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Al via l'utilizzo di un vaccino tutto cubano contro il tumore ai polmoni

06 Agosto 2016

Vaccino cubano per contrastare il tumore al polmone
(foto web)

Il Centro di Immunologia Molecolare (CIM) di Cuba ha messo a disposizione, in forma gratuita, il primo vaccino contro il tumore ai polmoni a tutti i pazienti dell'isola affetti da questa grave patologia.

Gli specialisti cubani assicurano che il nuovo vaccino, unico al mondo, pur non eliminando la malattia inibisce il proliferare delle cellule tumorali aumentando nei pazienti la possibilità di sopravvivenza e garantendo agli stessi una migliore qualità della vita in virtù della sua scarsa tossicità.

Il dottor Arlhee Daz e il vaccino cubano contro il tumore al polmone
(Dott. Arlhee Diaz - foto web)

Il Dottor Arlhee Diaz intervistato dalla venezuelana Telesur, ha detto che attualmente non ci sono i presupposti per una commercializzazione del vaccino negli Stati Uniti e nel mondo affermando che esiste tuttavia una forte collaborazione tra i due paesi sancita dalla firma di un accordo bilaterale che prevede un interscambio di informazioni ed investigazioni congiunte allo scopo di testare l'efficacia della cura.

I cittadini stranieri che desiderano sottoporsi a questo vaccino devono recarsi a Cuba e pagare una cifra modica per poter beneficiare di questo innovativo trattamento sanitario poichè per il momento solo i medici cubani sono autorizzati ad applicarlo.

Si tratta quindi di studi che necessitano ancora di varie fasi di ricerca ma che potrebbero aprire una nuova frontiera per la medicina da sempre considerata il fiore all'occhiello di Cuba.

Il mondo intero guarda con speranza verso l'isola caraibica e segue con profondo interesse gli sviluppi della sperimentazione di questo revolucionario vaccino.

La rivoluzione delle idee!

 

 

 

 

 

Dirotta su Cuba. Nuovi esploratori sulle orme di Colombo

Quando Cristoforo Colombo, Cristobal Colon come si dice in spagnolo, il 27 ottobre del 1492 toccò le sponde della Baya di Baray situata nella odierna provincia di Holguin, osservando con stupore il meraviglioso paesaggio che si trovava di fronte pronunciò la famosa frase: "E' l'isola più bella che occhio umano abbia mai visto!"

Come tutti sappiamo l'ammiraglio genovese al comando di una piccola flotta composta dalle mitiche tre caravelle la Nina, la Pinta e la Santa Maria era convinto di aver raggiunto le coste della Cina descritte da Marco Polo nel racconto dei suoi viaggi. Non trovò  nulla però delle fantasmagoriche ricchezze immaginate durante tutto il tragitto del suo avventuroso percorso ma la sua scoperta ebbe comunque una effetto dirompente sulla storia moderna dell'uomo allargando le conoscenze e la percezione di un mondo i cui confini si aprivano a nuovi orizzonti e a nuove opportrunità. Fu l'inizio della conquista del "Nuovo Mondo" che in realtà esisteva da tempo, con una fisionomia precisa, caraterrizzata dalla presenza di civiltà evolute, sagge e sanguinarie allo stesso tempo, che furono poi spazzate via dalla ingordigia e dalla violenza dei conquistadores. Sono passati più di 500 anni da allora.

La lettura della storia ci fa parlare non più di uno scontro di civiltà, di scoperta e di conquiste, ma di un incontro tra mondi diversi, lontani.

Eppure ancora oggi a Cuba, l'antica Cubanacan degli indios Taino, si sta assistendo a qualcosa di singolare. Nuovi conquistadores si sono accorti improvvisamente dell'esistenza dell'isola caraibica e flotte di caravelle curiose e agitate attraversano mari e cieli ed arrivano quotidianamente sulle sue sponde lussureggianti.

MIck Jagger a Cuba con un almendron
                                                                     (foto web - cubanet.com)

Dall'annunciata riapertura delle relazioni diplomatiche tra Stati Uniti d'America e Cuba avvenuta nel dicembre del 2014 e alla successiva riapertura delle ambasciate del luglio di quest'anno, decine di Cristobal hanno attraversato l'Oceano alla ricerca di nuovi tesori. Le apripista di queste spedizioni sono state l'ereditiera Paris Hilton (la sua famiglia aveva costruito L'Havana Hilton, il grande albergo inaugurato solo qualche mese prima dell'ingresso vittorioso di Castro e dei Barbudos all'Avana e divenuto poi un simbolo della rivoluzione cambiando il nome in Habana Libre...) con la modella Naomi Campbell seguite in ordine sparso dal calciatore del Real Madrid Ramos, dai Cosmos di New York di Raul e Pelè, dai campioni della NBA, dal rapper Usher che sull'isola si è adirittura sposato, da Rihanna che ha regalato (lei si è fatta pagare...) la bellezza del suo corpo nudo tra le strade dell'Avana, il grande Jagger dei Rolling Stones, l'ex pluricampione mondiale di boxe Mayweather, l'immenso Sting ed in ultimo la splendida Kate Perry. Tra questa schiera di artisti si sono intrufolati, managers industriali, diplomatici, capi di stato, affaristi di ogni genere, navi da crociera... La sospirata eliminazione dell'embargo ha riacceso l'entusiasmo e la curiosità verso l'Isla Grande. Che strano però, non credete? L'embargo o bloqueo è una arma subdola. Non solo colpisce le popolazioni in maniera indiscriminata privandole in molti casi dei beni di prima necessità (lasciando intatte le disponibilità dei governanti...) ma crea una sorta di timore , di paura, di rischio economico rilevante per chiunque ne tenti il superamento. Mi spiego con un semplice esempio: la mia casa discografica decide di rompere l'assedio dell'embargo. Vendo 50 mila copie di un'opera a Cuba ma come sanzione mi trovo respinto dal mercato nord americano e dalle sue enormi potenzialità di business. Chi me lo fa fare?

Rihanna a Cuba per Vanity Fair
(foto Annie Leibovitz per Vanity Fair)

In questi giorni la ventilata eliminazione del bloqueo ha regalato nuova linfa e coraggio a decine di artisti che improvvisamente si sono accorti dell'esistenza dell'Isola, delle sue meraviglie naturali, della sua cultura e della sua musica. Bene signori vi avviso che l'Isola esisteva anche prima e che nelle sue vicende a volte drammatiche ha confidato nell'aiuto e nel sostegno di persone intelettualmente libere aldilà delle proprie convinzioni politiche!

Sono sincero: questo circo mediatico non mi piace granchè. Questo andirivieni di personaggi più o meno famosi non vorrei mascherasse calcoli egoistici e propri tornaconto, una vetrina da non perdere, un'occasione da sfruttare per raggiungere altra popolarità. Chi ama Cuba sa che queste improvvise dichiarazioni d'amore nascondono molte insidie. La storia di Cuba tracima di tradimenti. Va bene il cambiamento, necessario e probabilmente tardivo, ma siano i cubani i costruttori del proprio futuro. Que viva Cuba Libre!

Expo Milano 2015. La cubania in tavola!

 

 

 Ci siamo! Fra pochi giorni si inaugurerà a Milano la tanto attesa “EXPO 2015” dove anche Cuba sarà presente con un proprio padiglione. Il tema della partecipazione è “Sulla strada per l'indipendenza alimentare” e il paese caraibico proporrà la propria cucina come chiave di lettura della sua storia. La cucina rappresenta un aspetto tipico della cubania, il modo cioè di intendere la vita da parte dei cubani e riassume la mescolanza di culture da quella aborigena a quella africana, dalla spagnola alla francese, passando dall'araba, alla cinese e alla creola.

Una grande occasione per “aprirsi al mondo” con i prodotti della sua terra: il tabacco, il rum, la canna da zucchero, il caffè introdotto sull'isola da Haiti da parte dei coloni francesi e il cacao portato dagli spagnoli dalle terre centro americane.

Una golosa opportunità da non perdere per conoscere aspetti meno noti della Isla Grande in un contesto in cui la nostra Italia, con le sue straordinarie ricchezze culinarie, la farà certamente da padrona.

Buon appetito, buen provecho!

 

Gli diamo una mano?

22 ottobre 2016

Baracoa rinasce da piccoli gesti
(foto web)

Lui non si arrende!

A quasi tre settimane dal passaggio crudele dell'uragano Matthew la vita a Baracoa tenta di ritornare alla normalità. Ma c'è ancora molto da fare. Non limitiamoci ad affermare "amo Cuba!"

Un piccolo gesto, ora, può essere veramente molto importante.

Lui non si arrende! Aiutiamolo!

Possiamo raccogliere le offerte ed inviarle con bonifico bancario a questo Iban:

"Aiutiamo Yumurì"    IT 75 Q 0760 1051 3828 9528 1895 31 (più le commissioni previste, questa è la soluzione più cara);

oppure caricando direttamente la Postepay presso qualsiasi Ufficio Postale. In questo caso sarà sufficiente portare con se il proprio codice fiscale e si spenderà solo 1 euro!

Il numero della Carta è il seguente:  5333 1710 3021 6598

Una birra, un caffè, un paio di sigarette... il nostri superfluo è essenziale per lui!

Il "Che" nell'anima di Cuba. Eroe o prodotto commerciale?

Questo ho capito di te. Sei stato tutto e niente. Qualcosa di indefinibile,

Ernesto Che Guevara

di imparagonabile. Mito per molti ed incubo per altri. Un mambo-tango,

una musica ed una danza che nessuno conosceva fino ad allora, un modo

diverso di muovere i passi e di ascoltare i suoni in un mondo rigido e

indifferente. Ti avrei chiesto di insegnarmeli insieme al segreto per vincere

ogni paura e il dolore del tradimento”.

( tratto da “Mambo Tango. Nuovi ritmi del cuore sulle strade di Cuba” - foto urban.it).

 

Il 9 ottobre del 1967 moriva in Bolivia inseguendo il sogno di estendere l'esperienza rivoluzionaria cubana a tutta l'America latina Ernesto Guevara de la Serna, detto il “Che”.

Non morì in uno scontro a fuoco, in una contesa prevedibile ed anche accettata. Fu ferito, catturato e giustiziato. Senza un processo, senza un giudizio pubblico, senza che il mondo potesse osservare la fine di una delle icone del XX secolo. La guerra è spietata, non fa sconti e non si abbandona alla comprensione. Non ha regole e non ha umanità. Nel caso di Guevara c'era anche l'ingombro di un personaggio e di un processo insostenibili. Si pensò di liquidarlo con una fredda raffica di mitra, di farlo a pezzi e di bruciarne i resti. Si limitarono frettolosamente a tagliarli le mani e a conservarle a testimonianza della sua morte. Fu gettato in una fossa e restituito al popolo cubano nel 1997 dopo una lunga ricerca. Un tentativo vano di consegnarlo all'oblio. La storia ha scelto però un altro percorso. La fine del “guerrillero heroico” ha reso immortali i suoi 39 anni e trasformato il ricordo della sua vita in un esempio da imitare per molti ed in un incubo per altri.

Le strade di Cuba sono ancora attraversate dalla sua “entrañable trasparencia” (penetrante trasparenza) come cantava Carlos Puebla nella sua canzone più famosa: “Hasta siempre Comandante! ”. Una melodia che ogni turista avrà ascoltato almeno una volta nel suo vagabondare più o meno distratto sull'isola caraibica.

Che Guevara nei murales di Cuba

Ernesto Guevara è stato un personaggio controverso. Ha vissuto una vita al limite della dimensione umana dovendo combattere sin dalla nascita contro l'asma, quella terribile patologia che gli toglieva il respiro ma non la voglia di vivere e combattere. Un santo laico o un avventuriero sanguinario? Un filantropo od un assassino? Un eroe sognatore o un incubo da cui fuggire via?

Il protagonista di "Mambo Tango" incontra nel suo viaggio il mito del Che e da questo dialogo immaginario ne nasce un ritratto originale, forse non condivisibile da tutti, ma autentico e sincero. Un “Che” restituito alla sua gioventù, forse mai vissuta, a quella necessità di rincorrere il tempo sapendo di averne poco a disposizione. Ignorare la vicenda umana, storica e politica di Guevara è chiudere una porta alla comprensione delle dinamiche sociali che hanno influenzato e caratterizzato non solo la storia di Cuba e dell'America latina in generale ma anche quella di molte generazioni del Vecchio Mondo affascinate oggi come allora dall'utopia dell'Uomo Nuovo, divenuta realtà per mezzo di un giovane medico argentino.

                                                                                            (foto Di Crosta Franco)

Il San Giacomo. La memoria come alimento del presente.

Chiesa di San Giacomo a ForlìChiesa di San Giacomo a Forlì

Ricordo ancora quel 25 maggio del 1978. Mio padre che era un brigadiere della Polizia scientifica fu chiamato per andare a scattare delle foto a quella vecchia chiesa che era collassata su se stessa trascinando nella polvere secoli di storia aggrappati all'antico tetto, alle sue campate e ad una parte del suo chiostro secolare. Abitavo vicino a quel luogo eppure in quegli anni ne avevo pressoché ignorato l'esistenza. I miei occhi avevano incrociato raramente lo sguardo di quel gigante triste e ferito con le piaghe ricoperte di erbacce e detriti. Solo qualche tempo dopo il suo tragico crollo mi sforzai di saperne di più. Quella grande Chiesa, il San Giacomo, era stata eretta nella seconda metà del 1300 per opera del potente ordine monastico dei Benedettini. Appoggiato al suo lato sinistro un enorme complesso conventuale aveva ospitato una moltitudine di religiosi, che seguendo la regola del “ora et labora”, aveva dato lustro all'intera città di Forlì. Fra loro visse anche il beato Marcolino le cui spoglie sono custodite nella Cattedrale cittadina. Il declino del complesso coincise con l'arrivo delle truppe napoleoniche alla fine del 1700 e sancito dalla monarchia Sabauda nel 1867. Da luogo di culto la possente struttura fu destinata tristemente a stalla, maneggio e deposito militare. Poi sopraggiunse l'incuria, l'abbandono e la rovina. Circa vent'anni fa, nel 1996, iniziò una improbabile e complicata opera di recupero.

Chiesa San Giacomo a ForlìChiesa San Giacomo a Forlì

L'Alitalia atterra su Cuba. Da novembre un volo rivoluzionario

5 novembre 2016

Alitalia Boeing 777 volo Roma Avana
(Boeing 777 - foto web)

Dal 29 novembre un nuovo volo Alitalia collegherà Roma con l'Avana.

Si tratta del primo volo diretto della nostra Compagnia di Bandiera con destino Cuba.

Il nuovo collegamento sarà operativo da Roma Fiumicino due volte la settimana con i seguenti orari : 

il martedì si decolla alle ore 9.05 per arrivare a L’Avana alle 15.00 ora locale;

il sabato invece si partirà alle 10.35 da Fiumicino per atterrare a Cuba alle 16.30, sempre ora locale.

Il volo di ritorno da L’Avana decollerà il martedi alle 17.00 dal "Josè Martì", per arrivare a Roma alle 9.00 del mercoledì;

mentre il sabato il volo partirà da L’Avana alle 18.30 e arriverà a Fiumicino alle 10.30 della domenica.

I collegamenti saranno operati con Boeing 777 che dispongono di 293 posti suddivisi in tre classi la Business, Premium Economy ed Economy.

Buen viaje!

L'altra faccia della medaglia

In questi giorni il Mintur, il Ministero del Turismo di Cuba, ha diffuso dati eclatanti circa l'arrivo di turisti sull'isola caraibica. L'anno deve ancora registrare un importante numero di presenze previste per la Navidad e la fine dell'anno eppure si parla già di più di tre milioni di arrivi, una cifra di rilievo in proporzione al numero di abitanti che si assesta sui dodici milioni di unità. Ho già scritto come le strade dell'Avana si stiano affollando improvvisamente di personaggi del jet set internazionale tutti in fila per non perdere il treno delle opportunità e della notorietà. L'Avana e Cuba sono nuovamente al centro di interessi commerciali, ombelico del mondo per i "nuovi conquistadores". Molti ignorano però che ancor'oggi migliaia di cubani cercano di realizzarsi al di fuori della propria terra in una disperata fuga fatta di illusione e disillusione, con la morte pronta ad afferrare vite e sogni.

Esodo di cittadini Cubani verso il Costa Rica
(foto web)

Nel mese di novembre circa 3.000 cittadini cubani sono protagonisti di una odissea che non sembra trovare una soluzione immediata. Si tratta di persone uscite legalmente da Cuba con permessi turistici e che dopo aver raggiunto vari paesi dell'America Centrale stanno cercando di risalire attraverso Panama, Costa Rica, Nicaragua e Messico per raggiungere in fine gli agognati Stati Uniti d'America. Non si tratta  di delinquenti o evasi dalle prigioni. Molti di loro sono laureati. Ci sono famiglie intere. Donne, bambini. Hanno venduto tutto. Mobili, elettrodomestici, case. Il presidente del Nicaragua, il sandinista Daniel Ortega, dopo aver definito gli esuli cubani dei "Delinquenti che minacciano la sicurezza del nazione nicaraguense" ha ordinato la chiusura delle fronterie. E' intervenuto persino l'esercito, spesso con metodi repressivi e violenti.

Nicaragua. L'esercito respinge gli esuli cubani.
(foto web)

Ci sono stati dei morti. Gran parte della popolazione nicaraguense si è ribellata però a questi metodi cruenti e ha dato sostegno morale ai cittadini cubani ricordandosi probabilmente dei numerosi interventi umanitari di cui i cubani si sono resi protagonisti nel tempo. Gli esuli sono stati respinti in Costa Rica dove la popolazione locale e la Croce Rossa in una impressionante e commovente gara di solidarietà si sono mobilitate per soccorrerli mettendo a disposizione cibo, medicinali, giochi per i bambini e generi di prima necessità.

Esuli cubani accolti in Costa Rica
   Prima accoglienza per gli esuli cubani in Costa Rica (foto web)

Ogni volta che apprendo queste notizie mi sento disiorentato. Getto in alto la moneta e aspetto che cadendo mi mostri una faccia. La felicità si gioca su scelte disperate, a volte necessarie, spesso illusorie. Non sopporto l'idea che cittadini cubani siano pronti a scommettere con la morte pur di abbandonare la loro terra, i loro suoni, la dolcezza del loro mare e del loro cielo stellato. Esiste una legge americana promulgata nel 1966 dal Presidente L. Johnson nota come "Ley de ajuste cubano". Questa stabilisce che ogni cittadino cubano che raggiunge le acque territoriali o i confini statunitensi debba essere accolto ed aiutato. E' una legge formulata per spingere i cubani ad abbandonare illegalmente il proprio paese. Una legge vista da molti come strumento di propaganda contro Cuba da utilizzarsi come prova evidente del fallimento della struttura socio-economica socialista consolidatasi nel paese caraibico. Il timore che questa legge venga presto soppressa in seguito al rilancio delle relazioni diplomatiche tra U.S.A. e Cuba ha indotto molti cubani a spingersi in questi viaggi avventurosi e disperati affidandosi spesso a false promesse e a trafficanti di persone senza scrupoli.

Novità delle ultime ore anche le Isole Cayman, che distano solo 240 km da Cuba, stanno respingendo "balseros" cubani appena toccano le acque giurisdizionali. Ho letto che la polizia marittima impedisce ai propri cittadini di aiutare i profughi in difficoltà negando loro cibo e acqua. Persino l'Ecuador sta ostacolando l'accesso nel proprio territorio ai cittadini cubani facendo loro richiesta di un visto che prima non era necessario. Ci sono state manifestazioni all'Avana con scene drammatiche di fronte all'Ambasciata di quel paese. Questo accade mentre navi da crociera giungono a Cuba e migliaia di turisti si stanno preparando a scaldare le vacanze natalizie al caldo sole dei tropici.

E' chiaro che ogni paese deve darsi delle regole per impedire la illegalità, comunque questa si manifesti. Ma l'umanità non può essere codificata in leggi rigide e fredde.

Non capisco questo mondo. Pieno di egoismi e vuoto di speranze.

OLTRELIMITE ONLUS. Il cuore oltre gli ostacoli e i pregiudizi

Teleromagna con Mambo Tango e Oltrelimite OnlusCome già ho avuto modo di raccontare nell'articolo "Abbattiamo tutti i muri" che potete trovare nella sezione BLOG di questo sito, il 23 febbraio del 2015 fui invitato a partecipare alla trasmissione "30 Minuti" in onda sui canali dell'emittente privata "Teleromagna" di Forlì. Ebbi in quella occasione l'opportunutà di spiegare la genesi e lo sviluppo del romanzo "Mambo Tango. Nuovi ritmi del cuore sulle strade di Cuba" sottolineando come, attraverso un complicato percorso interiore del protagonista della storia, ci fosse anche da parte mia la volonta di raccontare l'Isola con occhi diversi, quelli cioè di un viaggiatore desideroso di cogliere quelle sfumature e l'intensa umanità di un popolo che solitamente non traspaiono o vengono del tutto trascurate dalle guide turistiche. Una Cuba percorsa sulle sue strade malconce, osservata dagli occhi dei suoi abitanti e penetrata con curiosità e dolcezza anche nei suoi luoghi più intimi. Una Cuba in carne ed ossa libera da facili pregiudizi e da banali considerazioni. In questa narrazione sono stato coadiuvato dall'amico dott. Alberto Donati che  sintetizzò brillantemente la complessa vicenda storica cubana anche alla luce delle profonde trasformazioni avviate negli ultimi mesi, e trovato supporto nell'esperienza di Stefano Baratella che analizzò l'Isola da una angolazione originale, quella di un turismo sostenibile e fruibile a tutti.

Ho conosciuto Stefano in quella occasione ed ho provato immediatamente una forte empatia nei suoi confronti. A tal proposito desidero subito sgombrare il terreno da ogni possibile speculazione e da facili illazioni. Questo mio atteggiamento non è stato determinato da uno sterile pietismo o da calcoli opportunistici. Ciò che mi ha colpito è stato il coraggio di un Uomo che mentre la vita sembrava volesse voltargli le spalle con caparbietà l'ha afferrata per i capelli e l'ha trascinarla a sé ed ora, insieme, sospesi sue magiche ruote attraversano il mondo per scoprire, sperimentare e certificare luoghi e strutture adatte anche a chi ha una mobilità ridotta. L'intelligenza che si fa dono.

Stefano ha fondato la Oltrelimite onlus (www.oltrelimite.org) e nel 2014 ha effettuato un viaggio a Cuba regalandoci un resoconto fotografico puntuale ed avvincente, documentato con foto belle e divertenti e che consiglio a tutti di guardare ed approfondire.

Cuba non è solo spregiudicatezza e puro divertimento ma è anche una terra accogliente che si dimostra attenta nei confronti di fratelli un pò meno fortunati mettendo a disposizione strutture capaci di rendere godibile a tutti un soggiorno sulla propria terra. Godetevi passo dopo passo il diario, seguite attraverso il sito  le scorribande di Stefano e le iniziative di Oltrelimite e se conoscete qualcuno che vuole intraprendere un viaggio verso la Isla Grande non esitate ad indirizzarlo nei nostri siti. Troveranno non solo informazioni, curiosità e racconti ma anche amore e passione, ingredienti base per conoscere più intimamente una terra di una bellezza unica e capace di regalare a tutti intense emozioni.

Le foto di questo articolo sono state estrapolate dal "Diario di Viaggio - Cuba accessibile" realizzata da Oltrelimite che potete scaricare a questo link >

Papa Francesco a Cuba tra fede e speranza

Papa Francesco a Cuba. 19 - 22 settembre 2015 (foto web CiberCuba)

 (In croce un giorno morì l'Uomo; bisogna imparare a morire tutti i giorni sulla croce...)

 

Testo integrale del discorso pronunciato da Papa Francesco al suo arrivo all'Avana. 19 settembre 2015

Signor Presidente,
Distinte Autorità,
Fratelli nell’Episcopato,
Signori e Signore,

molte grazie, Signor Presidente, per la Sua accoglienza e le Sue cortesi parole di benvenuto a nome del Governo e di tutto il popolo cubano. Il mio saluto va anche alle Autorità e ai membri del Corpo Diplomatico che hanno avuto la cortesia di rendersi presenti in questa circostanza.
Saluto il Cardinale Jaime Ortega y Alamino, Arcivescovo di La Habana, Mons. Dionisio Guillermo García Ibáñez, Arcivescovo di Santiago di Cuba e Presidente della Conferenza Episcopale, gli altri Vescovi e tutto il popolo cubano. Ringrazio tutti voi per la vostra fraterna accoglienza.

Grazie a tutti coloro che si sono prodigati nella preparazione di questa visita pastorale. Vorrei chiederLe, Signor Presidente, di trasmettere i miei sentimenti di speciale considerazione e rispetto a Suo fratello Fidel. Vorrei inoltre che il mio saluto giungesse in modo particolare a tutte quelle persone che, per diversi motivi, non potrò incontrare e a tutti i cubani dispersi nel mondo.

Papa FRancesco a Cuba 19 - 22 settembre 2015                                             ( foto web CiberCuba)



Come lei signor presidente ha sottolineato, in questo anno 2015 si celebra l’80° Anniversario dello stabilimento delle relazioni diplomatiche ininterrotte tra la Repubblica di Cuba e la Santa Sede. La Provvidenza mi permette di arrivare oggi in questa amata Nazione, seguendo le indelebili orme del cammino aperto dai memorabili viaggi apostolici che hanno compiuto in quest’Isola i miei due predecessori, san Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. So che il loro ricordo suscita gratitudine e affetto nel popolo e nelle Autorità di Cuba. Oggi rinnoviamo questi legami di cooperazione e amicizia perché la Chiesa continui ad accompagnare ed incoraggiare il popolo cubano nelle sue speranze e nelle sue preoccupazioni, con libertà e con i mezzi necessari per far giungere l’annuncio del Regno fino alle periferie esistenziali della società.

Questo viaggio apostolico coincide inoltre con il primo Centenario della proclamazione della Vergine della Carità del Cobre quale Patrona di Cuba, da parte di Benedetto XV. Furono i veterani della guerra d’indipendenza, mossi da sentimenti di fede e di patriottismo, che chiesero che la Vergine "mambisa" fosse la patrona di Cuba come Nazione libera e sovrana. Da quel momento, Ella ha accompagnato la storia del popolo cubano, sostenendo la speranza che custodisce la dignità delle persone nelle situazioni più difficili e difendendo la promozione di tutto ciò che conferisce dignità all’essere umano. La devozione crescente verso la Vergine della Carità del Cobre è una testimonianza visibile della presenza della Vergine nell’anima del popolo cubano. In questi giorni avrò l’occasione di recarmi al Santuario del Cobre come figlio e pellegrino, a pregare nostra Madre per tutti i suoi figli cubani e per questa amata Nazione, perché percorra sentieri di giustizia, di pace, di libertà e di riconciliazione.

19 settembre 2015. Raul Castro accoglie Papa Francesco                           (foto wew CiberCuba)



Geograficamente, Cuba è un arcipelago che si affaccia verso tutte le direzioni, con uno straordinario valore come “chiave” tra nord e sud, tra est e ovest. La sua vocazione naturale è quella di essere punto d’incontro perché tutti i popoli si trovino in amicizia, come sognò José Martí, «oltre le strettoie degli istmi e le barriere dei mari» (Conferenza Monetaria delle Repubbliche d’America, in Obras escogidas II, La Habana 1992, 505). Questo stesso desiderio fu di san Giovanni Paolo II con il suo ardente appello «affinché Cuba si apra con tutte le sue magnifiche possibilità al mondo e il mondo si apra a Cuba» (Discorso all’arrivo, 21 gennaio 1998, 5).

Da alcuni mesi, siamo testimoni di un avvenimento che ci riempie di speranza: il processo di normalizzazione delle relazioni tra due popoli, dopo anni di allontanamento. È un processo. È un segno del prevalere della cultura dell’incontro, del dialogo, del «sistema della valorizzazione universale... sul sistema, morto per sempre, di dinastia e di gruppo», diceva José Martí. Incoraggio i responsabili politici a proseguire su questo cammino e a sviluppare tutte le sue potenzialità, come prova dell’alto servizio che sono chiamati a prestare a favore della pace e del benessere dei loro popoli, di tutta l’America, e come esempio di riconciliazione per il mondo intero.

19 settembre 2015.  L'Arcivescovo dell'Avana e Papa Francesco(foto web CiberCuba)

Il mondo ha bisogno di riconciliazione, non di questa atmosfera di Terza Guerra Mondiale che stiamo vivendo a tappe.

Affido queste giornate all’intercessione della Vergine della Carità del Cobre, dei Beati Olallo Valdés e José López Pieteira e del venerabile Félix Varela, grande propagatore dell’amore tra i cubani e tra tutti gli esseri umani, perché accrescano i nostri legami di pace, solidarietà e rispetto reciproco.
Di nuovo, molte grazie, Signor Presidente.

Fonte testo: "Avvenire"
https://youtu.be/N7mdWqN3ezM  troverai il video del discorso di Papa Francesco.
https://youtu.be/ASEMJEDo_ec    troverai il video del discorso di Raul Castro (spagnolo)
 
il discorso di benvenuto al Papa pronunciato da Raul Castro:

Siglato all'Avana lo storico accordo di pace tra Farc e Governo colombiano

Accordo di pace tra FRac e governo Colombiano siglato a Cuba il 26.06.2016
(combattenti Farc - foto web)

25 giugno 2016

 Il 23 giugno 2016 è stato siglato all'Avana uno storico accordo di pace tra il Governo colombiano e le Farc (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia) dopo tre anni di intense trattative e ben 52 anni di violenti scontri tra le fazioni che hanno lasciato sul campo circa 220 mila morti, 45 mila dispersi e 7 milioni di sfollati.

Cifre impressionanti causate da questo conflitto che ha condizionato per decenni gli equilibri e la pace sociale della Colombia.

Le Farc sono tra le più antiche forze armate marxiste del mondo e si sono formate  nel 1964 per combattere e destituire la presidenza colombiana con la pretesa instaurazione di un governo rivoluzionario.

La cerimonia si è svolta all'Avana in presenza del segretario dell'ONU Ban-Ki Moon, del presidente cubano Raul Castro, del ministro degli esteri norvegese Børge Brende e dei protagonisti diretti della vicenda, il presidente colombiano Juan Manuel Santos e il comandante delle Farc Rodrigo Londono detto Timochenko.

Siglato all'Avana lo storico accordo di pace tra Farc e governo colombiano
(Santos, Raul e Rodrigo - Foto web)

Gli accordi prevedono un cessate il fuoco bilaterale con la consegna delle armi da parte dell'esercito ribelle nelle mani di incaricati dell'Onu che si occuperanno poi della distruzione delle stesse.

Il testo letto dai mediatori cubani e norvegesi in presenza anche dei presidenti di Cile, Venezuela e Uruguay che dovrebbe diventare operativo il prossimo 20 de luglio, stabilisce le modalià per l'abbandono delle armi dei circa 7 mila combattenti, le garanzie di sicurezza offerte ai ribelli stessi e le regole per la

Turisti per caso. Si può fuggire dal Paradiso?

Le grandi navi da crociera arrivano a Cuba
(foto web)

Cuba ha registrato nel 2015 un afflusso di turisti vicino ai tre milioni di unità con un aumento di circa il 20% rispetto all'anno precedente. La riapertura delle relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti d'America ha sicuramente favorito lo sviluppo di quella che è considerata la maggior risorsa economica della nazione caraibica. Grandi navi da crociera si affacciano nella baia dell'Avana ed anche il turismo interno ha vissuto una potente accelerazione a partire dal 2008 anno i cui le autorità cubane hanno tolto il divieto ai propri cittadini di utilizzare le strutture alberghiere presenti sull'isola. Eppure contemporaneamente la cronaca ci racconta del dramma di migliaia di cubani, 5-7 mila secondo le ultime stime, assiepati in condizioni di profondo disagio in Costa Rica in attesa del lasciapassare per raggiungere gli Stati Uniti. La crisi è iniziata nel novembre di quest'anno e si è acuita quando il presidente del Nicaragua, Daniel Ortega, ha impedito agli esuli cubani di oltrepassare le proprie fontiere arrivando perfino a schierare l'esercito contro i disperati in fuga. Da allora il presidente del Costa Rica, Luis Gulliermo Solis, si è prodigato per consentire che venisse garantita una ospitalità quanto meno dignitosa ai cittadini cubani stretti in una morsa politica ed economica e strangolati dal peso dei sogni irrealizzati e di quelli abbandonati. La piccola Repubblica centroamericana ha messo a disposizione quasi 40 alberghi per sostenere questi cittadini in fuga. Straordinario è stato anche l'apporto del popolo costaricense e della Croce Rossa locale. Poi la svolta improvvisa. Domenica 27 dicembre, all'Angelus domenicale in Piazza San Pietro,  Papa Francesco ha esortato un intervento umanitario in grado di risolvere definitivamente la spinosa situazione; queste sono state le sue parole: "Il mio pensiero va in questo momento ai numerosi migranti cubani che si trovano in difficoltà in Centroamerica, molti dei quali sono vittime del traffico di esseri umani. Invito i Paesi della Regione a rinnovare con generosità tutti gli sforzi necessari per trovare una tempestiva soluzione a questo dramma umanitario”.

Crisi migratoria cubani. Il Nicaragua chiude le frontiere.
(foto web)

A distanza di sole 24 ore il governo della Repubblica di Costa Rica ha comunicato la conclusione di un accordo per la soluzione di questa crisi umanitaria. Si è così deciso di garantiire una migrazione ordinata, sicura e documentata verso gli Stati Uniti d'America che preveda per gli esuli un trasporto aereo fino a El Salvador e da qui in bus fino in Messico. In questa maniera si è cercato di raggirare lo scandaloso traffico di persone garantendo dignità ai migranti e sicurezza politica ai paesi coinvolti nel progetto. A questi negoziati hanno partecipato oltre a Costa Rica, Panama, El Salvador, Guatemala, Honduras, Messico e l'Organizzazione Mondiale per la migrazione con il solo Nicaragua a fare da opposizione. Probabilmente questi cittadini cubani riusciranno a trascorrere il nuovo anno nella terra tanto sognata. Resta aperta la ferita di un popolo malinconicamente in fuga da se stesso e da una terra bellissima, ricca di storia, arte e cultura. Un isola che incarna allo stesso tempo la realizzazione dei sogni per molti ed il limite imposto agli stessi ed alla libertà individuale per altri.

Crisi migratoria. Cubani bloccati in Costa Rica
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Una terra in perenne contraddizione, afflitta da una diaspora che non conosce pause.

L'augurio è che l'anno nuovo porti pace e speranza all'amato e disorientato popolo cubano.

 

 

Un anno insieme a voi. Tra emozioni e sorrisi continua l'avventura di "Mambo Tango"

E' trascorso poco più di un anno da quando carico di speranze, curiosità e qualche timore, mi sono lanciato nell'avventura editoriale di "Mambo Tango. Nuovi ritmi del cuore sulle strade di Cuba". E' stato un percorso entusiasmante vissuto con la spensieratezza tipica del principiante e l'allegria per una sfida da raccogliere come fosse un gioco. In queste intense giornate ho conosciuto persone straordinarie e collaboratori seri e disponibili. Presentazione libro Vi assicuro che se è stato difficile scrivere il libro lo è stato ancora di più doverlo raccontare! Mi sono sottoposto ad una sorta di psicoanalisi celebrata pubblicamente che solo con il tempo ho imparato ad accettare e a gestire e che lentamente ha addolcito le sue spigolosità, i suoi tranelli e le sue insidie. Ho raccontato parte della mia vita, donando con generosità parole e gocce di vissuto ed il ricordo più bello che conservo sono state le tante mani che ho stretto e l'affetto che ho ricevuto. Alcuni amici hanno voluto regalarmi un saluto, una emozione o il regalo di una riflessione che ho condiviso poi con piacere sulle pagine di questo blog. Ogni minuto ricevuto in dono è stato per me una gioia immensa ed una insperata gratificazione.

                                                   Un viaggio in cui ogni partenza necessita di un ritorno...

Ringrazio tutti di cuore! Un grazie particolare lo devo però all'amico Orazio Fabbri con cui ho condiviso una passione, un sogno e molte ore notturne nel suo studio! Un pensiero poi lo rivolgo all'amico e collega Alberto Donati che mi ha accompagnato con disponibilità e gratuità nelle principali tappe di questa avventura dandomi sempre un sostegno straordinario ed al mio fratello maggiore Pier Maria Zattoni, il mio più grande estimatore e publicity man! Il viaggio è solo all'inizio. In Italia la cultura fa fatica ad affermarsi e bisogna essere umili e realisti. Inoltre ho avuto la conferma di come questo ambiente sia frequentato da pericolosi pescecani e sanguisughe... Vado avanti per la mia strada ed ogni libro che riuscirà ad entrare in una casa sarà per me motivo d'orgoglio. Una piccola parte di me che sarò riuscito a regalarvi. Tutti noi abbiamo bisogno di emozionarci. Tutti noi abbiamo bisogno di afferrarci, di condividerci, di amarci e le pagine di Mambo Tango sono "l'amore" che vorrei comunicare e trasmettere. Forse l'unica maniera in cui sono capace di farlo.

Una parola mille concetti. La voce del barrio.

Va beh... non sarà proprio cultura ma quello che vi racconterò sarà utile per entrare nel vero spirito cubano e capirne le più sofisticate e bizzarre sfumature.
A Cuba esiste un vero e proprio linguaggio popolare, di strada, quello del barrio. Un vocabolario non codificato, colorito ed assolutamente divertente.
La parola più in uso è certamente Pinga. La sentirete ovunque.
La pinga, la pertica utilizzata dagli schiavi per  trasportare cose o persone. A Cuba è il sinonimo di pene ed è la parola più utilizzata
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Sembra che con il termine pinga venisse indicata una grossa pertica che appoggiata sulle spalle degli schiavi serviva per spostare pesanti carichi. A Cuba il termine è divenuto in seguito il sinonimo principe dell'organo sessuale maschile, ma trova molteplici usi per esprimere complicati e variopinti concetti e stati d'animo. Eccone una divertente rassegna!

1- Può indicare un pessimo stato d'animo ed anche uno buono (Puede indicar un pésimo estado de ánimo y también uno muy bueno):  "Me siento de pinga."

2- Se una persona è sgradevole e meschina (Si una persona es baja y ruin) :"Fulano està de pinga." Dove Fulano sta per Tizio.

3- Indica una carenza, che non c'è niente. (Indica carencia, que no hay nada): "Aquí no hay ni pinga."

4- Se si vuol dire che una persona è un idiota (Si quieres expresar que una persona es tonta o idiota): "Fulano es un comepinga." Dove comer è mangiare. Vi lascio la traduzione...

5- Si definisce una persona che parla in maniera incoerente (Se dice de una persona que habla incoherencias): "Qué manera de hablar pinga!"

6- Ira irrefrenabile (Ira irreprimible) : "Estar empingao."

7- Quando si nega una cosa ad una terza persona (Cuando se le niega algo a un tercero): "No le voy a dar ni pinga." 

8- Quando i bulli di secondaria importanza lanciano il proprio grido di guerra (Los guapos marginales cuando lanzan su grito de guerra), gritan: "Ni Pingaaaa!"

9- Vai a quel paese (Vete al carajo): "Vete pa' la pinga."

10- Quando una cosa è molto brutta (Cuando algo está muy malo): "Esto está... de pinga!"

11- Quando qualcosa ha qualità superiori (Cuando algo tiene calidad superior): "Está bueno con pinga."

12- Se un un uomo è una buona persona, leale e generosa (Si un hombre es muy buena persona, amigo leal o dadivoso): "Es un tipo de pinga..."

13- Come intercalare quando ci si fa male (Puede usarse como interjección, cuando una persona se da un golpe): "Ay, repiiiiinga!"

14- Si utilizza per fare una domanda (Se utiliza en oraciones interrogativas):"Qué pinga te pasa?"

15- Per indicare un ignorante (Para indicar que una persona tiene pocos conocimientos):"No sabe ni pinga."

16- Quando si vuole dire a qualcuno di non immischiarsi (Cuando se le quiere decir a alguien que no se inmiscuya): "A ti que pinga te importa?"

17- Quando una donna è triste e insofferente (Cuando una mujer está amargada o es peleona): "Está falta'e pinga." Praticamente le manca la materia prima...

18- Quando ci si riferisce ad un duro (Cuando uno se refiere a un tipo duro): "A ése le ronca la pinga." (A questo gli russa la pinga)

19- Un invito a togliersi di mezzo (Hasta domicilio reconocido tiene): "Vete pa' casa de la pinga"."

20- Per esprimere determinazione (Para expresar determinacion y criterio propio): 'Me sale de la pinga.' (Mi esce dalla pinga, un modo garbato...)

21- Durante una rissa (En una riña es lo primero que se reparte): "Pinga pá todo el mundo!"

22- Per definire un castigo (Sirve para cualificar un castigo): "Le voy a dar un pase de pinga."(un assaggio... altra raffinatezza!)

23- Quando trovano qualcuno in una brutta situazione (Cuando prueban que cogieron a alguien en algo malo): "Le partieron la pinga."
(Gli hanno spezzato la pinga).
 
24- Quando uno si va a creare un problema inutile (Cuano uno se va a crear un problema inutil): "No te busques un problema de pinga!"
 
Ed infine il simpatico video che circola su youtube. Da non perdere!