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Cara Cuba così non va

Perchè preoccuparsi dei problemi di un paese lontano quando quelli che affliggono il tuo sono numerosi, duraturi e spesso irrisolti?

Perchè quando ami un popolo, una terra e la sua storia certe sofferenze alla fine diventano un pò anche le tue.

Cuba è sempre li, eternamente in equilibrio sull'orlo di un precipizio, in bilico tra ciò che affascina come la sua storia, la sua cultura, la sua esuberante natura, la musica, i colori, la simpatia della sua gente e quella voragine sociale in cui sembra da un momento all'altro dover precipitare, trascinando con sé non solo le sue case, le sue strade, i suoi ospedali ma anche la speranza rivoluzionaria che l'Isola ha rappresentato per il suo popolo e per intere generazioni in ogni angolo del mondo. Quella di una terra e di un popolo con una precisa identità, coraggiosi e determinati nel conquistarsi la propria indipendenza, non inclini alla subordinazione, rivoluzionari per antonomasia.

Però oggigiorno ciò che anche l'osservatore meno attento puo constatare è che il vero nemico dei cubani non è rappresentato dall'imperialismo yankee con le sue subdole macchinazioni ma sono i cubani stessi fossilizzati in un apparato politico-burocratico che non è più capace di reggere il cambiamento dei tempi e che continua ad asfissiare e umiliare il proprio popolo con una serie infinita di vessazioni.

Cuba è stata bravissima nel fronteggiare la pandemia da Covid 19 facendo leva su tutta la sua esperienza maturata in decenni di lotte contro epidemie terribili come l'ebola o il dengue.

Per comprendere meglio riporto alcuni dati che ci permettono di fare un confronto tra la situazione sanitaria di Cuba e quella della modernissina ed efficiente Svezia: Cuba conta poco più di 11 milioni e fino ad oggi ha registrato circa 260 decessi causati dal coronavirus; la Svezia, che supera di poco i 10 milioni di abitanti, conta già più di dodicimila morti. Una sproporzione abnorme!

Ciò vuol dire che non solo la strategia sanitaria intrapresa dal governo cubano ha retto benissimo l'onda d'urto di questa terribile pandemia ma si è andato oltre visto che oggi nei suoi laboratori si è sviluppato un vaccino contro il Covid-19, il Soberana 02, la cui efficacia è stata testata scientificamente e la cui produzione affrancherebbe l'isola dalla neccesità di approvigionarsi di costose dosi reperibili da Paesi terzi. Cuba in questo è stata brava, anzi bravissima!

Vaccino Cubano contro il Covid
(Il vaccino Soberana - foto web)

Purtoppo la crisi sanitaria mondiale ha ridotto drasticamente la presenza di stranieri a Cuba causando una notevole diminuzione delle entrate in quella che da sempre è considerata la voce più importante nel bilancio statale: il turismo. La crisi economica in cui versa l'Isola è preoccupante e da mesi si registra una carenza di beni di prima necessità come i generi alimentari, i prodotti per l'igiene e i medicinali. Situazione che sta creando un forte disagio nella popolazione. Chi vive all'estero cerca in tutti i modi di aiutare i propri familiari attraverso rimesse di denaro o con l'invio di derrate alimentari e altri beni essenziali.

Scarsa qualità del pane a Cuba
(La scarsa qualità del pane dovuta alla carenza di farina - foto web)

E proprio di questo di cui voglio parlarvi.

Fa rabbia sapere che questo impegno generoso anziché essere agevolato e coordinato da organizzazioni interne in molti casi viene ostacolato o addirittura boicottato generando frustrazione nella popolazione e una crescente tensione sociale. Vi racconto cosa sta accadendo.

Da sempre le rimesse di denaro proveniente dall'estero costituiscono una importante fonte di ricchezza per le casse cubane senza che un reale impulso economico sia in grado di generarla. Soldi che una volta introdotti vengono poi spesi e reinvestiti all'interno dei confini nazionali con un significativo beneficio per tutti; l'invio di beni di prima necessità sopperisce invece alla inadeguatezza di una economia fragile ed arretrata che non è capace di soddisfare la domanda interna. In entrambi i casi si tratta di palliativi utili se non altro ad alleggerire le grandi difficoltà in cui deve districarsi la popolazione cubana.

Vi racconto episodi di cui sono a conoscenza tralasciando di citare particolari che potrebbero complicare ulteriormente l'esistenza di chi risiede sull'Isola.

Ad ottobre del 2020 alcuni amici spediscono dall'Italia dei pacchetti contenenti semplici cose per permettere ai propri cari di passare in serenità le festività natalizie. Questi sono i costi che attualmente bisogna sostenere per inviare i pacchi con uno spedizioniere che opera nel nostro territorio: 11 euro e venticinque centesimi per ogni chilogrammo e mezzo confezionato a cui vanno aggiunti circa quattro euro da pagare in loco per il loro ritiro (gli stipendi medi ammontano a 20 – 30 euro mensili...), per un ammontare di circa 15 euro a pacco di sola spedizione. I pacchi sono stati consegnati dopo mille peripezie solo all'inizio di febbraio e i “fortunati” destinatari hanno potuto ritirare confezioni aperte, danneggiate e ispezionate accuratamente come si trattasse di narcotrafficanti.

Sapete cosa viene spedito? Ecco un elenco: dentifricio, sapone, scatolette di tonno, spaghetti, pomodoro concentrato, rasoi da barba, cioccolata, caffè … si avete letto bene caffè. Dall'Italia si invia caffè a Cuba! Ricordo agli affezionati lettori che Cuba produce caffè e cacao di alta qualità venduti però nelle “tiendas” a prezzi inaccessibili per la maggior parte della popolazione...

pacco inviato a Cuba

Chi può invia anche medicinali e qui è doveroso aprire una parentesi. In campo medico Cuba ha compiuto passi da gigante e l'assistenza sanitaria è universalmente considerata il fiore all'occhiello di tutta l'esperienza rivoluzionaria cubana. Sviluppatasi sin dagli inizi degli anni '60 su impulso del medico e guerrigliero argentino Che Guevara e del suo amico Alberto Granado la sanità a Cuba ha raggiunto standard occidentali e i suoi servizi sono accessibili a tutti. Le Università sfornano centinaia di medici tutti gli anni e, come abbiamo potuto apprezzare anche in Italia, migliaia di loro sono generosamente impegnati in missioni all'estero specialmente nei paesi più poveri del terzo mondo.

La crisi economica non ha risparmiato però neppure questo settore rendendo carenti diversi farmaci essenziali per cui chi non può contare sull'aiuto dei parenti residenti all'estero devi rassegnarsi alle conseguenze della propria malattia. Numerose strutture ospedaliere, specialmente quelle dislocate nelle periferie urbane, sono fatiscenti e versano in situazione di grave degrado. L'embargo commerciale imposto dagli Stati Uniti d'America ha creato gravi difficoltà nell'approvigionamento di farmaci per cui le donazioni sono importantissime ed andrebbero agevolate affinchè possano portare sollievo alle sofferenze della popolazione.

In fine una ultima considerazione. Al loro arrivo in areoporto i cittadini cubani vengono da sempre sottoposti a lunghe e meticolose ispezioni da parte del personale della dogana. Ogni Paese stabilisce in autonomia le proprie regole e le proprie leggi e queste vanno senza dubbio rispettate. Chi le viola incorre in pesanti sanzioni e in diversi casi nella confisca dei beni, così come accade in ogni parte del mondo. L'accanimento sistematico però ferisce e umilia. I social hanno documentato in questi giorni episodi di autentico sciacallaggio denunciando inoltre la vendita che sarebbe avvenuta a prezzi irrisori a dipendenti del Governo delle merci sequestrate durante l'ispezioni doganali: scarpe, vestiti, trucchi, forbicine e altra paccottiglia. Così proprio non va!

La frustrazione porta al disagio, il disagio genera disordine e il disordine spesso sfocia nella violenza sociale, situazione in cui, grazie a Dio, la Cuba post rivoluzionaria non è mai precipitata. Il dissenso però aumenta ed apre le porte a scenari inquietanti che vanno arginati rapidamente prima che sia troppo tardi. Lo si deve al pensiero liberale di Josè Martì, all'utopia del Che e al coraggio e alla abnegazione di migliaia di giovani che hanno offerto la propria vita per la causa rivoluzionaria,

La Rivoluzione non può tradire il suo popolo.

No cara Cuba, così proprio non va.

Tags: Josè Martì,, medicina cubana,, Ernesto Che Guevara,, coronavirus,, Covid19,, Soberana 2,