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religione a Cuba,

4 dicembre. La religione cattolica e quella yoruba si incontrano nel giorno di Santa Barbara e Changò

4 dicembre 2017

Changò e Santa Barbara sincretizzati nella Santeria
(Changò e Santa Barbara - foto web)

Oggi è un grande giorno di festa a Cuba e in tutti i paesi dell'America latina poichè si incrociano le preghiere, i riti e le tradizioni delle due religioni più diffuse in questa area geografica, quella Cattolica introdotta dagli spagnoli e quella Yoruba praticata dagli schiavi africani proveniente dalle regioni meridionali della Nigeria.

Come già raccontato in altre pagine di questo blog i culti africani, più comunemente conosciuti come santeria, furono preservati dagli africani attraverso uno stratagemma che gli permise non solo di ingannare i coloni spagnoli ma anche di garantirgli la sopravvivenza e di custodire la memoria della propria terra. Queste popolazioni ridotte in schiavitù trovarono infatti alcuni elementi in comune tra i santi cattolici e gli dei del pantheon yoruba espediente questo che gli permise di continuare a pregare i loro Orishas senza "offendere" la sensibilità spagnola. Con il tempo le due religioni si sono per alcuni aspetti amalgamate pur mantenendo, ovviamente,  profonde differenze.

cerimonia in onore di Changò sincretizzato con Santa Barbara nella Santeria
(cerimonia in onore di Changò - foto web)

Il giorno di Santa Barbara racchiude in maniera esemplare questo passaggio storico e la sua ricorrenza viene festeggiata con grande partecipazione sia nelle chiese cattoliche sia nei barrios dove si danza freneticamente al ritmo delle congas.

4 dicembre festa di Santa Barbara sincretizzata con Changò nella Santeria
(Santa Barbara portata in processione - foto web)
Cuba festeggia il 4 dicembre il giorno di Santa Barbara e dell'orisha Changò
(fedeli devoti a Santa Barbara e a Changò - foto web)

La vita di Santa Barbara è avvolta nella leggenda. Non sono noti né il luogo (Egitto?) né il periodo in cui è vissuta (Terzo secolo dopo Cristo?). Esistono su di lei diversi racconti, alcuni si contraddicono tra loro, quello che è certo è che già nel Vll secolo d.c. la sua figura veniva venerata sia in Oriente che in Occidente. Secondo la tradizione più comune Barbara fu rinchiusa in una torre dal padre, un tale Dioscuro, allo scopo di tenerla lontana dai numerosi pretendenti attratti dalla sua smisurata bellezza ed anche per punire la sua simpatia per il cristianesimo. In un breve periodo in cui le venne concessa la libertà, la giovane si convertì al cristianesimo. Questo fatto fece infuriare il padre che la sottopose alle più crudeli torture per poi decapitarla con le sue stesse mani. Scendendo dal monte dove si era consumato il martirio Dioscuro fu colpito da un fulmine e morì ridotto in cenere.

4 dicembre festa di Santa Barbara
(Santa Barbara - foto web)
Dal 1969 il nome di Barbara non appare più nel calendario liturgico del Vaticano perchè la sua vita non è ben documentata. Viene però ricordata come una delle martiri più importanti nella storia del cristianesimo. La Santa viene rappresentata con un manto rosso calato su un candido vestito bianco, un ramo d'ulivo, il calice con il sangue di Cristo, la corona e la spada stretta in mano come simbolo del martirio. E' la protettrice dei pompieri, degli eserciti, dei minatori, degli artiglieri, degli architetti, dei muratori, dei campanari... protegge anche dai fulmini e dal fuoco. Le polveriere vengono per questo chiamate "santabarbara".

 

A Cuba Changò o Shangò è una delle 5 divinità più venerate del pantheon Yoruba insieme ad Obatalà, Yemayà, Ochun e Babalù Ayè. E' considerato il dio del tuono e del fulmine, del fuoco e della guerra, della danza, della musica, dei guerrieri e delle tempeste e di tutta la bellezza dell'uomo.

Changò o Shangò orisha principale nella Santeria
(Changò - foto web)

I suoi colori rituali sono il bianco ed il rosso che richiamano le vesti di Santa Barbara e gli elementi distintivi sono la spada e la coppa dove ama bere il vino.

Il sincretismo tra il Santo cattolico e l'Orisha africano nasceva dunque da osservazioni molto semplici ma che rilevavano caratteristiche sorprendentemente affini.

Che sia festa allora!

il 4 dicembre Cuba festeggia Santa Barbara sincretizzata con l'orisha Changò
(Cerimonia in onore di Santa Barbara e Changò - foto web)


A proposito del Natale, del presepe, di Cuba e Karl Marx

24 dicembre 2017

 
Maternità cubana, foto Franco Di Crosta
(Maternità - foto Franco Di Crosta)

Ogni giorno siamo invasi da uno sciame di notizie bizzarre che hanno suscitato in taluni sconcerto e indignazione poiché ciò che all'inizio sembrava essere soltanto un sussueguirsi di atteggiamenti provocatori da parte di pochi “lupi solitari” con il passare del tempo si è consolidato in una fastidiosa abitudine alla quale ci stiamo pigramente rassegnando. Recentemente si sono infatti moltiplicati i casi in cui rappresentanti delle istituzioni si sono fatti promotori di iniziative ostili ad ogni tipo di manifestazione riconducibile alla nostra tradizione che, non dobbiamo dimenticare, affonda le sue radici nel cristianesimo. Giorno dopo giorno si abbatte un mattocino: prima si insiste con il voler rimuovere i Crocefissi dalle scuole, dagli ospedali, dai tribunali e da tutti i luoghi pubblici, poi si tenta di cancellare tutti i simboli del Natale,  a partire dai suoi mercatini, alle melodie che tutti noi abbiamo canticchiato con i compagni di scuola o nell'intimità familiare per giungere in fine al Presepio che con i suoi pastorelli, le massaie indaffarate, i miti re magi e gli angeli sospesi a fili colorati abbiamo scoperto costituire una seria minaccia sociale poichè ritenuto discriminante e razzista nei confronti delle minoranze religiose, in primis di quella islamica.

Chi di noi non ha atteso con trepidazione quelle giornate in cui si svuotavano le scatole e si allestiva il presepe con le montagne di carta pesta e le statuette poste tra ciuffetti di muschio e sassolini di ghiaia bianca che in un sentiero appena accennato conducevano alla soglia della piccola mangiatoia, fatta di legnetti e paglia dove il bue e l'asinello scaldavano Giuseppe e Maria e il piccolo Gesù?  Questo Dio così strano che si è fatto povero e bambino per entrare nelle case e nei cuori di tutti noi.

Cosa in tutto questo scandalizza, offende e descrimina?

O forse sarebbe meglio domandarsi cosa si cela dietro a questa ostinata volontà autodistruttiva che con il pretesto di difendere la laicità di Stato sta demolendo secoli di storia, di cultura e tradizioni, di fede e di valori condivisibili da tutti, credenti e non?

Il grande filosofo napoletano Benedetto Croce, liberale e anticlericale scrisse tra le sue numerose opere un saggio intitolato “Perché non possiamo non dirci cristiani” e definì il cristianesimo come il “più profondo rivolgimento spirituale compiuto dall'umanità”.

I valori cristiani appartengono a tutti, anche a chi si dichiara non credente. Noi apparteniamo alla nostra storia e il cristianesimo è parte integrante della nostra storia.

Chi allora ha il diritto di sentirsi offeso?

Feliz Pascua a todos los amigos de Mambo Tango

31 Marzo 2018

Il Cristo dell'Avana
(Il Cristo dell'Avana - foto Di Crosta Franco)

Il pensiero che un giovane Uomo, il Figlio di Dio incarnato, si sia lasciato massacrare per avermi troppo amato mi ha sempre creato una profonda inquietudine. Gesù ha abbracciato la sua Croce ed è andato avanti con coraggio e fiducia e il suo martirio ci ha regalato la vita.

Buona Pasqua a tutti!

La idea de que un joven Hombre, el Hijo de Dios encarnado, se dejó matar por haberme amado demasiado siempre me ha creado una profunda inquietud. Jesus abrazó su Cruz y avanzó con valentía y confianza y su martirio nos dio vida.

Feliz Pascua a todos!

La bellezza ci rende migliori e ci conduce a Dio

05 Gennaio 2019

Il Circo di Cuba rende omaggio a Papa Francesco
(Il Circo di Cuba rende omaggio a Papa Francesco - foto web)

Il 2019 è iniziato per il Circo Nazionale di Cuba come meglio non poteva essere. Infatti mercoledi 2 gennaio durante la consueta Udienza Generale che si tiene presso la sala Paolo VI in Vaticano una ventina di artisti tra giocolieri e ballerine con i loro sgargianti vestiti si è potuto esibire di fronte ad una platea di circa seimila persone ed ad un divertito e partecipe Papa Francesco.

"Voglio ringraziare gli artisti del Circo di Cuba che con il loro spettacolo portano la bellezza. Tutto ciò richiede molto sforzo e molto allenamento", ha detto Papa Francesco al termine dello spettacolo che ha chiuso l'Udienza aggiungendo che "la bellezza eleva sempre il cuore e ci rende migliori in tutto. La bellezza ci porta alla bontà e ci avvicina a Dio! Continuate così portando la bellezza a tutto il mondo!"

Lo spettacolo durato alcuni minuti ha vissuto il suo momento più suggestivo quando un giocoliere ha posto su un dito del Pontefice un pallone in movimento che ha continuato a ruotare per alcuni secondi tra la sorpresa del pubblico presente e del Papa che è parso molto divertito.

Il Circo di Cuba in Vaticano
(foto web)

Francesco ha poi trovato il modo di scherzare con un clown e fingendo di rubargli il naso rosso gli ha detto 

“Vorrei prenderti quel naso rosso mi piace molto…fa ridere il mondo”

Il Papa e il clown cubano
(foto web)

Tutti gli artisti che hanno messo in scena lo spettacolo fanno parte della  Compañía Habana del Circo de Cuba che presenterà spettacoli a Roma sino al 28 gennaio nello chapiteaux Circuba.

Papa Francesco incontra in Vaticano il Circo di Cuba
(foto web)
Qui di seguito potete vedere l'intera esibizione del Circo de Cuba, clikka il link
Il Circo di Cuba incontra Papa Francesco 2 Gennaio 2019

 

 


Le forti pioggie sull'Avana regalano immagini suggestive

10 Luglio 2018

La Piazza della Cattedrale dell'Avana ricoperta d'acqua. 4 luglio 2018
(foto web)

Forti venti di tormenta accompagnati da violenti acquazzoni hanno colpito gran parte della capitale cubana nel pomeriggio di mercoledi 4 luglio. Come riferito dalla stazione metereologica di Casa Blanca in poco meno di tre ore sono caduti 57 millemetri di pioggia in uno scenario reso ancora più suggestivo dai bagliori scatenati da una vera e propria tempesta elettrica.

Particolarmente colpita la zona coloniale della capitale con la Piazza della Cattedrale completamente ricoperta di acqua. L'Avana come al solito regala emozioni e paesaggi incantevoli!

Notre Dame de Paris, il simbolo della Pasqua che si rinnova

20 aprile 2019, Sabato Santo

15 aprile 2019, Notre Dame brucia
(Notre Dame de Paris - foto web)

Il mondo piange in questi giorni di festa la parziale distruzione di Notre Dame, la cattedrale simbolo non solo della cristianità ma anche della cultura e dell'arte europea, un esempio mirabile di architettura e genialità che hanno elevato l'uomo alla soglia della divinità. C'è chi ha miseramente gioito di questa sciagura e c'è chi ha letto in essa una inevitabile punizione celeste causata dal penetrante degrado morale che ha contaminato la nostra società. Molti altri si sono riscoperti pompieri, tecnici, architetti e restauratori, investigatori e veggenti.

Sono convinto che Notre Dame risorgerà più bella di prima anche perchè la Francia avrà l'opportunità di mostrare al mondo tutta la sua grandeur. Molte cose nei secoli sono andate distrutte per la cupidigia dell'uomo o per eventi naturali o sfortunate coincidenze. Vedere Notre Dame bruciare è stato terrificante ma quell'incendio ha riacceso anche inattese fiamme di speranza. Una folla commossa tra cui molti giovani si è spontaneamente inginocchiata in preghiera alzando canti di lode e di supplica alla Madonna. Ci siamo sentiti tutti più piccoli difronte all'immagine della grande torre demolita e incenerita dalla furia dell'incendio come fosse stata un ramoscello di abete. Ci siamo guardati attorno, abbiamo cercato gli occhi del nostro vicino e ci siamo interrogati.

La fede non è un accessorio ingombrante ma una pietra angolare capace di sorreggerci anche quando tutto sembra perduto. E' l'acqua che spegne il fuoco che consuma la nostra parte migliore con fiamme di prepotenza,di egoismo e indifferenza.

Ed ecco apparire tra le nuvole di fumo un simbolo straordinario.

L'incedio che ha devastatao Notre Dame de Paris la sera del 15/04/2019
(Notre Dame, Gesù non scende dalla Croce - foto web)

La Croce è li. Si vede benissimo. Anzi sembra aver acquistato maggiore lucentezza!

La Pasqua è questo: passaggio, cambiamento, trasformazione e Risurrezione.

Ecco perchè la tragedia di Notre Dame può diventare un occasione di crescita per tutti e la luce che ci ha abbagliato e spaventato trasformarsi in un faro puntato sulle le altre tragedie che quotidianamente feriscono il mondo nell'indifferenza generale. Cristo muore tutti i giorni senza mai scendere da quella Croce; sta a noi decidere se voltargli le spalle o vegliare con Lui come è successo a Parigi il 15 aprile del 2019.

Buona Pasqua a tutti!

ORISHAS, il ritorno degli dei

5 maggio 2018

Gli Orishas band hip- hop cubana
(Orishas - foto web)

Dopo 18 anni gli Orishas sono tornati a Cuba e l'hanno fatto il 24 marzo in occasione della chiusura del festival Havana World Music con un concerto dove hanno cantato per la prima volta il tema “Cuba Isla Bella”. Il Festival giunto alla sua quinta edizione si è svolto dal 22 al 24 marzo u.s. con la presenza di più di venti gruppi tra cubani ed internazionali che si sono esibiti tra esposizioni di arte ed esibizioni di danze afrocubane e capoeira.

Il gruppo cubano “Orishas” si forma a Parigi nel 1999. Poco tempo prima Yotuel Romero detto Guerrero e Hiram Riverí Medina detto Ruzzo si erano trasferiti nella capitale francese all'interno di un progetto di intercambio studentesco. I due giovani artisti cubani avevano già dato vita nel proprio Paese al gruppo Amenaza (Minaccia) considerato il vero pioniere del hip hop cubano. A Parigi i due incontrano Roldan Gonzalez Rivero interprete di musica tradizionale cubana e Flaco-Pro che avevano formato sotto la guida del produttore francese Niko Noki il gruppo degli Orishas. In poco tempo la band cubana, la cui originalità stava proprio nella giusta fusione tra musica folklorica tradizionale e hip-hop, arriverà al successo internazionale con il primo album intitolato “A lo cubano” registrato in Spagna nel 2000. Il singolo che porterà lo stesso nome dell'album scalerà le classifiche musicali anche in Italia dove verrà inserito nella raccolta del Festivalbar.

Orishas, A lo Cubano 2000
(foto web)

Seguiranno altri 4 album che confermeranno il successo del precedente e che porteranno gli Orishas a vendere più di un milione di copie in tutto il mondo e a vincere per ben due volte il Grammy Latino: Emigrante nel 2002, El Kilo nel 2005, la raccolta Antidiotico nel 2007 e Cosita Buena nel 2008. Gli Orishas hanno collaborato inoltre alla realizzazione di diverse colonne sonore di film tra cui spiccano le canzoni Atrevido presente sia in “The Fast and the Furos 1” del 2001 sia in “Bad Boys II” del 2003 e Soy campesino della pellicola “El Benny” prodotta a Cuba nel 2006 e dedicata al grande Benny Moré

Nel 2009 arriva inattesa la separazione dei componenti desiderosi di sperimentare altre forme d'arte.Il legame di amicizia però non verrà mai interrotto tanto che la band tornerà a riunirsi nel 2016 con la pubblicazione del nostalgico e straordinario brano “Isla Bella”, un gioiello dedicato alla loro terra natale e che ha visto la partecipazione di importanti artisti cubani tra cui Omara Portuondo, i Buona Fe, Isaac Delgado, Leoni Torres, Lariza Bacalao, Descemer Bueno, Waldo Mendoza e Gente de Zona.

Il gruppo che nei primi anni 2000 era considerato la punta di diamante del hip hop cubano nel mondo e a cui riviste come il Time, Billboard e All Music Guide avevano dedicato articoli ed interesse è attualmente formato da:

Yotuel (Yotuel Omar Romero Manzanares),

Yotuel degli Orishas
(Yotuel - foto web)

Roldán (Roldán González Rivero),

Roldan degli Orishas
(Roldan - foto web)

e Ruzzo (Hiram Riverí Medina)

Orishas, Ruzzo
(Ruzzo - foto web)

Già nel 2002 Flaco-Pro aveva lasciato la band per intraprendere la carriera da solista.

In una intervista di qualche hanno fa Ruzzo che aveva continuato a fare musica con il gruppo Cuban Beats All Star e che è considerato ancora oggi il miglior interprete di rap in lingua spagnola, raccontò di come fosse difficile nei primi anni 90 fare rap a Cuba poiché questo genere musicale era osteggiato dal potere politico perchè considerato la “musica del nemico”, un prodotto troppo americano. Eppure fu proprio Fidel Castro dopo il clamoroso successo internazionale della band  ad invitare nel dicembre del 2000 gli Orishas a Cuba per un grande concerto tenutosi davanti a 50 mila cubani in delirio.

“Isla Bella” è un brano che toglie il respiro, che racconta tutta la malinconia di chi per diversi motivi è costretto a vivere lontano dalla propria terra e dai propri affetti. Un brano dedicato da cubani a Cuba ma che ciascuno di noi può accogliere nel proprio cuore e far suo perchè ognuno ha un Isola che lo sta aspettando, in qualche parte del mondo...

Orishas Isla Bella 2016
(Orishas, la reunion con Isla Bella - foto web)
Se vuoi ascoltare e vedere "Isla Bella" clikka il link che trovi qui:
Orishas "Isla Bella"

Pedroso è il primo vescovo nero di Cuba. Un pastor con olor a oveja!

11 maggio 2018

Monsignor Silvano Pedroso Montalvo primo Vescovo cattolico nero nella storia di Cuba
(Monsignor Silvano Pedroso Montalvo, 25-04-1953 - foto web)

Il sacerdote cubano Monseñor Silvano Pedroso Montalvo è entrato nella storia della Chiesa Cattolica del Nuovo Mondo diventando di fatto il primo Vescovo di origine africana dell'Isola caraibica. Sabato 9 giugno il religioso è stato nominato Obispo della Diocesi di Guantanamo-Baracoa durante una solenne cerimonia tenutasi nella Cattedrale di Guantanamo, provincia orientale di Cuba.

La Cattedrale di Guantanamo, Cuba
(Guantanamo, La Cattedrale dedicata a Santa Caterina de Ricci (1836-1842) - foto web)

La cerimonia è stata presenziata dal Nunzio Apostolico della Santa Sede, l'Arcivescovo Giorgio Lingua, dai Vescovi provenienti da tutte le altre provincie dell'Isola e ha visto la partecipazione di importanti cariche istituzionali. La Diocesi di Guantanamo ha una storia piuttosto recente poichè fu creata da Papa San Giovanni Paolo II durante la sua storica visita nel 1998 e Monsignor Silvano è il terzo Vescovo di questa giovane diocesi. In precedenza l'alto prelato era stato parroco in diverse chiese dell'Avana ed ultimamente lo si poteva incontrare nella Chiesa di Nuestra Señora del Pilar, parrocchia che si trova nel municipio di Centro Habana. Prima di essere nominato Vescovo da Papa Francesco, Silvano ha ricoperto diverse cariche ecclesiastiche tra cui quella di Responsabile Diocesano della Formazione Pastorale Vocazionale. La sua ordinazione è stata celebrata il 27 maggio u.s. con una solenne funzione tenutasi nella storica Cattedrale di San Cristobal de los Angeles all'Avana dove il primo Obispo negro della storia di Cuba è stato accompagnato dall'affetto di centinaia di fedeli che hanno avuto modo di conoscerlo ed apprezzare la sua grande umanità in più di ventanni trascorsi nella capitale dove vi giunse appena 42enne nel 1995.

Silvano Pedroso Montalvo è il primo vescovo afrodiscendente di Cuba, 9 giugno 2018
(Monsignor Silvano Pedroso Montalvo nella Cattedrale dell'Avana - foto web)

Significative le parole del giornalista Benito Luis Espinosa Cheo secondo cui la Chiesa cubana deve essere orgogliosa di questo auténtico "pastor con olor a oveja”, (pastore con odore di pecora) aggiungendo che "poichè essa è una sola l'Avana non perde nulla così come Guantanamo-Baracoa non deve celebrare una conquista individuale ma che tutti insieme, come unico popolo di Dio, ci si deve sentire chiamati a celebrare, benedire e ringraziare per la vocazione del Padre Silvano e ad accompagnarlo con la preghiera perchè la sua buona opera possa essere condotta a termine".

Con l'arrivo dei coloni spagnoli nel Nuovo Mondo avvenuto alla fine del 1400 iniziò l'odiosa e sanguinosa tratta degli schiavi dall'Africa che a Cuba si protrasse fino al 1880.  La storia a volte ha tempi lunghi e il suo percorso è frequentemente macchiato da dolorose amnesie e atrocità insopportabili. La nomina di Padre Silvano come primo Obispo Negro  è un passo importante non solo per la Chiesa Cattolica ma per tutta la storia di Cuba e per quella del Mondo intero.

Un piccolo passo per l'Uomo ma un grande passo per l'Umanità!

 

Si può aver paura dell'Amore? Podemos tenerle miedo al amor?

 25 dicembre 2017
 
Natività di Gesù
 
¿Cómo podemos temer a un Dios tan frágil?
Él está allí. Él todavía está allí y solo nos pide ser amado y nos llama a él con el llanto de un niño.
No podemos cerrar los ojos y escondernos!
No podemos ocultarlo como si fuera algo de lo que avergonzarse!
Feliz Navidad para todos y que nuestros corazones estén llenos de coraje y amor.
Todos lo necesitamos.

“Aquí estoy compartiendo tu dolor”

 28 maggio 2018

Messa celebrata ad Holguin il 22 maggio 2018 in memoria dei morti dell'incisente aereo
(Holguin - foto Alejandro Ernesto per On Cuba)

La sera del 22 maggio 2018 si è celebrata nella Chiesa Cattedrale di San Isidoro a Holguin la messa a suffragio delle vittime del disastro aereo avvenuto il 18 maggio all'Avana nel quale hanno perso la vita 112 persone. Di queste 67 erano originarie  nella citta di Holguin. La funzione è stata celebrata da Monsignor Emilio Echeverria Vescovo di Holguin e presidente della Conferencia de Obispos Católicos de Cuba. Le sue parole sono arrivate dritte al cuore sottolineando ancora una volta come il popolo cubano sia capace di  ritrovarsi nelle prove più dure, quando il dolore sembra prendere il sopravvento sulla sua innata allegria.

"Sin dudas este es un momento de dolor, pero a la vez lo es de gracia porque nos hemos unido en el más digno sentido de ecumenismo. Creo que no se trata de establecer diferencias entre una religión u otra, sino que todos como hermanos sintamos el dolor como nuestro y que oremos por esos niños, esas madres, esos hermanos que hoy sienten el vacío que deja la muerte de un ser amado. Creo que esta experiencia nos ha demostrarnos que el sentido ecuménico nos permite recoger buenos frutos".

Senza dubbio questo è un momento di dolore, però nello stesso tempo di grazia perchè ci siamo uniti nel segno più elevato  dell'ecumenismo. Non si tratta di stabilire delle differenze tra una religione od un'altra ma affermare che come fratelli possiamo sentire questo dolore come nostro e preghiamo per questi bambini, queste madri che oggi provano il vuoto che lascia la morte di un proprio caro. Credo che questa esperienza ci ha dimostrato che il sentimento ecumenico ci permette di raccogliere buoni frutti (trad. Franco Di Crosta).

"C'è un testo molto bello in un documento del Concilio Vaticano II, che dice che l'allegria degli uomini è  l'allegria della Chiesa e che ugualmnte la sofferenza e la tristezza degli uomini sono sofferenza e tristezza per la Chiesa perchè niente che sia umano può risultarci indifferente. Uno difronte al dolore non può limitarsi a pensare se il prossimo  ha la fede o meno. Ciò che importa è il dolore e bisogna avvicinarsi alle persone che sono afflitte per consolarle. Si può consolare con le parole, con i gesti e per noi cristiani anche con la preghiera ( "Las alegrías de los hombres, son las alegrías de la Iglesia, y asimismo, las penas y las tristezas de los hombres, también son penas y tristezas de la Iglesia, porque nada humano nos puede resultar ajeno. Uno ante el dolor no se fija en si las personas tienen o no fe, lo que importa es el dolor y hay que acercarse a las personas que están desconsoladas para consolarlas. Se consuela con palabras, con gestos y para nosotros como cristianos se consuela también con la oración”).

"Sono stati quattro giorni di dolore che non solo ci hanno unito ma che hanno creato tra noi un forte legame fraterno. Nella vita quotidiana esistono molti schemi che finiscono per allontanarci. Questa tragedia così terribile ci ha unito e ha messo da parte queste divisioni permettendoci di fraternizzare perchè siamo tutti concittadini e questo è ciò che è stato dimostrato in queste ore di lutto". (Traduzione Di Crosta Franco)