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Il Ron Santiago de Cuba 500. Un sogno destinato a pochi

Il ruhm Santiago di Cuba 500 è il frutto dell'ingegno e dell'arte dei Maestri del Ruhm santiagheri ed è stato creato come omaggio ai 500 anni dalla fondazione della città di Santiago di Cuba avvenuta nel 1515 sotto il governorato spagnolo di don Diego Velázquez Cuéllar.

Ron Santiago de Cuba 500
(Ron Santiago de Cuba 500 - foto web)

Il Santiago 500 appartiene ai prodotti di Denominazione d’Origine Protetta (D.O.P.), qualità questa che certifica come la sua elaborazione sia avvenuta con l'utilizzo esclusivo di materie prime originarie di Cuba e sotto l'attenta regia dei Maestri del Rum Cubano, ed è considerato un autentico gioiello non solo nell'ambito della produzione della Corporazione Cuba Ron S.A ma anche tra tutti i rum cubani. Il Santiago de Cuba 500 è infatti il risultato di un invecchiamento decennale di diverse miscele di ruhm elaborate da ben otto generazioni di Maestri cubani e prodotto a Santiago all'interno di quell'enorme distilleria conosciuta come la Nave Don Pancho, l'autentica cattedrale del ruhm cubano che dal 1862 conserva i segreti dell'autentico ron santiaguero.

La Nave Don Pancho la più antica distilleria cubana
(La Nave Don Pancho a Santiago - foto web)

La novità di questo straordinario ron è data dal fatto che le autorità cubane lo hanno iscritto come Marca Tridimensionale nel registro dell’Ufficio delle Proprietà Intellettuali dell’Unione Europea. In questo modo si è voluta tutelare fino al 2026 non solo l'esclusività del liquore ma anche la sua particolare confezione e l'originalità della bottiglia realizzata a forma di diamante. L'intento è quello di promuovere sul mercato europeo questo ruhm che verrà prodotto e commercializzato in quantità molto ridotte e il cui prezzo dovrebbe oscillare tra i 3000 e i 5000 dollari a bottiglia!

Ron Santiago de Cuba 500, un'eccellenza DOP cubana
(un diamante per pochi - foto web)

La stampa isolana riferisce che la prima bottiglia è stata acquistata da un italiano residente sull'Isola.

Un primato che non poteva sfuggire al Bel Paese!

La Mogherini all'Avana: L'embargo non è l'unica soluzione!

7 gennaio 2018

gennaio 2018 Federica Mogherini in visita all'Avana
(foto web)

L'Alto Rappresentante Ue per gli Esteri l'italiana Federica Mogherini, si è recata all'Avana in visita ufficiale dal 3 al 4 di gennaio. E' la terza volta in tre anni che la politica italiana si reca nel paese caraibico a conferma dei forti legami consolidatesi con la firma dell'Accordo di Dialogo Politico e Cooperazione (ACDP) avvenuta nel novembre del 2017  e che mira allo sviluppo delle relazioni bilaterali sulla base del rispetto, dell'osservanza del diritto internazionale e dei principi base della Carta delle Nazioni Unite. In questa due giorni la Mogherini ha incontrato il Presidente Raul Castro, il cancelliere Bruno Rodriguez, il ministro cubano per gli investimenti stranieri e la cooperazione Rodrigo Malmierca e il grande historiador de la ciudad Eusebio Leal con il quale si è intrattenuta nei luoghi simbolo dell'Avana Vecchia.

Importanti sono stati alcuni passaggi del discorso tenuto dalla Mogherini presso l'Università di San Geronimo, nella Havana Vieja con i quali la diplomatica si è detta contraria alla politica ostile dell'Amministrazione Trump nei confronti di Cuba che ha fatto seguito alle importanti aperura dell'ex Presidente Obama e ha dichiarato che "a fronte di chi vuole costruire muri e chiudere porte, noi europei vogliamo costruire ponti e aprire porte, attraverso la cooperazione ed il dialogo"  sottolineando con enfasi che "siamo più vicini a voi, non siete rimasti soli".

In un altro significativo  passaggio con la quale si è riferita direttamente alla Presidenza Usa la Responsabile della politica estera di Bruxelles ha ribadito che "respingiamo anche le azioni degli Usa contro cittadini, aziende ed interessi cubani, perché non possiamo accettare che misure unilaterali compromettano i rapporti economici e commerciali con Cuba ... a prescindere dai cambiamenti delle politiche a Washington, il messaggio che sto portando qui è di amicizia con l'Unione Europea, di amicizia solida, stabile e affidabile. È sempre esistita, e oggi siamo per la prima volta in una contesto legale che ci consente di ampliare le nostre aree di cooperazione".

gennaio 2018, Federica Mogherini in visita all'Avana incontra Eusebio Leal
(Federica Mogherini ed Eusebio Leal - foto web)

Infine una importante riflessione sul tema dei diritti umani: "Questo accordo UE-Cuba ci permette di discutere la situazione dei diritti umani in Europa e a Cuba, e nonostante ci siano differenze nei nostri rispettivi punti di vista, l'apertura e la volontà di discutere è sempre presente con reciproco rispetto".

Nel mese di febbraio è prevista la visita di rappresentanti della Banca Centrale Europea per la firma di importanti accordi economici con il Governo Cubano.

La strada intrapresa, quella del dialogo, la ritengo l'unica percorribile. Un bel modo per iniziare il 2018!

 

Si può aver paura dell'Amore? Podemos tenerle miedo al amor?

 25 dicembre 2017
 
Natività di Gesù
 
¿Cómo podemos temer a un Dios tan frágil?
Él está allí. Él todavía está allí y solo nos pide ser amado y nos llama a él con el llanto de un niño.
No podemos cerrar los ojos y escondernos!
No podemos ocultarlo como si fuera algo de lo que avergonzarse!
Feliz Navidad para todos y que nuestros corazones estén llenos de coraje y amor.
Todos lo necesitamos.

A proposito del Natale, del presepe, di Cuba e Karl Marx

24 dicembre 2017

 
Maternità cubana, foto Franco Di Crosta
(Maternità - foto Franco Di Crosta)

Ogni giorno siamo invasi da uno sciame di notizie bizzarre che hanno suscitato in taluni sconcerto e indignazione poiché ciò che all'inizio sembrava essere soltanto un sussueguirsi di atteggiamenti provocatori da parte di pochi “lupi solitari” con il passare del tempo si è consolidato in una fastidiosa abitudine alla quale ci stiamo pigramente rassegnando. Recentemente si sono infatti moltiplicati i casi in cui rappresentanti delle istituzioni si sono fatti promotori di iniziative ostili ad ogni tipo di manifestazione riconducibile alla nostra tradizione che, non dobbiamo dimenticare, affonda le sue radici nel cristianesimo. Giorno dopo giorno si abbatte un mattocino: prima si insiste con il voler rimuovere i Crocefissi dalle scuole, dagli ospedali, dai tribunali e da tutti i luoghi pubblici, poi si tenta di cancellare tutti i simboli del Natale,  a partire dai suoi mercatini, alle melodie che tutti noi abbiamo canticchiato con i compagni di scuola o nell'intimità familiare per giungere in fine al Presepio che con i suoi pastorelli, le massaie indaffarate, i miti re magi e gli angeli sospesi a fili colorati abbiamo scoperto costituire una seria minaccia sociale poichè ritenuto discriminante e razzista nei confronti delle minoranze religiose, in primis di quella islamica.

Chi di noi non ha atteso con trepidazione quelle giornate in cui si svuotavano le scatole e si allestiva il presepe con le montagne di carta pesta e le statuette poste tra ciuffetti di muschio e sassolini di ghiaia bianca che in un sentiero appena accennato conducevano alla soglia della piccola mangiatoia, fatta di legnetti e paglia dove il bue e l'asinello scaldavano Giuseppe e Maria e il piccolo Gesù?  Questo Dio così strano che si è fatto povero e bambino per entrare nelle case e nei cuori di tutti noi.

Cosa in tutto questo scandalizza, offende e descrimina?

O forse sarebbe meglio domandarsi cosa si cela dietro a questa ostinata volontà autodistruttiva che con il pretesto di difendere la laicità di Stato sta demolendo secoli di storia, di cultura e tradizioni, di fede e di valori condivisibili da tutti, credenti e non?

Il grande filosofo napoletano Benedetto Croce, liberale e anticlericale scrisse tra le sue numerose opere un saggio intitolato “Perché non possiamo non dirci cristiani” e definì il cristianesimo come il “più profondo rivolgimento spirituale compiuto dall'umanità”.

I valori cristiani appartengono a tutti, anche a chi si dichiara non credente. Noi apparteniamo alla nostra storia e il cristianesimo è parte integrante della nostra storia.

Chi allora ha il diritto di sentirsi offeso?

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La Pizza Napoletana Patrimonio Immateriale dell'Umanità!

8 dicembre 2017

L'arte dei pizzaiuoli napoletani  è stata riconosciuta patrimonio immateriale dell'Umanità dall'Unesco
(foto web)

La notizia tanto attesa!

Una grande vittoria per Napoli e per l'Italia intera!

Dopo otto anni di "negoziati" ed oltre 2 milioni di firme raccolte in tutto il mondo, l'Unesco nel corso del 12° Comitato per la Salvaguardia dei Patrimoni Culturali tenutosi nell'Isola di Jeju in Corea del Sud ha dichiarato la pizza e l'arte dei pizzaioli napoletani Patrimonio Immateriale dell'Umanità.

Così si legge nella motivazione finale:

"Il know-how culinario legato alla produzione della pizza, che comprende gesti, canzoni, espressioni visuali, gergo locale, capacità di maneggiare l'impasto della pizza, esibirsi e condividere è un indiscutibile patrimonio culturale.

I pizzaiuoli e i loro ospiti si impegnano in un rito sociale, il cui bancone e il forno fungono da "palcoscenico" durante il processo di produzione della pizza. Ciò si verifica in un'atmosfera conviviale che comporta scambi costanti con gli ospiti. Partendo dai quartieri poveri di Napoli, la tradizione culinaria si è profondamente radicata nella vita quotidiana della comunità. Per molti giovani praticanti, diventare Pizzaiuolo rappresenta anche un modo per evitare la marginalità sociale".

Un euforico ex ministro dell'agricoltura e dell'ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, promotore della World Petition #pizzaUnesco che ha sostenuto in questi anni la candidatura italiana fino a giungere a questo grande successo ha detto: «Il riconoscimento dell'Arte del pizzaiuolo napoletano nella prestigiosa Lista del Patrimonio immateriale dell'Unesco è la riaffermazione di una tradizione storica che per il nostro Paese rappresenta, da secoli, un vero elemento d'unione culturale. L'Arte del pizzaiuolo napoletano è un patrimonio di conoscenze artigianali uniche tramandato di padre in figlio, elemento identitario della cultura e del popolo partenopeo che ancora oggi opera in stretta continuità con la tradizione».

la pizza napoletana patrimonio dell'Umanità Unesco
(foto web)
Ma come è nata la pizza napoletana?

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Il "Punto Cubano" patrimonio immateriale dell'umanità

7 dicembre 2017

Guajiro cubano
(Guajiro - foto web)

La dodicesima sessione del Comitato per la Salvaguardia del Patrimonio Immateriale dell'Unesco tenutasi il 6 dicembre 2017 nell'isola di Jeju nella Corea del Sud ha incluso il Punto Cubano o Punto Guajiro nella lista dei Patrimoni immateriali dell'umanità, come espressione poetica e musicale delle campagne cubane. Secondo la motivazione espressa dal Comitato, "questo genere musicale aperto a tutti propizia il dialogo ed è espressione di sentimenti, cultura e valori delle comunità che lo praticano. La tecnica del punto si trasmette essenzialmente attraverso la imitazione ma anche attraverso un programma di insegnamento impartito nelle Case della Cultura diffuse in tutto il territorio cubano che comprende laboratori animati da i depositari e i praticanti di questo genere musicale"

Soltanto l'anno scorso  anche la Rumba fu insignita di questo riconoscimento in quanto genere musicale e ballabile rappresentativo della cultura cubana e caraibica in generale.

Nell'ultima sessione sono state iscritte nella lista anche i riti che accompagnano la Feria de la Alasita che si tiene a La Paz in Bolivia, la Kochari danza tradizionale dell'Armenia, la tessitura a mano di tappeti realizzati con fibra di giunco del Bangladesh, le decorazioni murali delle donne di Asir nell'Arabia Saudita, l'arte ebanistica di Konjic nella Bosnia e Herzegovina e i canti dei lavoratori dei llanos, le pianure della Colombia e del Venezuela.

Ma in cosa consiste il punto cubano o punto guajiro?

Il punto è una melodia accompagnata dalla voce di una persona che canta composizioni in decime improvvisate oppure imparate e ripetute.

Cuba, guajiro
(guajiro cubano - foto web)

In un vostro viaggio a Cuba vi capiterà spesso di ascoltarle ed anche se non sarà facile capirne i contenuti, queste melodie vi regaleranno uno spaccato di vita forse meno conosciuto ma che rappresenta la parte più autentica e genuina dell'isola caraibica.

Qui di seguito collego un link di un video bellissimo, la storia del Punto, memoria collettiva, tradizione, musica. Da non perdere! Clikka:

Il Punto Cubano Patrimonio immateriale dell'Umanità Unesco

4 dicembre. La religione cattolica e quella yoruba si incontrano nel giorno di Santa Barbara e Changò

4 dicembre 2017

Changò e Santa Barbara sincretizzati nella Santeria
(Changò e Santa Barbara - foto web)

Oggi è un grande giorno di festa a Cuba e in tutti i paesi dell'America latina poichè si incrociano le preghiere, i riti e le tradizioni delle due religioni più diffuse in questa area geografica, quella Cattolica introdotta dagli spagnoli e quella Yoruba praticata dagli schiavi africani proveniente dalle regioni meridionali della Nigeria.

Come già raccontato in altre pagine di questo blog i culti africani, più comunemente conosciuti come santeria, furono preservati dagli africani attraverso uno stratagemma che gli permise non solo di ingannare i coloni spagnoli ma anche di garantirgli la sopravvivenza e di custodire la memoria della propria terra. Queste popolazioni ridotte in schiavitù trovarono infatti alcuni elementi in comune tra i santi cattolici e gli dei del pantheon yoruba espediente questo che gli permise di continuare a pregare i loro Orishas senza "offendere" la sensibilità spagnola. Con il tempo le due religioni si sono per alcuni aspetti amalgamate pur mantenendo, ovviamente,  profonde differenze.

cerimonia in onore di Changò sincretizzato con Santa Barbara nella Santeria
(cerimonia in onore di Changò - foto web)

Il giorno di Santa Barbara racchiude in maniera esemplare questo passaggio storico e la sua ricorrenza viene festeggiata con grande partecipazione sia nelle chiese cattoliche sia nei barrios dove si danza freneticamente al ritmo delle congas.

4 dicembre festa di Santa Barbara sincretizzata con Changò nella Santeria
(Santa Barbara portata in processione - foto web)
Cuba festeggia il 4 dicembre il giorno di Santa Barbara e dell'orisha Changò
(fedeli devoti a Santa Barbara e a Changò - foto web)

La vita di Santa Barbara è avvolta nella leggenda. Non sono noti né il luogo (Egitto?) né il periodo in cui è vissuta (Terzo secolo dopo Cristo?). Esistono su di lei diversi racconti, alcuni si contraddicono tra loro, quello che è certo è che già nel Vll secolo d.c. la sua figura veniva venerata sia in Oriente che in Occidente. Secondo la tradizione più comune Barbara fu rinchiusa in una torre dal padre, un tale Dioscuro, allo scopo di tenerla lontana dai numerosi pretendenti attratti dalla sua smisurata bellezza ed anche per punire la sua simpatia per il cristianesimo. In un breve periodo in cui le venne concessa la libertà, la giovane si convertì al cristianesimo. Questo fatto fece infuriare il padre che la sottopose alle più crudeli torture per poi decapitarla con le sue stesse mani. Scendendo dal monte dove si era consumato il martirio Dioscuro fu colpito da un fulmine e morì ridotto in cenere.

4 dicembre festa di Santa Barbara
(Santa Barbara - foto web)
Dal 1969 il nome di Barbara non appare più nel calendario liturgico del Vaticano perchè la sua vita non è ben documentata. Viene però ricordata come una delle martiri più importanti nella storia del cristianesimo. La Santa viene rappresentata con un manto rosso calato su un candido vestito bianco, un ramo d'ulivo, il calice con il sangue di Cristo, la corona e la spada stretta in mano come simbolo del martirio. E' la protettrice dei pompieri, degli eserciti, dei minatori, degli artiglieri, degli architetti, dei muratori, dei campanari ... protegge anche dai fulmini e dal fuoco. Le polveriere vengono per questo chiamate "santabarbara".

 

A Cuba Changò o Shangò è una delle 5 divinità più venerate del pantheon Yoruba insieme ad Obatalà, Yemayà, Ochun e Babalù Ayè. E' considerato il dio del tuono e del fulmine, del fuoco e della guerra, della danza, della musica, dei guerrieri e delle tempeste e di tutta la bellezza dell'uomo.

Changò o Shangò orisha principale nella Santeria
(Changò - foto web)

I suoi colori rituali sono il bianco ed il rosso che richiamano le vesti di Santa Barbara e gli elementi distintivi sono la spada e la coppa dove ama bere il vino.

Il sincretismo tra il Santo cattolico e l'Orisha africano nasceva dunque da osservazioni molto semplici ma che rilevavano caratteristiche sorprendentemente affini.

Che sia festa allora!

il 4 dicembre Cuba festeggia Santa Barbara sincretizzata con l'orisha Changò
(Cerimonia in onore di Santa Barbara e Changò - foto web)