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Papa Francesco,

19 - 22 settembre 2015. Papa Francisco missionario di misericordia a Cuba

Il 17 settembre la televisione nazionale manda in onda un video messaggio di Papa Francesco rivolto al popolo cubano in occasione dell'imminente viaggio apostolico sull'isola. Un avvenimento straordinario atteso con gioia da milioni di cubani e dalle stesse istituzioni politiche. Non mancheranno ovviamente le critiche...

Riporto di seguito uno stralcio del video messaggio.

"Mancano pochi giorni alla mia visita e per questo motivo desidero inviarvi il mio saluto fraterno prima di incontrarci personalmente. Vengo a Cuba per condividere la fede e la speranza. Mi rallegra pensare all vostra fedeltà al Signore e il modo con cui affrontate le difficoltà di ogni giorno e l'amore con cui vi aiutate e sostenete nel cammino della vita.. Gesù vi ama veramente e vi porta sempre nel cuore e conosce meglio di tutti ciò che ognuno di voi necessita, quale è il suo desiderio più profondo, come è il nostro cuore, e non ci abbandona mai.

E quando non ci comportiamo come Lui vorrebbe, sempre resta al nostro lato disposto ad accoglierci, a confortarci e a darci una nuova speranza, una nuova opportunità.

Vengo tra voi come missionario della misericordia e della tenerezza di Dio.

Tutto sappiano che Dio perdona sempre, che sta vicino a noi, che ci ama!

Andrò al Santuario de la Virgen del Cobre come pellegrino, ma anche come un figlio che desidera andare alla casa della Madre. A Lei affiderò questo viaggio e tutto il popolo di Cuba."

 

" Faltan pocos dias para mi visita y por este motivo deseo enviar saludo fraterno antes de de encontrarnos personalmente. Vengo a Cuba a compartir fe y esperanza.

Me hace mucho bien, me ayuda mucho a pensar en su fidelidad al Señor, en el animo con que afrontan las dificultades cada dia, en el amor con que se ayudan y sostienen en el camino de la vida.

Jesus los quieres muchisimo, El los lleva siempre en el corazon, sabe mejor que nadie lo que cada uno necesita, anhela, cual es su deseo mas profundo, como es nuestro corazon y El no nos abandona nunca.  Y cuando no nos portamos como el espera, siempre se queda al lado dispuesto a acogernos, a confortarnos, a darnos una nueva esperanza, una nueva oportunidad.

Quiero estar entre ustedes como misionero de la misericordia, de la ternura de Dios, pero permitanme que los anime a ustedes para que sean misioneros de ese amor infinito de Dios. A nadie le falte testimonio de nuestra fe, de nuestro amor, que todo el mundo sepa que Dios siempre perdona, que està al lado nuestro, que Dios nos quiere. Irè al Santuario de la Virgen del Cobre como peregrino, mas como un hijo que està deseando llegar a casa de la Madre y a Ella confio este viaje y tambien le affifdo a todos los cubanos!"

4 dicembre. La religione cattolica e quella yoruba si incontrano nel giorno di Santa Barbara e Changò

4 dicembre 2017

Changò e Santa Barbara sincretizzati nella Santeria
(Changò e Santa Barbara - foto web)

Oggi è un grande giorno di festa a Cuba e in tutti i paesi dell'America latina poichè si incrociano le preghiere, i riti e le tradizioni delle due religioni più diffuse in questa area geografica, quella Cattolica introdotta dagli spagnoli e quella Yoruba praticata dagli schiavi africani proveniente dalle regioni meridionali della Nigeria.

Come già raccontato in altre pagine di questo blog i culti africani, più comunemente conosciuti come santeria, furono preservati dagli africani attraverso uno stratagemma che gli permise non solo di ingannare i coloni spagnoli ma anche di garantirgli la sopravvivenza e di custodire la memoria della propria terra. Queste popolazioni ridotte in schiavitù trovarono infatti alcuni elementi in comune tra i santi cattolici e gli dei del pantheon yoruba espediente questo che gli permise di continuare a pregare i loro Orishas senza "offendere" la sensibilità spagnola. Con il tempo le due religioni si sono per alcuni aspetti amalgamate pur mantenendo, ovviamente,  profonde differenze.

cerimonia in onore di Changò sincretizzato con Santa Barbara nella Santeria
(cerimonia in onore di Changò - foto web)

Il giorno di Santa Barbara racchiude in maniera esemplare questo passaggio storico e la sua ricorrenza viene festeggiata con grande partecipazione sia nelle chiese cattoliche sia nei barrios dove si danza freneticamente al ritmo delle congas.

4 dicembre festa di Santa Barbara sincretizzata con Changò nella Santeria
(Santa Barbara portata in processione - foto web)
Cuba festeggia il 4 dicembre il giorno di Santa Barbara e dell'orisha Changò
(fedeli devoti a Santa Barbara e a Changò - foto web)

La vita di Santa Barbara è avvolta nella leggenda. Non sono noti né il luogo (Egitto?) né il periodo in cui è vissuta (Terzo secolo dopo Cristo?). Esistono su di lei diversi racconti, alcuni si contraddicono tra loro, quello che è certo è che già nel Vll secolo d.c. la sua figura veniva venerata sia in Oriente che in Occidente. Secondo la tradizione più comune Barbara fu rinchiusa in una torre dal padre, un tale Dioscuro, allo scopo di tenerla lontana dai numerosi pretendenti attratti dalla sua smisurata bellezza ed anche per punire la sua simpatia per il cristianesimo. In un breve periodo in cui le venne concessa la libertà, la giovane si convertì al cristianesimo. Questo fatto fece infuriare il padre che la sottopose alle più crudeli torture per poi decapitarla con le sue stesse mani. Scendendo dal monte dove si era consumato il martirio Dioscuro fu colpito da un fulmine e morì ridotto in cenere.

4 dicembre festa di Santa Barbara
(Santa Barbara - foto web)
Dal 1969 il nome di Barbara non appare più nel calendario liturgico del Vaticano perchè la sua vita non è ben documentata. Viene però ricordata come una delle martiri più importanti nella storia del cristianesimo. La Santa viene rappresentata con un manto rosso calato su un candido vestito bianco, un ramo d'ulivo, il calice con il sangue di Cristo, la corona e la spada stretta in mano come simbolo del martirio. E' la protettrice dei pompieri, degli eserciti, dei minatori, degli artiglieri, degli architetti, dei muratori, dei campanari... protegge anche dai fulmini e dal fuoco. Le polveriere vengono per questo chiamate "santabarbara".

 

A Cuba Changò o Shangò è una delle 5 divinità più venerate del pantheon Yoruba insieme ad Obatalà, Yemayà, Ochun e Babalù Ayè. E' considerato il dio del tuono e del fulmine, del fuoco e della guerra, della danza, della musica, dei guerrieri e delle tempeste e di tutta la bellezza dell'uomo.

Changò o Shangò orisha principale nella Santeria
(Changò - foto web)

I suoi colori rituali sono il bianco ed il rosso che richiamano le vesti di Santa Barbara e gli elementi distintivi sono la spada e la coppa dove ama bere il vino.

Il sincretismo tra il Santo cattolico e l'Orisha africano nasceva dunque da osservazioni molto semplici ma che rilevavano caratteristiche sorprendentemente affini.

Che sia festa allora!

il 4 dicembre Cuba festeggia Santa Barbara sincretizzata con l'orisha Changò
(Cerimonia in onore di Santa Barbara e Changò - foto web)


A proposito del Natale, del presepe, di Cuba e Karl Marx

24 dicembre 2017

 
Maternità cubana, foto Franco Di Crosta
(Maternità - foto Franco Di Crosta)

Ogni giorno siamo invasi da uno sciame di notizie bizzarre che hanno suscitato in taluni sconcerto e indignazione poiché ciò che all'inizio sembrava essere soltanto un sussueguirsi di atteggiamenti provocatori da parte di pochi “lupi solitari” con il passare del tempo si è consolidato in una fastidiosa abitudine alla quale ci stiamo pigramente rassegnando. Recentemente si sono infatti moltiplicati i casi in cui rappresentanti delle istituzioni si sono fatti promotori di iniziative ostili ad ogni tipo di manifestazione riconducibile alla nostra tradizione che, non dobbiamo dimenticare, affonda le sue radici nel cristianesimo. Giorno dopo giorno si abbatte un mattocino: prima si insiste con il voler rimuovere i Crocefissi dalle scuole, dagli ospedali, dai tribunali e da tutti i luoghi pubblici, poi si tenta di cancellare tutti i simboli del Natale,  a partire dai suoi mercatini, alle melodie che tutti noi abbiamo canticchiato con i compagni di scuola o nell'intimità familiare per giungere in fine al Presepio che con i suoi pastorelli, le massaie indaffarate, i miti re magi e gli angeli sospesi a fili colorati abbiamo scoperto costituire una seria minaccia sociale poichè ritenuto discriminante e razzista nei confronti delle minoranze religiose, in primis di quella islamica.

Chi di noi non ha atteso con trepidazione quelle giornate in cui si svuotavano le scatole e si allestiva il presepe con le montagne di carta pesta e le statuette poste tra ciuffetti di muschio e sassolini di ghiaia bianca che in un sentiero appena accennato conducevano alla soglia della piccola mangiatoia, fatta di legnetti e paglia dove il bue e l'asinello scaldavano Giuseppe e Maria e il piccolo Gesù?  Questo Dio così strano che si è fatto povero e bambino per entrare nelle case e nei cuori di tutti noi.

Cosa in tutto questo scandalizza, offende e descrimina?

O forse sarebbe meglio domandarsi cosa si cela dietro a questa ostinata volontà autodistruttiva che con il pretesto di difendere la laicità di Stato sta demolendo secoli di storia, di cultura e tradizioni, di fede e di valori condivisibili da tutti, credenti e non?

Il grande filosofo napoletano Benedetto Croce, liberale e anticlericale scrisse tra le sue numerose opere un saggio intitolato “Perché non possiamo non dirci cristiani” e definì il cristianesimo come il “più profondo rivolgimento spirituale compiuto dall'umanità”.

I valori cristiani appartengono a tutti, anche a chi si dichiara non credente. Noi apparteniamo alla nostra storia e il cristianesimo è parte integrante della nostra storia.

Chi allora ha il diritto di sentirsi offeso?

Abbattiamo tutti i muri!

Il 23 febbraio 2015 siamo stati ospitati presso gli studi di Teleromagna per la registrazione di una puntata di "30 Minuti", una seguitissima trasmissione condotta con stile dal dott.Valbonetti Pier Giorgio. Oltre all'autore di “Mambo Tango” erano presenti anche il dott. Donati Alberto, già assessore alla cultura del Comune di Cervia, e il signor Baratella Stefano presidente e fondatore della Onlus Oltrelimite.

Donati, da profondo conoscitore della storia latinoamericana, ha esposto con passione e puntuali riferimenti filosofici la situazione socio politica del Nuovo Mondo soffermandosi sul “paradosso” Cuba, l'isola castrista, socialista ed atea, che nel corso della sua vicenda politica non ha mai rinnegato la presenza ed il ruolo svolto dal Vaticano sulle sue sponde ma che al contrario, dalla caduta del muro di Berlino ad oggi, passando attraverso le figure dei Pontefici Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, ha affidato il proprio percorso di cambiamento all'opera instancabile della Santa Sede. Fatto questo che ha registrato una decisa accelerazione con l'avvento di Papa Francesco, il gesuita Bergoglio, uomo che conosce non solo le periferie delle metropoli latinoamericane ma anche tutte le periferie del mondo. Vi rimando alla lettura della sua bellissima riflessione sui cambiamenti che investono l'isola alla luce del recente disgelo delle relazioni con gli Stati Uniti d'America.

Cuba, ancora una volta nella sua tormentata storia, si pone come punto di riferimento per i tutti i paesi del terzo mondo!

Colombia e Farc. Pace storica all'Avana

accordo a Cuba fra Farc e Colombia alla presenza di Raul Castro
foto it.euronews.com

L'AVANA 24 settembre 2015 - Il governo di Bogotà e le Farc (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia) hanno annunciato di aver raggiunto un accordo di pace che porrà fine ad un sanguinoso conflitto che dura da più di 40 anni.

L'accordo è stato annunciato all'Avana, città che ha ospitato queste giornate di febbrili trattative, in presenza del presidente colombiano, Juan Manuel Santos, del comandante delle Farc Rodrigo Londoño "Timoshenko" Echeverri e del presidente di Cuba Raul Castro. I rappresentanti di Cuba e Norvegia che hanno mediato i colloqui di pace iniziati nel 2012, hanno letto un comunicato congiunto nel quale sono stati tracciati gli elementi base che dovranno garantire " la verità, la convivenza, la riparazione per le vittime, la giustizia e la non ripetizione" del tragico conflitto.

Determinante per il buon esito delle trattative è stato il ruolo svolto dalla Chiesa Cattolica che ha sostenuto l'infaticabile impegno della comunità di Sant'Egidio facendosi garante del processo di riconciliazione che sembrava qualche tempo fa pura utopia.

Il Presidente colombiano Santos ha così concluso: "Il Papa ci ha detto che non possiamo permetterci un altro fallimento sul cammino della pace e della riconciliazione. Non intendiamo fallire, è arrivata l'ora della pace".

Raul gioisce. La piccola Cuba si è ritagliata un ruolo importante come "chiave tra il nord e il sud, tra l'occidente e l'oriente" come solo qualche giorno fa auspicava Papa Francesco.

Come può uno scoglio arginare il mare

Nessuna ideologia per affermarsi può prescindere dalla dimensione spirituale dell'Uomo.

E' un soffio di eternità che germoglia nel cuore sin dai suoi primi palpiti.

E' come pretendere di arginare il mare frapponendo tra le sue onde grossi macigni...

 

Ninguna ideologia para tener exito puede prescindir de la dimension espiritual del Hombre.

Es un aliento de eternidad que germina en el corazon desde sus primeros latidos.

Es como pretender de represar el mar interponendo entre sus olas grandes piedras...

 

Avana 1959, Celebrazione per le vittime del regime di Batista e per i caduti della Rivoluzione
(foto web)

Questa foto risale a gennaio del 1959. Il dittatore Batista è fuggito nella vicina Repubblica Dominicana ed il governo rivoluzionario di Fidel Castro ha da pochi giorni preso la guida politica di Cuba. Sulla scalinata del Capitolio Nacional viene celebrata una solenne funzione a suffragio delle vittime del deposto regime e dei caduti negli anni della guerriglia. La Virgen del Cobre, la Cachita, portata da Santiago, benedice il popolo festante.

 

 

 

 

 

Maggio 1961. Religiose espulse dal governo cubano giungono a Miami
                                      

 

 

Trascorrono pochi mesi d'allora. Un volo speciale della Pan American atterra a Miami il 19 maggio del 1961 con un gruppo di religiose espulse dal Governo Rivoluzionario. Pochi mesi dopo più di 130 sacerdoti compresi il vescovo Eduardo Boza Masvidal furono costretti a lasciare l'Isola seppure molti di loro avessero assistito come cappellani l'Esercito Ribelle nei giorni dei furiosi combattimenti. Molte proprietà della Chiesa furono confiscate e rimasero a Cuba circa un migliaio tra sacerdoti e religiosi.  (foto web)

 

 

 

 

 

 

Nel 1998 la svolta. Papa Giovanni Paolo II si reca a Cuba per una visita straordinaria. E' il primo Pontefice della Chiesa Cattolica a mettere piede sull'Isola Caraibica. Le immagini dei due "grandi vecchi" che sembrano sorreggersi a vicenda fanno il giro del mondo. La tenerezza di quei momenti avrà in realtà la forza dirompente di una nuova rivoluzione.

Gennaio 1998. Fidel Castro accoglie Papa Giovanni Paolo ll all'Avana
                   (foto web cubaqui)

"Il mondo si apra a Cuba e Cuba si apra al mondo!"

 

 

 

 

 

 

 

 

Papa Giovanni Paolo ll e Fidel Castro. L'Avana gennaio 1998Papa Giovanni Paolo II incontra Fidel Castro. Cuba, gennaio 1998
(foto web)
 

 

 

 

 

                 

                    

 

                                                                                                               

 

Papa Giovanni Paolo ll incontra Cuba. Gennaio 1998Papa Giovanni Paolo ll in visita a Cuba. Gennaio 1998
(foto web grnlivenet) La messa in Piazza della Rivoluzione

 

 

Papa Benedetto XVI a Cuba. Messa nella Plaza de  la Revolucion. Marzo 2012(foto web)

Nel marzo del 2012 Papa Benedetto XVI visiterà nuovamente Cuba accolto da una folla oceanica e festante. In quei giorni il Pontefice dichiarerà la Virgen del Cobre, la Cachita, Patrona di Cuba.

 Papa Benedetto e Raul Castro. Marzo 2012, CubaPapa Benedetto XVl e Fidel Castro. Cuba marzo 2012                                 (foto web  Papa Benedetto XVl e Raul Castro)                                             (foto web Papa Benedetto XVl e Fidel Castro)

 

L'opera instancabile del Vaticano è proseguita con Papa Bergoglio, Francesco, il primo Pontefice dell'America latina. Grande attesa per la visita che ci sarà dal 19 al 22 di settembre 2015a cui farà seguito il viaggio negli USA di Barack Obama. Il coronamento dell successo diplomatico che ha portato alla riapertura dei rapporti tra i due Paesi "ex nemici".

Papa Francesco e Raul Castro in Vaticano     attesa a Cuba per la visita di Papa Francesco
(foto web quotidiano.it)                                                                 (foto web miopapa) la grande attesa per Francesco

Da simbolo della guerra fredda a terra di riconciliazione.

14 febbraio 2016

Papa Francesco e il Patriarca Kirill si incontrano all'Avana il 12 febbraio 2016
                            (foto web)

"Finalmente! Somos Hermanos!"

Con queste parole Papa Francesco ha accolto il Patriarca di Mosca Kirill nello storico incontro avvenuto il 12 febbraio 2016 presso l'aereoporto internazionale José Martì all'Avana.

"Ora le cose sono più facili" ha ribattuto Kirill, "E' chiaro che é la volontà di Dio!" ha concluso Papa Francesco.

Semplici e spontanee parole che hanno chiuso un abisso che durava dal 1054 data in cui un doloroso scisma che portò alle reciproche scomuniche divise la famiglia cristiana in Chiesa d'Oriente e in quella di Roma. La profonda crisi internazionale, il dilagare del terrorismo e il genocidio perpetrato ai danni dei cristiani in tutto il mondo in quello che è stato definito "l'ecumenismo del sangue", hanno accellerato senza dubbio la realizzazione di questo storico incontro.

"Siamo due vescovi che hanno parlato delle proprie chiese", ha affermato Papa Francesco chiarendo che nessuna delle due parti ha voluto affermare la propria supremazia sul diretto interlocutore.

In un mondo confuso, dilaniato da conflitti, impoverito nei suoi valori etici e morali arriva da Cuba un segnale forte di speranza e riconciliazione.

Perchè a Cuba? Per esigenze logistiche visto che i due Primati erano entrambi in viaggio in America Latina o è "la fantasia di Dio" che ha permesso tutto questo?

L'Europa vive profonde divisioni sul piano sociale, economico e anche su quello spirituale. La piccola regione caraibica sembra al contrario capace di assorbire le novità in un ruolo neutrale che sta favorendo la sua "riconciliazione" con il mondo. E' stato molto strano vedere Raul Castro attorniato da Vescovi e Cardinali e prestarsi umilmente a fare da cerimoniere all'evento con un protocollo semplice e dignitoso ma denso di umanità!

Francesco e Cirillo al termine dell'incontro hanno firmato una dichiarazione congiunta dai risvolti rivoluzionari.

Francesco e Cirillo firmano una dichiarazione congiunta. Avana 12 febbraio 2016
                                            (foto web)

La testardaggine di Francesco, la lungimiranza e responsabilità di Kirill, la fantasia di Dio ...

La Cuba di Castro da simbolo della Guerra Fredda a luogo di riconciliazione e di disgelo fra le più grandi famiglie cristiane.

"Se continua così Cuba diventerà la capitale dell'Unione" è l'ultimo messaggio di Papa Francesco a Cuba.

Di seguito i video che raccontano l'avvenimento ed il testo della dichiarazione congiunta firmata dai due Primati.

https://youtu.be/7888fEi9XXE                                                                        Francesco e Cirillo, l'abbraccio più atteso.

https://youtu.be/9cwkPzFVmvY                                                                      Francisco e Kirill, la firma della dichiarazione congiunta e i saluti.

 

Dichiarazione congiunta firmata all'Avana il 12 febbraio 2016 da Papa Francesco e il Patriarca di Mosca Kirill

1. Per volontà di Dio Padre dal quale viene ogni dono, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo, e con l’aiuto dello Spirito Santo Consolatore, noi, Papa Francesco e Kirill, Patriarca di Mosca e di tutta la Russia, ci siamo incontrati oggi a L’Avana. Rendiamo grazie a Dio, glorificato nella Trinità, per questo incontro, il primo nella storia. Con gioia ci siamo ritrovati come fratelli nella fede cristiana che si incontrano per «parlare a viva voce» (2 Gv 12), da cuore a cuore, e discutere dei rapporti reciproci tra le Chiese, dei problemi essenziali dei nostri fedeli e delle prospettive di sviluppo della civiltà umana.

Francesco chiama. Raul risponde.

19 novembre 2016

Papa Francesco e il suo rapporto con Cuba
(foto web)
Domenica 6 novembre, durante l'Angelus proclamato in occasione del Giubileo dei Detenuti, Papa Francesco ha rivolto un appello al mondo intero perchè si giungesse ad un gesto di clemenza nei confronti dei detenuti ritenuti più meritevoli. Così il 14 novembre, un pò a sorpresa, il quotidiano "Granma", l'organo ufficiale del Partito Comunista Cubano, ha reso noto dalle sue pagine che:
"El Consejo de Estado de la República de Cuba, en respuesta al llamado del Papa Francisco a los jefes de Estado en el Año Santo de la Misericordia, acordó indultar a 787 sancionados".

 ("Il Consiglio di Stato della Repubblica di Cuba", in risposta all'appello di Papa Francesco ai capi di Stato nell'Anno Santo della Misericordia, ha concesso l'indulto a 787 detenuti").

Cuba è stato dunque il primo Paese a decretare una serie cospicua di indulti le cui scelte hanno tenuto conto della gravità del reato commesso, del comportamento tenuto durante la detenzione e del tempo rimanente all'estinzione della pena assegnata. Inoltre il giornale ha riferito che a beneficiare dell'indulto sono state anche alcune categorie più deboli, come le donne, i giovani e gli ammalati. Esclusi invece i reati di omicidio, traffico di droga, corruzione di minori,violenza carnale e quelli considerati gravi e pericolosi per la società. In precedenza, in occasione della visita del Ponteficie a Cuba, Raul liberò circa 3.000 detenuti. Francisco chiama Raul risponde!

Il perdono e la riconciliazone sono tappe fondamentali nel cammino intrapreso dalla nuova Cuba.

Francesco e Cirillo. Il mondo cristiano si incontra a Cuba. Dopo 1000 anni.

Papa Francesco incontra il Patriarca Kirill a Cuba il 12.2.2016
                                                          (Francisco e Kirill - foto web)

6 Febbraio 2016

Cuba ancora al centro del mondo. Cuba ancora protagonista di un evento storico senza precedenti, certamente di natura spirituale, ma che custodisce una straordinaria valenza politica poichè coinvolge l'esistenza di centinaia di milioni di cristiani sparsi nel mondo. La notizia  è di ieri 5 febbraio 2016. Papa Francesco e il Patriarca Ortodosso Kirill si in contreranno il prossimo 12 febbraio 2016 per alcune ore sul suolo cubano. Entrambi impegnati in visite apostoliche in America Latina, verranno accolti dal Presidente Raul Castro all'aereoporto internazionale José Martì dove avranno poi un colloquio personale di un paio d'ore che si concluderà con la firma congiunta di un documento i cui contenuti sono per il momento sconosciuti. Il Primate Kirill si fermerà poi a Cuba per circa una settimana poi andrà anche in Brasile e Paraguay, mentre Papa Francesco proseguirà verso il Messico nel suo ventesimo viaggio apostolico. Un viaggio denso di impegni che vivrà il suo momento più intenso il 13 febbraio con l'omaggio alla Madonna di Guadalupe, la "Madre dell'America" per sua stessa definizione, presso il santuario mariano di Città del Messico.

I rapporti tra le due più grandi espressioni del mondo cristiano si sono interrotti nel 1054 anno del grande scisma tra le Chiese di Occidente e di Oriente che in quella circostanza si scomunicarono a vicenda. Da Mosca il metropolita Ilarione di Volokolamsk ha detto che la situazione in Medio Oriente, Africa ed in altre regioni del mondo dove si sta consumando "un vero e proprio genocidio di cristiani richiede misure urgenti ed una più stretta cooperazione tra le Chiese Cristiane". Questi avvenimenti hanno indubbiamente accellerato il cammino di riavvicinamento tra i fratelli separati.

Il disegno di Papa Bergoglio di unire le chiese di tutto il mondo e che segue gli sforzi compiuti dai precedenti Pontefici Papa Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI,  prenderà forma inaspettatamente in terra cubana, crocevia sempre più importante della diplomazia vaticana.

Il calore dei tropici favorirà un nuovo disgelo e Cuba rafforzerà il suo ruolo nella diplomazia  internazionale. Che sia di buon auspicio per una ritrovata concordia anche tra tutti i cittadini cubani. Pa' lante y sin miedo!

Francisco all'Avana. Non si servono le ideologie ma le persone

20 settembre 2015. E' appena terminata la Santa Messa celebrata in Piazza della Rivoluzione all'Avana dinnanzi ad una marea di  600 mila persone.

Il Papa, la Virgen Mambisa, Josè Martì, Che Guevara e Camilo Cienfuegos, il popolo, tutta Cuba.

Quanti simboli per una terra in cammino! Il suo passato, il suo presente ed il suo futuro. Tutto ai piedi del Cristo Misericordioso.

20 settembre 2015. Il Papa all'Avana. I due rivoluzionari argentini.
(foto atlasweb.it)

Il Papa si è rivolto con parole ferme ma cariche di tenerezza, alla gente di Cuba, alle sue Istituzioni, al presidente Raul, alla Colombia e al cuore di ogni credente e non di tutto il mondo.

Ecco alcuni passaggi:

 "No se sirve a ideologías, se sirve a personas", "NON SI SERVONO IDEOLOGIE SI SERVONO PERSONE" "Quien no vive para servir, no sirve para vivir", "CHI NON VIVE PER SERVIRE, NON SERVE PER VIVERE“ Quien quiera ser grande que sirva a los demás, no que se sirva de los demás”,"CHI VUOLE ESSERE GRANDE SERVA GLI ALTRI, NON CHE SI SERVA DEGLI ALTRI".                                    

"Cuba es un pueblo que tiene heridas pero sabe estar con los brazos abiertos, con esperanza." "CUBA E' UN POPOLO CHE HA DELLE FERITE E CHE PERO' SA STARE CON LE BRACCIA APERTE, CON SPERANZA" .

...giusto qualche spunto di riflessione!

Se vuoi ascoltare l'omelia questo è il link www.youtube.com

E se vuoi leggerla qui di seguito troverai il testo completo:

Il Papa a Holguin. Lo sguardo, la parola, l'amore.

Papa ad Holguin celebra la Messa il 21.09.2015
(foto Oncuba)

Holguin 21 settembre 2015. Papa Francesco raggiunge Holguin, seconda tappa del suo viaggio apostolico a Cuba. E' il primo Pontefice a recarsi nella terza città per dimensioni dell'isola caraibica. Una visita improntata sulla celebrazione dell Messa nella Plaza de la Revolucion ed alla benedizione impartita dalla Loma de la Cruz, luogo che ogni abitante di Holguin conosce. Il Papa recita una omelia dai contenuti forti incentrati sulla figura di San Matteo e sul suo cambiamento avvenuto dopo l'incontro con Gesù.

Papa Francesco ad Holguin. Messa del 21 settembre 2015
(foto Oncuba)

Questo è per me il passo più importante:

"Gesù va davanti, ci precede, fa la strada e c’invita a seguirlo. C’invita a continuare lentamente a superare i nostri preconcetti, le nostre resistenze al cambiamento degli altri e perfino di noi stessi. Ci sfida giorno per giorno con la domanda: Credi? Credi che sia possibile che un esattore si trasformi in servitore? Credi che sia possibile che un traditore diventi un amico? Credi che sia possibile che il figlio di un falegname sia il Figlio di Dio? Il suo sguardo trasforma i nostri sguardi, il suo cuore trasforma il nostro cuore. Dio è il Padre che cerca la salvazione di tutti i suoi figli". 

Se vuoi ascoltare l'omelia di Papa Francesco a Holguin:  https://youtu.be/v_vqur57vsw

Se vuoi leggere la straordinaria omelia qui trovi il testo integrale:

La rivoluzione della tenerezza

Papa Francesco a Cuba. Visita a Santiago e alla Virgen del Cobre                              (foto OnCuba)                             

"Ed ogni volta che guardiamo Maria ritorniamo a credere quanto siano rivoluzionari la tenerezza e l’affetto (Evangelii gaudium, 288). Generazione dopo generazione, giorno dopo giorno... siamo invitati a vivere la rivoluzione della tenerezza come Maria, Madre della Carità. Siamo invitati ad uscire di casa, ad avere gli occhi ed il cuore aperto agli altri. La nostra rivoluzione passa per la tenerezza, per l’allegria che si fa sempre prossimità, che si fa sempre compassione che non è pena, è soffrire per liberare; e ci porta ad includerci, per servire, nella vita degli altri. La nostra fede ci fa uscire di casa ed andare all’incontro degli altri per condividere godimenti ed allegrie, speranze e frustrazioni."

Questo è solo un passaggio dell'omelia pronunciata da Papa Francesco in occasione della visita al

Papa Francesco a Cuba. Visita alla Virgen del Cobre, Santiago

 

                                                                                                        (foto OnCuba)

Santuario Nacional de la Virgen del Cobre a Santiago avvenuta il giorno 22 settembre 2015.

Nella regione orientale dell'isola, nella culla del son e della revolucion, Francesco ha parlato della "rivoluzione della tenerezza" come l'unica soluzione per aprirci all'altro. Parole rivolte non solo ai cubani ma al mondo intero.  

https://youtu.be/dAUrDRqEDzM   Omelia di Papa Francesco

 

 

 

Se vuoi leggere il testo dell'intera omelia lo troverai qui di seguito:

Milagro. Il Cristo di Cuba a Lampedusa

Il Cristo donato da Raul Castro a Papa Francesco sbarca a Lampedusa
(foto web)

Che bella notizia! Durante la visita effettuata da Papa Francesco a Cuba nel settembre del 2015, il Presidente Raul Castro fece dono al Pontefice di un Cristo realizzato dall'artista cubano Alexis Leyva Machado, conosciuto con il nome di Kcho. Si tratta di un'opera imponente, alta poco più di 3 metri e larga 275 cm.

L'opera, che si chiama Milagro (miracolo), è stata realizzata utilizzando i remi di barca di alcuni pescatori cubani e sta a simboleggiare i migranti di ogni parte del mondo.

Il Crocifisso che è arrivato in Vaticano con lo stesso aereo che accompagnò Papa Francesco durante il viaggio apostolico è stato esposto per la prima volta in Sicilia il 13 dicembre del 2015 nella Chiesa Santa Croce di Agrigento in occasione dell'apertura del Giubileo straordinario della Misericordia e poi dopo alcuni giorni di pellegrinaggio è stato trasferito dal 17 gennaio 2016 presso la parrocchia di S.Gerlando a Lampedusa.

"Questo Cristo, queste braccia aperte che dalla Chiesa di Lampedusa guarderanno il mare, diventano faro e speranza per tutti!" ha detto il Cardinale di Agrigento Francesco Montenegro mentre Don Mimmo Zambito, parroco di Lampedusa ha detto che "L'immagine del Crocifisso che Papa Francesco ci dona dall'isola di Cuba, è annuncio di misericordia. L'unità dell'umanità di Cristo prevale su ogni conflitto. Più importante di ogni ideologia è la realtà della Sua vita che dona ancora vita abbattendo muri ed attraversando confini"

Cuba e Lampedusa, due mondi lontani e così simili stretti nell'abbraccio della Croce. Che bella storia!

Il Cristo di Castro, da Cuba a Lampedusa il dono fatto a Papa Francesco
(foto web)

https://youtu.be/EDzMN5fz6JE         Breve filmato sul Crocifisso donato da Raul Castro a Papa Francesco         

 

Papa Francesco a Cuba tra fede e speranza

Papa Francesco a Cuba. 19 - 22 settembre 2015 (foto web CiberCuba)

 (In croce un giorno morì l'Uomo; bisogna imparare a morire tutti i giorni sulla croce...)

 

Testo integrale del discorso pronunciato da Papa Francesco al suo arrivo all'Avana. 19 settembre 2015

Signor Presidente,
Distinte Autorità,
Fratelli nell’Episcopato,
Signori e Signore,

molte grazie, Signor Presidente, per la Sua accoglienza e le Sue cortesi parole di benvenuto a nome del Governo e di tutto il popolo cubano. Il mio saluto va anche alle Autorità e ai membri del Corpo Diplomatico che hanno avuto la cortesia di rendersi presenti in questa circostanza.
Saluto il Cardinale Jaime Ortega y Alamino, Arcivescovo di La Habana, Mons. Dionisio Guillermo García Ibáñez, Arcivescovo di Santiago di Cuba e Presidente della Conferenza Episcopale, gli altri Vescovi e tutto il popolo cubano. Ringrazio tutti voi per la vostra fraterna accoglienza.

Grazie a tutti coloro che si sono prodigati nella preparazione di questa visita pastorale. Vorrei chiederLe, Signor Presidente, di trasmettere i miei sentimenti di speciale considerazione e rispetto a Suo fratello Fidel. Vorrei inoltre che il mio saluto giungesse in modo particolare a tutte quelle persone che, per diversi motivi, non potrò incontrare e a tutti i cubani dispersi nel mondo.

Papa FRancesco a Cuba 19 - 22 settembre 2015                                             ( foto web CiberCuba)



Come lei signor presidente ha sottolineato, in questo anno 2015 si celebra l’80° Anniversario dello stabilimento delle relazioni diplomatiche ininterrotte tra la Repubblica di Cuba e la Santa Sede. La Provvidenza mi permette di arrivare oggi in questa amata Nazione, seguendo le indelebili orme del cammino aperto dai memorabili viaggi apostolici che hanno compiuto in quest’Isola i miei due predecessori, san Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. So che il loro ricordo suscita gratitudine e affetto nel popolo e nelle Autorità di Cuba. Oggi rinnoviamo questi legami di cooperazione e amicizia perché la Chiesa continui ad accompagnare ed incoraggiare il popolo cubano nelle sue speranze e nelle sue preoccupazioni, con libertà e con i mezzi necessari per far giungere l’annuncio del Regno fino alle periferie esistenziali della società.

Questo viaggio apostolico coincide inoltre con il primo Centenario della proclamazione della Vergine della Carità del Cobre quale Patrona di Cuba, da parte di Benedetto XV. Furono i veterani della guerra d’indipendenza, mossi da sentimenti di fede e di patriottismo, che chiesero che la Vergine "mambisa" fosse la patrona di Cuba come Nazione libera e sovrana. Da quel momento, Ella ha accompagnato la storia del popolo cubano, sostenendo la speranza che custodisce la dignità delle persone nelle situazioni più difficili e difendendo la promozione di tutto ciò che conferisce dignità all’essere umano. La devozione crescente verso la Vergine della Carità del Cobre è una testimonianza visibile della presenza della Vergine nell’anima del popolo cubano. In questi giorni avrò l’occasione di recarmi al Santuario del Cobre come figlio e pellegrino, a pregare nostra Madre per tutti i suoi figli cubani e per questa amata Nazione, perché percorra sentieri di giustizia, di pace, di libertà e di riconciliazione.

19 settembre 2015. Raul Castro accoglie Papa Francesco                           (foto wew CiberCuba)



Geograficamente, Cuba è un arcipelago che si affaccia verso tutte le direzioni, con uno straordinario valore come “chiave” tra nord e sud, tra est e ovest. La sua vocazione naturale è quella di essere punto d’incontro perché tutti i popoli si trovino in amicizia, come sognò José Martí, «oltre le strettoie degli istmi e le barriere dei mari» (Conferenza Monetaria delle Repubbliche d’America, in Obras escogidas II, La Habana 1992, 505). Questo stesso desiderio fu di san Giovanni Paolo II con il suo ardente appello «affinché Cuba si apra con tutte le sue magnifiche possibilità al mondo e il mondo si apra a Cuba» (Discorso all’arrivo, 21 gennaio 1998, 5).

Da alcuni mesi, siamo testimoni di un avvenimento che ci riempie di speranza: il processo di normalizzazione delle relazioni tra due popoli, dopo anni di allontanamento. È un processo. È un segno del prevalere della cultura dell’incontro, del dialogo, del «sistema della valorizzazione universale... sul sistema, morto per sempre, di dinastia e di gruppo», diceva José Martí. Incoraggio i responsabili politici a proseguire su questo cammino e a sviluppare tutte le sue potenzialità, come prova dell’alto servizio che sono chiamati a prestare a favore della pace e del benessere dei loro popoli, di tutta l’America, e come esempio di riconciliazione per il mondo intero.

19 settembre 2015.  L'Arcivescovo dell'Avana e Papa Francesco(foto web CiberCuba)

Il mondo ha bisogno di riconciliazione, non di questa atmosfera di Terza Guerra Mondiale che stiamo vivendo a tappe.

Affido queste giornate all’intercessione della Vergine della Carità del Cobre, dei Beati Olallo Valdés e José López Pieteira e del venerabile Félix Varela, grande propagatore dell’amore tra i cubani e tra tutti gli esseri umani, perché accrescano i nostri legami di pace, solidarietà e rispetto reciproco.
Di nuovo, molte grazie, Signor Presidente.

Fonte testo: "Avvenire"
https://youtu.be/N7mdWqN3ezM  troverai il video del discorso di Papa Francesco.
https://youtu.be/ASEMJEDo_ec    troverai il video del discorso di Raul Castro (spagnolo)
 
il discorso di benvenuto al Papa pronunciato da Raul Castro:

Pedroso è il primo vescovo nero di Cuba. Un pastor con olor a oveja!

11 maggio 2018

Monsignor Silvano Pedroso Montalvo primo Vescovo cattolico nero nella storia di Cuba
(Monsignor Silvano Pedroso Montalvo, 25-04-1953 - foto web)

Il sacerdote cubano Monseñor Silvano Pedroso Montalvo è entrato nella storia della Chiesa Cattolica del Nuovo Mondo diventando di fatto il primo Vescovo di origine africana dell'Isola caraibica. Sabato 9 giugno il religioso è stato nominato Obispo della Diocesi di Guantanamo-Baracoa durante una solenne cerimonia tenutasi nella Cattedrale di Guantanamo, provincia orientale di Cuba.

La Cattedrale di Guantanamo, Cuba
(Guantanamo, La Cattedrale dedicata a Santa Caterina de Ricci (1836-1842) - foto web)

La cerimonia è stata presenziata dal Nunzio Apostolico della Santa Sede, l'Arcivescovo Giorgio Lingua, dai Vescovi provenienti da tutte le altre provincie dell'Isola e ha visto la partecipazione di importanti cariche istituzionali. La Diocesi di Guantanamo ha una storia piuttosto recente poichè fu creata da Papa San Giovanni Paolo II durante la sua storica visita nel 1998 e Monsignor Silvano è il terzo Vescovo di questa giovane diocesi. In precedenza l'alto prelato era stato parroco in diverse chiese dell'Avana ed ultimamente lo si poteva incontrare nella Chiesa di Nuestra Señora del Pilar, parrocchia che si trova nel municipio di Centro Habana. Prima di essere nominato Vescovo da Papa Francesco, Silvano ha ricoperto diverse cariche ecclesiastiche tra cui quella di Responsabile Diocesano della Formazione Pastorale Vocazionale. La sua ordinazione è stata celebrata il 27 maggio u.s. con una solenne funzione tenutasi nella storica Cattedrale di San Cristobal de los Angeles all'Avana dove il primo Obispo negro della storia di Cuba è stato accompagnato dall'affetto di centinaia di fedeli che hanno avuto modo di conoscerlo ed apprezzare la sua grande umanità in più di ventanni trascorsi nella capitale dove vi giunse appena 42enne nel 1995.

Silvano Pedroso Montalvo è il primo vescovo afrodiscendente di Cuba, 9 giugno 2018
(Monsignor Silvano Pedroso Montalvo nella Cattedrale dell'Avana - foto web)

Significative le parole del giornalista Benito Luis Espinosa Cheo secondo cui la Chiesa cubana deve essere orgogliosa di questo auténtico "pastor con olor a oveja”, (pastore con odore di pecora) aggiungendo che "poichè essa è una sola l'Avana non perde nulla così come Guantanamo-Baracoa non deve celebrare una conquista individuale ma che tutti insieme, come unico popolo di Dio, ci si deve sentire chiamati a celebrare, benedire e ringraziare per la vocazione del Padre Silvano e ad accompagnarlo con la preghiera perchè la sua buona opera possa essere condotta a termine".

Con l'arrivo dei coloni spagnoli nel Nuovo Mondo avvenuto alla fine del 1400 iniziò l'odiosa e sanguinosa tratta degli schiavi dall'Africa che a Cuba si protrasse fino al 1880.  La storia a volte ha tempi lunghi e il suo percorso è frequentemente macchiato da dolorose amnesie e atrocità insopportabili. La nomina di Padre Silvano come primo Obispo Negro  è un passo importante non solo per la Chiesa Cattolica ma per tutta la storia di Cuba e per quella del Mondo intero.

Un piccolo passo per l'Uomo ma un grande passo per l'Umanità!

 

Si Se Puede!

Avana 21 marzo 2016, Obama rende omaggio a José Martì
(foto web - Cultivo una rosa blanca)

 

Il 22 marzo 2016 il Presidente statunitense Obama ha parlato al popolo cubano e al suo Presidente Raul Castro dalla splendida sala del Gran Teatro Alicia Alonso all'Avana. E' stato un discorso storico e ricco di contenuti. Obama ha parlato con franchezza senza nascondersi dietro una facciata di circostanza. Ha affrontato decine di tematiche sottolineando non solo le divergenze esistenti tra le due amministrazioni ma anche i tanti punti di intesa su cui si deve e si può lavorare congiuntamente per costruire insieme un futuro migliore.

Di seguito il testo completo dello storico discorso sia in lingua italiana che in spagnolo.

 

"COLTIVO UNA ROSA BIANCA"

 

Presidente Castro, popolo di Cuba:
Molte grazie,muchas gracias, per la calorosa accoglienza che ho ricevuto, che ha ricevuto la mia famiglia, che ha ricevuto la mia delegazione. È un onore straordinario essere qui.
Ma prima di iniziare consentitemi di commentare gli attacchi terroristici che hanno avuto luogo a Bruxelles.

I pensieri e le preghiere del popolo degli Stati Uniti stanno col popolo del Belgio. Siamo solidali con loro, condannando questi indegni attacchi contro persone innocenti. Faremo tutto il necessario per appoggiare il nostro amico e alleato, il Belgio, per portare davanti alla giustizia i responsabili, e questo è un altro monito in più a che il mondo debba stare unito. Dobbiamo serrare le fila, al di là di nazionalità, razza o credenze religiose, nella lotta contro questo flagello del terrorismo. Possiamo sconfiggere, e sconfiggeremo, quelli che minacciano la nostra sicurezza e quella delle persone in tutto il mondo.

Desidero ringraziare il governo e il popolo di Cuba per l’amabilità che hanno dimostrato nei confronti miei, di Michelle, di Malia, Sasha, di mia suocera Mariam.“Cultivo una rosa blanca”. Nella sua più celebre poesia José Martí fece quest’offerta di amicizia e pace agli amici come ai nemici. Oggi, come presidente degli Stati Uniti d’America io offro al popolo cubanoel saludo de paz.

Turisti per caso. Si può fuggire dal Paradiso?

Le grandi navi da crociera arrivano a Cuba
(foto web)

Cuba ha registrato nel 2015 un afflusso di turisti vicino ai tre milioni di unità con un aumento di circa il 20% rispetto all'anno precedente. La riapertura delle relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti d'America ha sicuramente favorito lo sviluppo di quella che è considerata la maggior risorsa economica della nazione caraibica. Grandi navi da crociera si affacciano nella baia dell'Avana ed anche il turismo interno ha vissuto una potente accelerazione a partire dal 2008 anno i cui le autorità cubane hanno tolto il divieto ai propri cittadini di utilizzare le strutture alberghiere presenti sull'isola. Eppure contemporaneamente la cronaca ci racconta del dramma di migliaia di cubani, 5-7 mila secondo le ultime stime, assiepati in condizioni di profondo disagio in Costa Rica in attesa del lasciapassare per raggiungere gli Stati Uniti. La crisi è iniziata nel novembre di quest'anno e si è acuita quando il presidente del Nicaragua, Daniel Ortega, ha impedito agli esuli cubani di oltrepassare le proprie fontiere arrivando perfino a schierare l'esercito contro i disperati in fuga. Da allora il presidente del Costa Rica, Luis Gulliermo Solis, si è prodigato per consentire che venisse garantita una ospitalità quanto meno dignitosa ai cittadini cubani stretti in una morsa politica ed economica e strangolati dal peso dei sogni irrealizzati e di quelli abbandonati. La piccola Repubblica centroamericana ha messo a disposizione quasi 40 alberghi per sostenere questi cittadini in fuga. Straordinario è stato anche l'apporto del popolo costaricense e della Croce Rossa locale. Poi la svolta improvvisa. Domenica 27 dicembre, all'Angelus domenicale in Piazza San Pietro,  Papa Francesco ha esortato un intervento umanitario in grado di risolvere definitivamente la spinosa situazione; queste sono state le sue parole: "Il mio pensiero va in questo momento ai numerosi migranti cubani che si trovano in difficoltà in Centroamerica, molti dei quali sono vittime del traffico di esseri umani. Invito i Paesi della Regione a rinnovare con generosità tutti gli sforzi necessari per trovare una tempestiva soluzione a questo dramma umanitario”.

Crisi migratoria cubani. Il Nicaragua chiude le frontiere.
(foto web)

A distanza di sole 24 ore il governo della Repubblica di Costa Rica ha comunicato la conclusione di un accordo per la soluzione di questa crisi umanitaria. Si è così deciso di garantiire una migrazione ordinata, sicura e documentata verso gli Stati Uniti d'America che preveda per gli esuli un trasporto aereo fino a El Salvador e da qui in bus fino in Messico. In questa maniera si è cercato di raggirare lo scandaloso traffico di persone garantendo dignità ai migranti e sicurezza politica ai paesi coinvolti nel progetto. A questi negoziati hanno partecipato oltre a Costa Rica, Panama, El Salvador, Guatemala, Honduras, Messico e l'Organizzazione Mondiale per la migrazione con il solo Nicaragua a fare da opposizione. Probabilmente questi cittadini cubani riusciranno a trascorrere il nuovo anno nella terra tanto sognata. Resta aperta la ferita di un popolo malinconicamente in fuga da se stesso e da una terra bellissima, ricca di storia, arte e cultura. Un isola che incarna allo stesso tempo la realizzazione dei sogni per molti ed il limite imposto agli stessi ed alla libertà individuale per altri.

Crisi migratoria. Cubani bloccati in Costa Rica
(foto web)

Una terra in perenne contraddizione, afflitta da una diaspora che non conosce pause.

L'augurio è che l'anno nuovo porti pace e speranza all'amato e disorientato popolo cubano.

 

 

VII° CUMBRE de las Americas

Panama ospita in questi giorni, 10 ed 11 di aprile 2015, la VII Cumbre de las Americas, un summit di straordinaria importanza al quale partecipano 35 capi di stato in rappresentanza dei diversi stati del continente americano

Obama e Castro
fonte web Cubadebate

Si tratta di un ritorno a Panama dopo 59 anni e questo vertice passerà sicuramente alla storia per la prima partecipazione di Cuba alle sessioni di lavoro e per l'incontro avvenuto in queste ore tra il presidente caraibico Raul Castro e quello statunitense Barak Obama. Dopo una rapida ma significativa stretta di mano, i due capi di stato si sono incontrati in quella che sembra poter costituire veramente la pietra miliare di una nuova fase storica tra i due paesi. Il primo passo in questa direzione è stata la riapertura delle ambasciate con il conseguente rilancio delle relazioni diplomatiche. Il secondo determinerà la cancellazione di Cuba dalla black list dei paesi sostenitori del terrorismo internazionale. Si è parlato anche della cessazione dell'embargo e della chiusura della enclave statunitense di Guantanamo. I due capi di stato si erano incontrati per la prima volta nel 2013 ai funerali dell'indimenticabile Nelson Mandela. Allora la stretta di mano durò circa tre secondi. Questa volta ci si è spinti oltre i dieci … non è granché ma dopo più di cinquant'anni di dure schermaglie si è trattato sicuramente di un gran passo in avanti!

Virgen del Cobre, Ochun e la Cachita. Una passione tutta cubana

L’8 settembre tutto il mondo cristiano, cattolico ed ortodosso, celebra la festa della nascita di Maria la madre terrena di Gesù. Una festa che venne introdotta in occidente da Papa Sergio I nel VII secolo secondo le tradizioni orientali già radicatesi dal secolo precedente a Bisanzio, l’odierna Istanbul, in Turchia.

Cuba, come tutti i paesi latini, ha una vera e propria passione per la Madre di Dio, una devozione che ha resistito ai tempi, alle guerre e alle rivoluzioni.

La Nuestra Señora de la Caridad del Cobre è la patrona dei cubani che la chiamano più familiarmente Caridad del Cobre, Cachita o la Virgen Mambisa.

Virgen de la Caridad del Cobre

In ogni casa cubana, spesso accostata al volto del Che, trova posto questa immagine che ritrae Maria con il bambino Gesù sorretto con il braccio sinistro ed una croce nella mano destra. Il piccolo a sua volta sostiene delicatamente tra le manine il globo terrestre.

L’origine di questa devozione è avvolta nella leggenda ma si nutre anche di qualche preciso  riferimento storico.

Nel 1612 tre schiavi che lavorano in una miniera di rame (in spagnolo cobre) di Barajagua nella provincia di Holguin, partirono alla ricerca di sale dirigendosi verso le saline della baia di Nipe, la più grande dell’isola e situata nella parte nord orientale dell’isola. Il cattivo tempo ed il mare agitato impedirono ai tre ragazzi di raccogliere il sale. I tre marinai erano poco più che bambini. Juan Morteno era un africano di 10 anni e con lui viaggiavano due piccoli fratelli indios Rodrigo e Juan de Hoyos. Dopo tre giorni di attesa i tre, chiamati affettuosamente dai cubani “los tres Juanes”, i tre Giovanni, si rimisero in viaggio e fu proprio durante il ritorno che avvistarono qualcosa di chiaro che galleggiava nelle acque. Si avvicinarono e raccolsero una statua della Madonna ritta su un piccolo piedistallo rotondo. Lo stupore dei tre fu grande nel rendersi conto che l’abito di stoffa che ricopriva il manufatto era perfettamente asciutto. Sulla tavola c’era una iscrizione: “Yo soy la Virgen de la Caridad”. Giunti a Barajagua la piccola statua fu sistemata prima in una umile capanna e poi trasferita nella chiesa parrocchiale.Virgen de la Caridad del Cobre e i

Qualche anno dopo, siamo nel 1628, venne costruito un eremo presso la miniera del Cobre e qui la Vergine sarà accolta diventando oggetto di una per devozione sempre più crescente tanto che i Veterani della guerra di Indipendenza chiesero nel 1915 all’allora Pontefice Benedetto XV che proclamasse La Virgen de la Caridad patrona di Cuba cosa che avvenne l’anno successivo. Nel 1936 un altro pontefice Pio XI autorizzò la coronazione canonica dell’immagine.

Questa versione dei fatti venne confermata sotto giuramento ecclesiastico 75 anni dopo il ritrovamento da Juan Moreno l’unico dei “tres Juanes” ancora in vita e i documenti sono conservati presso l’Archivio delle Indie in Siviglia.

Esiste anche un altro racconto, molto meno romantico, che vuole che l’immagine sia stata intagliata a Toledo, in Spagna, e portata al Cobre dal capitano Francisco Sanchez de Moya incaricato dal Re Filippo II di difendere la zona mineraria dagli attacchi dei pirati inglesi.

La statua è custodita presso Basilica Santuario Nacional de Nuestra Señora de la Caridad del Cobre inaugurato l’8 settembre del 1927 e che sorge ad una ventina di chilometri da Santiago di Cuba. E’ posta su di un altare in marmo di Carrara ed adorno di oggetti di gran valore. Ai piedi della statua c’è la piccolla Capilla de los Milagros (la cappella dei Miracoli) che raccoglie offerte e voti di valore. Tra questi si trova un medaglione portato dal premio Nobel della letteratura Ernest Hemingway e di un omaggio della mamma dei fratelli Fidel e Raul Castro impegnati nelle imprese rivoluzionarie sulla Sierra Maestra. Santuario Nacional della Virgen de la Caridad del Cobre a SantiagoPapa Paolo VI nel dicembre del 1977 proclamò Basilica l’amato santuario che è da sempre meta di incessanti pellegrinaggi durante tutto l’anno. In quella occasione i fedeli raccolgono piccole pietre rese lucenti dalla presenza del minerale che porteranno con se come talismani protettori.

La religiosità a Cuba è molto forte e porta con sé non solo il valore dei principi cristiani arrivati con i colonizzatori spagnoli ma anche la tradizione e cultura africana arrivata dal continente nero in seguito alla tragica tratta degli schiavi. Quest’ultimi affidarono la sopravvivenza dei propri culti animistici identificando i santi della cristianità con gli Orisha, le loro divinità di riferimento. Questa mescolanza di credenze ha generato quel fenomeno che prende il nome di Sincretismo, cioè il coniugare santi e orisha con caratteristiche simili tra loro, ed anche Maria è stata identificata con Oshun, o Ochùn, dea della fertilità, dell’amore e della bellezza, della carità e della misericordia e protettrice come Maria delle partorienti. La Santeria è oggigiorno considerata una religione tradizionale e non soltanto un aspetto folcloristico dell’isola.

(per approfondimenti sulla Santeria vi rimando alla sezione cultura/religioni e tradizioni con note molto interessanti)