comprensione della cultura afrocubana e al rispetto di antiche tradizioni, credenze e riti ancestrali che vibrano ancora oggi attraverso i ritmi frenetici dei suoi tamburi nelle vene dei santiagueri.

Santiago di Cuba: La Quema del Diablo
(La Quema del Diablo - foto web)

Segnatevi la data e se vi capita di organizzare una vacanza non vi dimenticate di Santiago: culla della musica, della santeria e della Revolucion !

Cultura afrocubana
(foto web)

 

La bella storia di Miguel e Bia, un delfino di Guardalavaca

1 Giugno 2019

Miguel il dentista cubano che ha curato il delfino Bia
(Miguel e Bia - foto web)

Quella che vi racconto è una storia di ordinaria passione per il proprio lavoro e di straordinaria com-passione per la vita.

Miguel Rodriguez Garrido nasce a Banes la stessa città che diede i natali a Fulgencio Batista (1901-1973) ed è considerato uno dei medici più valenti di tutta Cuba. Dal 1997 opera come dentista nella Clinica internacional di Guardalavaca, famosa località tutistica che si affaccia sul mare e che è ubicata nella provincia orientale di Holguin. Da due decenni Miguel assiste più di 1000 pazienti all'anno, per lo più cittadini stranieri, ai quali con maestria restituisce non solo un miglior aspetto esteriore ma anche una ritrovata serenità interiore.

La notizia rilanciata pochi mesi fa prima dalla stampa locale e poi anche da quella internazionale ha come protagonista il buon Miguel al di fuori però dei suoi abituali ambulatori.

Come lui stesso racconta “Un giorno ricevetti una chiamata d'urgenza dall' Acuario Bahia Naranjo. Bia, un delfino tra i più ammirati ed amati del parco acquatico di Guardalavaca, a causa di un violento trauma subito alla bocca da giorni non mangiava ed era visibilmente sofferente e il suo fisico stava deperendo rapidamente.”

Il nostro non ci pensò due volte e corse immediatamente al vicino Acuario Holguinero. Qui dopo aver esaminato il povero Bia, constatò che il delfino aveva una subito una grave lesione ad una parte dei sui 98 denti. Alcunidi essi infatti si erano fratturati forse in seguito ad una delle sue spericolate evoluzioni o molto più probabilmente dopo aver morso, scambiandolo per del cibo, un oggetto non propriamente commestibile!

Miguel curò con pazienza ben cinque denti del delfino Bia che solo dopo pochi giorni riprese a mangiare e a divertirsi e a divertire con i suoi salti e capriole centinaia di spettatori.

Mi è piaciuto raccontare questa storia perchè troppo spesso si sente parlare di maltrattamenti, abusi, abbandoni e umiliazioni inflitti agli animali da parte dell'uomo. Esistono via alternative a questo modo di agire e Miguel ce ne ha indicata una facendo semplicemente la sua parte attraverso ciò che gli riesce meglio.

L'amore e la com-passione salveranno il mondo.