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Vaticano,

Abbattiamo tutti i muri!

Il 23 febbraio 2015 siamo stati ospitati presso gli studi di Teleromagna per la registrazione di una puntata di "30 Minuti", una seguitissima trasmissione condotta con stile dal dott.Valbonetti Pier Giorgio. Oltre all'autore di “Mambo Tango” erano presenti anche il dott. Donati Alberto, già assessore alla cultura del Comune di Cervia, e il signor Baratella Stefano presidente e fondatore della Onlus Oltrelimite.

Donati, da profondo conoscitore della storia latinoamericana, ha esposto con passione e puntuali riferimenti filosofici la situazione socio politica del Nuovo Mondo soffermandosi sul “paradosso” Cuba, l'isola castrista, socialista ed atea, che nel corso della sua vicenda politica non ha mai rinnegato la presenza ed il ruolo svolto dal Vaticano sulle sue sponde ma che al contrario, dalla caduta del muro di Berlino ad oggi, passando attraverso le figure dei Pontefici Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, ha affidato il proprio percorso di cambiamento all'opera instancabile della Santa Sede. Fatto questo che ha registrato una decisa accelerazione con l'avvento di Papa Francesco, il gesuita Bergoglio, uomo che conosce non solo le periferie delle metropoli latinoamericane ma anche tutte le periferie del mondo. Vi rimando alla lettura della sua bellissima riflessione sui cambiamenti che investono l'isola alla luce del recente disgelo delle relazioni con gli Stati Uniti d'America.

Cuba, ancora una volta nella sua tormentata storia, si pone come punto di riferimento per i tutti i paesi del terzo mondo!

Francesco e Cirillo. Il mondo cristiano si incontra a Cuba. Dopo 1000 anni.

Papa Francesco incontra il Patriarca Kirill a Cuba il 12.2.2016
                                                          (Francisco e Kirill - foto web)

6 Febbraio 2016

Cuba ancora al centro del mondo. Cuba ancora protagonista di un evento storico senza precedenti, certamente di natura spirituale, ma che custodisce una straordinaria valenza politica poichè coinvolge l'esistenza di centinaia di milioni di cristiani sparsi nel mondo. La notizia  è di ieri 5 febbraio 2016. Papa Francesco e il Patriarca Ortodosso Kirill si in contreranno il prossimo 12 febbraio 2016 per alcune ore sul suolo cubano. Entrambi impegnati in visite apostoliche in America Latina, verranno accolti dal Presidente Raul Castro all'aereoporto internazionale José Martì dove avranno poi un colloquio personale di un paio d'ore che si concluderà con la firma congiunta di un documento i cui contenuti sono per il momento sconosciuti. Il Primate Kirill si fermerà poi a Cuba per circa una settimana poi andrà anche in Brasile e Paraguay, mentre Papa Francesco proseguirà verso il Messico nel suo ventesimo viaggio apostolico. Un viaggio denso di impegni che vivrà il suo momento più intenso il 13 febbraio con l'omaggio alla Madonna di Guadalupe, la "Madre dell'America" per sua stessa definizione, presso il santuario mariano di Città del Messico.

I rapporti tra le due più grandi espressioni del mondo cristiano si sono interrotti nel 1054 anno del grande scisma tra le Chiese di Occidente e di Oriente che in quella circostanza si scomunicarono a vicenda. Da Mosca il metropolita Ilarione di Volokolamsk ha detto che la situazione in Medio Oriente, Africa ed in altre regioni del mondo dove si sta consumando "un vero e proprio genocidio di cristiani richiede misure urgenti ed una più stretta cooperazione tra le Chiese Cristiane". Questi avvenimenti hanno indubbiamente accellerato il cammino di riavvicinamento tra i fratelli separati.

Il disegno di Papa Bergoglio di unire le chiese di tutto il mondo e che segue gli sforzi compiuti dai precedenti Pontefici Papa Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI,  prenderà forma inaspettatamente in terra cubana, crocevia sempre più importante della diplomazia vaticana.

Il calore dei tropici favorirà un nuovo disgelo e Cuba rafforzerà il suo ruolo nella diplomazia  internazionale. Che sia di buon auspicio per una ritrovata concordia anche tra tutti i cittadini cubani. Pa' lante y sin miedo!

Milagro. Il Cristo di Cuba a Lampedusa

Il Cristo donato da Raul Castro a Papa Francesco sbarca a Lampedusa
(foto web)

Che bella notizia! Durante la visita effettuata da Papa Francesco a Cuba nel settembre del 2015, il Presidente Raul Castro fece dono al Pontefice di un Cristo realizzato dall'artista cubano Alexis Leyva Machado, conosciuto con il nome di Kcho. Si tratta di un'opera imponente, alta poco più di 3 metri e larga 275 cm.

L'opera, che si chiama Milagro (miracolo), è stata realizzata utilizzando i remi di barca di alcuni pescatori cubani e sta a simboleggiare i migranti di ogni parte del mondo.

Il Crocifisso che è arrivato in Vaticano con lo stesso aereo che accompagnò Papa Francesco durante il viaggio apostolico è stato esposto per la prima volta in Sicilia il 13 dicembre del 2015 nella Chiesa Santa Croce di Agrigento in occasione dell'apertura del Giubileo straordinario della Misericordia e poi dopo alcuni giorni di pellegrinaggio è stato trasferito dal 17 gennaio 2016 presso la parrocchia di S.Gerlando a Lampedusa.

"Questo Cristo, queste braccia aperte che dalla Chiesa di Lampedusa guarderanno il mare, diventano faro e speranza per tutti!" ha detto il Cardinale di Agrigento Francesco Montenegro mentre Don Mimmo Zambito, parroco di Lampedusa ha detto che "L'immagine del Crocifisso che Papa Francesco ci dona dall'isola di Cuba, è annuncio di misericordia. L'unità dell'umanità di Cristo prevale su ogni conflitto. Più importante di ogni ideologia è la realtà della Sua vita che dona ancora vita abbattendo muri ed attraversando confini"

Cuba e Lampedusa, due mondi lontani e così simili stretti nell'abbraccio della Croce. Che bella storia!

Il Cristo di Castro, da Cuba a Lampedusa il dono fatto a Papa Francesco
(foto web)

https://youtu.be/EDzMN5fz6JE         Breve filmato sul Crocifisso donato da Raul Castro a Papa Francesco         

 

Papa Francesco a Cuba tra fede e speranza

Papa Francesco a Cuba. 19 - 22 settembre 2015 (foto web CiberCuba)

 (In croce un giorno morì l'Uomo; bisogna imparare a morire tutti i giorni sulla croce...)

 

Testo integrale del discorso pronunciato da Papa Francesco al suo arrivo all'Avana. 19 settembre 2015

Signor Presidente,
Distinte Autorità,
Fratelli nell’Episcopato,
Signori e Signore,

molte grazie, Signor Presidente, per la Sua accoglienza e le Sue cortesi parole di benvenuto a nome del Governo e di tutto il popolo cubano. Il mio saluto va anche alle Autorità e ai membri del Corpo Diplomatico che hanno avuto la cortesia di rendersi presenti in questa circostanza.
Saluto il Cardinale Jaime Ortega y Alamino, Arcivescovo di La Habana, Mons. Dionisio Guillermo García Ibáñez, Arcivescovo di Santiago di Cuba e Presidente della Conferenza Episcopale, gli altri Vescovi e tutto il popolo cubano. Ringrazio tutti voi per la vostra fraterna accoglienza.

Grazie a tutti coloro che si sono prodigati nella preparazione di questa visita pastorale. Vorrei chiederLe, Signor Presidente, di trasmettere i miei sentimenti di speciale considerazione e rispetto a Suo fratello Fidel. Vorrei inoltre che il mio saluto giungesse in modo particolare a tutte quelle persone che, per diversi motivi, non potrò incontrare e a tutti i cubani dispersi nel mondo.

Papa FRancesco a Cuba 19 - 22 settembre 2015                                             ( foto web CiberCuba)



Come lei signor presidente ha sottolineato, in questo anno 2015 si celebra l’80° Anniversario dello stabilimento delle relazioni diplomatiche ininterrotte tra la Repubblica di Cuba e la Santa Sede. La Provvidenza mi permette di arrivare oggi in questa amata Nazione, seguendo le indelebili orme del cammino aperto dai memorabili viaggi apostolici che hanno compiuto in quest’Isola i miei due predecessori, san Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. So che il loro ricordo suscita gratitudine e affetto nel popolo e nelle Autorità di Cuba. Oggi rinnoviamo questi legami di cooperazione e amicizia perché la Chiesa continui ad accompagnare ed incoraggiare il popolo cubano nelle sue speranze e nelle sue preoccupazioni, con libertà e con i mezzi necessari per far giungere l’annuncio del Regno fino alle periferie esistenziali della società.

Questo viaggio apostolico coincide inoltre con il primo Centenario della proclamazione della Vergine della Carità del Cobre quale Patrona di Cuba, da parte di Benedetto XV. Furono i veterani della guerra d’indipendenza, mossi da sentimenti di fede e di patriottismo, che chiesero che la Vergine "mambisa" fosse la patrona di Cuba come Nazione libera e sovrana. Da quel momento, Ella ha accompagnato la storia del popolo cubano, sostenendo la speranza che custodisce la dignità delle persone nelle situazioni più difficili e difendendo la promozione di tutto ciò che conferisce dignità all’essere umano. La devozione crescente verso la Vergine della Carità del Cobre è una testimonianza visibile della presenza della Vergine nell’anima del popolo cubano. In questi giorni avrò l’occasione di recarmi al Santuario del Cobre come figlio e pellegrino, a pregare nostra Madre per tutti i suoi figli cubani e per questa amata Nazione, perché percorra sentieri di giustizia, di pace, di libertà e di riconciliazione.

19 settembre 2015. Raul Castro accoglie Papa Francesco                           (foto wew CiberCuba)



Geograficamente, Cuba è un arcipelago che si affaccia verso tutte le direzioni, con uno straordinario valore come “chiave” tra nord e sud, tra est e ovest. La sua vocazione naturale è quella di essere punto d’incontro perché tutti i popoli si trovino in amicizia, come sognò José Martí, «oltre le strettoie degli istmi e le barriere dei mari» (Conferenza Monetaria delle Repubbliche d’America, in Obras escogidas II, La Habana 1992, 505). Questo stesso desiderio fu di san Giovanni Paolo II con il suo ardente appello «affinché Cuba si apra con tutte le sue magnifiche possibilità al mondo e il mondo si apra a Cuba» (Discorso all’arrivo, 21 gennaio 1998, 5).

Da alcuni mesi, siamo testimoni di un avvenimento che ci riempie di speranza: il processo di normalizzazione delle relazioni tra due popoli, dopo anni di allontanamento. È un processo. È un segno del prevalere della cultura dell’incontro, del dialogo, del «sistema della valorizzazione universale... sul sistema, morto per sempre, di dinastia e di gruppo», diceva José Martí. Incoraggio i responsabili politici a proseguire su questo cammino e a sviluppare tutte le sue potenzialità, come prova dell’alto servizio che sono chiamati a prestare a favore della pace e del benessere dei loro popoli, di tutta l’America, e come esempio di riconciliazione per il mondo intero.

19 settembre 2015.  L'Arcivescovo dell'Avana e Papa Francesco(foto web CiberCuba)

Il mondo ha bisogno di riconciliazione, non di questa atmosfera di Terza Guerra Mondiale che stiamo vivendo a tappe.

Affido queste giornate all’intercessione della Vergine della Carità del Cobre, dei Beati Olallo Valdés e José López Pieteira e del venerabile Félix Varela, grande propagatore dell’amore tra i cubani e tra tutti gli esseri umani, perché accrescano i nostri legami di pace, solidarietà e rispetto reciproco.
Di nuovo, molte grazie, Signor Presidente.

Fonte testo: "Avvenire"
https://youtu.be/N7mdWqN3ezM  troverai il video del discorso di Papa Francesco.
https://youtu.be/ASEMJEDo_ec    troverai il video del discorso di Raul Castro (spagnolo)
 
il discorso di benvenuto al Papa pronunciato da Raul Castro:

Somos todos americanos

“Siamo tutti americani!”.

Con questa frase roboante il presidente degli Stai Uniti d'America il 17 dicembre 2014 ha suggellato una decisione destinata a divenire una pietra miliare nella storia del nuovo millennio. Dopo 55 anni di contrasti, tensioni ed aggressioni sia verbali che fisiche, Obama di concerto con il presidente cubano Raul Castro, ha impresso una svolta decisiva nella normalizzazione dei rapporti tra i due paesi. Una scelta coraggiosa che implica una rilettura storica ed una attenta revisione delle scelte politiche fino a qui intraprese dal gigante americano nei confronti del paese caraibico. Tra i primi interventi previsti ci sarà la riapertura della sede diplomatica Usa all'Avana seguita dal rilancio della cooperazione economica tra i due paesi. Si studieranno poi le modalità per porre fine all'embargo economico, il tristemente noto bloqueo, una tenaglia stretta al collo del caimano dal lontano 1962, epoca segnata dalla crisi dei missili e che lo stesso presidente statunitense non ha esitato a bocciare per la sua inefficacia strategica.