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Camila Cabello con il suo "Havana" scala le classifiche mondiali

18 marzo 2018

Camila Cabello
(Camila Cabello, 03.03.1997 - foto web)

Camila Cabello ha da poco compiuto 21 anni ed è balzata prepotentemente alla notorietà con il brano "Havana" che in poco tempo si è affermato come il più classico dei tormentoni musicali. Ma chi è questa giovanissima e sexy cantante?

Camila nasce il 3 marzo 1997 a Cuba, precisamente a Cojimar una cittadina a pochi chilometri dall'Avana conosciuta tra i fans dello scrittore Hemingway per aver ospitato per molti anni il suo fedele amico Gregorio Fuentes un umile pescatore che ispirò il personaggio di Santiago nel romanzo “Il Vecchio e il mare”. Camila vive i primi anni della sua infanzia divisa tra la capitale cubana e Città del Messico luogo di origine del padre per poi trasferirsi definitivamente a Miami quando solo aveva 5 anni. Ben presto emerge il desiderio della piccola cubana di affermarsi nel mondo dello spettacolo tanto che a soli 15 anni, siamo nel 2012, la giovane Camilla decide di prendere parte alla seconda edizione di "X Factor USA" dove conoscerà il grande talent scout e produttore discografico Simon Cowell. All'inizio le cose non sembrano prendere la piega giusta. Camila infatti che si presenta come cantante solista viene eliminata prima delle fasi finali ma nonostante tutto Cowell nota il lei una spiccata personalità ed un talento ancora grezzo ma di prospettiva. Camila viene cosi “riciclata” con altre 4 ragazze anch'esse elimininate nelle fasi preliminari e insieme a loro darà vita ad una band molto energica e sensuale che raggiungerà presto un discreto successo discografico. Già nel 2013 le “Fifth Harmony “ fimeranno un contratto con la casa discografica Syco Music di proprietà di Cowell e la loro ascesa sembra inarrestabile.

Fifth Harmony
(Le Fifth Harmony, quaklè Camila? - foto web)

Nel dicembre del 2016 però, un po' a sorpresa e senza non poche polemiche, Camila lascia il gruppo per intraprendere la carriera da solista. Solo pochi mesi dopo, siamo nel marzo del 2017, vengono pubblicate la canzone e il video clip del brano “Hey Ma” realizzato con la collobarazione di due noti repper Pit Bull e J Balvin. Il brano fa parte della colonna sonora dell' action movie di gran successo "Fast and Furious 8" le cui sequenze iniziali sono girate sosprendentemente nella capitale cubana. Ma è ad agosto del 2017 che Camilla vede salire vertiginosamente la sua fama internazionale con la pubblicazione del brano “Havana” realizzato insieme allo statunitense Young Thug che le farà raggiungere la vetta della classifiche dei dischi più venduti in Australia, Canada, Irlanda e Regno Unito. Infine il 12 gennaio 2018, dopo un anno intero di lavoro, viene pubblicato il suo primo album che porta il suo stesso nome, “Camila”.

Camila Cabello
(Camila Cabello - foto web)

Il talento e la grazia certamente non mancano a questa giovane cantante che in più occasioni ha voluto riaffermare le sue origini cubane. Il tempo dirà se si è trattato di una meteore o di una nuova star del pop internazionale. La macchina dello spettacolo crea e brucia talenti con la stessa velocità. Ce la farà Camila a restare a galla?

Clicca qui per vedere la video clip di Camila:

Camila Cabello - Havana

Fiesta de la Salsa, Habana 21-26 febbraio

11 febbraio 2017

 Festival de la Salsa. Habana 21 - 26 febbraio 2017

 

Il festival della Salsa, giunto alla sua seconda edizione, si terrà all’Avana nelle giornate dal 21 al 26 febbraio 2017. L’ideatore dell’evento è il noto cantante e compositore cubano Maykel Blanco che ha pensato a queste giornate con il preciso intento di favorire la conoscenza della musica popolare ballabile e promuovere la salsa cubana prodotta sull’isola che fra l'altro conta già molti fans sparsi in tutto il mondo. In queste giornate si potrà partecipare ed assistere a diverse manifestazioni artistiche che includeranno esibizioni e stage di musica e ballo e che si svolgeranno presso l’Hotel Comodoro nella capitale cubana nelle giornate dal 21 al 22 con la presenza del grande pianista e compositore Cesar “Pupy” Pedroso.

Nelle giornate successive è stato allestito un intenso programma di attività che dalle 5 del pomeriggio fino alle prime ore della mattina proporrà spettacoli e concerti. Molti tra più grandi artisti presenti sulla scena cubana si esibiranno a partire dal giorno 23 nel Parque Metropolitano dell’Avana, tra questi Maykel Blanco y su Salsa Mayor, Los Van van, Paulo FG y su Élite, Adalberto Álvarez y su Son,Lazaro Valdes y Bamboleo, Anacaona, Pupy y los que Son Son, Alexander Abreu y Habana D'Primera, El Tosco y NG La Banda, Tania Pantoja y su orquesta, Los Guaracheros de Regla e La Comparsa de la Federación Estudiantil Universitaria e prevista anche la partecipazione di noti dj internazionali provenienti dagli Stati Uniti, Inghilterra e Argentina.

Di seguito il link di Maykel Blanco con tutte le informazioni sul Festival

http://www.maykelblanco.com/it/festival-de-la-salsa/

 

Fiesta del Fuego 2019: tradizione e Revolucion

13 Luglio 2019

Fiesta del Fuego 2019 Santiago di Cuba
(foto web)

 

 

Dal 3 al 9 di luglio si è celebrata a Santiago di Cuba la 39^ edizione della Fiesta del Fuego, una ricca manifestazione di cultura popolare caribeña nata nel 1981 e rivolta a tutti i Paesi del Caribe. L'edizione 2019 è stata dedicata al 60° anniversario della Rivoluzione cubana e ha avuto come invitato speciale l'Uruguay. Centinaia di persone hanno affollato le strade della ciudad heroica dando vita a incontri, mostre di arte plastica, conferenze e spettacoli in teatri e nelle piazze.

Fiesta del Fuego a Santiago di Cuba
(foto web)
Santiago di Cuba e la sua Fiesta del Fuego
(foto web)

La pittoresca sfilata alla quale hanno partecipato una ventina di paesi ed  alimentata da canti, danze, congas e il suono inconfondibile della trompeta china è culminata con la Quema del Diablo rito che conclude la settimana e che consiste nel bruciare un grande pupazzo che rappresenta appunto il diavolo e la sua malvagità. Con questa cerimonia che ha origini haitiano-cubane i partecipanti invocano la buona fortuna per se e per i propri cari. La Fiesta del Fuego è un grande evento che ci avvicina alla comprensione della cultura afrocubana e al rispetto di antiche tradizioni, credenze e riti ancestrali che vibrano ancora oggi attraverso i ritmi frenetici dei suoi tamburi nelle vene dei santiagueri.

Santiago di Cuba: La Quema del Diablo
(La Quema del Diablo - foto web)

Segnatevi la data e se vi capita di organizzare una vacanza non vi dimenticate di Santiago: culla della musica, della santeria e della Revolucion !

Cultura afrocubana
(foto web)

 

FIESTA MAMBO TANGO. La Romagna incontra Cuba!

Fiesta Mambo Tango. La Romagna incontra Cuba il 9 settembre 2016 a Forl'
(realizzazione grafica Orazio Fabbri)

Per gli amici della Romagna un appuntamento da non perdere e per molti aspetti unico nel suo genere. Non solo musica, ma danza, cucina e arte. Un modo diverso di  INcontrarsi attraverso la conoscenza reciproca che passa anche attraverso i prodotti della terra, il Ruhm, i vini romagnoli e i deliziosi Puros.

A due passi da Forlì, nell'Oasi di tranquillità di Daniela, una grande amica di "Mambo Tango", ci troveremo Giovedi 9 settembre dalle 20,30 hasta la madrugada!

Qui "Mambo Tango" ha mosso i suoi primi passi. Qui poco più di due anni fa si è fatto conoscere per la prima volta e qui ha deciso di ritornare per poter riabbracciare almeno una parte di chi ha dimostrato in questi mesi tanta simpatia e affetto.

Durante la serata, che sarà arricchita dalla presenza degli amici della scuola di ballo "Pueblo Latino" di Forlimpopoli e dal Dj Carlos di Santiago di Cuba, si potranno degustare cibi della tradizione cubana e caraibica e di quella romagnola preparati dallo chef italiano Paolo e dalla cubana Nancy, verrà offerta una ricca selezione di cocktails, ruhm cubano e dominicano e una proposta di sigari cubani. Inoltre verrà allestita una esposizione di tele dipinte ad olio da artisti dell'Isla Grande. Insomma c'è veramente di tutto!

Mi piacerebbe poter incontrare le migliaia di amici di questo sito, non potendo farlo, vi abbraccio idealmente!

Hasta pronto amigos y recuerdas... si tu eres latino saca tu bandera!

Il "Punto Cubano" patrimonio immateriale dell'umanità

7 dicembre 2017

Guajiro cubano
(Guajiro - foto web)

La dodicesima sessione del Comitato per la Salvaguardia del Patrimonio Immateriale dell'Unesco tenutasi il 6 dicembre 2017 nell'isola di Jeju nella Corea del Sud ha incluso il Punto Cubano o Punto Guajiro nella lista dei Patrimoni immateriali dell'umanità, come espressione poetica e musicale delle campagne cubane. Secondo la motivazione espressa dal Comitato, "questo genere musicale aperto a tutti propizia il dialogo ed è espressione di sentimenti, cultura e valori delle comunità che lo praticano. La tecnica del punto si trasmette essenzialmente attraverso la imitazione ma anche attraverso un programma di insegnamento impartito nelle Case della Cultura diffuse in tutto il territorio cubano che comprende laboratori animati da i depositari e i praticanti di questo genere musicale"

Soltanto l'anno scorso  anche la Rumba fu insignita di questo riconoscimento in quanto genere musicale e ballabile rappresentativo della cultura cubana e caraibica in generale.

Nell'ultima sessione sono state iscritte nella lista anche i riti che accompagnano la Feria de la Alasita che si tiene a La Paz in Bolivia, la Kochari danza tradizionale dell'Armenia, la tessitura a mano di tappeti realizzati con fibra di giunco del Bangladesh, le decorazioni murali delle donne di Asir nell'Arabia Saudita, l'arte ebanistica di Konjic nella Bosnia e Herzegovina e i canti dei lavoratori dei llanos, le pianure della Colombia e del Venezuela.

Ma in cosa consiste il punto cubano o punto guajiro?

Il punto è una melodia accompagnata dalla voce di una persona che canta composizioni in decime improvvisate oppure imparate e ripetute.

Cuba, guajiro
(guajiro cubano - foto web)

In un vostro viaggio a Cuba vi capiterà spesso di ascoltarle ed anche se non sarà facile capirne i contenuti, queste melodie vi regaleranno uno spaccato di vita forse meno conosciuto ma che rappresenta la parte più autentica e genuina dell'isola caraibica.

Qui di seguito collego un link di un video bellissimo, la storia del Punto, memoria collettiva, tradizione, musica. Da non perdere! Clikka:

Il Punto Cubano Patrimonio immateriale dell'Umanità Unesco

Il Paradiso immaginato

9 Marzo 2019

selfie sul Malecon dell'Avana
(foto Di Crosta Franco)

Una breve riflessione in occasione dell'8 marzo, giornata dedicata alla donna.

La mujer cubana è un caledeoscopio di umanità, un camaleonte capace di adattarsi a tutto con la fierezza di una leonessa. E' mamma tenace, è coraggiosa e guerrigliera, è languida e sensuale, aggressiva e mansueta, luchadora, bugiarda e sognatrice, dispensatrice instancabile di emozioni.

E' un po' tutto si direbbe, come probabilmente lo è la donna in ogni parte del mondo.

Con una particolarità: la donna cubana è anche ciò che non è, è anche ciò che molti dicono che sia. E' ciò che si vuole immaginare o pretendere che una donna sia.

Ho saputo di una ragazza poco più che maggiorenne, vive nella parte orientale dell'isola. Ha la passione per la cucina ed in particolare le piace preparare i dolci. Ostinata e volenterosa passa ore e ore studiando e lavorando in laboratorio cercando di far suoi tutti i segreti dell'arte del pasticcere. A volte lavora fino a dodici, tredici ore al giorno.

Il tutto in cambio di 50 pesos cubani, l'equivalente di due euro al giorno.

Cosa ci si fa con due euro a Cuba? Ben poco. Se si va al mercato popolare qualcosa si recupera: un pò di patate, qualche uovo, del riso. Il resto è un miraggio. Una lattina di birra costa un cuc, circa 80 centesimi di euro mentre per un buon paio di scarpe, non di quelle che ti si sciolgono ai piedi, ne occorrono 40 o 50 di cuc.

Giudicare è facile ed è un'arma troppo frequentemente usata per farci sentire superiori e migliori nei confronti degli altri. Se lo si fa poi senza conoscere la realtà diventa un atto di vigliaccheria.

Cuba è bella, tremendamente bella. Ma non è ciò che ci immaginiamo, non è solo ruhm e salsa.

E' anche sacrificio, sudore e sofferenza. E' arte di inventarsi la vita e ingannare il disagio.

Chi viaggia non deve mai perdere di vista la complessità di questa terra. Questo vale in ogni angolo e ad ogni latitudine del nostro pianeta sopratutto laddove crediamo di trovare un inesauribile tesoro di felicità e di opportunità.

Il Paradiso può attendere.

il Son all'origine della musica afro-cubana

musica cubana
(foto cartesdesdecuba.com)

Parlare di Cuba senza aprire una finestra sui suoi ritmi, le sue melodie e la sua musica è ignorare non solo una ricchezza culturale di prim'ordine ma le radici stesse della sua storia, del suo popolo, l'essenza della sua anima antillana e meticcia.

Come già trattato nel capitolo dedicato alla Santeria, anche le espressioni artistiche di Cuba derivano dalla contaminazione prima e dalla fusione poi di due stili di vita e due culture: quella africana e quella europea.

All'origine di tutti i ritmi caraibici c'è il Son, nato a Santiago di Cuba verso la metà del XIX secolo,e prodotto dalla mescolanza, la mezcla, della tradizione musicale europea spagnola, francese ed inglese, con i ritmi importati dall'Africa dalle popolazioni ridotte in schiavitù.

La Salsa è figlia legittima del Son alla cui intraprendenza si deve il primo ballo caraibico eseguito in coppia.

Mambo, Cha cha cha e Timba sono gli altri diretti discendenti di questo ritmo cubano.

Vi voglio riassumere un po' di storia. Verso la fine dell'ottocento i coloni di origine francese che fuggirono dalla vicina e turbolenta Haiti portarono sull'isola la "controdanza" un ballo aristocratico di origine inglese da cui nacque il "danzon" che divenne la musica ufficiale di Cuba in quegli anni. La controdanza prevedeva movimenti separati dei ballerini che la interpretavano e che mai arrivavano a toccarsi. Gli schiavi africani che si divertivano in feste improvvisate chiamate changuì a prendere in giro i propri padroni, aggiunsero ritmi, conga e sonorità africane dando vita appunto a quello che come ho detto in precedenza è considerato il primo ballo a coppia moderno.

Il danzon venne considerato da molti un ballo osceno e volgare adatto alla plebe ed agli schiavi  proprio perché prevedeva un contatto fisico ricorrente ed una gestualità ritenuta troppo spregiudicata per quei tempi.

Nel 1910 circa venne aggiunto al ritmo un "montuno", un ritornello musicale finale, che segnò il primo passaggio verso il Son, che raggiunse una grande popolarità negli anni venti e trenta grazie ai Trova, una sorta di cantastorie che suonavano e cantavano storie di schiavi e libertà. Dagli arrangiamenti successivi, nacquero poi altri stili come il Danzon-cha, il Nuevo ritmo, il Cha cha cha, la Pachanga e il Mambo. Si passò rapidamente dai sextetos ai septetos e poi ai conjuntos con l'aggiunta progressiva di musicisti e strumenti ed il son contribuì definitivamente all'affermazione della cultura afro-cubana in tutto il mondo.

Successivamente con il termine"Salsa portoricana" si definì questa incredibile mescolanza di stili e ritmi afro-cubani. Il termine fu coniato non a Portorico ma bensì a New York alla fine degli anni sessanta da immigrati di origine cubana e portoricana desiderosi di sentirsi attraverso la musica più vicini alle loro terre di origine

Nel 1999 il film documentario di Wim Wenders “Buena Vista Social” contribuì a rispolverare la ricchezza e la tradizione del son facendolo conoscere a tutto il mondo. Oggi, la nuova generazione di musica cubana si è sviluppata nella più nota Salsa e nella Timba uno stile originale e poliedrico che si alimenta del son, del jazz, del rock and roll, della disco, del funk,dell'hip hop e persino della tradizione musicale collegata con i riti della Santeria.

Los Van Van, gli Irakere e NG la Banda tra gli anni '70 e '80 e la Charanga Habanera negli anni '90 sono stati e sono i principali interpreti di questa musica contagiosa e coinvolgente.

Infine il Reggaeton cubano è solo l'ultimo discendente di questa complessa dinastia di suoni, ritmi, cultura, tradizione e identità sociale che nel tempo regalerà sicuramente altre sorprese.

Qui troverete una singolare “Mambo Tango play list” con i brani che hanno accompagnato le pagine del romanzo e con quelli che più hanno influenzato la mia (scarsa) cultura musicale latina.

Buon ascolto allora e buon divertimento!

 

 

L'Avana. Ciudad Maravilla!

31 Maggio 2016

Che bella notizia!

Avana, Cuba. Tramonto sul Malecon
(Tramonto sul Malecon - foto Di Crosta Franco)

Il prossimo 7 di giugno l'Avana sarà dichiarata ufficialmente CITTA' MERAVIGLIA dalla Fondazione svizzera "New 7 Wonders".

Questo è il  risultato di una inchiesta avviata nel 2014 e che ha visto diverse capitali mondiali in competizione per l'assegnazione dell'importante riconoscimento tra cui Barcellona e Città del Messico.

L'evento verrà celebrato a partire dalle 19.30 con appuntamento alla "Explanada de La Punta"e sarà presenziato da Richard Weber presidente della Fondazione New 7 Wonders.

"La Oficina del Historiador" ha organizzato un fitto programma culturale gratuito che durerà fino all'11 di giugno.

Per l'occasione sono previste performance del Teatro Lírico Nacional, del Ballet Folklórico Nacional, del Cabaret Tropicana, del Ballet Lizt Alfonso, del progetto “Gigantería”, una sfilata nel Paseo del Prado e la tanto attesa chiusura con un concerto della mitica Orchestra Aragón.

Per chi sarà all'Avana il concerto si terrà tra le strade Prado e Nettuno, arterie storiche della capitale cubana.

Cuba e l'Avana sono ormai da mesi al centro di un ritrovato glamour internazionale. Garantirsi una visibilità nel Paese caraibico è divenuta una priorità per chi popola il fagocitante star system. L'affannarsi di presenze e la girandola di avvenimenti hanno restituito prestigio a tutta l'Isola per anni abbandonata al proprio destino.

La Cattedrale dell'Avana Ciudad Maravilla e Patrimonio Mondiale dell'Unesco
(La Cattedrale dell'Avana - foto Di Crosta Franco)

Ben venga tutto questo nella speranza che il popolo cubano non sia relegato a semplice destinatario della "polvere di stelle" ma che possa ritagliarsi un ruolo da protagonista in questa straordinaria fase storica di progresso culturale, sociale ed economico.

PA' LANTE Y SIN MIEDO CUBA!

La bellezza ci rende migliori e ci conduce a Dio

05 Gennaio 2019

Il Circo di Cuba rende omaggio a Papa Francesco
(Il Circo di Cuba rende omaggio a Papa Francesco - foto web)

Il 2019 è iniziato per il Circo Nazionale di Cuba come meglio non poteva essere. Infatti mercoledi 2 gennaio durante la consueta Udienza Generale che si tiene presso la sala Paolo VI in Vaticano una ventina di artisti tra giocolieri e ballerine con i loro sgargianti vestiti si è potuto esibire di fronte ad una platea di circa seimila persone ed ad un divertito e partecipe Papa Francesco.

"Voglio ringraziare gli artisti del Circo di Cuba che con il loro spettacolo portano la bellezza. Tutto ciò richiede molto sforzo e molto allenamento", ha detto Papa Francesco al termine dello spettacolo che ha chiuso l'Udienza aggiungendo che "la bellezza eleva sempre il cuore e ci rende migliori in tutto. La bellezza ci porta alla bontà e ci avvicina a Dio! Continuate così portando la bellezza a tutto il mondo!"

Lo spettacolo durato alcuni minuti ha vissuto il suo momento più suggestivo quando un giocoliere ha posto su un dito del Pontefice un pallone in movimento che ha continuato a ruotare per alcuni secondi tra la sorpresa del pubblico presente e del Papa che è parso molto divertito.

Il Circo di Cuba in Vaticano
(foto web)

Francesco ha poi trovato il modo di scherzare con un clown e fingendo di rubargli il naso rosso gli ha detto 

“Vorrei prenderti quel naso rosso mi piace molto…fa ridere il mondo”

Il Papa e il clown cubano
(foto web)

Tutti gli artisti che hanno messo in scena lo spettacolo fanno parte della  Compañía Habana del Circo de Cuba che presenterà spettacoli a Roma sino al 28 gennaio nello chapiteaux Circuba.

Papa Francesco incontra in Vaticano il Circo di Cuba
(foto web)
Qui di seguito potete vedere l'intera esibizione del Circo de Cuba, clikka il link
Il Circo di Cuba incontra Papa Francesco 2 Gennaio 2019

 

 


La Fiesta del Fuego incendia i popoli del Caribe.

6 luglio 2016

36 Fiesta del Fuego a Santiago di Cuba
(foto web)

Si svolge in questi giorni a Santiago di Cuba il Festival del Caribe, meglio noto come la Fiesta del Fuego (la festa del Fuoco).

36 Fiesta del Fuego a Santiago di Cuba
(foto web)

Dal 3 al 9 luglio le strade della città cubana, culla del Son, della Santeria e della Revolucion, saranno infatti invase da migliaia di figuranti che parteciperanno al più importante degli eventi artistici, culturali, storici e folcloristici delle terre e dei popoli fratelli bagnati dal Caribe, il mare dei Caraibi.

La prima edizione risale all'aprile 1981 con il titolo di "Primer Festival de las Artes Escénicas de Origen Caribeño" e si è ripetuto da allora ininterrottamente fino ai giorni d'oggi.

La 36^ edizione del Festival è dedicata invece all'Ecuador, paese duramente colpito e ferito da un violento sisma che nei mesi scorsi ha seminato morte e distruzione. Saranno una trentina i paesi partecipanti a questa manifestazione che con l'intento di fortificare una precisa identità tra tutti i popoli originari dell'Africa e della tratta degli schiavi, comprenderà attività culturali, esibizioni folcloriche, arti plastiche, artigianato, il tutto condito dalla straripante energia della musica caraibica.

36 Fiesta del Fuego a Santiago di Cuba
(La rappresentativa dell'Ecuador - foto web)
36 Fiesta del Fuego a Santiago di Cuba
(foto web)

Un numero sempre più crescente di turisti, studiosi ed accademici parteciperanno a questa settimana di festeggiamenti che trae la propria origine dagli anni della schiavitù quando le autorità politiche e religiose concedevano agli schiavi provenienti dall'Africa un giorno per poter festeggiare, danzare e pregare liberamente.

36 Fiesta del Fuego a Santiago di Cuba
(foto web)
36 Fiesta del Fuego a Santiago di Cuba
(foto web)
36 Fiesta del Fuego a Santiago di Cuba
(foto web)
36 Fiesta del Fuego a Santiago di Cuba
(La Quema del Diablo - foto web)

La settimana si concluderà con la "Quema del Diablo", durante la quale un fantoccio che rappresenta il diavolo verrà bruciato perchè sia allontanata per sempre la sua presenza.

https://youtu.be/u8aXS2MM2xo               La Quema del Diablo, Santiago 2015

36 Fiesta del Fuego a Santiago di Cuba
(foto web)
36 Fiesta del Fuego a Santiago di Cuba
(foto web)

 

36 Fiesta del Fuego a Santiago di Cuba
Suggerisco a chi avesse in programma un viaggio a Cuba di segnarsi sul taccuino la prima settimana di luglio per non perdere nulla di queste giornate da cui trasuda la vera anima di Cuba, quella che affonda le radici nella cultura africana con i suoi colori, i suoi ritmi e la sua religiosità.  (foto web)
36 Fiesta del Fuego a Santiago di Cuba
(foto web)
36 Fiesta del Fuego a Santiago di Cuba
(foto web)
36 Fiesta del Fuego a Santiago di Cuba
(foto web)

https://youtu.be/8v4R8oL6cIM                   Guarda il filmato!

https://youtu.be/Xj0sZeaKxgo                     La Fiesta del Fuego, la sfilata allegorica del 2012

 

 

 

 

Laura scalda Cuba in una fantastica notte di pioggia!

3 luglio 2018

Laura Pausini per la prima volta a Cuba
(foto web)

Erano 25 anni che attendeva questo giorno. Come da lei stessa raccontato, dopo aver visitato ogni angolo del mondo portando con se la sua simpatia e la sua splendida voce, Laura Pausini ha fatto finalmente tappa a Cuba terra da cui ricevette la prima lettera scritta per lei da un suo fan latino. Non si è trattato di un vero e proprio concerto poichè la cantanta romagnola si è esibita come ospite dell'affermatissimo duo Delgado-Malcom di Gente de Zona.

26 giugno 2018, Laura Pausini per la prima volta a Cuba
(Laura Pausini e Gente de Zona - foto web)

Una serata speciale quella del 26 di giugno, caratterizzata da una forte pioggia che non ha impedito a circa 250 mila cubani di assistere allo spettacolo praticamente immersi nel fango, spettacolo che si è tenuto presso la Ciudad Deportiva dell'Avana divenuta ormai il luogo dei grandi eventi musicali. Laura ha cantato ed emozionato riproponendo in lingua spagnola i suoi grandi successi e presentando per la prima volta dal vivo il brano "Nadie ha dicho" la versione spagnola della hit "Non è detto" duettando appunto con i Gente de Zona.

https://youtu.be/HiIU75I-Al8    "Nadie ha dicho" (official video)

Laura è amatissima a Cuba ed è seguita sin dai tempi del suo debutto sulla scena internazionale. Come capita a tutti i "grandi" non sono mancate alcune note polemiche che hanno accompagnato l'evento. Qualcuno ha storto il naso per il fatto che l'artista si sia fatta ritrarre avvolta nella bandiera cubana interpretando il gesto come un ammiccamento nei confronti della classe politica cubana, altri hanno sottolineato la "imprudenza" di esibirsi nella vicina Miami proprio il 26 di luglio, data storica e simbolo di tutta l'epopea rivoluzionaria castrista.

Laura Pausini per la prima volta a Cuba
(foto web)

Laura ha risposto alle polemiche con la sua solita grazia dalle pagine di Instagram sottolineando che cantare è il suo mestiere e canta per la gente non per le ideologie politiche.

"Un’esperienza indimenticabile (la bandiera e la foto sono un regalo dei miei fans di Cuba dove stanotte ho cantato di fronte a 250 Mila persone! Incredibile e bellissimo)
Una esperiencia inolvidable
#cuba
Mi sueño,en estos 25 años de carrera, era simplemente poder cantar para mis fans en Cuba. Uno de los pocos países en el mundo que Nunca había conocido!
Por un cantante,la mejor manera de decir Gracias a su público es cantar en vivo mirándoles a las caras, cantando juntos nuestras canciones.
Todo eso estuvo posible gracias a mis amigos Randy y Alexander de @gentedezona y a nuestra canción #nadiehadicho.
Nunca olvidare este día loco y bellísimo hecho de 24 horas sin dormir pero con el corazón lleno de amor. Gracias a mi fans que me regalaron este vestido. Yo no soy una cantante política y no quiero polémicas con eso. Yo canto para todos en todo el mundo, y tengo miles de fotos con todas las banderas porque las banderas son la gente que me ha querido escuchar cantar por ellos.
La Musica Une.
Ahora espero cumplir otros sueños y estar en Japón, en Nicaragua y otros países que todavía no estuve capaz de visitar.. pero no me rindo y se que un día los cumpliré todos!
Los Amo ❤️? Grazie"

26 giugno 2018, Laura Pausini canta a Cuba per la prima volta
(Il grande successo di Laura - foto web)
https://youtu.be/LgtUIqMoApc "Nadie ha dicho" con Gente de Zona (Official video)

ORISHAS, il ritorno degli dei

5 maggio 2018

Gli Orishas band hip- hop cubana
(Orishas - foto web)

Dopo 18 anni gli Orishas sono tornati a Cuba e l'hanno fatto il 24 marzo in occasione della chiusura del festival Havana World Music con un concerto dove hanno cantato per la prima volta il tema “Cuba Isla Bella”. Il Festival giunto alla sua quinta edizione si è svolto dal 22 al 24 marzo u.s. con la presenza di più di venti gruppi tra cubani ed internazionali che si sono esibiti tra esposizioni di arte ed esibizioni di danze afrocubane e capoeira.

Il gruppo cubano “Orishas” si forma a Parigi nel 1999. Poco tempo prima Yotuel Romero detto Guerrero e Hiram Riverí Medina detto Ruzzo si erano trasferiti nella capitale francese all'interno di un progetto di intercambio studentesco. I due giovani artisti cubani avevano già dato vita nel proprio Paese al gruppo Amenaza (Minaccia) considerato il vero pioniere del hip hop cubano. A Parigi i due incontrano Roldan Gonzalez Rivero interprete di musica tradizionale cubana e Flaco-Pro che avevano formato sotto la guida del produttore francese Niko Noki il gruppo degli Orishas. In poco tempo la band cubana, la cui originalità stava proprio nella giusta fusione tra musica folklorica tradizionale e hip-hop, arriverà al successo internazionale con il primo album intitolato “A lo cubano” registrato in Spagna nel 2000. Il singolo che porterà lo stesso nome dell'album scalerà le classifiche musicali anche in Italia dove verrà inserito nella raccolta del Festivalbar.

Orishas, A lo Cubano 2000
(foto web)

Seguiranno altri 4 album che confermeranno il successo del precedente e che porteranno gli Orishas a vendere più di un milione di copie in tutto il mondo e a vincere per ben due volte il Grammy Latino: Emigrante nel 2002, El Kilo nel 2005, la raccolta Antidiotico nel 2007 e Cosita Buena nel 2008. Gli Orishas hanno collaborato inoltre alla realizzazione di diverse colonne sonore di film tra cui spiccano le canzoni Atrevido presente sia in “The Fast and the Furos 1” del 2001 sia in “Bad Boys II” del 2003 e Soy campesino della pellicola “El Benny” prodotta a Cuba nel 2006 e dedicata al grande Benny Moré

Nel 2009 arriva inattesa la separazione dei componenti desiderosi di sperimentare altre forme d'arte.Il legame di amicizia però non verrà mai interrotto tanto che la band tornerà a riunirsi nel 2016 con la pubblicazione del nostalgico e straordinario brano “Isla Bella”, un gioiello dedicato alla loro terra natale e che ha visto la partecipazione di importanti artisti cubani tra cui Omara Portuondo, i Buona Fe, Isaac Delgado, Leoni Torres, Lariza Bacalao, Descemer Bueno, Waldo Mendoza e Gente de Zona.

Il gruppo che nei primi anni 2000 era considerato la punta di diamante del hip hop cubano nel mondo e a cui riviste come il Time, Billboard e All Music Guide avevano dedicato articoli ed interesse è attualmente formato da:

Yotuel (Yotuel Omar Romero Manzanares),

Yotuel degli Orishas
(Yotuel - foto web)

Roldán (Roldán González Rivero),

Roldan degli Orishas
(Roldan - foto web)

e Ruzzo (Hiram Riverí Medina)

Orishas, Ruzzo
(Ruzzo - foto web)

Già nel 2002 Flaco-Pro aveva lasciato la band per intraprendere la carriera da solista.

In una intervista di qualche hanno fa Ruzzo che aveva continuato a fare musica con il gruppo Cuban Beats All Star e che è considerato ancora oggi il miglior interprete di rap in lingua spagnola, raccontò di come fosse difficile nei primi anni 90 fare rap a Cuba poiché questo genere musicale era osteggiato dal potere politico perchè considerato la “musica del nemico”, un prodotto troppo americano. Eppure fu proprio Fidel Castro dopo il clamoroso successo internazionale della band  ad invitare nel dicembre del 2000 gli Orishas a Cuba per un grande concerto tenutosi davanti a 50 mila cubani in delirio.

“Isla Bella” è un brano che toglie il respiro, che racconta tutta la malinconia di chi per diversi motivi è costretto a vivere lontano dalla propria terra e dai propri affetti. Un brano dedicato da cubani a Cuba ma che ciascuno di noi può accogliere nel proprio cuore e far suo perchè ognuno ha un Isola che lo sta aspettando, in qualche parte del mondo...

Orishas Isla Bella 2016
(Orishas, la reunion con Isla Bella - foto web)
Se vuoi ascoltare e vedere "Isla Bella" clikka il link che trovi qui:
Orishas "Isla Bella"

Periodo Especial en tiempo de paz. La crisi del '90 e il miracolo della ripresa

La libreta de abastecimiento, per acquistare beni razionati nella Cuba del periodo especial
(La libreta de abastecimiento - foto web)

Pochi occidentali conoscono o ricordano cosa accadde a Cuba nella prima decade del 1990. Il paese caraibico fu colpito dalla più profonda crisi economica della sua storia che solo oggi, a distanza di 25 anni, sembra destinata a terminare. Quale fu la causa? Nel 1986 l'Unione Sovietica di Gorbaciov nel bel mezzo della Perestroika annunciò che, in caso di un attacco militare degli Stati Uniti d'America, non sarebbe intervenuta a difesa della piccola isola cancellando di fatto gli accordi presi nel 1962. Venne così sancita la rottura delle relazioni militari e politiche con il gigante socialista dal quale dipendeva totalmente l'economia cubana, dall'approvigionamento di generi alimentari alla fornitura di petrolio,ai medicinali, dai tecnici alle materie prime. Il prodotto interno lordo crollò di quasi il 40 per cento e l'embargo imposto dagli Stati Uniti aggravò la situazione paralizzando l'isola in una crisi senza precedenti.

Nel gennaio del 1990 Fidel Castro parlò per la prima volta di periodo especial en tiempo de paz e qualche mese dopo annunciò severe restrizioni nel consumo di combustibili e di altri prodotti essenziali. Fu introdotta la "libreta de abastecimiento" che consentiva l'acquisto razionato di generi alimentari, i salari furono tagliati del 60% e le interruzioni di luce e acqua diventarono sempre più frequenti. Nel 1994 una clamorosa protesta contro il governo di Castro condusse circa 35.000 cubani ad abbandonare l'isola alla volta delle coste americane con l'utilizzo di imbarcazioni disperate ed improvvisate. Furono le giornate tristemente note come quelle della "crisis de los balseros" che ebbe un tragico precedente nel 1980 quando circa 120 mila cubani abbandonarono l'isola su imbarcazioni provenienti dagli Stati Uniti!

Periodo especial a Cuba, la crisi economica colpisce sopratutto i trasporti pubblici. i camion diventano l'unica soluzione
(I camiones collettivi sono l'immagine del Periodo Especial - foto web)

Poi lentamente, grazie sopratutto al turismo alimentato anche dal triste fenomeno della prostituzione, il paese è andato lentamente riprendendosi fino alla svolta del 1999 quando venne siglata l'alleanza politica ed economica con il Venezuela di Hugo Chavez. Le forniture di carburante ripresero vigorose ed in cambio dall'isola di Castro partirono migliaia di medici verso la terra di Simon Bolivar.

Il gigante venezuolano, dopo la morte di Chavez, sta attraversando a sua volta un periodo di crisi economica e sociale spaventoso cosa che ha fatto temere a Cuba un ritorno agli anni '90. Contemporaneamente però, in maniera quasi insperata, sono stati rialacciati i rapporti diplomatici con gli Stati Uniti d'America di Obama e il futuro di Cuba pare ora più roseo, trainato come sempre dal crescente flusso turistico. Infatti nei primi tre mesi del 2016 si sono già registrate un milione di presenze!

Cuba e i cubani hanno dimostrato una capacità di adattarsi alle difficoltà straordinarie. La tenacia, l'orgoglio, l'inventiva unite ad uno spirito gioioso che mai è venuto ha cessare hanno permesso all'isola di sollevarsi e di continuare a porsi come l'Isola dell'Utopia capace nonostante tutto di far ballare il mondo intero con la sua musica, i suoi ritmi, la sua sensualità ed una esuberanza contagiosa.

Nella sezione cultura ho raccolto uno straordinario catalogo di invenzioni che hanno permesso ai cubani di vincere la crisi e la disperazione di quegli anni. Oggi si può anche sorridere, ma nessuno dovrebbe dimenticare quegli oggetti, stigmate impresse nella carne cubana e testimoni di un percorso complicato e non ancora terminato.

Rihanna. Personaggio Umanitario dell'Anno

01 marzo 2017

 

 

Rihanna Personaggio Umanitario dell'Anno, febbraio 2017
(la premiazione di Rihanna - foto web)

Che Rihanna fosse una grande artista è un fatto noto a tutti. Che abbia un viso bellissimo con uno sguardo felino e un corpo da urlo è altrettanto noto come la sua volontà di esibirsi e mostrarsi con abiti eccentrici e atteggiamenti super sexy. Ma come spesso accade per i personaggi del jet set, è la sua parte intima a molti sconosciuta, a regalarci questa volta le emozioni più belle. Per me è stata una autentica sorpresa.

Come si dice: l’abito non fa il monaco anche quando l'abito ogni tanto non c’è …

Il 28 febbraio 2017 Rihanna è stata insignita del “Peter J. Gomes Humanitarian Award” dall’Università di Harvard, a riconoscimento delle sue molteplici opere filantropiche.

L’impegno umanitario di Rihanna e le numerose iniziative di cui si è resa protagonista in questi anni sono riuscite ad attirare l’attenzione dell’illustre Università di Harvard, che ha deciso di premiare il generoso impegno della cantante con l'importante riconoscimento Humanitarian of the Year, personaggio Umanitario dell'Anno.

Così abbiamo appreso come Rihanna sia da sempre in prima linea nella promozione di iniziative capaci di garantire un futuro dignitoso a chi è stato meno fortunato nella vita iniziando questo percorso proprio dalle Barbados dove è nata il 20 febbraio del 1988.

La pop star ha poi contribuito alla realizzazione nella capitale barbadiana di un centro per la prevenzione e la diagnosi del tumore al seno presso il Queen Elizabeth Hospital di Bridgetown, mentre negli Stati Uniti ha istituito una borsa di studio che porta il nome dei suoi nonni il “Clara and Lionel Foundation Scholarship Program” con l'obbiettivo di garantire il sostegno economico ai giovani provenienti dai Paesi caraibici desiderosi di studiare negli Stati Uniti d'America.

Rihanna premiata come Personaggio Umanitario dell'Anno 2017

Tra le altre iniziative a scopo benefico sostenute da Rihanna ricordiamo inoltre la promozione del test fai da te per l’HIV insieme al Principe Harry e il sostegno offerto agli studenti più meritevoli provenienti da più di 60 paesi in via di sviluppo attraverso la Global Partnership for Education e il Global Citizen Project che curano programmi specifici che prevedono l'assegnazione di borse di studio e la promozione del diritto all'istruzione anche nelle aree più disagiate del pianeta.

La cerimonia della consegna dell'importante premio si è svolta presso il campus di Cambridge, nel Massachusetts, dove la bella Rihanna ha accettato il riconoscimento che in passato era stato già assegnato a personalità di spicco come il segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-moon,Kofi Annan, eMalala Yousafzai,l'attivista pakistana Premio Nobel per la Pace nel 2014.

Questi alcuni passaggi del suo toccante discorso:

 

Così, alla fine ce l’ho fatta ad arrivare ad Harvard", ha esordito schernendosi la cantante,"Non avrei mai pensato di dirlo nella mia vita, ma è bello essere qui. Sono incredibilmente onorata da tutto questo, ricevere un premio di questa importanza per qualcosa per cui in realtà non ho mai voluto credito".

Da ragazzina guardando uno spot su come un quarto di dollaro potrebbe salvare la vita di un bambino pensavo e mi chiedevo: quanti 25 centesimi potrei risparmiare fino a salvare tutti i bambini in Africa.’ E dicevo a me stessa, ‘Quando sarò grande e ricca, potrò salvare i bambini di tutto il mondo.’ Io proprio non sapevo che sarei stata in grado di farlo, per il momento ero un’ adolescente”...

Tutto quello che devi fare è aiutare una persona, aspettandoti nulla in cambio. Per me, questo è umanitario. Quello che quella bambina guardando questi spot non sapeva è che non c’è bisogno di essere ricchi per essere umanitaria, non c’è bisogno di essere ricchi per aiutare qualcuno. Non c’è bisogno di essere famoso , non c’è nemmeno bisogno di un’istruzione universitaria. Ma comincia con il prossimo … basta fare tutto il possibile per aiutare in qualsiasi tu possa. “

"Abbiamo tutti bisogno di un’opportunità nella vita, per avere un’istruzione e un futuro. Si può avere un impatto sugli altri partendo anche da una sola vita, una sola persona. In questa sala, io vedo ottimismo, speranza, futuro. Tutto quello che dovete fare nella vita è aiutare una persona, anche una sola, senza aspettarvi nulla in cambio".

Rihanna e una delle sue iniziative a favore dell'istruzione
(Rihanna in Malawi - foto web)

 

 

Sono solo canzonette?

25 gennaio 2020

Gente de Zona
(Gente de Zona - foto web)

Può la musica consegnare un messaggio politico e può la politica censurare la musica?

La musica così come tutte le arti è espressione del pensiero umano e quindi dovrebbe essere lasciata libera di esprimersi come meglio crede. Certo il buon senso dovrebbe aiutare ogni singolo individuo ad autolimitare la propria libertà sopratutto quando questa può offendere od ostacolare quella altrui. Ma il buon senso come si misura, chi può stabilirne i confini e determinarne l'efficacia?

In Italia in questi giorni si è aperta una accesa polemica circa la partecipazione di un rapper al Festival della Canzone Italiana di San Remo. Per l'occasione si sono agitati giornalisti, filosofi, tv e una marea di personaggi pubblici che hanno dispensato opinioni molto contrastanti tra loro sull'opportunità di invitare alla manifestazione canora un artista i cui testi si spingono ben oltre l'accettabile; allo stesso tempo estremamente variegata è stata l'esposizione mediatica di altri artisti che hanno offerto la propria musica a sostegno di una corrente politica piuttosto che un'altra. Accade in Italia e accade in tutto il mondo. Spesso con prese di posizione fortemente manipolate e fuori luogo. Per evitare però sterili conclusioni tutto andrebbe analizzato e ricondotto a specifici contesti geografici e socio culturali.

Così è accaduto che a Miami, in Florida, in occasione del concerto di fine anno 2019 tenutosi a Bayfront Park diversi artisti cubani in esilio negli states (tra essi alcuni di fama internazionale come Willy Chirino, Arturo Sandolval e Manolin “el medico de la salsa”) abbiano minacciato di salire sullo palco qualora si fosse esibito anche il gruppo Gente de Zona. In realtà è stata tutta la comunità cubana residente in Florida sospinta da quella fetta di esuli che con il tempo ha conseguito una certa rilevanza politica ad osteggiare la presenza del gruppo e a criticare aspramente chi aveva rivolto l'invito al duo formato da Alexander Delgado e Randy Malcom. I due artisti sono stati ritenuti colpevoli di aver sostenuto più volte il regime come in occasione del recente concerto tenutosi a settembre sul Malecon habanero insieme ad altri artisti cubani (Descemer Bueno, Kelvis Ochoa e El Micha) durante il quale Alexander aveva pronunciato la frase “estoy haciendo música para el mundo y estoy defendiendo a Cuba en el mundo“.

Qualche tempo prima durante il concerto tenutosi all'Avana nel 2018 insieme alla nostra Laura Pausini il gruppo aveva ringraziato apertamente il presidente cubano Miguel Diaz Canel per aver permesso la realizzazione di quel evento attirandosi le ire dei cubani residenti a Miami.

Gente de Zona e Laura Pausini
(Laura Pausini e Gente de Zona - foto web)

La notizia del ripudio di Gente de Zona da parte dei loro connazionali risiedenti in Florida ha causato una ondata di polemiche che ha finito per trascinare con sè in un effetto domino molti altri artisti tra i quali il noto cantante Pitbull (rapper statunitense nato a Miami da genitori cubani) che dopo aver appoggiato in un primo tempo il sodalizio cubano si è visto costretto a fare dietrofront chiedendo scusa all'opinione pubblica per essersi lasciato coinvolgere in una vicenda che non lo riguardava. Durante il concerto di fine anno Pitbul aveva infatti inviato il suo saluto al duo cubano pronunciando queste parole che avevano suscitato non poco clamore tra i presenti:

No están aquí esta noche por otras cosas, pero quiero mandarle un saludo a Gente de Zona. La música es la música, la política es la política”,

Non sono qui questa notte per altri motivi, però voglio salutarli. La musica è musica, la politica è la politica”.

Forse ha ragione il buon Pitbull...

Facciamo un piccolo passo indietro. Gente de Zona nasce nel 2000 nel quartiere Alamar all'Avana e tra i suoi fondatori oltre a Delgado ci sono stati anche Jacob Forever e Nando Pro che successivamente hanno intrapreso una carriera da solisti ugualmente intensa e ricca di successi. Dal 2013 si unisce a Delgado il cantante e polistrumentista Ray Malcom già componente della Charanga Habanera uno dei gruppi storici della musica cubana. Il successo internazionale per Gente de Zona arriva solo nel 2014 con il brano Bailando scritto da Descemer Bueno e realizzato insieme a Enrique Iglesias seguito poi da altre hits e importanti collaborazioni musicali con lo stesso Descemer Bueno, Marc Anthony, Pitbull, Laura Pausini, Il Volo, Jennifer Lopez, solo per citarne alcune.

I Gente de Zona sono autori di canzoni molto oriecchiabili, ballabili e dai contenuti leggeri, apparentemente non impegnati, che però rispecchiano molto le attitudini dei cubani e che utilizzano lo slang di strada molto diffuso tra i giovani cubani.

Ma sono in realtà solo canzonette?

A proposito … i Gente de Zona saranno ospiti a San Remo, che accadrà?