Il presente sito fa uso di cookie tecnici e di terze parti. Si rinvia all'informativa estesa per ulteriori informazioni. La prosecuzione nella navigazione comporta l'accettazione dei cookie.

 

  • Home

storia di Cuba,

31 dicembre 2016. La Bandiera sventola a Santiago!

04 gennaio 2017

Fiesta de la Bandera, Santiago de Cuba 31 dicembre 2016
(foto web)

Il 31 dicembre alle ore 24 è tornata a sventolare la bandiera cubana nel Parque Cespedes, la principale piazza di Santiago. Si è rinnovata così la tradizionale "Fiesta de la Bandera" alla presenza di centinaia di santiagheri. Una fiesta voluta la prima volta nel 1901 da Don Emilio Bacardi il primo Alcalde (sindaco) cubano della città che il 31 dicembre di quell'anno dopo aver ammainato la bandiera nordamericana issò per la prima volta quella cunbana. La fiesta si ripete ogni anno in una cornice festosa di spettacoli teatrali, musica, fuochi d'artificio, danze, cibo di strada il tutto condito da un indomabile spirito patriottico. Quest'anno il titolo dato alla manifestazione è stato "Alma y Espejo", "Anima e Specchio". Seguendo la tradizione, alla mezzanotte in punto è stata issata la bandiera accompagnata dalle note dell'inno nazionale, la "Bayamesa". La leggenda vuole che se il vessillo oscilla agitato dal vento l'anno nuovo sarà prospero e felice, in caso contrario, se la bandiera resta immobile, non c'è d'aspettarsi nulla di buono. Se poi quest'ultima finisce attorcigliata... disgrazie e lutti in arrivo!

Bene, la bandiera ha solennemente sventolato!

Leggenda o meno il popolo cubano avrà bisogno di tanta buona sorte quest'anno, il primo che trascorrerà dal 1959 orfano del suo comandante Fidel. Cuba ha intrapreso tra mille difficoltà ed incognite un nuovo cammino nel rispetto non solo delle tradizioni ma sopratutto dei principi rivoluzionari, nel 58° anniversario della caduta di Batista e della presa del potere da parte dei barbudos guidati da Castro.

Auguri allora Cuba, che la tua bandiera possa sventolare a lungo!

LEGGI ANCHE SU QUESTO BLOG L'ARTICOLO SCRITTO L'8 GENNAIO DEL 2016, troverai tutto il racconto sulle origini della Fiesta!

 http://www.mambotango.it/blog-mambo-tango/126-le-nostre-bandiere-e-l-identita-perduta-dei-popoli.html

4 dicembre. La religione cattolica e quella yoruba si incontrano nel giorno di Santa Barbara e Changò

4 dicembre 2017

Changò e Santa Barbara sincretizzati nella Santeria
(Changò e Santa Barbara - foto web)

Oggi è un grande giorno di festa a Cuba e in tutti i paesi dell'America latina poichè si incrociano le preghiere, i riti e le tradizioni delle due religioni più diffuse in questa area geografica, quella Cattolica introdotta dagli spagnoli e quella Yoruba praticata dagli schiavi africani proveniente dalle regioni meridionali della Nigeria.

Come già raccontato in altre pagine di questo blog i culti africani, più comunemente conosciuti come santeria, furono preservati dagli africani attraverso uno stratagemma che gli permise non solo di ingannare i coloni spagnoli ma anche di garantirgli la sopravvivenza e di custodire la memoria della propria terra. Queste popolazioni ridotte in schiavitù trovarono infatti alcuni elementi in comune tra i santi cattolici e gli dei del pantheon yoruba espediente questo che gli permise di continuare a pregare i loro Orishas senza "offendere" la sensibilità spagnola. Con il tempo le due religioni si sono per alcuni aspetti amalgamate pur mantenendo, ovviamente,  profonde differenze.

cerimonia in onore di Changò sincretizzato con Santa Barbara nella Santeria
(cerimonia in onore di Changò - foto web)

Il giorno di Santa Barbara racchiude in maniera esemplare questo passaggio storico e la sua ricorrenza viene festeggiata con grande partecipazione sia nelle chiese cattoliche sia nei barrios dove si danza freneticamente al ritmo delle congas.

4 dicembre festa di Santa Barbara sincretizzata con Changò nella Santeria
(Santa Barbara portata in processione - foto web)
Cuba festeggia il 4 dicembre il giorno di Santa Barbara e dell'orisha Changò
(fedeli devoti a Santa Barbara e a Changò - foto web)

La vita di Santa Barbara è avvolta nella leggenda. Non sono noti né il luogo (Egitto?) né il periodo in cui è vissuta (Terzo secolo dopo Cristo?). Esistono su di lei diversi racconti, alcuni si contraddicono tra loro, quello che è certo è che già nel Vll secolo d.c. la sua figura veniva venerata sia in Oriente che in Occidente. Secondo la tradizione più comune Barbara fu rinchiusa in una torre dal padre, un tale Dioscuro, allo scopo di tenerla lontana dai numerosi pretendenti attratti dalla sua smisurata bellezza ed anche per punire la sua simpatia per il cristianesimo. In un breve periodo in cui le venne concessa la libertà, la giovane si convertì al cristianesimo. Questo fatto fece infuriare il padre che la sottopose alle più crudeli torture per poi decapitarla con le sue stesse mani. Scendendo dal monte dove si era consumato il martirio Dioscuro fu colpito da un fulmine e morì ridotto in cenere.

4 dicembre festa di Santa Barbara
(Santa Barbara - foto web)
Dal 1969 il nome di Barbara non appare più nel calendario liturgico del Vaticano perchè la sua vita non è ben documentata. Viene però ricordata come una delle martiri più importanti nella storia del cristianesimo. La Santa viene rappresentata con un manto rosso calato su un candido vestito bianco, un ramo d'ulivo, il calice con il sangue di Cristo, la corona e la spada stretta in mano come simbolo del martirio. E' la protettrice dei pompieri, degli eserciti, dei minatori, degli artiglieri, degli architetti, dei muratori, dei campanari... protegge anche dai fulmini e dal fuoco. Le polveriere vengono per questo chiamate "santabarbara".

 

A Cuba Changò o Shangò è una delle 5 divinità più venerate del pantheon Yoruba insieme ad Obatalà, Yemayà, Ochun e Babalù Ayè. E' considerato il dio del tuono e del fulmine, del fuoco e della guerra, della danza, della musica, dei guerrieri e delle tempeste e di tutta la bellezza dell'uomo.

Changò o Shangò orisha principale nella Santeria
(Changò - foto web)

I suoi colori rituali sono il bianco ed il rosso che richiamano le vesti di Santa Barbara e gli elementi distintivi sono la spada e la coppa dove ama bere il vino.

Il sincretismo tra il Santo cattolico e l'Orisha africano nasceva dunque da osservazioni molto semplici ma che rilevavano caratteristiche sorprendentemente affini.

Che sia festa allora!

il 4 dicembre Cuba festeggia Santa Barbara sincretizzata con l'orisha Changò
(Cerimonia in onore di Santa Barbara e Changò - foto web)


50 anni senza il "Che"

Ernesto Che Guevara
(Ernesto Che Guevara - foto web)
10 ottobre 2017

Il 9 ottobre del 1967 a la Higuera, un angolo remoto della Bolivia, si concludeva la vicenda umana di Ernesto Guevara, detto "El Che". Medico, scrittore, guerrigliero, poeta e scrittore, maestro, ministro, fotografo. Amato e idolatrato, autentica icona dell'Uomo Nuovo per diverse generazioni. Mistificato, mercanteggiato, divenuto a sua insaputa un target, un oggetto da colezione, una bandiera da sventolare negli stadi di calcio, nei cortei studenteschi, negli scioperi dei sindacati. Gli sono state dedicate decine di canzoni, centinaia di libri, films, dibattiti, murales. Considerato un santo laico da molti mentre per altri è stato solo un avventuriero, un megalomane, un assassino senza scrupoli. Il Che ha bruciato i suoi 39 anni con una smania irrefrenabile di cambiare il mondo come se sapesse da sempre che il tempo a sua disposizione sarebbe stato molto breve. Ha dato forma e sostanza ad una passione politica incarnando la forza dell'utopia socialista. Ha vissuto la gloria delle conquiste rivoluzionarie e l'amarezza di tragiche sconfitte, come la desolante esperienza del Congo e l'umiliazione umana e militare in Bolivia. E' stato padre premuroso seppur fugacemente; ha amato e sedotto e più volte ha dovuto bere il veleno del tradimento. Non era nato per appoggiare i gomiti su lucide scrivanie, ma per cambiare, sovvertire le regole, demolire le strutture.

Cosa resta del Che oggi?

La sua vita continua a diviedre, a lacerare, a creare conflitti mentre la sua immagine eternamente giovane resiste alla inclemenza del tempo e alla deriva pantanosa in cui spesso sprofonda chi detiene il potere. Ernesto non è mai morto, si è solo allontanato dal mondo reale per trasformarsi in pensiero ed ancora oggi la sua storia crea disagio, scandalo, inquietudine, turbamento. Indipendentemente  dalla chiave di lettura che si vuole dare alla sua vita la sua breve esistenza ci interroga ancora, tra nostalgie rivoluzionarie e rigurgiti reazionari.

El Che continuerà ad essere amato ed odiato come si fa con tutto ciò che ci sembra inarrivabile.

9 giorni di lutto per Fidel. Cuba attonita sospende la vita.

27 novembre 2016

) giorni di lutto per la morte di Fidel. Cuba piange il suo Comandante
(foto web)

Il Consiglio di Stato di Cuba ha decretato nove giorni di lutto nazionale in seguito alla morte di Fidel Castro, deceduto nella notte del 25 novembre u.s. Le giornate di lutto proseguiranno fino al 4 dicembre, quando sarà celebrato il funerale nel cimitero di Santa Ifigenia a Santiago di Cuba. In questi giorni di lutto “tutte le attività e gli eventi pubblici saranno sospesi. La bandiera nazionale sarà a mezz’asta sugli edifici pubblici e militari”. Questo è quanto riporta il sito Granma.cu.

Sono stati sospesi tutti gli spettacoli e i concerti, tra cui quello attesissimo del tenore Placido Domingo, la vendita di alcol ed è stato ridotto l'orario di apertura dei paladar.

Dopo la veglia che si terrà lunedì e martedì prossimi, i resti dell’ex presidente cubano verranno trasferiti dall’Avana a Santiago di Cuba attraverso un percorso funebre di quattro giorni che si snoderà lungo i 900 chilometri che separano le due città poste a nordovest e sud est dell'isola. Lo stesso percorso compiuto nel gennaio del 1959 dall'Ejercito Rebelde all'indomani della caduta di Batista e che lo stesso Castro guidò da Santiago verso l'Avana e che è ricordato con il nome di Carovana della Libertà. In questi giorni il popolo cubano sarà invitato in varie città a firmare un giuramento di lealtà alla Rivoluzione.

Martedì 29 novembre ci sarà l'ultimo saluto dell'Avana al suo Comandante con una cerimonia che si terrà nella Plaza de la Revolución. Il corteo proseguirà poi verso Santiago dove è prevista un'altra grande cerimonia collettiva. Il 4 dicembre, alle 7 del mattino, le ceneri di Fidel Castro saranno inumate nel cimitero di Santa Ifigenia.

Alicia Alonso, il cigno che ha danzato nell'oscurità

26 luglio 2017

(Alicia Alonso 96 anni, Ambasciatrice della Danza Unesco
(Alicia Alonso 96 anni - foto web)

 

Il 22 luglio a Segovia in Spagna, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per la Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO) ha conferito alla grande coreografa e ballerina cubana il titolo di Ambasciatrice Mondiale della Danza durante il 35° Congresso Mondiale ITI-UNESCO delle Arti Sceniche. Quest'ultimo importante riconoscimento si aggiunge acentinaia di altri ricevuti nell'arco della sua lunghissima e stellare carriera, tra cui spiccano il titolo di “Ambasciatore di buona volontà dell'Unesco” assegnatole nel 2002 per il suo contributo allo sviluppo ed alla conservazione della danza, il Dance Magazine Annual Award del 1958, il Premio Anna Pavlova dell'Università della Danza a Parigi nel 1966 e il Premio alla Carriera Positano ricevuto in Italia nel 2014. E' accreditata inoltre come “Prima ballerina assoluta” una onorificenza assegnata a poco più di 10 ballerine nella storia della danza.

La straordinaria artista cubana è considerata una delle artiste più influenti della seconda metà del XX° secolo in tutto il mondo.

(Alicia Alonso, foto giovanile dell'Ambasciatrice della danza Unesco
(Una giovanissima Alicia Alonso - foto web)

Alicia nasce all'Avana il 21 dicembre del 1921 con il nome diAlicia Ernestina de la Caridad del Cobre Martínez Hoyo.Inizia a danzare a dieci anni e non smetterà più. A quindici sposa il suo partner, il ballerino Fernando Alonso e da quel momento sceglierà il nome che la resa famosa in tutto il mondo, quello di Alicia Alonso.

Divenuta negli anni la regina incontrastata dell'arte cubana, Alicia deve paradossalmente la sua formazione artistica agli Stati Uniti d'America dove vi si recherà giovanissima. Dopo un periodo iniziale in cui interpreterà diverse commedie musicali a Brodway, l'artista entrerà nel 1939 nella prestigiosa American Caravan Ballet con la quale interpreterà i più grandi ruoli della danza classica diretta dai più grandi coreografi dell'epoca.

“L'italiano Enrico Zanfretta fu il mio maestro. Fondamentale, negli anni Quaranta, fu il mio lavoro come ballerina nell'American Ballet Theatre precursore dell'attuale New York City Ballet. E decisive furono le collaborazioni con coreografi immensi come Fokine, Massine, Balanchine, Tudor, Bronislava Nijinska... Ma francamente la personalità che più mi ha condizionata sono io stessa. Ho sempre dato ascolto soprattutto al mio sentire. A dieci anni feci la mia prima lezione di balletto e compresi che era la mia strada. Non ho mai cambiato idea. Sono nata per ballare e la danza è la mia unica fede".
A 19 anni la carriera della giovane Alicia subisce un duro colpo con il rischio concreto di dover abbandonare per sempre il sogno di una vita. L'artista soffre infatti del distacco delle retine e dovrà sottoporsi ad una delicata operazione che la costringerà all'inattività per diversi mesi. Il danno agli occhi è però grave e la patologia si aggraverà negli anni rendendola quasi cieca. Grazie però alla sua caparbietà, alla grazia innata e alla tecnica sopraffina di cui è dotata, Alicia continuerà a danzare orientandosi nella semi oscurità con una tale eleganza che in pochi si accorgeranno della sua menomazione. Le sue performance diventano famose in tutto il mondo grazie alle sue esibizioni nei più grandi teatri del mondo tra cui l'Operà di Parigi e di Vienna, il Teatro San Carlo di Napoli e la Scala di Milano dove interpreterà i grandi classici: Giselle, Coppelia, lo Schiaccianoci, la Bella Addormentata, Il Lago de Cigni. Etoile e coreografa, ha mescolato originalmente la tecnica dei grandi maestri russi e italiani con l'energia caraibica e l'esuberanza tipica cubana, dando vita ad uno stile tutto suo apprezzato a livello internazionale. Nel 1948 fonda all'Avana il Ballet Alicia Alonso sfidando i luoghi comuni che consideravano una impresa impossibile affermare la danza classica in un paese povero della zona caraibica. In seguito il corpo di ballo prenderà il nome di Ballet Nacional de Cuba, compagnia che Alicia continua a dirigere ancora oggi alla soglia dei cento anni! Ideatrice di un “rivoluzionario” festival del balletto è stata definita la “ancella artistica” di Fidel Castro per la sua grande amicizia con il lider recentemente scomparso e per aver abbracciato in toto i principi della rivoluzione castrista che l'hanno spinta a promuovere l'arte della danza anche nelle fasce più deboli della società cubana. Questa sua devozione a Fidel e alla rivoluzione l'hanno resa bersaglio di feroci critiche da parte dei dissidenti che identificano in lei l'alter ego femminile dell'odiato Castro.

(Alicia Alonso e Fidel Castro)
(Alicia Alonso l'ancella artistica di Fidel Castro - foto web)

«I problemi alla vista mi hanno accompagnato per tutta la carriera. La cecità non è mai stata totale. Ho cercato soluzioni per danzare senza che il pubblico se ne accorgesse evitando di ricorrere alla sua compassione». Ha detto Alicia in una recente intervista.

“Dalla mia prima operazione chirurgica per il distacco della retina nel 1941 a oggi, l’oftalmologia è molto progredita. Non mi lamento della mia carriera. Qualcuno sostiene che alcune virtù della mia danza si sono sviluppate per compensare i difetti di vista. Certi effetti espressivi del secondo atto della mia Giselle entusiasmarono tanto Anton Dolin che li volle insegnare alle giovani ballerine. Non ho rinunciato a nulla per la vista e ora che non sono più in scena, continuo a danzare attraverso i miei ballerini” ha detto Alicia in una recente intervista rilasciata al Corriere della Sera, e a chi le chiede cosa lascerà in eredita, risponde così:

«Il più eloquente testamento l’ho offerto ballando. Esistono la Scuola e il Ballet Nacional de Cuba. E ci sono io, finché sarò qui, come coscienza artistica».

(Alice Alonso, Etoile cubana)
(Alicia Alonso, Prima ballerina assoluta - foto web)

Buon compleanno Avana! La capitale si stringe attorno alla Ceiba

18 novembre 2017

El Templete e la Ceiba, luogo dove fu fondata l'Avana nel 1519
(Avana, El Templete e la Ceiba - foto Franco Di Crosta)

Buon compleanno Avana! Il giorno sedici novembre la capitale cubana ha compiuto 498 anni e lo ha fatto seguendo la tradizione: stringendosi attorno alla sua Ceiba.

E' questa una delle storie più belle e affascinanti dell'america latina e racchiude ed esprime tutta la natura meticcia di questa area geografica nata dalla mescolanza del sangue europeo con quello africano.

Quando il 16 novembre del 1519 i coloni spagnoli sotto Diego Velazquez  fondarono la città di San Cristobal celebrarono l'evento ai piedi di una grande pianta precolombiana chiamata Ceiba. Molti anni dopo, siamo nel 1754, nello stesso luogo, venne edificata una colonna barocca che ha sulla sua cuspide l'immagine della Vergine del Pilar in sostituzione dell'antica pianta indigena che nel frattempo era morta. La colonna  visse però stranamente nell'oblio per decenni fino a quando nel 1828 il governatore spagnolo di Cuba don Francisco Dionisio Vives decise di costruire un tempio, che per le sue piccole dimensione venne subito chiamato el Templete. In accordo con il vescovo Espada fu edificato secondo lo stile architettonico greco e romano ed è considerato il primo edificio neoclassico della città. La circostanza storica vuole che questa costruzione voluta da don Vives in omaggio di Josefa Amalia di Sassonia moglie del re Ferdinando VII, diventerà uno dei luoghi di culto più frequentati dai discendenti di quegli africani cosi brutalmente deportati dalla loro terra e ridotti in schiavitù dalla Corona spagnola.

La cerimonia della Ceiba ricorda la data di fondazione dell'Avana, 16 novembre 1519
(Cerimonia della Ceiba - foto web)

Come già descritto nel capitolo dedicato al culto della Santeria, gli africani non potendo adorare pubblicamente i loro dei cominciarono a identificare per affinità i santi cattolici con gli orishas della religione yoruba. Nel caso specifico di San Cristobal (San Cristoforo) gli africani iniziarono ad adorarlo con il nome di Agayù Solà, il dio della potenza del fuoco, dicendo che questo nome costituiva la traduzione in africano del nome spagnolo. Si trattava evidentemente di una bugia che però li proteggeva da violente repressioni e castighi e allo stesso tempo li aiutava a mantenere vivo il ricordo delle proprie tradizioni e dei racconti dei loro antenati secondo i quali lo spirito di Agayù viveva proprio all'interno di una Ceiba. A questa pianta infatti gli africani attribuiscono poteri magici e divinatori ed è considerata una pianta santa ai piedi della quale possono rendere onore e offrire preghiere a Agayù.

La Cerimonia della Ceiba, Avana 15 novembre. Si festeggia il compleanno della città cubana
(Avana, la Cerimonia della Ceiba - foto web)

 Negli ultimi anni la ceiba è stata sostituita un paio di volte per ragioni naturali e questa circostanza non è stata vista di buon auspicio. Moltissimi fedeli e curiosi la notte del 15 di novembre si recano al Templete e con l'ordine che li contraddistingue girano per tre volte in senso anti orario intorno alla Sianta santa. I cattolici pregano il patrono della capitale San Cristobal mentre i praticanti della Santeria affidano a Agayù Solà i propri desideri e le proprie preghiere. Altri partecipano alla cerimonia solo per curiosità contribuendo comunque, in un clima di festa, a mantenere viva una tradizione secolare che è il simbolo di una società e di una cultura meticcia.

Avana, la Cerimonia della Ceiba per il compleano della città. Ogni anno la sera del 15 novembre
(Avana, 15 novembre, la cerimonia della Ceiba - foto web)

Se vi capita di essere all'Avana in questi non perdete l'opportunità di assistere all'evento! E sopratutto non dimenticatevi i tre giri... male non faranno e vi renderanno partecipi di una storia secolare.

Cuba attraverso la sua frutta. Una fantasia di colori e sapori che vi stupirà

Tutta la regione geografica centro americana e caraibica è nota per la presenza di una flora e di una fauna incantevoli ed esuberanti. In questo mirabile contesto la frutta, con le sue molteplici forme bizzarre e variopinte, indossa indubbiamente l'abito da protagonista. Alcuni frutti li conosciamo e sono presenti comunemente anche sulle nostre tavole mentre altri sono tipici di queste zone e offrono nomi, colori e sapori insoliti e sorprendenti.

La conoscenza di Cuba passa quindi anche attraverso i prodotti della sua terra e il consiglio che vi lascio è quello di andare durante le vostre vacanze alla scoperta di queste autentiche prelibatezze assaporandone il gusto e la fresca energia!

Credo di averle passate in rassegna proprio tutte...

E ricordate, se vi sembra buona mangiatela!

 

 MANGO

Futta cubana, il Mango
(Mango - foto web)
Frutta cubana, il Mango
(Mango - foto web)

Il Mango è un frutto straordinariamente buono! Dolce, succoso e ricco di proprietà. Nel 2016 a San Diego, in California, nel corso dell' Experimental Biology Conference sono state avanzate diverse tesi scientifiche che dimostrerebbero che il Mango rallenta in alcuni casi l'avanzamento delle cellule tumorali. Inoltre aiuta a combattere l'obesità ed è ricco di fibre e proteine. Il gelato ed il batido sono assolutamente da non perdere. Da provare!

 

MAMONCILLOS

Frutta cubana, i Mamoncillos
(Mamoncillos - foto web)

 

Frutta cubana, i Mamoncillos
(Grappolo di Mamoncillos - foto web)

Questo strano frutto conosciuto anche con il nome di Guaya offre numerosi benefici. Rafforza infatti efficacemente il sistema immunitario contrastando lo sviluppo di virus e batteri, offre una difesa contro le patologie di cui sono affetti i reni e per la presenza di acido organico aiuta le donne nel periodo di gravidanza fornendo una ricca dose di proteine. Contiene molta vitamina C e per questo è indicato contro le infezioni urinarie e bronchiali. La scorza è legnosa, mordicchiandola si rompe lasciando assaporare al suo interno un frutto dolce è un pò bavoso. Uno tira l'altro come le ciliegie. Anche questo assolutamente da provare!

 

GUAYABA

Frutta cubana, guayaba
(Guayaba - foto web)

La Guayaba è un frutto ricchissimo di antiossidanti e contiene vitamina C in misura molto superiore alle arance. La polpa è pastosa simile a quella delle pere e contiene molte fibre alimentari e svariati minerali tra cui magnesio, potassio, fosforo, calcio e rame. Ne esistono di diversi tipi. La marmellata di guayaba è tra le cose più buone che ho mangiato a Cuba. La composta viene venduta in panetti ed è gustosissima se accompagnata con del formaggio tenero.

 

NARANJA

La guava è ricchissima di antiossidanti, più di tutti gli altri frutti, e contiene molta più vitamina C dell’arancia; può vantare, inoltre, un’elevata quantità di fibra alimentare e una consistente presenza di minerali, tra cui magnesio, potassio, calcio, rame e fosforo.

Leggi tutto su: http://www.viversano.net/alimentazione/mangiare-sano/guava-proprieta/
Frutta cubana, Naranja
(Naranja - foto web)

L'arancia è abbastanza comune a Cuba e in tutta la regione caraibica anche se noi siamo abituati a pensarla come un frutto mediterraneo ed invernale. E' dotata di un alto contenuto vitaminico. Contiene infatti vitamine A, B e C capaci di rinforzare il sistema immunitario e contrastare le malattie del raffreddamento. Questi frutti contengono anche bioflavonoidi, un nome complesso e curioso per distinguere sostanze che aiutano la ricostruzione del collagene del tessuto connettivo. Quindi ossa, denti, cartilagini, legamenti e tendini trovano un valido alleato in questo frutto noto già nella mitologia Grecia. Inoltre migliora la circolazione sanguigna aiutando a prevenire la cellulite. Le arance siciliane sono comuque insuperabili!

 

MELON DE AGUA

Frutta cubana, El Melon de agua
(Melon de agua - foto web)

In Italia lo conoscuamo con il nome di Cocomero o Anguria ma in alcune parti del nostro Sud questo frutto è chiamato proprio così, Melone ad Acqua. Contiene pochissime calorie, 16 kcal per 100 grammi, poichè la sua polpa è costituita al 95% di acqua. Custodisce però molti sali minerali, tra cui magnesio, fosforo e sopratutto potassio e si presenta come un efficace diuretico che, in particolare nei periodi estivi, combatte la naturale ritenzione idrica tipica delle giornate più calde. Infine c'è da aggiungere che il melon de agua è ricco di citrullina, un nome buffo per un aminoacido che equilibria la pressione e, udite udite, sembra avere effetti afrodisiaci...

 

Da Milano. Ultima fermata l'Avana

12 novembre 2017

Bus italiano donato a Cuba
(Bus italiano a spasso per l'Avana - foto Franco Di Crosta)

Cuba da decenni si trova costretta ad affrontare una asfissiante crisi energetica causata in primis dalla carenza di materie  prime ed in secondo luogo dal duro embargo economico imposto dagli Stati Uniti d'America nei primi anni 60 dopo il successo della Revolucion. Le difficoltà sembravano poter essere arginate nel primo decennio del 2000 quando il vicino gigante venezolano sotto la guida di Chavez decise di instaurare un forte legame di cooperazione sociale, politico ed economico con l'Isola di Castro. I due lider avevano dato vita all'ALBA (Alianza bolivariana para América Latina y el Caribe)preceduta da accordi bilaterali che prevedevano l'invio di circa 20 mila medici cubani in Venezuela in cambio di petrolio. La profonda crisi che ha colpito negli ultimi anni il Venezuela del dopo Chavez (1954-2013) ha fortemente indebolito l'apporto energetico che dalla Repubblica Bolivariana veniva canalizzato verso Cuba. La minaccia di rivivere le profonde difficoltà dei primi anni novanta si è fatta sempre più incombente ed  è stata soltanto alleggerita dalle aperture verso nuovi mercati e da un crescente interesse dimostrato dalle grandi potenze mondiali verso l'isola caraibica sul cui territorio stanno investendo molto in infrastrutture portando linfa ad una economia nazionale sempre molto debole. E' il caso della Cina e della Russia che sembrano avere riacceso la fiama di un vecchio amore. La cinese Yutong ha già destinato a Cuba numerosi moderni ed efficienti mezzi di trasporto mentre anche Canada e Giappone stanno facendo la loro parte. Nonostante tutto le strade cubane sono ancora affollate di vecchi autobus, le guaguas, costrette a sopportare carichi impossibili di persone. Altri paesi "amic"i sono intervenuti offrendo mezzi non ritenuti più idonei a percorrere le strade del vecchio continente ma adatti ad alleviare la carenza di mezzi di trasporto cubani. Ecco perchè è possibile vedere scarrozzare per le strade della capitale autobus spagnoli e italiani con ancora pigramente esposta la destinazione d'origine. A parte la curiosità destata dalla notizia è indubbio che ci si trovi difronte ad un controsenso storico visto che Cuba tra i suoi primati vanta quello della apertura della prima tratta ferroviaria dell'America Latina che unì nel 1837 l'Avana con Guines (in Italia la prima fu la Napoli-Portici inaugurata il 3 ottobre del 1839) e che all'inizio del 1900 l'Avana già assisteva al passaggio delle prime autovetture e dei tram. C'è molto da fare.

Il "Punto Cubano" patrimonio immateriale dell'umanità

7 dicembre 2017

Guajiro cubano
(Guajiro - foto web)

La dodicesima sessione del Comitato per la Salvaguardia del Patrimonio Immateriale dell'Unesco tenutasi il 6 dicembre 2017 nell'isola di Jeju nella Corea del Sud ha incluso il Punto Cubano o Punto Guajiro nella lista dei Patrimoni immateriali dell'umanità, come espressione poetica e musicale delle campagne cubane. Secondo la motivazione espressa dal Comitato, "questo genere musicale aperto a tutti propizia il dialogo ed è espressione di sentimenti, cultura e valori delle comunità che lo praticano. La tecnica del punto si trasmette essenzialmente attraverso la imitazione ma anche attraverso un programma di insegnamento impartito nelle Case della Cultura diffuse in tutto il territorio cubano che comprende laboratori animati da i depositari e i praticanti di questo genere musicale"

Soltanto l'anno scorso  anche la Rumba fu insignita di questo riconoscimento in quanto genere musicale e ballabile rappresentativo della cultura cubana e caraibica in generale.

Nell'ultima sessione sono state iscritte nella lista anche i riti che accompagnano la Feria de la Alasita che si tiene a La Paz in Bolivia, la Kochari danza tradizionale dell'Armenia, la tessitura a mano di tappeti realizzati con fibra di giunco del Bangladesh, le decorazioni murali delle donne di Asir nell'Arabia Saudita, l'arte ebanistica di Konjic nella Bosnia e Herzegovina e i canti dei lavoratori dei llanos, le pianure della Colombia e del Venezuela.

Ma in cosa consiste il punto cubano o punto guajiro?

Il punto è una melodia accompagnata dalla voce di una persona che canta composizioni in decime improvvisate oppure imparate e ripetute.

Cuba, guajiro
(guajiro cubano - foto web)

In un vostro viaggio a Cuba vi capiterà spesso di ascoltarle ed anche se non sarà facile capirne i contenuti, queste melodie vi regaleranno uno spaccato di vita forse meno conosciuto ma che rappresenta la parte più autentica e genuina dell'isola caraibica.

Qui di seguito collego un link di un video bellissimo, la storia del Punto, memoria collettiva, tradizione, musica. Da non perdere! Clikka:

Il Punto Cubano Patrimonio immateriale dell'Umanità Unesco

Il ciclone (?) Trump si abbatte su Cuba spazzando via (?) le intese tra Obama e Raul

18 giugno 2017

Donal Trump modifica gli accordi con Cuba voluti da Obama
(Donald Trump - foto web)

Venerdi 16 giugno 2017. Manuel Artime Theater di Miami. Ore 13.50 o giù di li...

L'arena è rovente. L'attesa per le parole che il presidente statunitense Donald Trump pronuncierà dinnanzi ad un popolo composto da esuli cubani inferociti, ex mercenari del fallito sbarco alla Baia dei Porci e da oppositori del regime della famiglia Castro si fa sempre più snervante e carica di aspettative.

Lui, Donald, è pronto e non tradirà le aspettative:

«Cancellerò tutti gli accordi firmati da Barack Obama con Cuba. L’ambasciata statunitense nell’Isola, però resterà aperta per consentire di plasmare nuove relazioni».

La folla è in delirio. L'imperatore ha girato il pollice verso il basso. Iniziano i combattimenti. Ricominciano i giochi sospesi solo per qualche stagione. Si indosserranno nuovamente le armature e scorrerà altro sangue... sangue cubano.                                                                                       Le lancette dell'orologio sono state riportate in un attimo in dietro di 55 anni, ai brividi della guerra fredda, cancellando, apparentemente, tutto il lavoro svolto dalla presidenza Obama e da Raul Castro dopo lo storico annuncio del riavvicinamento bilaterale del 17 dicembre 2014.

La scelta dell' "arena" non è stata casuale. A Miami Donald giocava in casa. Doveva solo trovare le parole giuste per scaldare gli animi e riaccendere vecchi focolai mai sopiti. E i tanti sostenitori che con i loro voti hanno consentito a Trump di aggiudicarsi la Florida e poi la Casa Bianca non sono stati delusi:

"Con effetto immediato cancello l'accordo completamente unilaterale dell'ultima amministrazione Usa con Cuba. Le aperture ed una maggiore collaborazione dal punto di vista commerciale e del turismo volute da Obama non hanno portato vantaggi ai cubani e neanche migliorato la situazione dei diritti umani".

Con la firma sulla nuova drettiva si proibisce di fatto a turisti e imprenditori americani di effettuare transazioni con il "Grupo de Administracion Empresarial S.A.", il Gaesa, che rappresenta in sostanza il braccio commerciale del regime guidato dal generale Luis Alberto Rodriguez Lopez-Callejas, genero di Raul Castro. La Gaesa controlla il 60% dell'economia cubana e l'80% del settore turistico  attraverso l'amministrazione di gran parte degli alberghi e dei ristoranti dell'Avana e delle famose spiagge di Varadero.

L'accordo siglato dalla precedente amministrazione, secondo Trump, non ha fatto altro che "arricchire il regime Castrista". Per questo la sua presidenza "applicherà con maggior convinzione l'embargo e il divieto sul turismo".  "Venite al tavolo dei negoziati con un nuovo accordo. Sarà migliore per tutti, anche per i cubani americani". Ha tuonato Trump, concludendo con:

"Noi otterremo una Cuba libera"

Il discorso del Presidente a stelle e striscie era stato preceduto da un saluto rivoltogli dal senatore della Florida Marco Rubio, nato negli states da una famiglia di origini cubane che di seguito riporto:

"Con Trump aiuteremo il popolo cubano, non il regime. Oggi un nuovo presidente è atterrato a Miami per dare la sua mano al popolo cubano, dopo un presidente che ha dato la sua mano al regime. Il presidente ha preso una decisione molto chiara: faremo tutto il possibile per dare il potere al popolo cubano". Le decisioni di questa amministrazione servono "a punire i militari cubani". Questo cambiamento "dà potere al popolo cubano. Che servano sei mesi o sei anni, Cuba sarà libera". (fonte RaiNews).

La mia modesta opinione è che dal punto di vista politico gli accordi sono sempre migliorabili, attualizzabili e rivedibili. L'esisenza della Gaesa non è una invenzione. La libera iniziativa a Cuba è solo ai primi passi. Da decenni le attività imprenditoriali sono sotto il controllo dello Stato che esercità il suo ruolo attraverso le Forze Armate Rivoluzionarie. Nessuno può negarlo e questo aspetto fa parte della organizzazione interna di un Paese Sovrano che piaccia o no. Così come numerose testimonianze riferiscono di carceri affollate di oppositori al regime. Tutto come detto è rivedibile e migliorabile. Ciò che stona sono i toni tipici degli anni più tristi e bui della Guerra Fredda usati da Trump. Non credo che Obama abbia voluto cancellare un passato fatto di liti e incomprensioni, ne tantomeno Raul abbia voluto gettare la spugna dopo che per decenni la piccola isola caraibica ha affrontato il colosso americano a colpi di slogan antimperialisti. Semplicemente ed intelligentemente hanno tracciato una riga nella storia, un limite del "prima" e del "dopo" da cui ripartire con coraggio verso una nuova fase di rapporti basati sulla collaborazione scientifica, culturale e su un rafforzamento delle relazioni tra i due popoli.

I toni usati da Trump non lasciano invece spazio a soluzioni romantiche. Il dirimpettaio è un nemico da affossare con le buone o le cattive. Nella sostanza, a ben vedere, non cambia molto. Viene ridimensionata la possibilità dei cittadini americani di visitare liberamente l'isola. Sarà possibile farlo solo come membri di gruppi culturali, politici o sportivi e solo dopo l'ottenimento di permessi rilasciati dalle autorità migratorie statunitensi. Un vero peccato perchè c'è una grande volontà tra le persone delle due sponde di incontrarsi e conoscersi, nel rispetto delle reciproche diverità ma con grande simpatia e curiosità. Vedremo il tempo a chi darà ragione...

Riporto un articolo del Corriere della Sera che spiega in dettaglio cosa è stato sancito a Miamii:      "Le conseguenze più immediate toccano il turismo: i cittadini Usa potranno continuare a visitare Cuba solo in gruppi organizzati. Aboliti i viaggi individuali: gli americani sono liberi di andare in qualsiasi Paese del mondo, comprese Corea del Nord o Siria. Ovunque tranne che a Cuba. Saranno vietati tutti gli accordi o le transazioni con le strutture controllate dal «Grupo de Administraciòn Empresarial», la holding dell’esercito cubano, cui fa capo quasi l’intera economia del Paese. Viene confermato l’embargo commerciale, formalizzato il 7 febbraio 1962 da John Kennedy e che Obama sperava di abolire entro il 2016. Dal punto di vista politico Trump riporta il calendario a 55 anni fa. Accusa «il comunismo» di aver distrutto ogni nazione «in cui è stato applicato». Detta le condizioni per la ripresa del dialogo con il regime di Raul Castro: «Libertà di espressione, partiti politici liberi ed elezioni. Proprio così: elezioni monitorate dagli organismi internazionali». Sono concetti e valori che Trump evoca per la prima volta sul piano internazionale. Ma ciò che pretende dal regime di Castro non è neanche sfiorato, quando si parla di alleati come Arabia Saudita o Egitto. È un approccio «selettivo»: due pesi e due misure sulla base delle priorità politiche interne ed esterne. A Miami c’è anche Wilbur Ross, il segretario al Commercio. Toccherà a lui tradurre in regolamenti la cartelletta firmata, con tanto di scrivania, da Trump. Ross dovrà resistere alle pressioni delle grandi

compagnie aeree, delle catene alberghiere. Nel 2016 circa 600 mila turisti statunitensi hanno visitato Cuba. Le società americane hanno incassato circa 6,6 miliardi di dollari, con un indotto di 12.295 posti di lavoro creati negli Usa." (Corriere della Sera)

 


 

Il Manzana de Gomez cambia pelle. Toccherà ora anche al Socialismo reale?

 

Manzana de Gomez Kempinsky
(Manzana de Gomez Kempinsky - foto web)

Entro la fine di marzo verrà inaugurato con un leggero ritardo sulla tabella di marcia l’Hotel di lusso Manzana de Gomez Kempinsky. Si tratta di un’opera molto ambiziosa che donerà alla capitale cubana il suo primo albergo a 5 stelle. Il risultato finale è il frutto di 3 anni di lavori di ristrutturazione che hanno visto affiancarsi centinaia di operai cubani a maestranze provenienti dall’India molto apprezzae per la loro duttilità, organizzazione ed efficienza. Questa scelta ha causato più di un malumore ma in un modo o nell'altro alla fine l’obbiettivo è stato raggiunto con risultati mirabili. L’Hotel è di proprietà dell’impresa statale Gaviota S.A. controllata dall’esercito cubano e sarà amministrata dalla compagnia svizzera Kampinsky che vanta più di cento anni di storia come leader europeo nella costruzione di hotel di lusso. I lavori sono stati eseguiti per la prima volta con capitale interamente cubano dalla immobiliare cubana Almest e dalla ditta costruttrice francese Bouygues sotto la supervisione dell'Historiador de la Ciudad.

L’albergo è strutturato su 6 livelli di cui 3 destinati alle abitazioni che saranno complessivamente 246 di cui 172 standard, oltre a suite di lusso di 40 metri quadrati ed una presidenziale di ben 150 metri quadrati!

Manzana de Gomez Kempinsky all'Avana, gli interni lussuosi
(I lussuosi interni - foto web)

Gli altri piani ospiteranno negozi con firme internazionali, un business center, tre ristoranti di cui uno panoramico, un centro benessere di 1000 metri, una palestra ed una splendida piscina posizionata all’ultimo piano con vista sull’Avana.

Manzana de Gomez Kempinsky all'Avana
(La piscina panoramica - foto web)

Da sempre la politica della Kempinsky è stata quella di creare strutture lussuose in grado di offrire ogni tipo di comforts ai clienti più esigenti impegnandosi nello stesso tempo alla conservazione del disegno originale e dei dettagli architettonici dell’edificio oggetto della ristrutturazione. Nel caso del Manzana è stata prestata particolare attenzione anche alla produzione, uso e risparmio dell'energia che sarà necessaria per muovere il gigante.

L’Hotel è ubicato in una posizione nevralgica dell’Habana Vieja che ricordo dichiarata nel 1982 dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, in un punto che connette quattro arterie principali quali, Neptuno, San Rafael, Zulueta e Montserrate, praticamente la porta d’accesso alla zona turistica e commerciale della città. Nelle immediate vicinanze si trovano il Floridita, l’Edificio Bacardi e il Museo delle Belle Arti e a poca distanza il Parque Central, il Capitolio Nacional, il Gran Teatro de la Habana Alicia Alonso, il Paseo del Prado e il Malecon.

La costruzione della Manzana, su disegno dell’architetto Josè Gomez Mena Vila secondo lo stile europeo dell’epoca, iniziò nel 1894 per terminare nel 1917. Fu il primo grande centro commerciale della capitale costruito originariamente su di un solo piano e sviluppatosi successivamente sugli attuali 4. La sua massima importanza risale alla metà del 20° secolo quando ricchi avventori statunitensi frequentavano assiduamente le sue tiendas. Il periodo post rivoluzionario, pur mantenendo attivi al suo interno alcuni servizi commerciali affiancati dall’apertura di qualche uffico governativo, è stato segnato da un lento e progressivo degrado dello storico edificio  fino alla decisione presa alcuni anni fa di provvedere al suo rilancio con un costoso intervento di ristrutturazione.

Manzana de Gomez Kempinsky gli interni del primo hotel 5 stelle all'Avana
       (foto web)

E’ prevista in tempi brevi la realizzazione di altri complessi alberghieri di lusso quali il Pakard e il Prado y Malecon per rispondere alla crescente domanda di turismo che per la prima volta nel 2016 ha superato i 4 milioni di visitatori.

Gli interrogativi sull'utilità sociale e sull'opportunità di realizzare questo mega complesso hotelero e altre opere lussuose simbolo della società capitalista  in uno Stato che si definisce l'ultimo bastione al mondo del socialismo reale hanno aperto una grande polemica ed un vivace dibattito tra chi è contrario e chi a favore di questi progetti. Certamente il contrasto tra la struttura e la maggior parte degli edifici abitati nel Centro Avana è assai stridente visto che molti di questi sono fatiscenti e  privi spesso dei servizi di base. Bisogna augurarsi che la nuova ricchezza introdotta nel paese serva in futuro per migliorare la condizione di vita dei meno fortunati.

Il Manzana de Gomez ha cambiato pelle, toccherà ora anche alla società cubana?

 

 

Il Paradiso immaginato

9 Marzo 2019

selfie sul Malecon dell'Avana
(foto Di Crosta Franco)

Una breve riflessione in occasione dell'8 marzo, giornata dedicata alla donna.

La mujer cubana è un caledeoscopio di umanità, un camaleonte capace di adattarsi a tutto con la fierezza di una leonessa. E' mamma tenace, è coraggiosa e guerrigliera, è languida e sensuale, aggressiva e mansueta, luchadora, bugiarda e sognatrice, dispensatrice instancabile di emozioni.

E' un po' tutto si direbbe, come probabilmente lo è la donna in ogni parte del mondo.

Con una particolarità: la donna cubana è anche ciò che non è, è anche ciò che molti dicono che sia. E' ciò che si vuole immaginare o pretendere che una donna sia.

Ho saputo di una ragazza poco più che maggiorenne, vive nella parte orientale dell'isola. Ha la passione per la cucina ed in particolare le piace preparare i dolci. Ostinata e volenterosa passa ore e ore studiando e lavorando in laboratorio cercando di far suoi tutti i segreti dell'arte del pasticcere. A volte lavora fino a dodici, tredici ore al giorno.

Il tutto in cambio di 50 pesos cubani, l'equivalente di due euro al giorno.

Cosa ci si fa con due euro a Cuba? Ben poco. Se si va al mercato popolare qualcosa si recupera: un pò di patate, qualche uovo, del riso. Il resto è un miraggio. Una lattina di birra costa un cuc, circa 80 centesimi di euro mentre per un buon paio di scarpe, non di quelle che ti si sciolgono ai piedi, ne occorrono 40 o 50 di cuc.

Giudicare è facile ed è un'arma troppo frequentemente usata per farci sentire superiori e migliori nei confronti degli altri. Se lo si fa poi senza conoscere la realtà diventa un atto di vigliaccheria.

Cuba è bella, tremendamente bella. Ma non è ciò che ci immaginiamo, non è solo ruhm e salsa.

E' anche sacrificio, sudore e sofferenza. E' arte di inventarsi la vita e ingannare il disagio.

Chi viaggia non deve mai perdere di vista la complessità di questa terra. Questo vale in ogni angolo e ad ogni latitudine del nostro pianeta sopratutto laddove crediamo di trovare un inesauribile tesoro di felicità e di opportunità.

Il Paradiso può attendere.

Il Principe Carlo all'Avana tra guarapo, cultura e strategie industriali

28 Marzo 2019
Principe Carlo d'Inghilterra in visita a Cuba
(La Monarchia e la Revolucion - foto Lapresse)

Il principe Carlo d'Inghilterra insieme alla sua consorte,la duchessa di Cornovaglia Camilla, sono sbarcati a Cuba domenica 25 Marzo 2019 per la prima storica visita ufficiale di 4 giorni compiuta da parte di membri della famiglia reale sul suolo caraibico. La coppia reale è giunta a Cuba proveniendo da Granada in un percorso che la porterà a visitare ex colonie britanniche oggi riconosciute nel Commonwealth: San Vicente, le Granadine appunto e San Cristobal y Nieves.

Il primo luogo visitato dal Principe Carlo all'Avana dopo l'incontro con le autorità avvenuto allo scalo all'aereoporto internazionale è stato la Plaza de la Revolucion dove ha posto ai piedi del monumento di Josè Martì una grande corona di rose.

Il Pricipe Carlo in visita a Cuba, marzo 2019
(Ai piedi di Josè Martì - foto Ansa)

I reali hanno poi passeggiato per le strade dell'Avana Vecchia, incontrato chef e artisti, visitato il Parque Lennon e fatto un giro in una macchina d'epoca guidata da un euforico Principe Carlo.

Il Principe Carlo e la Duchessa Camilla all'Avana. Marzo 2019
(foto web)
Carlo e Camilla al Parque Lennon, Avana marzo2019
(Let it be, Parque Lennon, Avana - foto web)

I reali sono sembrati pienamente a loro agio e particolarmente divertiti in occasione della visita al Paladar Habanera (municipio Playa) dove hanno gustato le primizie della cucina cubana come croquetas de frijol negro, pastel de maíz con lechón al carbón, tostón con quimbombó e pescado a la brace. L'erede al trono (ma la Regina non molla!) ha apprezzato moltissimo le crocchette di fagioli neri tanto da chiederne la ricetta e poi portarsene qualcuna in aereo per il viaggio di ritorno. Molto simpatici anche i momenti che lo hanno visto alle prese con la preparazione del guarapo ed il mojito.

Il Principe Carlo in visita ufficiale a Cuba. Marzo 2019
(Il Principe e il guarapo - foto web)

In un clima rispettoso e cordiale la coppia reale è stata invitata al Gran galà che si è tenuto presso il Teatro Alicia Alonso all'Avana. Non sono mancati poi gli accordi commerciali che hanno raggiunto la principale intesa con la messa in posa della prima pietra per la realizzazione di tre grandi parchi solari nella zona di Mariel destinati la produzione di energia che dovrebbe consentire a Cuba di migliorare la propria economia in preoccupante fase di stagnazione.

Con Carlo e Camilla il “palcoscenico Cuba” continua ad accogliere artisti e saltimbanco in una girandola di eventi che mi auguro non siano destinati unicamente a impreziosire la biografia di questo o di quello. Il popolo è in attesa di migliorie che tardano ad arrivare e la situazione sociale si è pesantemente peggiorata da una inaspettata crisi che ha colpito recentemente gran parte dell'isola penalizzando fortemente la produzione e la commercializzazione di generei alimentari di prima necessità come la farina, le uova e la carne di maiale, divenuti praticamente introvabili.

Il Principe Carlo in visita a Cuba. Marzo 2019
(Il principe Carlo a spasso per l'Avana - foto reuters)

I riflettori si spengono velocemente mentre gli apagon si ripresentano con una allarmante quotidianità. Cuba rischia di ricadere non solo in una profonda crisi economica e sociale ma di essere preda di nuovi coloni stritolata come è dall'embargo statunitense da una parte e dalla carenza di risorse materiali e tecnologiche e di capacità organizzative dall'altra.

Le aperture al mondo sono bellissime e necessarie ma non servono a sfamare il popolo. Servono investimenti e cambi generazionali. Prima di un pericoloso ritorno al passato...

God save Cuba!

Il Ron Santiago de Cuba 500. Un sogno destinato a pochi

Il ruhm Santiago di Cuba 500 è il frutto dell'ingegno e dell'arte dei Maestri del Ruhm santiagheri ed è stato creato come omaggio ai 500 anni dalla fondazione della città di Santiago di Cuba avvenuta nel 1515 sotto il governorato spagnolo di don Diego Velázquez Cuéllar.

Ron Santiago de Cuba 500
(Ron Santiago de Cuba 500 - foto web)

Il Santiago 500 appartiene ai prodotti di Denominazione d’Origine Protetta (D.O.P.), qualità questa che certifica come la sua elaborazione sia avvenuta con l'utilizzo esclusivo di materie prime originarie di Cuba e sotto l'attenta regia dei Maestri del Rum Cubano, ed è considerato un autentico gioiello non solo nell'ambito della produzione della Corporazione Cuba Ron S.A ma anche tra tutti i rum cubani. Il Santiago de Cuba 500 è infatti il risultato di un invecchiamento decennale di diverse miscele di ruhm elaborate da ben otto generazioni di Maestri cubani e prodotto a Santiago all'interno di quell'enorme distilleria conosciuta come la Nave Don Pancho, l'autentica cattedrale del ruhm cubano che dal 1862 conserva i segreti dell'autentico ron santiaguero.

La Nave Don Pancho la più antica distilleria cubana
(La Nave Don Pancho a Santiago - foto web)

La novità di questo straordinarioronè data dal fatto che le autorità cubane lo hanno iscritto come Marca Tridimensionale nel registro dell’Ufficio delle Proprietà Intellettuali dell’Unione Europea. In questo modo si è voluta tutelare fino al 2026 non solo l'esclusività del liquore ma anche la sua particolare confezione e l'originalità della bottiglia realizzata a forma di diamante. L'intento è quello di promuovere sul mercato europeo questo ruhm che verrà prodotto e commercializzato in quantità molto ridotte e il cui prezzo dovrebbe oscillare tra i 3000 e i 5000 dollari a bottiglia!

Ron Santiago de Cuba 500, un'eccellenza DOP cubana
(un diamante per pochi - foto web)

La stampa isolana riferisce che la prima bottiglia è stata acquistata da un italiano residente sull'Isola.

Un primato che non poteva sfuggire al Bel Paese!

Juragua. La fine del sogno o dell'incubo nucleare cubano

20 febbraio 2018

La storia inizia nel 1972 quando i due grandi alleati politici dell'epoca, Cuba e Unione Sovietica, decisero di inseguire il sogno nucleare caraibico costruendo 4 reattori nell'Isola, due a Juragua che si trova a pochi chilometri da Cienfuegos, uno a Holguin e uno a Puerto Esperanza, nella provincia occidentale di Pinar del Rio.

Cuba's Map
(foto web)
Jaragua, Cienfuegos, Cuba. Mappa
(foto web)

Il progetto di Juragua era senza dubbio il più ambizioso poiché uno solo dei sue reattori sarebbe stato in grado di generare ben 440 megawatt sufficienti per coprire quasi il 20 per cento del fabbisogno energetico nazionale.

Jaragua, Cienfuegos, Cuba. Il reattore abbandonato simbolo del tramonto del sogno nucleare di Cuba
(Juragua, Cienfuegos. La fine del sogno nucleare cubano - foto web)

Il reattore era stato progettato su modello VVER e fu il primo ad essere esportato da Mosca per essere utilizzato in un clima tropicale. La responsabilità della costruzione della centrale nucleare fu affidata alla Commissione per l'energia atomica di Cuba presieduta da Fidel Castro Díaz-Balart, “Fidelito”, il figlio di Fidel Castro, in veste di segretario esecutivo.

Jaragua, Cienfuegos, Cuba. Il sogno nucleare di Fidel
(Juragua, Cienfuegos. Il reattore abbandonato - foto web)

La costruzione a Juragua del primo reattore iniziò il 10 gennaio del 1983 mentre due anni più tardi toccò al secondo reattore. I lavori proseguirono senza contraccolpi fino al 1991 anno che verrà storicamente ricordato per la dissoluzione dell'Unione Sovietica. La fine del grande alleato di Cuba interruppe l'imponente flusso finanziario diretto verso l'isola e portò al rientro anticipato verso la loro madrepatria di diverse centinaia di tecnici specializzati e di ingegnieri nucleari ex sovietici. L’intero progetto che vide all'opera nel suo momento migliore più di diecimila operai cubani fu sospeso nel settembre del 1992 quando già il 40 per cento delle macchine pesanti era stato installato e definitivamente abbandonato nel 2000. Il fallimento dell'ambizioso progetto nucleare venne vissuto con grande frustrazione dalla giovane Repubblica rivoluzionaria. In seguito però alla fine della Guerra Fredda l'abbandono del sogno nucleare si dimostrò essere stata una scelta provvidenziale poichè, da studi effettuati dall'Università Internazionale della Florida, emerse come tutta la struttura presentasse evidenti carenze sia da un punto di vista progettuale che per ciò che riguardava l'utilizzo di materiali ritenuti scadenti e non adatti all'opera. Si ritenne infatti che un probabile incidente avrebbe esposto a gravissimi rischi di contaminazione radioattiva non solo l'Isola ma anche la vicina Florida e tutti gli Stati dell'area caraibica e dell'America Centrale. Inoltre, anche fosse stato scongiurato il rischio di catastrofici incidenti, Cuba non sarebbe stata in grado di provvedere allo stoccaggio delle scorie nucleari.

Jaragua, Cienfuegos, Cuba. Il reattore abbandonato simbolo della Guerra Fredda
(Juragua, Cienfuegos. Tragica testimonianza della Guerra Fredda - foto web)

Oggi, a soli 230 km dalla capitale L'Avana e acirca 400 km dalla punta meridionale della Florida, ciò che resta è soltanto il ricordo sbiadito e consumato di quello che sarebbe stato il più grande reattore nucleare cubano-sovietico, tragico simbolo della corsa agli armamenti che in piena Guerra Fredda rischiò di trascinare l'umanità nell'incubo della terza guerra mondiale. Alla vigilia del Natale del 2015, il governo cubano ha deciso di convertire la Centrale in un Deposito Nazionale di rifiuti tossici.

Jaragua, Cienfuegos, Cuba. La centrale nicleare abbandonata
(Juragua, Cienfuegos - foto web)
Clikka sul titolo che leggi qui di sotto. Potrai viaggiare all'interno della centrale!
Juragua, Cuba. La centrale nucleare abbandonata.

L'Avana rivive gli anni ruggenti attraverso i suoi locali bohémien

12 agosto 2017

Non solo "La Bodeguita del Medio" e il "Floridita" considerati rispettivamente la culla del Mojito e del Daiquiri. L'Avana offre oggi ai turisti di tutto il mondo altri splendidi locali che dopo importanti interventi di restauro consentono di fare una capriola nel passato, tra gli anni 30 e 50 del XX° secolo quando la capitale caraibica era considerata una delle metropoli più cool del mondo. Mercanti, marinai, stars hollywoodiane, scrittori e poeti, donne di malaffare e semplici turisti affollavano questi locali resi famosi anche da films e romanzi di successo. Vi racconterò la storia dello "Sloopy Joe's Bar" e del "Dos Hermanos" mete sicuramente da non lasciarsi sfuggire se vi trovate a girovagare per la Habana. Buon divertimento allora!

 

SLOOPY JOE'S BAR

Sloopy Joe's Bar, l'Avana - Cuba
(Sloopy Joe's Bar - foto Di Crosta Franco)

Quando Josè Garcia Abeal arrivò a Cuba nel 1904 proveniente dalla Spagna portava nel cuore il sogno di molti giovani dell'epoca quello cioè di affermarsi e di realizzarsi economicamente in una terra, l'isola caraibica appunto, che in quegli anni offriva molteplici opportunità. Josè trovò il suo primo impiego in una bar situato tra l'Avenida de Italia, conosciuta anche come Galiano, e Zanja una importante arteria che delimitava ieri come oggi l'animato Barrio Chino, il quartiere cinese, all'epoca uno dei più grandi in tutta l'America latina. Qui vi lavorò per circa tre anni ma quel primo impiego non gli fruttò i guadagni desiderati, così il giovane spagnolo lasciò la più grande delle Antille per imbarcarsi alla volta degli Stati Uniti, direzione New Orleans in Louisiana. L'esperienza nella città culla del Jazz durò sei anni, un tempo sufficiente per permettere a Josè di maturare sia come uomo che come barman. I guadagni aumentarono considerevolmente ma non al punto da frenare Josè a giocarsi un'altra carta, quella di Miami. Siamo nel primo decennio del 1900 e la città della Florida pur non essendo ancora la meta turistica ammirata e desiderata che conosciamo oggi offriva già diverse opportunità a giovani in cerca di una affermazione sociale.Tuttavia, anche l'esperienza di Miami non soddisferà del tutto le ambizioni dello spagnolo. L'oramai Joe dopo altri sei anni che risulteranno fondamentali per la sua formazione professionale, decide di far ritorno a Cuba. Siamo nel 1919 e giunto all'Avana, città sempre più vivace ed indaffarata, Joe non tarderà molto a trovare un altro impiego come barista, stavolta presso il Greasy Spoon dove lavorerà per solo pochi mesi prima di decidere di rimettersi in gioco e di tentare l'avventura in solitaria. Individua un locale malconcio e polveroso che veniva utilizzato per la vendita di generi alimentari con annesso un altrettanto fatiscente magazzino. Il locale è situato in Calle Animas all'angolo con via Zulueta a pochi passi dal Paseo del Prado, dall' Hotel Sevilla e dal Parque Central proprio nel cuore del Centro Avana, zona frequentata all'epoca da balordi, marinai e prostitute.

Sloopy Joe's Bar, Avana, Cuba
(foto Di Crosta Franco)

Joe si da fare per sistemare un po' il locale quanto basta per avviare una attività dove comincerà a proporre ai suoi ospiti la specialità della casa: un ricco panino a base di ropa vieja, (vestiti vecchi, vedi la ricetta), che servirà in diverse varianti e che ben presto accrescerà la sua fama e quella del bar. Questo tipo di panino e una innata trasandatezza di Joe sembrano essere stati l'origine del nome insolito con cui il locale verrà battezzato. Sloopy in inglese vuol dire appunto trasandato, disordinato.

Sloopy Joe's Bar, Avana
(Sloopy Joe's Bar - foto Di Crosta Franco)
Sloopy Joe's Bar. Avana, Cuba
(Sloopy Joe's Bar - foto Di Crosta Franco)
Sloopy Joe's Bar all'Avana, Cuba
(Sloopy Joe's Bar - foto Di Crosta Franco)

Ben presto i balordi e le puttane lasceranno posto ad una clientela sempre più esigente. Siamo negli anni 30. Negli Stati Uniti d'America vige il proibizionismo e gli americani trovano nella vicina isola caraibica l'eldorado dove poter soddisfare le loro pulsioni più trasgressive: gioco d'azzardo, alcool e belle donne. E proprio in questo contesto lo Sloopy Joe's Bar vive il suo periodo di massimo splendore. John Wayne, Ernest Hemingway, Spencer Tracy, Clark Gable, Rock Hudson, Errol Flyn, Ava Gardner, Nat King Cole e Frank Sinatra sono solo alcune delle star internazionali che frequenteranno il bar divenuto ormai un luogo cult della capitale cubana.

Sloopy Joe's Bar all'Avana
(Sloopy Joe's Bar - foto Di Crosta Franco)
Sloopy Joe's Bar all'Avana, Cuba
(Sloopy Joe's Bar - foto Di Crosta Franco)
Sloopy Joe's Bar, Avana, Cuba,
(Sloopy Joe's Bar - foto Di Crosta Franco)

Poi il lento ed inesorabile declino. L'avvento dei rivoluzionari barbudos nel 1959 spazzò via per sempre quel clima godereccio e spregiudicato che si viveva all'Avana. Il bar venne prima nazionalizzato dal governo di Castro per poi chiudere definitivamente i battenti nel 1965. Lo Sloopy Joe's Bar rimase così addormentato per circa 40 anni intrappolato nella polvere e nel ricordo degli anni d'oro fino a quando nel 2007 su iniziativa dell'energico ed ispirato Historiador de la Ciudad, el señor Eusebio Leal, non si è deciso di dar vita ad una importante opera di restauro e recupero del locale che verrà restituito magnificamente alla città e ai turisti di tutto il mondo dopo solo pochi anni, precisamente il 12 aprile del 2013.

Lo Sloopy Joe's Bar all'Avana, Cuba
(Sloopy Joe's Bar - foto Di Crosta Franco)

Gli interni si presentano in tutta la loro bellezza originale. Manca sicuramente l'atmosfera bohemien degli anni ruggenti ma l'intervento risanativo è stato studiato per restituire agli ambienti lo stile caratteristico dell'epoca. Il pezzo forte del locale è il bancone in mogano (caoba) recuperato in gran parte dal modello originale che con i suoi 18 metri di lunghezza era considerato il più lungo di tutta l'America Latina! Le foto che ornano le pareti ci raccontano per immagini ciò che rappresentava la Sloopy Joe's Bar quando era un locale simbolo della capitale cubana. Si può mangiare e bere ottimi cocktails a prezzi assolutamente accessibili serviti da camerieri inappuntabili ed eleganti.

Sloopy Joe's Bar, Avana. Cuba
(Sloopy Joe's Bar - foto Di Crosta Franco)
Lo Sloopy Joe's Bar all'Avana
(Sloopy Joe's Bar - foto Di Crosta Franco)

Sospesi al soffitto posti alle estremità del banco bar due grandi tv trasmenttono il film in bianco e nero “Il nostro Uomo all'Avana” girato nel 1959 ed interpretato da Alec Guiness basato sul racconto “Our man in Havana” scritto nel 1958 dallo scrittore inglese Graham Green (1904-1991). Il film, interamente girato all'Avana, offre uno straordinario spaccato della società cubana metropolitana negli anni che anticiperanno l'epopea della rivoluzione castrista.

Lo Sloopy Joe's Bar all'Avana, Cuba
(Lo Sloopy Joe's Bar - foto Di Crosta Franco)

Se siete all'Avana non mancate di fare una visita a questo locale che il “Los Angeles Time” definì come “uno dei più famosi del mondo”. Vi regalerete un viaggio onirico nel tempo, in un'epoca sfavillante e contraddittoria in cui l'Avana era al centro del mondo.

Lo Sloopy Joe's Bar storico Bar dell'Avana
(Sloopy Joe's Bar - foto Di Crosta Franco)

 

BAR DOS HERMANOS

Il Bar “Dos Hermanos” (originariamente Two Brothers, Due Fratelli) ha in comune con lo Sloopy Joe's Bar alcuni elementi: innanzitutto l'ubicazione, l'Avana. Poi il fatto di essere stato fondato da immigrati spagnoli in cerca di fortuna e di aver ospitato al suo interno non solo marinai di passaggio, mercanti ed affaccendate signorine ma anche personaggi illustri, stars di Hollywood e artisti internazionali.Il Bar, considerato il più vecchio della capitale, è situato nel cuore dell'Avana Vecchia anche se leggermente defilato rispetto alle principali attrazioni e forse per questo ingiustamente trascurato.

Bar Dos Hermanos, Avana, Cuba
(Bar Dos Hermanos - foto Di Crosta Franco)

Il bar si trova esattamente al numero 304 della Calle San Pedro o Avenida del Puerto a pochi passi dalle splendide Plaza Vieja e Plaza San Francisco ed è incastrato tra l'eccellente Museo del Ron (Ruhm) e la Cattedrale Ortodossa Russa intitolata alla Nuestra Señora de Kazan che risplende con il suo bianco bagliore e l'oro della sue cupole. Di fronte al bar c'è il Sierra Maestra Terminal e un piccolo imbarcadero da dove partono le lance, battelli simili a grandi chiatte, che attraversando in pochi minuti la baia dell'Avana portano a Regla famosa per il suo Santuario e per i culti della Santeria e a Casablanca dove si può visitare il grande Cristo e godere di una vista privilegiata sulla capitale e il suo Malecon.

Il locale venne fondato nel 1894 da i due fratelli Gonzalez, spagnoli originari di Lion Granada. Il grande poeta spagnolo Fernando Garcia Lorca (1898-1936) anch'egli di Granada e che visse all'Avana tra marzo e luglio del 1930, fu indubbiamente tra i primi illustri ospiti del locale seguito poi da tanti altri come ricorda una placca commemorativa posta sulla facciata austera del bar. Oltre al maestro spagnolo vengono citati Alejo Carpenter, Enrique Serpa, Marlon Brando, Errol Flynn, Ernest Hemingway (sempre lui) e pur non essendo ricordato, anche il potente capo della mafia Meyer Lansky si sedette più volte ai tavoli del bar attorniato dalle sue guardaespaldas.

Bar Dos Hermanos all'Avana, Cuba
(Bar Dos Hermanos - foto web)

Molti films cubani hanno utilizzato come location il Bar Dos Hermanos e nel famoso romanzo dell'autore cubano Leonardo Padura “Fiebre de Caballos” diverse pagine sono ambientate all'interno del locale. Dopo la Rivoluzione di Castro il bar venne chiuso e poi riaperto, dopo un importante restauro eseguito dalla società statale Habaguanex, solo nel 1994. Gli interni sono comunque ancora ricchi di atmosfera con i suoi tavolini di marmo sostenuti da possenti piedi di ferro, le alti pareti, le grandi finestre e i ventilatori sospesi al soffitto. Qui si può gustare un fresco coktail appoggiando i gomiti su un bancone che profuma ancora di tabacco e di passato.

Il Bar Dos Hermanos all'Avana
(Bar Dos Hermanos - foto Di Crosta Franco)

Vengono offerti piatti della tradizione cubana come il gustoso sandwich, piuttosto che il pollo arrostito con patate conosciuto come “Pollo dos Hermanos”,  oppure l'ajaco o per i palati più raffinati l'aragosta o profumati gamberi stufati.

Bar Dos Hermanos all'Avana dal 1894
(Bar Dos Hermanos - foto Di Crosta Franco)

Si possono gustare tutti i famosi cocktails cubani e l'autentico “Dos Hermanos Cocktail” la cui ricetta troverete nell'apposita sezione dedicata ai ruhm.

Un posto assolutamente da non perdere! Scordatevi l'orologio e guardate lontano verso la baia e il Redentore...

Bar Dos Hermanos dal 1894 all'Avana
(Bar Dos Hermanos - foto Di Crosta Franco)

L'ultimo saluto a Fidel. Un racconto per immagini

6 dicembre 2016

Il 26 novembre si è conclusa dopo 90 anni la vicenda umana di uno dei personaggi più controversi della storia mondiale contemporanea. Il 28 e il 29 novembre i resti del Lider Maximo hanno ricevuto l'omaggio funebre presso il Memorial Josè Martì, nella gigantesca Plaza de la Revolucion all'Avana, teatro in passato di manifestazioni in cui Fidel Castro aveva esaltato i successi della Rivoluzione. Da qui, il giorno 30 è iniziato il corteo funebre che ha trasportato i resti di Fidel dall'Avana a Santiago per poco meno di mille chilometri ripercorrendo al contrario la Carovana della Libertà compiuta nel gennaio del 1959 all'indomani della fuga di Batista. Ovunque migliaia di persone si sono riversate nelle strade a rendere l'ultimo omaggio al proprio Comandante. In questa selezione di foto tratte dal web, il racconto di un viaggio che segnerà per sempre la storia di Cuba. In milioni hanno giurato fedeltà a Fidel. Nella vicina Florida migliaia di esuli hanno festeggiato a lungo la morte di un nemico. Quale futuro per Cuba? Come ricucire lo strappo?

Il Corteo funebre che accompagnerà Fidel Castro dall'Avana a Santiago di Cuba
(La Carovana della Libertà - foto web)
L'ultimo omaggio a Fidel Castro
( Ambasciata di Cuba a Washington - foto web)
9 giorni di lutto a Cuba per la morte di Fidel Castro
(foto web)
Morte di Fidel Castro, il libro delle condoglianze
(Il libro delle condoglianze, Camaguey - foto web)
Santiago ricorda Fidel Castro
(Santiago - foto web)
Santiago e l'ultimo saluto a Fidel
(foto web)
Cuba saluta il suo Lider Maximo
(foto web)
Cuba ricorda Fidel
(foto web)
Matanzas, Cuba. Il ricordo di Fidel
(Matanzas - foto web)

La bellezza ci rende migliori e ci conduce a Dio

05 Gennaio 2019

Il Circo di Cuba rende omaggio a Papa Francesco
(Il Circo di Cuba rende omaggio a Papa Francesco - foto web)

Il 2019 è iniziato per il Circo Nazionale di Cuba come meglio non poteva essere. Infatti mercoledi 2 gennaio durante la consueta Udienza Generale che si tiene presso la sala Paolo VI in Vaticano una ventina di artisti tra giocolieri e ballerine con i loro sgargianti vestiti si è potuto esibire di fronte ad una platea di circa seimila persone ed ad un divertito e partecipe Papa Francesco.

"Voglio ringraziare gli artisti del Circo di Cuba che con il loro spettacolo portano la bellezza. Tutto ciò richiede molto sforzo e molto allenamento", ha detto Papa Francesco al termine dello spettacolo che ha chiuso l'Udienza aggiungendo che "la bellezza eleva sempre il cuore e ci rende migliori in tutto. La bellezza ci porta alla bontà e ci avvicina a Dio! Continuate così portando la bellezza a tutto il mondo!"

Lo spettacolo durato alcuni minuti ha vissuto il suo momento più suggestivo quando un giocoliere ha posto su un dito del Pontefice un pallone in movimento che ha continuato a ruotare per alcuni secondi tra la sorpresa del pubblico presente e del Papa che è parso molto divertito.

Il Circo di Cuba in Vaticano
(foto web)

Francesco ha poi trovato il modo di scherzare con un clown e fingendo di rubargli il naso rosso gli ha detto 

“Vorrei prenderti quel naso rosso mi piace molto…fa ridere il mondo”

Il Papa e il clown cubano
(foto web)

Tutti gli artisti che hanno messo in scena lo spettacolo fanno parte della  Compañía Habana del Circo de Cuba che presenterà spettacoli a Roma sino al 28 gennaio nello chapiteaux Circuba.

Papa Francesco incontra in Vaticano il Circo di Cuba
(foto web)
Qui di seguito potete vedere l'intera esibizione del Circo de Cuba, clikka il link
Il Circo di Cuba incontra Papa Francesco 2 Gennaio 2019

 

 


La Mogherini all'Avana: L'embargo non è l'unica soluzione!

7 gennaio 2018

gennaio 2018 Federica Mogherini in visita all'Avana
(foto web)

L'Alto Rappresentante Ue per gli Esteri l'italiana Federica Mogherini, si è recata all'Avana in visita ufficiale dal 3 al 4 di gennaio. E' la terza volta in tre anni che la politica italiana si reca nel paese caraibico a conferma dei forti legami consolidatesi con la firma dell'Accordo di Dialogo Politico e Cooperazione (ACDP) avvenuta nel novembre del 2017  e che mira allo sviluppo delle relazioni bilaterali sulla base del rispetto, dell'osservanza del diritto internazionale e dei principi base della Carta delle Nazioni Unite. In questa due giorni la Mogherini ha incontrato il Presidente Raul Castro, il cancelliere Bruno Rodriguez, il ministro cubano per gli investimenti stranieri e la cooperazione Rodrigo Malmierca e il grande historiador de la ciudad Eusebio Leal con il quale si è intrattenuta nei luoghi simbolo dell'Avana Vecchia.

Importanti sono stati alcuni passaggi del discorso tenuto dalla Mogherini presso l'Università di San Geronimo, nella Havana Vieja con i quali la diplomatica si è detta contraria alla politica ostile dell'Amministrazione Trump nei confronti di Cuba che ha fatto seguito alle importanti aperura dell'ex Presidente Obama e ha dichiarato che "a fronte di chi vuole costruire muri e chiudere porte, noi europei vogliamo costruire ponti e aprire porte, attraverso la cooperazione ed il dialogo"  sottolineando con enfasi che "siamo più vicini a voi, non siete rimasti soli".

In un altro significativo  passaggio con la quale si è riferita direttamente alla Presidenza Usa la Responsabile della politica estera di Bruxelles ha ribadito che "respingiamo anche le azioni degli Usa contro cittadini, aziende ed interessi cubani, perché non possiamo accettare che misure unilaterali compromettano i rapporti economici e commerciali con Cuba... a prescindere dai cambiamenti delle politiche a Washington, il messaggio che sto portando qui è di amicizia con l'Unione Europea, di amicizia solida, stabile e affidabile. È sempre esistita, e oggi siamo per la prima volta in una contesto legale che ci consente di ampliare le nostre aree di cooperazione".

gennaio 2018, Federica Mogherini in visita all'Avana incontra Eusebio Leal
(Federica Mogherini ed Eusebio Leal - foto web)

Infine una importante riflessione sul tema dei diritti umani: "Questo accordo UE-Cuba ci permette di discutere la situazione dei diritti umani in Europa e a Cuba, e nonostante ci siano differenze nei nostri rispettivi punti di vista, l'apertura e la volontà di discutere è sempre presente con reciproco rispetto".

Nel mese di febbraio è prevista la visita di rappresentanti della Banca Centrale Europea per la firma di importanti accordi economici con il Governo Cubano.

La strada intrapresa, quella del dialogo, la ritengo l'unica percorribile. Un bel modo per iniziare il 2018!

 

La triste storia di "Fidelito", lo scienziato che non sopravvisse al suo nome

3 Febbraio 2017

Fidel Castro Diaz-Balart il primogenito di Fidel si è suicidato il primo febbraio 2018
(Fidel Castro Diaz-Balart "Fidelito" - foto web)

Fidel Castro Diaz-Balart, il primogenito dell'ex presidente cubano Fidel Castro morto il 25 novembre del 2016 e nato dal primo matrimonio di quest'ultimo con Mirtha Díaz-Balart, si è tolto la vita giovedi 1 febbraio nella Clinica de Seguridad Personal che si trova nel reparto Kohly della capitale cubana dove era ospitato da diversi mesi per sottoporsi a cure resesi necessarie dopo essere caduto in un profondo stato di depressione. Aveva 68 anni e in tutta l'Isola era conosciuto come “Fidelito” per la sua grande somiglianza fisica al padre. La notizia è stata diffusa dalla popolare trasmissione televisa Mesa Redonda che tuttavia non si è soffermata sui particolari del decesso. Secondo altre fonti Fidelito, che avrebbe gia tentato poco tempo fa di togliersi la vita con un colpo di pistola, si sarebbe suicidato lanciandosi nel vuoto.

Ma chi era Fidel Castro Diaz-Balart?

Fidel jr nasce all'Avana nel 1949 dal matrimonio tra Fidel Castro Ruz e Mirta Diaz-Balart una giovane donna appartenente ad una delle famiglie più aristocratiche dell'Avana.

Siamo nel 1942 quando il giovane Fidel all'ora sedicenne entra in un collegio gesuita dove di diplomerà tre anni dopo per poi iscriversi successivamente nel 1945 all'Università dell'Avana. E' in questo periodo che Fidel comincierà ad interessarsi sempre di più alla politica universitaria e nazionale partecipando addirittura solo due anni più tardi ad una spedizione militare nella Repubblica Dominicana per combattere la sanguinosa dittatura di Rafael Trujillo. Durante gli studi giovanili presso il Collegio gesuita Fidel conosce Rafael Diaz-Balart che gli presenterà nel 1946 la sorella Mirta, giovane e aristocratica studentessa di filosofia. Il 12 ottobre del 1948 Fidel e Mirta si sposeranno con rito cattolico a Banes nell'oriente dell'isola caraibica. In futuro Rafael e tutta la sua famiglia diventeranno acerrimi nemici del lider maximo...

Fidel Castro e la sua prima moglie Mirta Diaz-Balart
(il matrimonio di Fidel e Mirta - foto web)

Fidelito nasce da questa unione il primo di settembre del 1949. Il matrimonio tra Fidel e Mirta entra però subito in crisi. Fidel che si laurerà in legge nel 1950 è ormai totalmente afferrato dall'impegno politico che diventerà per lui una ossessione dopo il colpo di stato di Batista avvenuto a Cuba nel 1952. Egli si allontanerà sempre di più dalla famiglia e nel 1955 dopo il fallimento dell'assalto alla caserma Moncada, la prigionia e l'esilio in Messico riceverà la domanda di divorzio da parte di Mirta che nel frattempo si era trasferita con il figlio in Spagna. Solo nel 1959 dopo il trionfo della Rivoluzone Fidel padre e figlio si reincontreranno nell'isola dove poi Fidelito crebbe come uomo e scienziato.

Fidel Castro con il suo primogenito Fidel Felix suicidatosi il 1 febbraio del 2018
(Fidel riabbraccia il figlio Fidel Felix dopo il trionfo della rivoluzione - foto web)
Fidel Castro con il suo primogenito Fidelito
(Fidel padre e figlio - foto web)
A Cuba "Fidelito"  iniziò infatti gli studi per poi trasferirsi nella ex Unione sovietica dove si laureò nei primi anni '70 prima in Scienze Fisico Matematiche presso l'Istituto di Energia Atomica Kurchatov in Mosca e poi in Fisica Nucleare presso l'Università Statale Lomonosov  ubicata sempre nella capitale sovietica con il falso nome di José Raúl Fernández, stratagemma che utilizzò per garantirsi anonimato e sicurezza. Successivamente continuò i suoi studi in patria, in Spagna ed ancora nella ex URSS. Tra il 1980 e il 1992 fu designato come responsabile della politica nucleare di Cuba e diresse la costruzione della centrale nucleare di Jaragua nella provincia di Cienfuegos che doveva essere la prima nell'Isola cubana e la più grande in tutta la regione caraibica. L'opera fu abbandonata prima di essere completata in seguito alla dissoluzione dell'impero sovietico ed oggi è solo un polveroso ricordo della cooperazione tra Cuba e Urss.

Fidel jr rappresentò anche Cuba tra il 1983 e il 1992 presso l'organizzazione Internazionale dell'Energia Atomica (OIEA) e fu il presidente dal 1983 al 1987 del Gruppo di Coordinamento dei Paesi Non Allineati per l'uso pacifico dell'Energia Atomica.

Il suo dramma umano e professionale si compì nel 1992, precisamente il 17 giugno, quando il padre Fidel, dopo il fallimento del progetto Jaragua, lo destituì dall'incarico “per inefficienza nell'esercizio delle sue funzioni”. Solo dopo sette anni di purgatorio Fidelito fu riabilitato e nominato nel 1999 consigliere nel “Ministerio de la Industria Basica” carica che ricoprì senza tralasciare la sua principale occupazione che era quella di divulgatore scientifico.

Fidel Castro Díaz-Balart ha compiuto nella sua vita molti viaggi all'estero, uno degli ultimi a Mosca nel 2016 dove fu invitato alla Conferenza Mondiale dell'Associazione Internazionale dei Parchi Tecnologici.

E' stato anche autore di diversi libri scientifici tra cui “Elementi e riflessioni circa la Politica Scientifica Nazionale” edito nel 1985 e “La grande sfida del Terzo Millennio. Energia nucleare: pericolo ambientale o soluzione per il futuro” pubblicato nel 1997. Nel 2013 ha ricevuto dall'Univesità Statale di Mosca la laurea Honoris Causa.

Poco si conosce invece della sua vita personale. Si sa che è stato sposato due volte e che era padre di tre figli avuti dalla prima moglie, una scienziata russa, e che a sua volta aveva cinque fratellastri riconosciuti e nati dall'unione del padre Fidel con la cubana Dalia Soto del Valle.

Attualmente Fidelito ricopriva il ruolo di Assessore scientifico del Consiglio di Stato di Cuba il massimo organo di governo dell'Isola ed era Vicepresidente dell'Accademia di Scienze di Cuba.

Fidel Castro Diaz-Balart il primogenito di Fidel Castro è morto suicida il ! febbraio 2018
("Fidelito" ai funerali del padre, novembre 2016 - foto web)

Le ultime apparizioni di Fidelito in pubblico sono state in occasione dei funerali del padre nel novembre 2016 e successivamente nell'agosto del 2017 quando partecipò all'investitura dello scienziato americano Peter Agre, premio Nobel 2003 per la chimica, come membro dell'Accademia delle Scienze di Cuba.

Poi il buio, la depressione e la morte.