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Arte Contemporanea Forlì-Cesena dal 27 al 30 di ottobre 2017. Ospite a sorpresa "Mambo Tango" con un opera della maestra Silvia Pedaci

21 ottobre 2017

21^ Ediz. Arte Contemporanea Forlì-Cesena 2017

La 21° edizione della mostra-mercato organizzata da Romagna Fiere e dedicata all'Arte Moderna e Contemporanea, si svolgerà quest'anno nel polo fieristico di Cesena dal 27 al 30 di ottobre 2017. 17 mila metri quadrati di spazi espositivi offriranno ai visitatori un percorso straordinario tra opere realizzate da artisti nazionali ed internazionali. Tra gli espositori sarà presente l'artista e amica SILVIA PEDACI che tra le sue opere presenterà un pannello di ceramica realizzato ispirandosi alla vita di Che Guevara e a “Mambo Tango”.

Sul sito della manifestazione troverete tutte le informazioni necessarie per raggiungere il quartiere fieristico di Cesena e gli orari d'apertura della mostra.

http://www.fieracontemporanea.it/fieracontemporanea/manifestazione/

il Son all'origine della musica afro-cubana

musica cubana
(foto cartesdesdecuba.com)

Parlare di Cuba senza aprire una finestra sui suoi ritmi, le sue melodie e la sua musica è ignorare non solo una ricchezza culturale di prim'ordine ma le radici stesse della sua storia, del suo popolo, l'essenza della sua anima antillana e meticcia.

Come già trattato nel capitolo dedicato alla Santeria, anche le espressioni artistiche di Cuba derivano dalla contaminazione prima e dalla fusione poi di due stili di vita e due culture: quella africana e quella europea.

All'origine di tutti i ritmi caraibici c'è il Son, nato a Santiago di Cuba verso la metà del XIX secolo,e prodotto dalla mescolanza, la mezcla, della tradizione musicale europea spagnola, francese ed inglese, con i ritmi importati dall'Africa dalle popolazioni ridotte in schiavitù.

La Salsa è figlia legittima del Son alla cui intraprendenza si deve il primo ballo caraibico eseguito in coppia.

Mambo, Cha cha cha e Timba sono gli altri diretti discendenti di questo ritmo cubano.

Vi voglio riassumere un po' di storia. Verso la fine dell'ottocento i coloni di origine francese che fuggirono dalla vicina e turbolenta Haiti portarono sull'isola la "controdanza" un ballo aristocratico di origine inglese da cui nacque il "danzon" che divenne la musica ufficiale di Cuba in quegli anni. La controdanza prevedeva movimenti separati dei ballerini che la interpretavano e che mai arrivavano a toccarsi. Gli schiavi africani che si divertivano in feste improvvisate chiamate changuì a prendere in giro i propri padroni, aggiunsero ritmi, conga e sonorità africane dando vita appunto a quello che come ho detto in precedenza è considerato il primo ballo a coppia moderno.

Il danzon venne considerato da molti un ballo osceno e volgare adatto alla plebe ed agli schiavi  proprio perché prevedeva un contatto fisico ricorrente ed una gestualità ritenuta troppo spregiudicata per quei tempi.

Nel 1910 circa venne aggiunto al ritmo un "montuno", un ritornello musicale finale, che segnò il primo passaggio verso il Son, che raggiunse una grande popolarità negli anni venti e trenta grazie ai Trova, una sorta di cantastorie che suonavano e cantavano storie di schiavi e libertà. Dagli arrangiamenti successivi, nacquero poi altri stili come il Danzon-cha, il Nuevo ritmo, il Cha cha cha, la Pachanga e il Mambo. Si passò rapidamente dai sextetos ai septetos e poi ai conjuntos con l'aggiunta progressiva di musicisti e strumenti ed il son contribuì definitivamente all'affermazione della cultura afro-cubana in tutto il mondo.

Successivamente con il termine"Salsa portoricana" si definì questa incredibile mescolanza di stili e ritmi afro-cubani. Il termine fu coniato non a Portorico ma bensì a New York alla fine degli anni sessanta da immigrati di origine cubana e portoricana desiderosi di sentirsi attraverso la musica più vicini alle loro terre di origine

Nel 1999 il film documentario di Wim Wenders “Buena Vista Social” contribuì a rispolverare la ricchezza e la tradizione del son facendolo conoscere a tutto il mondo. Oggi, la nuova generazione di musica cubana si è sviluppata nella più nota Salsa e nella Timba uno stile originale e poliedrico che si alimenta del son, del jazz, del rock and roll, della disco, del funk,dell'hip hop e persino della tradizione musicale collegata con i riti della Santeria.

Los Van Van, gli Irakere e NG la Banda tra gli anni '70 e '80 e la Charanga Habanera negli anni '90 sono stati e sono i principali interpreti di questa musica contagiosa e coinvolgente.

Infine il Reggaeton cubano è solo l'ultimo discendente di questa complessa dinastia di suoni, ritmi, cultura, tradizione e identità sociale che nel tempo regalerà sicuramente altre sorprese.

Qui troverete una singolare “Mambo Tango play list” con i brani che hanno accompagnato le pagine del romanzo e con quelli che più hanno influenzato la mia (scarsa) cultura musicale latina.

Buon ascolto allora e buon divertimento!

 

 

L'Italia trema ancora. Disperazione, rabbia, orgoglio.

25 agosto 2016

Amatrice, Arquata del Tronto, Pescara del Tronto, Accumoli, Campotosto, Capitignano e Montereale. Abbiamo imparato a conoscere questi nomi all'improvviso, nel boato di una notte paurosa. La natura, a volte crudele, si riprende i suoi spazi e l'uomo si ritrova impotente, disarmato difronte a tanta furia e devastazione. Ci sarà tempo poi per indagare sulle responsabilità, sulle negligenze, sui malaffari.

Ora resta lo sguardo su questo immenso dolore, sul cuore squarciato di umanità sconvolta che poi si ritrova nei gesti di solidarietà, nell'impegno pietoso e silenzioso di migliaia di uomini aiutati come spesso accade dai loro amici più fedeli, i pompieri a quattro zampe. Orecchie lunghe e cuore immenso.

L'Italia è un paese stupendo e meravigliosamente fragile proprio come il suo popolo. In tante occasioni chi si dovrebbe prendere cura di noi e amministrarci con attenzione e lungimiranza ci sta ferendo, umiliando, persino dividendo. Eppure nei momenti più tragici diventiamo eroici, solidali, coraggiosi e terribilmente cazzuti! AIUTIAMOCI! Non permettiamo che nessuno di questi fratelli passi settimane o mesi in fredde tende o in container di plastica! Asfissiamo le istituzioni perchè facciano l'impossibile. Lo dobbiamo a Marisol, 18 mesi. Non c'è più. Lo dobbiamo a tutti i morti, ai sopravvissuti e lo dobbiamo a noi stessi. Facebook, i social network, sono spesso usati come gioco. Facciamo si che diventino un tam tam assordante. La solidarietà non svanisca nelle lacrime dell'emozione. Ognuno faccia la sua parte. VIGILIAMO!

terremoto nell'Italia centrale, 24 agosto 2016
(foto web)
24 agosto 2016. L'italia centrale trema
(foto web)
Sisma nell'Italia centrale, 24 agosto 2016
(foto web)

La vita ti prende, tu non la prendi. Non puoi sapere dove ti porterà

24 gennaio 2021

Il regista e sceneggiatore cubano Juan Carlos Tabiosi è spento all'Avana all'età di 77 anni.

Juan Carlos Tabio
(Juan Carlos Tabio - foto web)

Lo ha comunicato in una nota l'Istituto cubano di arte e industria cinematografica:                         

"L'Icaic si rammarica della morte del regista, che ha vinto il Premio nazionale del Cinema del 2014 e il cui lavoro fa parte della storia trascendente del cinema cubano come riflesso dell'identità di una nazione".

Il regista e sceneggiatore è considerato una figura di primo piano del cinema cubano ed è stato autore di lavori riconosciuti a livello internazionale tra cui ricordiamo il sorprendente "Fragole e cioccolato" realizzato nel 1994 e diretto insieme a Tomas Gutierrez Alea, pellicola che fu premiata con l'Orso d'argento a Berlino e fu candidato all'Oscar come miglior film straniero.

Fresa y Chocolate
(foto web)

Il film integralmente girato all'Avana sfidò un vero e proprio tabù poiché trattò con coraggio e lungimiranza una questione ancora oggi non del tutto risolta sull'isola caraibica: quella della omosessualità. Ambientato verso la fine degli anni settanta, l'intera vicenda si snoda attraverso la controversa amicizia tra Diego un intellettuale gay, e David un giovane comunista formato e radicato sui capisaldi della rivoluzione di Castro non proprio "benevola e tollerante" dei confronti degli omosessuali.

Fresa e Chocolate 1994
("Fragola e Cioccolato" - foto web)

Nel 1995 Tabio presenta al mondo un'altra sua opera ironica e surreale “Guantanamera” co-diretta sempre Tomas Gutierrez Alea e che sarà presentata in concorso alla 52ma Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.

Ho visto un'altro film memorabile di Tabio, “Lista de Espera”, “Lista d'attesa” in italiano, prodotto nel 2000 e presentato al Festival di Cannes. Una attesa alla fermata del bus che si fa esperienza onirica. Un sogno che trasforma la dura resistenza alle lunghe attese a cui sono abituati i cubani in un vivace e allegro microcosmo. Una narrazione capace di sdrammatizzare con pennellate di genialità una realtà tra le più pesanti tra quelle che affliggono da decenni l'Isola.

Lista de Espera, fil cubano del 2000
(Lista d'attesa, film cubano del 2000 - foto web)

Umorista critico, ha usato tutta la auto ironia tipicamente cubana per sviscerare le contraddizioni della sua società. Lo ha fatto con trasporto emotivo spingendo lo spettatore, tra una risata e l'altra, ad entrare nelle sue storie e a renderlo partecipe di un cambiamento necessario.

L'ultima sua opera importante è stata “7 Dias en la Habana” del 2012, un film collettivo che racconta una settimana all'Avana e in cui ogni giornata è raccontata da un regista diverso. Oltre al nostro Tabio hanno partecipato alla sua realizzazione artisti di fama inernazionale come Benicio del Toro e Julio Medem.

Il presidente Miguel Díaz-Canel ha salutato con queste parole uno dei figli più ammirati di Cuba: “Un commosso addio a uno degli elementi imprescindibili del cinema cubano. La sua opera, autentico ritratto di Cuba, è anche il ricordo acuto di un'epoca. Condoglianze a familiari, amici e colleghi del cinema”.

“La vita ti prende, tu non la prendi. Non puoi sapere dove ti porterà” (J.C. Tabio, L'Avana, 3 settembre 1943-18 gennaio 2021).

A-Dios Juan Carlos, grazie per averci fatto sorridere e riflettere.

Maisel e Yulier con le loro opere originali decorano le pareti scrostate dell'Avana

7 maggio 2017

 

 

Due giovani cubani si stanno affermando negli ultimi anni come originali artisti di strada decorando con le loro opere molte strade e quartieri dell'Avana e di alcune città della provincia. Chi ha avuto la fortuna di visitare la capitale cubana si sarà certamente imbattutto nelle opere di questi due poliedrici artisti, che pur avendo una formazione artistica ed uno stile espressivo completamente diversi tra loro stanno dando vita con le loro performance ad un movimento artistico urbano che ancora non ha trovato una sua precisa collocazione. I cittadini dell'Avana sono da decenni abituati a convivere con pareti che riportano unicamente slogans socialisti e rivoluzionari o immagini che ritraggono figure leggendarie legate alla storia più recente di Cuba, come Josè Martì  o Che Guevara ma con il tempo stanno familiarizzando sempre di più con questi murales divenuti un patrimonio di tutti, turisti compresi, e che merita di essere custodito e conservato gelosamente.

Maisel Lopez affermato artista di strada dell'Avana
(Maisel Lopez - foto web)
Yulier P. affermato artista di strada cubano
(Yulier P. - foto web)

Nella sezione "CULTURA" di questo blog ho approfondito di più la conoscenza di questi due giovani artisti, Maisel Lopez e Yulier P., entrambi avaneri. Sarebbe bello che le loro opere venisero immortalate in scatti fotografici e condivise poi in questo blog. Il tempo potrebbe cancellare per sempre i tratti e i colori dei murales.

Diamoci da fare!

ecco i link per accedere velocemente agli articoli di questo blog

  YURIEL:  http://www.mambotango.it/cultura/cultura/206-yulier-p-el-grafitero-maledetto-che-rappresenta-le-ossessioni-dei-cubani.html

   MAISEL: http://www.mambotango.it/cultura/cultura/205-maisel-lopez-un-artista-callejero-che-rida-vita-alle-strade-dell-avana.html

Maisel Lopez, un artista callejero che ridà vita alle strade dell'Avana

Maisel Lopez è un giovane artista cubano di 31 anni che ha ricevuto una formazione classica nella nota "Escuela de Arte San Alejandro" e che negli ultimi anni ha deciso di  trasferire le sue opere talentuose dalla tela e cavalletto alle pareti dell'Avana dando vita insieme a pochi altri artisti ad un movimento d'arte urbano che ancora è alla ricerca di una propria dimensione artistica.

Maisel ha dipinto per l'Avana circa trenta murales che lui stesso ha chiamato"Colosos" (Colossi) raffiguranti volti di bambini di età compresa fra i 2 e gli 8 anni realizzati con il suo riconoscibile stile sobrio e pulito in bianco e nero con una tecnica del genere realista che contrasta violentemente con le facciate scrostate e decadenti di vecchi edifici che decora con grande passione.

"Mi ispiro al pensiero di José Martì (l'intellettuale e politico Padre della Patria che ispirò il movimento indipendista cubano e più tardi la stessa Revolucion) secondo cui i bambini sono la speranza del mondo. Li ho chiamati Colossi non solo per le loro dimensioni ma per l'importanza che l'infanzia riveste nello sviluppo della siocietà."

Il primo Coloso è stato realizzato nel 2015 a Playa, un distretto avanero dove Maisel è nato, mentre l'ultimo è stato dipinto di recente nel popoloso barriodi Miramar all'esterno della Galleria d'Arte Wilfredo Lam che ospita al suo interno altre opere dell'artista, realizzate questa volta su tela, che rappresentano sempre volti di bambini.

Maisel prima di dipingere i suoi giganteschi "Colosos" attraversa le strade dell'Avana scattando decine di foto a bambini che gli offrono una particolare ispirazione e sempre dopo aver chiesto il permesso ai genitori. Dopodichè procede ad una selezione degli scatti migliori per poi iniziare a dipingere i suoi murales che realizza sulle facciate di casas particulares (case private) ed anche di istituzioni o luoghi pubblici come scuole, ospedali e uffici statali. Anche in questo caso Maisel chiede prima l'approvazione e il permesso di dipingere. Tutte le opere sono alte diversi metri e per terminarle l'artista impiega solitamente dai tre giorni alla settimana intera senza percepire alcun compenso e possono essere ammirate da tutti in questa sorta di grande galleria all'aperto che gli abitanti dei barrios custodiscono con una crescente simpatia e gelosia e proteggono con attenzione da possibili atti vandalici.

"Tutte le opere che non sono ne agressive ne offensive sono sempre ben accolte", ha detto Maisel che a differenza di altri artistas callejeros è ben visto dalle autorità di sicurezza che non gli negano mai il permesso di dipingere.

"L'artista urbano deve essere responsabile di quello che fa perchè con le sue opere dialoga e interagisce con un pubblico molto eterogeneo".

Maisel continua a dipingere nel suo atelier tele che possono raggiungere anche il valore di 1000, 1500 dollari.

 

Maisel Lopez, un artista callejero che ridà vita alle strade dell'Avana

Maisel Lopez è un giovane artista cubano di 31 anni che ha ricevuto una formazione classica nella nota "Escuela de Arte San Alejandro" e che negli ultimi anni ha deciso di  trasferire le sue opere talentuose dalla tela e cavalletto alle pareti dell'Avana dando vita insieme a pochi altri artisti ad un movimento d'arte urbano che ancora è alla ricerca di una propria dimensione artistica.

Maisel Lopez e i suoi
(foto web)

Maisel ha dipinto per l'Avana circa trenta murales che lui stesso ha chiamato"Colosos" (Colossi) raffiguranti volti di bambini di età compresa fra i 2 e gli 8 anni realizzati con il suo riconoscibile stile sobrio e pulito in bianco e nero con una tecnica del genere realista che contrasta violentemente con le facciate scrostate e decadenti di vecchi edifici che decora con grande passione.

Maisel Lopez dipinge i suoi
(foto web)

"Mi ispiro al pensiero di José Martì (l'intellettuale e politico Padre della Patria che ispirò il movimento indipendista cubano e più tardi la stessa Revolucion) secondo cui i bambini sono la speranza del mondo. Li ho chiamati Colossi non solo per le loro dimensioni ma per l'importanza che l'infanzia riveste nello sviluppo della siocietà."

Il primo Coloso è stato realizzato nel 2015 a Playa, un distretto avanero dove Maisel è nato, mentre l'ultimo è stato dipinto di recente nel popoloso barriodi Miramar all'esterno della Galleria d'Arte Wilfredo Lam che ospita al suo interno altre opere dell'artista, realizzate questa volta su tela, che rappresentano sempre volti di bambini.

Maisel Lopez e i suoi murales dipinti all'Avana

(foto web)

Maisel prima di dipingere i suoi giganteschi "Colosos" attraversa le strade dell'Avana scattando decine di foto a bambini che gli offrono una particolare ispirazione e sempre dopo aver chiesto il permesso ai genitori. Dopodichè procede ad una selezione degli scatti migliori per poi iniziare a dipingere i suoi murales che realizza sulle facciate di casas particulares (case private) ed anche di istituzioni o luoghi pubblici come scuole, ospedali e uffici statali. Anche in questo caso Maisel chiede prima l'approvazione e il permesso di dipingere. Tutte le opere sono alte diversi metri e per terminarle l'artista impiega solitamente dai tre giorni alla settimana intera senza percepire alcun compenso e possono essere ammirate da tutti in questa sorta di grande galleria all'aperto che gli abitanti dei barrios custodiscono con una crescente simpatia e gelosia e proteggono con attenzione da possibili atti vandalici.

I dipinti di Maisel Lopez decorano gli edifici dell'Avana
(foto web)

"Tutte le opere che non sono né agressive né offensive sono sempre ben accolte", ha detto Maisel che a differenza di altri artistas callejeros è ben visto dalle autorità di sicurezza che non gli negano mai il permesso di dipingere.

"L'artista urbano deve essere responsabile di quello che fa perchè con le sue opere dialoga e interagisce con un pubblico molto eterogeneo".

Maisel continua a dipingere nel suo atelier tele che possono raggiungere anche il valore di 1000, 1500 dollari.

Se clikki su questo link potrai ammirare altre opere di Maisel Lopez:

 http://maisel.cubava.cu/

Un gradito omaggio a "Mambo Tango"

29 ottobre 2017

Romè, pannello in ceramica dell'artista Silvia Pedaci
("Romè" - foto Franco Di Costa)

Il  27, 28, 29 e 30 ottobre si è svolta presso i padiglioni della Fiera di Cesena la ventunesima edizione della mostra mercato "Arte moderna e contemporanea", una importante rassegna alla quale hanno partecipato artisti nazionali ed internazionali. Tra questi l'amica Silvia Pedaci che ha esposto una serie di opere in ceramica tra cui ha trovato posto "Romè", realizzata dall'artista ispirandosi al romanzo "Mambo Tango. Nuovi ritmi del cuore sulle strade di Cuba".

L'artista Silvia Pedaci con la sua opera
(L'artista Silvia Pedaci - foto Franco Di Crosta)

Una graditissima sorpresa, un grande regalo!

21^ ediz. di Arte Moderna e Contemporanea, stans dell'artista Silvia Pedaci
(Stand F32, Silvia Pedaci - foto Franco di Crosta)
21^ ediz. di Arte Moderna e Contemporanea, opera dell'artista Silv
(Boogie Woogie, Silvia Pedaci - foto Franco Di Crosta)
21^ ediz. di Arte Moderna e Contemporanea, artista Silv
(Fiori, Silvia Pedaci - foto Franco Di Crosta)
21^ ediz. di Arte Moderna e Contemporanea, stand dell'artista Silv
(Stand F32, Silvia Pedaci - foto Franco Di Crosta)
21^ ediz. di Arte Moderna e Contemporanea, opere in ceramica  dell'artista Silv
(Stand F32, Silvia Pedaci - foto Franco Di Crosta)
Trovate tutto su Silvia Pedaci clikkando questo link
http://silviaceramike.altervista.org/

 

 

Una notizia che non mi è piaciuta. Arrestato el grafitero Yulier Rodriguez

22 agosto 2017

Yulier P. artista callejero cubano
(Yulier P. - foto web)

In un precedente articolo datato 7 maggio 2017 e che troverete nella sezione CULTURA (link a piè pagina) vi avevo raccontato della singolare storia di due artisti cubani molto dissimili tra loro ma con in comune il gusto dell'arte e la passione di imprimere le loro pennellate sui muri dell'Avana. E' di queste ore la notizia che il giovane artista callejero Julier Rodriguez (Camaguey, 1989) è stato arrestato giovedi 17 agosto con l'accusa di "maltrado a la proprietad social". Yulier come al solito stava dipingendo una delle sue figure oniriche sulle pareti di un edificio semi distrutto in calle San Lazzaro, una importante arteria del Centro Habana, quando è stato prelevato dalla PNR, Polizia Nazionale Rivoluzionaria, che lo ha condotto in un carcere cittadino dove è stato trattenuto per una mezza giornata per poi essere rilasciato solo dopo aver sottoscritto l'impegno di cancellare tutte le sue opere dai muri dell'Avana. Yulier si è difeso dichiarando che la sua arte non maltratta la proprietà sociale sostenendo al contrario che le sue opere vengono realizzate su muri in rovina e che lo scopo della sua arte è quello di decorare spazi morti attraverso la cultura con l'obiettivo di “crear una sociedad más tolerante, más honesta, más humana y sensible”.

l'atelier del grafitero cubano Yulier P, Avana
(l'atelier di Yulier P., Paseo del Prado, Avana - foto Di Crosta Franco)

Yulier non è intenzionato a cancellare i suoi grafitti andando incontro al rischio di essere nuovamente  incarcerato. Personalmente ho avuto la possibilità di vedere i suoi graffiti un pò dappertutto per le strade dell'Avana. Il suo stile è inconfondibile così come è vero che le sue "tele" preferite sono costituite da mura malconce o edifici crollati. Si può giudicare la sua arte, spesso incomprensibile, la sua tecnica pittorica sporca e i soggetti da lui scelti che trasmettono ansia e un senso di angoscia profonda a chi li osserva. Ma non ho trovato nulla di così volgare e di politicamente scorretto da scatenare una risposta così dura da parte delle autorità di polizia. I suoi dipinti sono destinati a scomparire da soli o per il crollo delle pareti o per l'effetto degli agenti atmosferici. Ho fotografato tutti i grafitti che che ho incontrato e mi piaceva l'idea di coinvolgere altri turisti a scattare foto ai lavori di Yulier per fissarli nella memoria prima che scomparissero del tutto. Bisogna tener conto che ogni Paese stabilisce le proprie regole e che indubbiamente la mia conoscenza artistica mi impedisce di cogliere messaggi che vanno al di là del puro effetto visivo. Presto preparerò per questo blog una raccolta di alcune sue opere che come potrete vedere offrono mille interpretazioni diverse. Mi auguro comunque che Yulier continui a dipingere e a lavorare nel suo eccentrico laboratorio che si affaccia sul Paseo del Prado. Se siete da quelle parti andatelo a visitare.

http://www.mambotango.it/cultura/cultura/206-yulier-p-el-grafitero-maledetto-che-rappresenta-le-ossessioni-dei-cubani.html

Yulier P. el grafitero maledetto che rappresenta le ossessioni dei cubani

7 maggio 2017

Yulier P. artista callejero cubano
(foto web)

Yulier P., il cui nome per intero è Yulier Rodriguez Perez, nasce a Florida, nella provincia di Camaguey nel 1989. Si trasferisce all'Avana con il sogno di realizzare la sua grande passione: la pittura. Non viene mai ammesso alla "Escuela de Arte de San Alejandro" ma pur essendo considerato un artista callejero autodidatta la sua formazione è classica, quella su tela e cavalletto per intenderci. Yulier si esprime con una tecnica espressionista "esteticamente scorretta" e violenta che ogni tanto lo ha esposto alle attenzioni delle autorità di sicurezza cubane. Nonostante ciò l'artista ha già realizzato in tre anni più di 150 opere non solo all'Avana ma anche in altre provincie come Matanzas e Mayabeque.

Yulier P. grafitero cubano
(foto web)

Le sue "tavole" prescelte sono le vecchie pareti sconnesse di edifici in disarmo, quelle che a volte hanno decine di mani di pittura ed anche per questo alcune delle sue opere sono già scomparse, trascinate via dalla polvere dei crolli. Yulier ha sempre scelto spazi abbandonati, sporchi o disastrati che con la sua pittura ha voluto recuperare ad un valore estetico ridandogli energia e vitalità. Ma la sua scelta rappresenta anche la volontà di esprimere un personale disagio interiore e quello di una società complessa e contradittoria come è, al di la delle apparenze, quella cubana. In una recente intervista rilasciata alla giornalista Sara Gomez Armas, l'artista ha dichiarato che "L'arte urbana deve entrare necessariamente in contraddizione con qualcosa, se non no è una buona opera. Alcune immagini sono come favole, ritratti di esperienze della gente. Altre sono più personali ed intime ma  riflettono sempre gli scenari trascurati e il malcontento. Sono come anime, perchè in certi momenti smettiamo di essere persone per diventare anime, in un purgatorio chiamato Cuba. Viviamo condannati da noi stessi, perchè questo è il risultato delle nostre decisioni e della nostra incapacità di vedere più in la della paura e di altre mille cose. Le immagini non sono altro che questo: le nostre anime che riflettono un dolore interno, l'impotenza, la paura e la tristezza".

Murale del grafitero cubano Yulier P.
(foto web)

Questo suo atteggiamento provocatorio e ribelle come detto gli ha causato nel tempo qualche problema con la polizia e la sua arte di fatto non è stata mai riconosciuta da parte delle istituzioni pubbliche. Nonostante tutto le sue opere sono numerose e visibili principalmente nei quartieri dell'Avana Vecchia e del Centro Avana dove vive e gestisce uno studio comunitario, il "Josè Martì", nel quale oltre a sperimentare altre tecniche grafiche, insieme ad altri artisti da lezioni di pittura ai bambini. Il suo mondo onirico e fantasmagorico è costituito di colori vivaci ed aggressivi, profili deformati, animali con teste umane, conigli con grandi orecchie, figure antropomorfiche e spettrali che sembrano emergere dall'oscurità di sogni paurosi.

"Il bene e il male sono parte della realtà... ogni opera è come un libro che vuole svelare racconti: di un invalido o di qualcuno che ha fame o di qualcun'altro che vuole esprimersi  e non può farlo. La felicità? La lascio ai salseri!"

Murale del cubano Yulier P.

(foto web)