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Havana,

Buon Compleanno Avana!

16 novembre 2016

Tramonto sull'Avana
(Tramonto sull'Avana - foto Di Crosta Franco)

In questa data, esattamente 497 anni fa, veniva fondata dai conquistadores spagnoli la città dell'Avana, quella che sarebbe diventata nei secoli una delle metropoli più belle, sensuali, contraddittorie e incomprensibili del mondo! Una città simbolo di una intera nazione che sembra dover affondare da un momento all'altro in un mare di inquietudini, di affanni, di abbandono e disperazione ma che poi è capace di risorgere sempre più bella. Auguri vecchia Avana! Nel cuore dei viaggiatori resti un approdo insostituibile...

Ho trovato sul web un bellissimo racconto della Ciudad Maravilla che riporto integralmente:

 

La storia de L'Avana

di Gianfranco Ginestri

 Il primo ventennio avanero (1500-19) - Dopo vari tentativi itineranti, L'Avana Coloniale, corrispondente all'attuale Avana Vecchia, è stata ufficialmente fondata dalle autorità spagnole il giorno di domenica 16 novembre 1519 (col nome di San Cristobal de La Habana), ed è stata l'ultima delle sette principali città coloniali fondate a Cuba dai conquistadores all'inizio del Cinquecento. Durante i suoi quattro lunghi viaggi dalla Spagna a Cuba, effettuati a cavallo dell'anno 1500, il genovese Cristoforo Colombo non giunse mai nella grande baia avanera. Infatti fu il marinaio galiziano Sebastian de Ocampo nel 1508, durante la prima circumnavigazione dell'isola, che ispezionò questa rada lunga cinque chilometri chiamandola Baia de Puerto de Carenas (praticamente: "baia del porto dove si aggiustano le navi")  la quale,  dopo uno strettissimo canale di ingresso, si allarga internamente con tre vaste insenature  chiamate  Atares,  Marimelena  e  Guanabacoa... 

Ufficialmente la capitale di Cuba è nata sulla costa destra di questa baia nel 1519, ma i suoi fondatori, prima di giungere in questa zona, vissero la seguente tribolata storia itinerante...

Nel 1514, su ordine del Comandante Diego Velazquez de Cuellar, il comandante iberico Panfilo de Narvaez, giunto nella costa sud-caraibica ove attualmente c'è la città di Batabanò (da dove ora salpano i traghetti per l'Isola della Gioventù) fondò un minuscolo e spartano accampamento militare, dove, oltre ad un piccolo gruppo di conquistadores vi erano pure indigeni cubani e schiavi africani.

A tale luogo fu imposto il nome di Villa de San Cristobal de La Habana. Questa denominazione venne data sia per ricordare sia l'ammiraglio Cristoforo Colombo (che in spagnolo si scrive Cristobal Colon) sia per omaggiare il Cacicco Habaguanex (capo indigeno che comandava dalla costa sud-caraibica alla costa nord-oceanica) il quale, assieme alla figlia primogenita di nome Habana, accolse e protesse questi militari dopo un tragico naufragio. (Ma evidentemente la storia e la leggenda si miscelano tra di loro, come hanno scritto sia gli studiosi spagnoli che quelli cubani).

Dirotta su Cuba. Nuovi esploratori sulle orme di Colombo

Quando Cristoforo Colombo, Cristobal Colon come si dice in spagnolo, il 27 ottobre del 1492 toccò le sponde della Baya di Baray situata nella odierna provincia di Holguin, osservando con stupore il meraviglioso paesaggio che si trovava di fronte pronunciò la famosa frase: "E' l'isola più bella che occhio umano abbia mai visto!"

Come tutti sappiamo l'ammiraglio genovese al comando di una piccola flotta composta dalle mitiche tre caravelle la Nina, la Pinta e la Santa Maria era convinto di aver raggiunto le coste della Cina descritte da Marco Polo nel racconto dei suoi viaggi. Non trovò  nulla però delle fantasmagoriche ricchezze immaginate durante tutto il tragitto del suo avventuroso percorso ma la sua scoperta ebbe comunque una effetto dirompente sulla storia moderna dell'uomo allargando le conoscenze e la percezione di un mondo i cui confini si aprivano a nuovi orizzonti e a nuove opportrunità. Fu l'inizio della conquista del "Nuovo Mondo" che in realtà esisteva da tempo, con una fisionomia precisa, caraterrizzata dalla presenza di civiltà evolute, sagge e sanguinarie allo stesso tempo, che furono poi spazzate via dalla ingordigia e dalla violenza dei conquistadores. Sono passati più di 500 anni da allora.

La lettura della storia ci fa parlare non più di uno scontro di civiltà, di scoperta e di conquiste, ma di un incontro tra mondi diversi, lontani.

Eppure ancora oggi a Cuba, l'antica Cubanacan degli indios Taino, si sta assistendo a qualcosa di singolare. Nuovi conquistadores si sono accorti improvvisamente dell'esistenza dell'isola caraibica e flotte di caravelle curiose e agitate attraversano mari e cieli ed arrivano quotidianamente sulle sue sponde lussureggianti.

MIck Jagger a Cuba con un almendron
                                                                     (foto web - cubanet.com)

Dall'annunciata riapertura delle relazioni diplomatiche tra Stati Uniti d'America e Cuba avvenuta nel dicembre del 2014 e alla successiva riapertura delle ambasciate del luglio di quest'anno, decine di Cristobal hanno attraversato l'Oceano alla ricerca di nuovi tesori. Le apripista di queste spedizioni sono state l'ereditiera Paris Hilton (la sua famiglia aveva costruito L'Havana Hilton, il grande albergo inaugurato solo qualche mese prima dell'ingresso vittorioso di Castro e dei Barbudos all'Avana e divenuto poi un simbolo della rivoluzione cambiando il nome in Habana Libre...) con la modella Naomi Campbell seguite in ordine sparso dal calciatore del Real Madrid Ramos, dai Cosmos di New York di Raul e Pelè, dai campioni della NBA, dal rapper Usher che sull'isola si è adirittura sposato, da Rihanna che ha regalato (lei si è fatta pagare...) la bellezza del suo corpo nudo tra le strade dell'Avana, il grande Jagger dei Rolling Stones, l'ex pluricampione mondiale di boxe Mayweather, l'immenso Sting ed in ultimo la splendida Kate Perry. Tra questa schiera di artisti si sono intrufolati, managers industriali, diplomatici, capi di stato, affaristi di ogni genere, navi da crociera... La sospirata eliminazione dell'embargo ha riacceso l'entusiasmo e la curiosità verso l'Isla Grande. Che strano però, non credete? L'embargo o bloqueo è una arma subdola. Non solo colpisce le popolazioni in maniera indiscriminata privandole in molti casi dei beni di prima necessità (lasciando intatte le disponibilità dei governanti...) ma crea una sorta di timore , di paura, di rischio economico rilevante per chiunque ne tenti il superamento. Mi spiego con un semplice esempio: la mia casa discografica decide di rompere l'assedio dell'embargo. Vendo 50 mila copie di un'opera a Cuba ma come sanzione mi trovo respinto dal mercato nord americano e dalle sue enormi potenzialità di business. Chi me lo fa fare?

Rihanna a Cuba per Vanity Fair
(foto Annie Leibovitz per Vanity Fair)

In questi giorni la ventilata eliminazione del bloqueo ha regalato nuova linfa e coraggio a decine di artisti che improvvisamente si sono accorti dell'esistenza dell'Isola, delle sue meraviglie naturali, della sua cultura e della sua musica. Bene signori vi avviso che l'Isola esisteva anche prima e che nelle sue vicende a volte drammatiche ha confidato nell'aiuto e nel sostegno di persone intelettualmente libere aldilà delle proprie convinzioni politiche!

Sono sincero: questo circo mediatico non mi piace granchè. Questo andirivieni di personaggi più o meno famosi non vorrei mascherasse calcoli egoistici e propri tornaconto, una vetrina da non perdere, un'occasione da sfruttare per raggiungere altra popolarità. Chi ama Cuba sa che queste improvvise dichiarazioni d'amore nascondono molte insidie. La storia di Cuba tracima di tradimenti. Va bene il cambiamento, necessario e probabilmente tardivo, ma siano i cubani i costruttori del proprio futuro. Que viva Cuba Libre!

Maisel e Yulier con le loro opere originali decorano le pareti scrostate dell'Avana

7 maggio 2017

 

 

Due giovani cubani si stanno affermando negli ultimi anni come originali artisti di strada decorando con le loro opere molte strade e quartieri dell'Avana e di alcune città della provincia. Chi ha avuto la fortuna di visitare la capitale cubana si sarà certamente imbattutto nelle opere di questi due poliedrici artisti, che pur avendo una formazione artistica ed uno stile espressivo completamente diversi tra loro stanno dando vita con le loro performance ad un movimento artistico urbano che ancora non ha trovato una sua precisa collocazione. I cittadini dell'Avana sono da decenni abituati a convivere con pareti che riportano unicamente slogans socialisti e rivoluzionari o immagini che ritraggono figure leggendarie legate alla storia più recente di Cuba, come Josè Martì  o Che Guevara ma con il tempo stanno familiarizzando sempre di più con questi murales divenuti un patrimonio di tutti, turisti compresi, e che merita di essere custodito e conservato gelosamente.

Maisel Lopez affermato artista di strada dell'Avana
(Maisel Lopez - foto web)
Yulier P. affermato artista di strada cubano
(Yulier P. - foto web)

Nella sezione "CULTURA" di questo blog ho approfondito di più la conoscenza di questi due giovani artisti, Maisel Lopez e Yulier P., entrambi avaneri. Sarebbe bello che le loro opere venisero immortalate in scatti fotografici e condivise poi in questo blog. Il tempo potrebbe cancellare per sempre i tratti e i colori dei murales.

Diamoci da fare!

ecco i link per accedere velocemente agli articoli di questo blog

  YURIEL:  http://www.mambotango.it/cultura/cultura/206-yulier-p-el-grafitero-maledetto-che-rappresenta-le-ossessioni-dei-cubani.html

   MAISEL: http://www.mambotango.it/cultura/cultura/205-maisel-lopez-un-artista-callejero-che-rida-vita-alle-strade-dell-avana.html

Maisel Lopez, un artista callejero che ridà vita alle strade dell'Avana

Maisel Lopez è un giovane artista cubano di 31 anni che ha ricevuto una formazione classica nella nota "Escuela de Arte San Alejandro" e che negli ultimi anni ha deciso di  trasferire le sue opere talentuose dalla tela e cavalletto alle pareti dell'Avana dando vita insieme a pochi altri artisti ad un movimento d'arte urbano che ancora è alla ricerca di una propria dimensione artistica.

Maisel ha dipinto per l'Avana circa trenta murales che lui stesso ha chiamato"Colosos" (Colossi) raffiguranti volti di bambini di età compresa fra i 2 e gli 8 anni realizzati con il suo riconoscibile stile sobrio e pulito in bianco e nero con una tecnica del genere realista che contrasta violentemente con le facciate scrostate e decadenti di vecchi edifici che decora con grande passione.

"Mi ispiro al pensiero di José Martì (l'intellettuale e politico Padre della Patria che ispirò il movimento indipendista cubano e più tardi la stessa Revolucion) secondo cui i bambini sono la speranza del mondo. Li ho chiamati Colossi non solo per le loro dimensioni ma per l'importanza che l'infanzia riveste nello sviluppo della siocietà."

Il primo Coloso è stato realizzato nel 2015 a Playa, un distretto avanero dove Maisel è nato, mentre l'ultimo è stato dipinto di recente nel popoloso barriodi Miramar all'esterno della Galleria d'Arte Wilfredo Lam che ospita al suo interno altre opere dell'artista, realizzate questa volta su tela, che rappresentano sempre volti di bambini.

Maisel prima di dipingere i suoi giganteschi "Colosos" attraversa le strade dell'Avana scattando decine di foto a bambini che gli offrono una particolare ispirazione e sempre dopo aver chiesto il permesso ai genitori. Dopodichè procede ad una selezione degli scatti migliori per poi iniziare a dipingere i suoi murales che realizza sulle facciate di casas particulares (case private) ed anche di istituzioni o luoghi pubblici come scuole, ospedali e uffici statali. Anche in questo caso Maisel chiede prima l'approvazione e il permesso di dipingere. Tutte le opere sono alte diversi metri e per terminarle l'artista impiega solitamente dai tre giorni alla settimana intera senza percepire alcun compenso e possono essere ammirate da tutti in questa sorta di grande galleria all'aperto che gli abitanti dei barrios custodiscono con una crescente simpatia e gelosia e proteggono con attenzione da possibili atti vandalici.

"Tutte le opere che non sono ne agressive ne offensive sono sempre ben accolte", ha detto Maisel che a differenza di altri artistas callejeros è ben visto dalle autorità di sicurezza che non gli negano mai il permesso di dipingere.

"L'artista urbano deve essere responsabile di quello che fa perchè con le sue opere dialoga e interagisce con un pubblico molto eterogeneo".

Maisel continua a dipingere nel suo atelier tele che possono raggiungere anche il valore di 1000, 1500 dollari.

 

Maisel Lopez, un artista callejero che ridà vita alle strade dell'Avana

Maisel Lopez è un giovane artista cubano di 31 anni che ha ricevuto una formazione classica nella nota "Escuela de Arte San Alejandro" e che negli ultimi anni ha deciso di  trasferire le sue opere talentuose dalla tela e cavalletto alle pareti dell'Avana dando vita insieme a pochi altri artisti ad un movimento d'arte urbano che ancora è alla ricerca di una propria dimensione artistica.

Maisel Lopez e i suoi
(foto web)

Maisel ha dipinto per l'Avana circa trenta murales che lui stesso ha chiamato"Colosos" (Colossi) raffiguranti volti di bambini di età compresa fra i 2 e gli 8 anni realizzati con il suo riconoscibile stile sobrio e pulito in bianco e nero con una tecnica del genere realista che contrasta violentemente con le facciate scrostate e decadenti di vecchi edifici che decora con grande passione.

Maisel Lopez dipinge i suoi
(foto web)

"Mi ispiro al pensiero di José Martì (l'intellettuale e politico Padre della Patria che ispirò il movimento indipendista cubano e più tardi la stessa Revolucion) secondo cui i bambini sono la speranza del mondo. Li ho chiamati Colossi non solo per le loro dimensioni ma per l'importanza che l'infanzia riveste nello sviluppo della siocietà."

Il primo Coloso è stato realizzato nel 2015 a Playa, un distretto avanero dove Maisel è nato, mentre l'ultimo è stato dipinto di recente nel popoloso barriodi Miramar all'esterno della Galleria d'Arte Wilfredo Lam che ospita al suo interno altre opere dell'artista, realizzate questa volta su tela, che rappresentano sempre volti di bambini.

Maisel Lopez e i suoi murales dipinti all'Avana

(foto web)

Maisel prima di dipingere i suoi giganteschi "Colosos" attraversa le strade dell'Avana scattando decine di foto a bambini che gli offrono una particolare ispirazione e sempre dopo aver chiesto il permesso ai genitori. Dopodichè procede ad una selezione degli scatti migliori per poi iniziare a dipingere i suoi murales che realizza sulle facciate di casas particulares (case private) ed anche di istituzioni o luoghi pubblici come scuole, ospedali e uffici statali. Anche in questo caso Maisel chiede prima l'approvazione e il permesso di dipingere. Tutte le opere sono alte diversi metri e per terminarle l'artista impiega solitamente dai tre giorni alla settimana intera senza percepire alcun compenso e possono essere ammirate da tutti in questa sorta di grande galleria all'aperto che gli abitanti dei barrios custodiscono con una crescente simpatia e gelosia e proteggono con attenzione da possibili atti vandalici.

I dipinti di Maisel Lopez decorano gli edifici dell'Avana
(foto web)

"Tutte le opere che non sono né agressive né offensive sono sempre ben accolte", ha detto Maisel che a differenza di altri artistas callejeros è ben visto dalle autorità di sicurezza che non gli negano mai il permesso di dipingere.

"L'artista urbano deve essere responsabile di quello che fa perchè con le sue opere dialoga e interagisce con un pubblico molto eterogeneo".

Maisel continua a dipingere nel suo atelier tele che possono raggiungere anche il valore di 1000, 1500 dollari.

Se clikki su questo link potrai ammirare altre opere di Maisel Lopez:

 http://maisel.cubava.cu/

Quello che Irma non ha potuto cancellare. Lo que Irma no pudo borrar

14 Settembre 2017
Irma, il terrible uragano "nucleare", si è abbattuto su Cuba nelle giornate tra il 9 e il 10 settembre 2017 causando vittime e  danni gravissimi su gran parte del territorio. L'isola è stata sollevata e sbattuta, annichilita e sferzata da venti impetuosi. Il mare, con onde alte fino a 11 metri, ha inghiottito intere zone costiere, allagato la capitale, rigurgitato pesci e flamingos, corroso vite e speranze. Eppure le immagini trasmesse dai media o fissate nelle memorie di migliaia di cellulari ci raccontano di un'Isola e di un popolo che hanno sopportato con grande coraggio, determinazione, dignità ed una certa dose di folle allegria, questa spaventosa devastazione. Ho raccolto in questo breve articolo una ventina di foto che ci mostrano ciò che persino la forza indomabile della natura non può annientare e trascinare nell'abisso della paura. E' una peculiarità di questa terra abitata da ribelli, da funamboli della vita, da acrobati di sentimenti e inventori dell'impossibile: il non arrendersi mai, il non indietreggiare, il non piangersi addosso. Emblematica la foto el bambino che all'interno di una grotta-rifugio disegna sul pavimento la scacchiera della dama e trasforma tappini di plasica negli elementi del suo gioco preferito. Petto in fuori e avanti! Pa'lante y sin miedo, senza paura!
I cubani amano il mare e il vento che allieva il calore di certe giornate soffocanti. Ci convivono da sempre. Sono parte inalienabile della loro vita. In queste ore tragiche ci hanno litigato e fatto a pugni con violenza, maledicendoli. Ma hanno anche trovato il tempo di giocarci insieme così come fanno i vecchi amici che sanno che prima o poi faranno la pace e tutto tornerà al proprio posto.
Cuba ai tempi di Irma
("Irma stai indietro da qui non si passa!" - foto web)
Cuba dopo Irma
("Una partita a dominò mentre il mare passeggia in città" - foto web)
Cuba dopo Irma
("Tutte le vite vanno salvate" - foto web)
Cuba dopo Irma
("Tornare bambini" - foto web)
Cuba dopo Irma
("La mamma non può avere paura" - foto web)
Cuba dopo il passaggio di Irma
("Rimettiamo a posto le cose" - foto web)
Cuba dopo Irma
("Facciamo una passeggiata amico mio" - foto web)
Cuba dopo Irma
("Senza perdere la tenerezza" - foto web)
Cuba dopo Irma
("Sorella acqua" - foto web)
Cuba ai tempi di Irma
("Oye!" - foto web)
Cuba dopo Irma
("La più bella tra le modelle" - foto web)
Cuba dopo Irma
("Pequeña Venecia" - foto web)
Cuba dopo Irma
(La vita è un gioco" - foto web)
Cuba ai tempi di Irma
("Da Portorico, la solidarietà di Peter Pan" - foto web)
Cuba ai tempi di Irma
("La natura va amata" - foto web)
Cuba ai tempi di Irma
("Coccole prima del viaggio" - foto web)
Cuba dopo Irma
(La musica rischiara la notte" - foto web)
Cuba dopo Irma
("El Guardian del Apostol" - foto web)
Cuba dopo Irma
("Banderas" - foto web)
Cuba dopo Irma
("Aspettando Irma" - foto web)
Cuba dopo Irma
("Il tunnel della 5^ Avenida, piscina per un giorno" - foto web)

Rihanna. Personaggio Umanitario dell'Anno

01 marzo 2017

 

 

Rihanna Personaggio Umanitario dell'Anno, febbraio 2017
(la premiazione di Rihanna - foto web)

Che Rihanna fosse una grande artista è un fatto noto a tutti. Che abbia un viso bellissimo con uno sguardo felino e un corpo da urlo è altrettanto noto come la sua volontà di esibirsi e mostrarsi con abiti eccentrici e atteggiamenti super sexy. Ma come spesso accade per i personaggi del jet set, è la sua parte intima a molti sconosciuta, a regalarci questa volta le emozioni più belle. Per me è stata una autentica sorpresa.

Come si dice: l’abito non fa il monaco anche quando l'abito ogni tanto non c’è …

Il 28 febbraio 2017 Rihanna è stata insignita del “Peter J. Gomes Humanitarian Award” dall’Università di Harvard, a riconoscimento delle sue molteplici opere filantropiche.

L’impegno umanitario di Rihanna e le numerose iniziative di cui si è resa protagonista in questi anni sono riuscite ad attirare l’attenzione dell’illustre Università di Harvard, che ha deciso di premiare il generoso impegno della cantante con l'importante riconoscimento Humanitarian of the Year, personaggio Umanitario dell'Anno.

Così abbiamo appreso come Rihanna sia da sempre in prima linea nella promozione di iniziative capaci di garantire un futuro dignitoso a chi è stato meno fortunato nella vita iniziando questo percorso proprio dalle Barbados dove è nata il 20 febbraio del 1988.

La pop star ha poi contribuito alla realizzazione nella capitale barbadiana di un centro per la prevenzione e la diagnosi del tumore al seno presso il Queen Elizabeth Hospital di Bridgetown, mentre negli Stati Uniti ha istituito una borsa di studio che porta il nome dei suoi nonni il “Clara and Lionel Foundation Scholarship Program” con l'obbiettivo di garantire il sostegno economico ai giovani provenienti dai Paesi caraibici desiderosi di studiare negli Stati Uniti d'America.

Rihanna premiata come Personaggio Umanitario dell'Anno 2017

Tra le altre iniziative a scopo benefico sostenute da Rihanna ricordiamo inoltre la promozione del test fai da te per l’HIV insieme al Principe Harry e il sostegno offerto agli studenti più meritevoli provenienti da più di 60 paesi in via di sviluppo attraverso la Global Partnership for Education e il Global Citizen Project che curano programmi specifici che prevedono l'assegnazione di borse di studio e la promozione del diritto all'istruzione anche nelle aree più disagiate del pianeta.

La cerimonia della consegna dell'importante premio si è svolta presso il campus di Cambridge, nel Massachusetts, dove la bella Rihanna ha accettato il riconoscimento che in passato era stato già assegnato a personalità di spicco come il segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-moon,Kofi Annan, eMalala Yousafzai,l'attivista pakistana Premio Nobel per la Pace nel 2014.

Questi alcuni passaggi del suo toccante discorso:

 

Così, alla fine ce l’ho fatta ad arrivare ad Harvard", ha esordito schernendosi la cantante,"Non avrei mai pensato di dirlo nella mia vita, ma è bello essere qui. Sono incredibilmente onorata da tutto questo, ricevere un premio di questa importanza per qualcosa per cui in realtà non ho mai voluto credito".

Da ragazzina guardando uno spot su come un quarto di dollaro potrebbe salvare la vita di un bambino pensavo e mi chiedevo: quanti 25 centesimi potrei risparmiare fino a salvare tutti i bambini in Africa.’ E dicevo a me stessa, ‘Quando sarò grande e ricca, potrò salvare i bambini di tutto il mondo.’ Io proprio non sapevo che sarei stata in grado di farlo, per il momento ero un’ adolescente”...

Tutto quello che devi fare è aiutare una persona, aspettandoti nulla in cambio. Per me, questo è umanitario. Quello che quella bambina guardando questi spot non sapeva è che non c’è bisogno di essere ricchi per essere umanitaria, non c’è bisogno di essere ricchi per aiutare qualcuno. Non c’è bisogno di essere famoso , non c’è nemmeno bisogno di un’istruzione universitaria. Ma comincia con il prossimo … basta fare tutto il possibile per aiutare in qualsiasi tu possa. “

"Abbiamo tutti bisogno di un’opportunità nella vita, per avere un’istruzione e un futuro. Si può avere un impatto sugli altri partendo anche da una sola vita, una sola persona. In questa sala, io vedo ottimismo, speranza, futuro. Tutto quello che dovete fare nella vita è aiutare una persona, anche una sola, senza aspettarvi nulla in cambio".

Rihanna e una delle sue iniziative a favore dell'istruzione
(Rihanna in Malawi - foto web)

 

 

“Aquí estoy compartiendo tu dolor”

 28 maggio 2018

Messa celebrata ad Holguin il 22 maggio 2018 in memoria dei morti dell'incisente aereo
(Holguin - foto Alejandro Ernesto per On Cuba)

La sera del 22 maggio 2018 si è celebrata nella Chiesa Cattedrale di San Isidoro a Holguin la messa a suffragio delle vittime del disastro aereo avvenuto il 18 maggio all'Avana nel quale hanno perso la vita 112 persone. Di queste 67 erano originarie  nella citta di Holguin. La funzione è stata celebrata da Monsignor Emilio Echeverria Vescovo di Holguin e presidente della Conferencia de Obispos Católicos de Cuba. Le sue parole sono arrivate dritte al cuore sottolineando ancora una volta come il popolo cubano sia capace di  ritrovarsi nelle prove più dure, quando il dolore sembra prendere il sopravvento sulla sua innata allegria.

"Sin dudas este es un momento de dolor, pero a la vez lo es de gracia porque nos hemos unido en el más digno sentido de ecumenismo. Creo que no se trata de establecer diferencias entre una religión u otra, sino que todos como hermanos sintamos el dolor como nuestro y que oremos por esos niños, esas madres, esos hermanos que hoy sienten el vacío que deja la muerte de un ser amado. Creo que esta experiencia nos ha demostrarnos que el sentido ecuménico nos permite recoger buenos frutos".

Senza dubbio questo è un momento di dolore, però nello stesso tempo di grazia perchè ci siamo uniti nel segno più elevato  dell'ecumenismo. Non si tratta di stabilire delle differenze tra una religione od un'altra ma affermare che come fratelli possiamo sentire questo dolore come nostro e preghiamo per questi bambini, queste madri che oggi provano il vuoto che lascia la morte di un proprio caro. Credo che questa esperienza ci ha dimostrato che il sentimento ecumenico ci permette di raccogliere buoni frutti (trad. Franco Di Crosta).

"C'è un testo molto bello in un documento del Concilio Vaticano II, che dice che l'allegria degli uomini è  l'allegria della Chiesa e che ugualmnte la sofferenza e la tristezza degli uomini sono sofferenza e tristezza per la Chiesa perchè niente che sia umano può risultarci indifferente. Uno difronte al dolore non può limitarsi a pensare se il prossimo  ha la fede o meno. Ciò che importa è il dolore e bisogna avvicinarsi alle persone che sono afflitte per consolarle. Si può consolare con le parole, con i gesti e per noi cristiani anche con la preghiera ( "Las alegrías de los hombres, son las alegrías de la Iglesia, y asimismo, las penas y las tristezas de los hombres, también son penas y tristezas de la Iglesia, porque nada humano nos puede resultar ajeno. Uno ante el dolor no se fija en si las personas tienen o no fe, lo que importa es el dolor y hay que acercarse a las personas que están desconsoladas para consolarlas. Se consuela con palabras, con gestos y para nosotros como cristianos se consuela también con la oración”).

"Sono stati quattro giorni di dolore che non solo ci hanno unito ma che hanno creato tra noi un forte legame fraterno. Nella vita quotidiana esistono molti schemi che finiscono per allontanarci. Questa tragedia così terribile ci ha unito e ha messo da parte queste divisioni permettendoci di fraternizzare perchè siamo tutti concittadini e questo è ciò che è stato dimostrato in queste ore di lutto". (Traduzione Di Crosta Franco)