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Papa Giovanni Paolo II,

17 dicembre. Si celebra la Festa di San Lazzaro - Babayù Ayé

17 dicembre 2016

Festa di San Lazzaro celebrata a Cuba il 17 dicembre
(San Lazzaro Babayù Ayè - foto web)

Questa data rappresenta per Cuba una grande giornata di festa sia per i Cattolici che per i seguaci della Santeria. Nell'Isola caraibica la venerazione di San Lazzaro è seconda infatti solo a quella della Virgen de la Caridad.

In questa giornata ed in quelle precedenti i devoti a San Lazzaro offrono grandi sacrifici. Vestiti di tela di sacco o indossando qualcosa di colore marrone, si trascinano per i 5 chilometri che separano Santiago de las Vegas dal Santuario portando con sè grossi pesi e percorrendo il tragitto sulle ginocchia o strisciando  il prorpio corpo sulla terra o sull'asfalto. Molti di loro si martirizzano le carni sottomettendosi persino alla flagellazione. Il giorno precedente, alla mezzanotte in punto, viene celebrata una Messa e si impone il silenzio tra i fedeli. Molti sacerdoti accolgono i pellegrini esausti e feriti dando loro sollievo sia spirituale che corporale.

Una statua di San Lazzaro viene posta al di fuori del Santuario Nacional de San Lazaro che si trova a Rincon, nel Municipio Boyeros della provincia dell'Avana, e qui viene fatta oggetto di offerte e preghiere. Ogni anno più di 15 mila credenti si recano in pellegrinaggio al piccolo santuario e molti di loro fanno sacrifici durante tutto l'anno per risparmiare qualcosa destinata ad essere offerta al Santo.

Nel sincretismo religioso si afferma tutta la "cubania" che passa attraverso la miscellanea tra i culti cattolici e quelli africani. Il San Lazzaro che si venera a Cuba non è in realtà un Santo per la Chiesa Cattolica. Si tratta di un personaggio biblico la cui storia appare nei vangeli, un mendicante che si muove con le stampelle, accompagnato sempre da un cane e con le carni piene di piaghe che i riti africani identificano con Babayù-Ayé, l'orisha che secondo la religione yoruba si occupa della cura degli ammalati e protegge i poveri. Per sottrarsi alle violenze dei coloni spagnoli, gli schiavi venuti dall'Africa posero l'immagine di Lazzaro sui propri altari rendendo il suo culto molto popolare. Ancora oggi moltissimi cubani chiedono al santo mendicante salute e prosperità.

17 dicembre, Festa di San Lazzaro celebrata a Cuba sia dai cattolici che dai credenti yoruba.
(Sincretismo religioso - foto web)

La Chiesa Cattolica non ha mai santificato il mendicante dei racconti biblici. Il Santo che si ricorda il 17 dicembre è San Lazzaro Vescovo la cui statua si trova all'interno del santuario. Si riconosce dalla Mitra e perchè non è sorretto da stampelle.

Qualche accenno sull'Orisha Babayù-Ayè. Il suo nome significa "Padre del Mondo", ha l'aspetto di un invalido, con la pelle piagata da ferite. Spesso lo si rappresenta con un vestito di paglia. Protegge dal vaiolo, dalla lebbra e in generale da tutte le malattie della pelle e da quelle contagiose. Il suo numero è il 17. Sono tante e curiose le offerte che si presentano al mendicante Lazzaro tra cui il mais tostato, pane bruciato, acqua di cocco, vino, aglio, pesce e cipolla. Altresì si sacrificano in suo onore galline, galli, colombi e capre con la barbetta.

L'Orisha Bablù Ayè si identifica con San Lazzaro. Protegge dalle infermità della pelle e aiuta i poveri.
(Babayù Ayè - foto web)

Si tratta quindi di una grande festa popolare, ricca di fede e tradizione. C'è una grande mescolanza e anche un pò di confusione tra santi, orishas e culti di diversa origine ma questo non sembra importare i fedeli la cui devozione supera ogni dogma o dottrina. Nel 1998 San Papa Giovanni Paolo II si recò nel piccolo Santuario durante la sua storica visita a Cuba.

Ho già pubblicato qualcosa su questa festa il 17 dicembre del 2015. Trovi tante foto e notizie cliccando su questo link:

http://www.mambotango.it/blog-mambo-tango/121-san-lazzaro-babalu-aye-fede-e-tradizione-nell-anima-di-cuba.html

A proposito del Natale, del presepe, di Cuba e Karl Marx

24 dicembre 2017

 
Maternità cubana, foto Franco Di Crosta
(Maternità - foto Franco Di Crosta)

Ogni giorno siamo invasi da uno sciame di notizie bizzarre che hanno suscitato in taluni sconcerto e indignazione poiché ciò che all'inizio sembrava essere soltanto un sussueguirsi di atteggiamenti provocatori da parte di pochi “lupi solitari” con il passare del tempo si è consolidato in una fastidiosa abitudine alla quale ci stiamo pigramente rassegnando. Recentemente si sono infatti moltiplicati i casi in cui rappresentanti delle istituzioni si sono fatti promotori di iniziative ostili ad ogni tipo di manifestazione riconducibile alla nostra tradizione che, non dobbiamo dimenticare, affonda le sue radici nel cristianesimo. Giorno dopo giorno si abbatte un mattocino: prima si insiste con il voler rimuovere i Crocefissi dalle scuole, dagli ospedali, dai tribunali e da tutti i luoghi pubblici, poi si tenta di cancellare tutti i simboli del Natale,  a partire dai suoi mercatini, alle melodie che tutti noi abbiamo canticchiato con i compagni di scuola o nell'intimità familiare per giungere in fine al Presepio che con i suoi pastorelli, le massaie indaffarate, i miti re magi e gli angeli sospesi a fili colorati abbiamo scoperto costituire una seria minaccia sociale poichè ritenuto discriminante e razzista nei confronti delle minoranze religiose, in primis di quella islamica.

Chi di noi non ha atteso con trepidazione quelle giornate in cui si svuotavano le scatole e si allestiva il presepe con le montagne di carta pesta e le statuette poste tra ciuffetti di muschio e sassolini di ghiaia bianca che in un sentiero appena accennato conducevano alla soglia della piccola mangiatoia, fatta di legnetti e paglia dove il bue e l'asinello scaldavano Giuseppe e Maria e il piccolo Gesù?  Questo Dio così strano che si è fatto povero e bambino per entrare nelle case e nei cuori di tutti noi.

Cosa in tutto questo scandalizza, offende e descrimina?

O forse sarebbe meglio domandarsi cosa si cela dietro a questa ostinata volontà autodistruttiva che con il pretesto di difendere la laicità di Stato sta demolendo secoli di storia, di cultura e tradizioni, di fede e di valori condivisibili da tutti, credenti e non?

Il grande filosofo napoletano Benedetto Croce, liberale e anticlericale scrisse tra le sue numerose opere un saggio intitolato “Perché non possiamo non dirci cristiani” e definì il cristianesimo come il “più profondo rivolgimento spirituale compiuto dall'umanità”.

I valori cristiani appartengono a tutti, anche a chi si dichiara non credente. Noi apparteniamo alla nostra storia e il cristianesimo è parte integrante della nostra storia.

Chi allora ha il diritto di sentirsi offeso?

Abbattiamo tutti i muri!

Il 23 febbraio 2015 siamo stati ospitati presso gli studi di Teleromagna per la registrazione di una puntata di "30 Minuti", una seguitissima trasmissione condotta con stile dal dott.Valbonetti Pier Giorgio. Oltre all'autore di “Mambo Tango” erano presenti anche il dott. Donati Alberto, già assessore alla cultura del Comune di Cervia, e il signor Baratella Stefano presidente e fondatore della Onlus Oltrelimite.

Donati, da profondo conoscitore della storia latinoamericana, ha esposto con passione e puntuali riferimenti filosofici la situazione socio politica del Nuovo Mondo soffermandosi sul “paradosso” Cuba, l'isola castrista, socialista ed atea, che nel corso della sua vicenda politica non ha mai rinnegato la presenza ed il ruolo svolto dal Vaticano sulle sue sponde ma che al contrario, dalla caduta del muro di Berlino ad oggi, passando attraverso le figure dei Pontefici Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, ha affidato il proprio percorso di cambiamento all'opera instancabile della Santa Sede. Fatto questo che ha registrato una decisa accelerazione con l'avvento di Papa Francesco, il gesuita Bergoglio, uomo che conosce non solo le periferie delle metropoli latinoamericane ma anche tutte le periferie del mondo. Vi rimando alla lettura della sua bellissima riflessione sui cambiamenti che investono l'isola alla luce del recente disgelo delle relazioni con gli Stati Uniti d'America.

Cuba, ancora una volta nella sua tormentata storia, si pone come punto di riferimento per i tutti i paesi del terzo mondo!

Come può uno scoglio arginare il mare

Nessuna ideologia per affermarsi può prescindere dalla dimensione spirituale dell'Uomo.

E' un soffio di eternità che germoglia nel cuore sin dai suoi primi palpiti.

E' come pretendere di arginare il mare frapponendo tra le sue onde grossi macigni...

 

Ninguna ideologia para tener exito puede prescindir de la dimension espiritual del Hombre.

Es un aliento de eternidad que germina en el corazon desde sus primeros latidos.

Es como pretender de represar el mar interponendo entre sus olas grandes piedras...

 

Avana 1959, Celebrazione per le vittime del regime di Batista e per i caduti della Rivoluzione
(foto web)

Questa foto risale a gennaio del 1959. Il dittatore Batista è fuggito nella vicina Repubblica Dominicana ed il governo rivoluzionario di Fidel Castro ha da pochi giorni preso la guida politica di Cuba. Sulla scalinata del Capitolio Nacional viene celebrata una solenne funzione a suffragio delle vittime del deposto regime e dei caduti negli anni della guerriglia. La Virgen del Cobre, la Cachita, portata da Santiago, benedice il popolo festante.

 

 

 

 

 

Maggio 1961. Religiose espulse dal governo cubano giungono a Miami
                                      

 

 

Trascorrono pochi mesi d'allora. Un volo speciale della Pan American atterra a Miami il 19 maggio del 1961 con un gruppo di religiose espulse dal Governo Rivoluzionario. Pochi mesi dopo più di 130 sacerdoti compresi il vescovo Eduardo Boza Masvidal furono costretti a lasciare l'Isola seppure molti di loro avessero assistito come cappellani l'Esercito Ribelle nei giorni dei furiosi combattimenti. Molte proprietà della Chiesa furono confiscate e rimasero a Cuba circa un migliaio tra sacerdoti e religiosi.  (foto web)

 

 

 

 

 

 

Nel 1998 la svolta. Papa Giovanni Paolo II si reca a Cuba per una visita straordinaria. E' il primo Pontefice della Chiesa Cattolica a mettere piede sull'Isola Caraibica. Le immagini dei due "grandi vecchi" che sembrano sorreggersi a vicenda fanno il giro del mondo. La tenerezza di quei momenti avrà in realtà la forza dirompente di una nuova rivoluzione.

Gennaio 1998. Fidel Castro accoglie Papa Giovanni Paolo ll all'Avana
                   (foto web cubaqui)

"Il mondo si apra a Cuba e Cuba si apra al mondo!"

 

 

 

 

 

 

 

 

Papa Giovanni Paolo ll e Fidel Castro. L'Avana gennaio 1998Papa Giovanni Paolo II incontra Fidel Castro. Cuba, gennaio 1998
(foto web)
 

 

 

 

 

                 

                    

 

                                                                                                               

 

Papa Giovanni Paolo ll incontra Cuba. Gennaio 1998Papa Giovanni Paolo ll in visita a Cuba. Gennaio 1998
(foto web grnlivenet) La messa in Piazza della Rivoluzione

 

 

Papa Benedetto XVI a Cuba. Messa nella Plaza de  la Revolucion. Marzo 2012(foto web)

Nel marzo del 2012 Papa Benedetto XVI visiterà nuovamente Cuba accolto da una folla oceanica e festante. In quei giorni il Pontefice dichiarerà la Virgen del Cobre, la Cachita, Patrona di Cuba.

 Papa Benedetto e Raul Castro. Marzo 2012, CubaPapa Benedetto XVl e Fidel Castro. Cuba marzo 2012                                 (foto web  Papa Benedetto XVl e Raul Castro)                                             (foto web Papa Benedetto XVl e Fidel Castro)

 

L'opera instancabile del Vaticano è proseguita con Papa Bergoglio, Francesco, il primo Pontefice dell'America latina. Grande attesa per la visita che ci sarà dal 19 al 22 di settembre 2015a cui farà seguito il viaggio negli USA di Barack Obama. Il coronamento dell successo diplomatico che ha portato alla riapertura dei rapporti tra i due Paesi "ex nemici".

Papa Francesco e Raul Castro in Vaticano     attesa a Cuba per la visita di Papa Francesco
(foto web quotidiano.it)                                                                 (foto web miopapa) la grande attesa per Francesco

Cuba si apra al mondo ed il mondo si apra a Cuba!

Tra il 21 gennaio ed il 25 gennaio del 1998 Papa Giovanni Paolo II compie uno storico viaggio apostolico sull'isola di Cuba. Saranno giornate di intensi appuntamenti con la popolazione e le autorità civili e religiose che vivranno i due momenti più significativi con l'incontro con l'allora presidente cubano Fidel Castro e con la straordinaria Messa celebrata il 25 gennaio in piazza Josè Martì, la prima grande manifestazione cattolica dai tempi dell'affermazione della Rivoluzione. Colpì la tenerezza tra i due grandi vecchi, l'insistenza con cui San Karol chiese la fine dell'embargo e la commozione di Fidel difronte "...allo sforzo che Sua Santità fa per un mondo giusto".

Ho ripreso alcuni passaggi particolarmente significativi che evidenziano l'attualità del messaggio del Ponteficie alla luce del recente disgelo fra gli Stati Uniti e Cuba sostenuto e promosso con decisione dalla Santa Sede. Accidenti però...buona lettura!

Francesco e Cirillo. Il mondo cristiano si incontra a Cuba. Dopo 1000 anni.

Papa Francesco incontra il Patriarca Kirill a Cuba il 12.2.2016
                                                          (Francisco e Kirill - foto web)

6 Febbraio 2016

Cuba ancora al centro del mondo. Cuba ancora protagonista di un evento storico senza precedenti, certamente di natura spirituale, ma che custodisce una straordinaria valenza politica poichè coinvolge l'esistenza di centinaia di milioni di cristiani sparsi nel mondo. La notizia  è di ieri 5 febbraio 2016. Papa Francesco e il Patriarca Ortodosso Kirill si in contreranno il prossimo 12 febbraio 2016 per alcune ore sul suolo cubano. Entrambi impegnati in visite apostoliche in America Latina, verranno accolti dal Presidente Raul Castro all'aereoporto internazionale José Martì dove avranno poi un colloquio personale di un paio d'ore che si concluderà con la firma congiunta di un documento i cui contenuti sono per il momento sconosciuti. Il Primate Kirill si fermerà poi a Cuba per circa una settimana poi andrà anche in Brasile e Paraguay, mentre Papa Francesco proseguirà verso il Messico nel suo ventesimo viaggio apostolico. Un viaggio denso di impegni che vivrà il suo momento più intenso il 13 febbraio con l'omaggio alla Madonna di Guadalupe, la "Madre dell'America" per sua stessa definizione, presso il santuario mariano di Città del Messico.

I rapporti tra le due più grandi espressioni del mondo cristiano si sono interrotti nel 1054 anno del grande scisma tra le Chiese di Occidente e di Oriente che in quella circostanza si scomunicarono a vicenda. Da Mosca il metropolita Ilarione di Volokolamsk ha detto che la situazione in Medio Oriente, Africa ed in altre regioni del mondo dove si sta consumando "un vero e proprio genocidio di cristiani richiede misure urgenti ed una più stretta cooperazione tra le Chiese Cristiane". Questi avvenimenti hanno indubbiamente accellerato il cammino di riavvicinamento tra i fratelli separati.

Il disegno di Papa Bergoglio di unire le chiese di tutto il mondo e che segue gli sforzi compiuti dai precedenti Pontefici Papa Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI,  prenderà forma inaspettatamente in terra cubana, crocevia sempre più importante della diplomazia vaticana.

Il calore dei tropici favorirà un nuovo disgelo e Cuba rafforzerà il suo ruolo nella diplomazia  internazionale. Che sia di buon auspicio per una ritrovata concordia anche tra tutti i cittadini cubani. Pa' lante y sin miedo!

Pedroso è il primo vescovo nero di Cuba. Un pastor con olor a oveja!

11 maggio 2018

Monsignor Silvano Pedroso Montalvo primo Vescovo cattolico nero nella storia di Cuba
(Monsignor Silvano Pedroso Montalvo, 25-04-1953 - foto web)

Il sacerdote cubano Monseñor Silvano Pedroso Montalvo è entrato nella storia della Chiesa Cattolica del Nuovo Mondo diventando di fatto il primo Vescovo di origine africana dell'Isola caraibica. Sabato 9 giugno il religioso è stato nominato Obispo della Diocesi di Guantanamo-Baracoa durante una solenne cerimonia tenutasi nella Cattedrale di Guantanamo, provincia orientale di Cuba.

La Cattedrale di Guantanamo, Cuba
(Guantanamo, La Cattedrale dedicata a Santa Caterina de Ricci (1836-1842) - foto web)

La cerimonia è stata presenziata dal Nunzio Apostolico della Santa Sede, l'Arcivescovo Giorgio Lingua, dai Vescovi provenienti da tutte le altre provincie dell'Isola e ha visto la partecipazione di importanti cariche istituzionali. La Diocesi di Guantanamo ha una storia piuttosto recente poichè fu creata da Papa San Giovanni Paolo II durante la sua storica visita nel 1998 e Monsignor Silvano è il terzo Vescovo di questa giovane diocesi. In precedenza l'alto prelato era stato parroco in diverse chiese dell'Avana ed ultimamente lo si poteva incontrare nella Chiesa di Nuestra Señora del Pilar, parrocchia che si trova nel municipio di Centro Habana. Prima di essere nominato Vescovo da Papa Francesco, Silvano ha ricoperto diverse cariche ecclesiastiche tra cui quella di Responsabile Diocesano della Formazione Pastorale Vocazionale. La sua ordinazione è stata celebrata il 27 maggio u.s. con una solenne funzione tenutasi nella storica Cattedrale di San Cristobal de los Angeles all'Avana dove il primo Obispo negro della storia di Cuba è stato accompagnato dall'affetto di centinaia di fedeli che hanno avuto modo di conoscerlo ed apprezzare la sua grande umanità in più di ventanni trascorsi nella capitale dove vi giunse appena 42enne nel 1995.

Silvano Pedroso Montalvo è il primo vescovo afrodiscendente di Cuba, 9 giugno 2018
(Monsignor Silvano Pedroso Montalvo nella Cattedrale dell'Avana - foto web)

Significative le parole del giornalista Benito Luis Espinosa Cheo secondo cui la Chiesa cubana deve essere orgogliosa di questo auténtico "pastor con olor a oveja”, (pastore con odore di pecora) aggiungendo che "poichè essa è una sola l'Avana non perde nulla così come Guantanamo-Baracoa non deve celebrare una conquista individuale ma che tutti insieme, come unico popolo di Dio, ci si deve sentire chiamati a celebrare, benedire e ringraziare per la vocazione del Padre Silvano e ad accompagnarlo con la preghiera perchè la sua buona opera possa essere condotta a termine".

Con l'arrivo dei coloni spagnoli nel Nuovo Mondo avvenuto alla fine del 1400 iniziò l'odiosa e sanguinosa tratta degli schiavi dall'Africa che a Cuba si protrasse fino al 1880.  La storia a volte ha tempi lunghi e il suo percorso è frequentemente macchiato da dolorose amnesie e atrocità insopportabili. La nomina di Padre Silvano come primo Obispo Negro  è un passo importante non solo per la Chiesa Cattolica ma per tutta la storia di Cuba e per quella del Mondo intero.

Un piccolo passo per l'Uomo ma un grande passo per l'Umanità!

 

Somos todos americanos

“Siamo tutti americani!”.

Con questa frase roboante il presidente degli Stai Uniti d'America il 17 dicembre 2014 ha suggellato una decisione destinata a divenire una pietra miliare nella storia del nuovo millennio. Dopo 55 anni di contrasti, tensioni ed aggressioni sia verbali che fisiche, Obama di concerto con il presidente cubano Raul Castro, ha impresso una svolta decisiva nella normalizzazione dei rapporti tra i due paesi. Una scelta coraggiosa che implica una rilettura storica ed una attenta revisione delle scelte politiche fino a qui intraprese dal gigante americano nei confronti del paese caraibico. Tra i primi interventi previsti ci sarà la riapertura della sede diplomatica Usa all'Avana seguita dal rilancio della cooperazione economica tra i due paesi. Si studieranno poi le modalità per porre fine all'embargo economico, il tristemente noto bloqueo, una tenaglia stretta al collo del caimano dal lontano 1962, epoca segnata dalla crisi dei missili e che lo stesso presidente statunitense non ha esitato a bocciare per la sua inefficacia strategica.

Virgen del Cobre, Ochun e la Cachita. Una passione tutta cubana

L’8 settembre tutto il mondo cristiano, cattolico ed ortodosso, celebra la festa della nascita di Maria la madre terrena di Gesù. Una festa che venne introdotta in occidente da Papa Sergio I nel VII secolo secondo le tradizioni orientali già radicatesi dal secolo precedente a Bisanzio, l’odierna Istanbul, in Turchia.

Cuba, come tutti i paesi latini, ha una vera e propria passione per la Madre di Dio, una devozione che ha resistito ai tempi, alle guerre e alle rivoluzioni.

La Nuestra Señora de la Caridad del Cobre è la patrona dei cubani che la chiamano più familiarmente Caridad del Cobre, Cachita o la Virgen Mambisa.

Virgen de la Caridad del Cobre

In ogni casa cubana, spesso accostata al volto del Che, trova posto questa immagine che ritrae Maria con il bambino Gesù sorretto con il braccio sinistro ed una croce nella mano destra. Il piccolo a sua volta sostiene delicatamente tra le manine il globo terrestre.

L’origine di questa devozione è avvolta nella leggenda ma si nutre anche di qualche preciso  riferimento storico.

Nel 1612 tre schiavi che lavorano in una miniera di rame (in spagnolo cobre) di Barajagua nella provincia di Holguin, partirono alla ricerca di sale dirigendosi verso le saline della baia di Nipe, la più grande dell’isola e situata nella parte nord orientale dell’isola. Il cattivo tempo ed il mare agitato impedirono ai tre ragazzi di raccogliere il sale. I tre marinai erano poco più che bambini. Juan Morteno era un africano di 10 anni e con lui viaggiavano due piccoli fratelli indios Rodrigo e Juan de Hoyos. Dopo tre giorni di attesa i tre, chiamati affettuosamente dai cubani “los tres Juanes”, i tre Giovanni, si rimisero in viaggio e fu proprio durante il ritorno che avvistarono qualcosa di chiaro che galleggiava nelle acque. Si avvicinarono e raccolsero una statua della Madonna ritta su un piccolo piedistallo rotondo. Lo stupore dei tre fu grande nel rendersi conto che l’abito di stoffa che ricopriva il manufatto era perfettamente asciutto. Sulla tavola c’era una iscrizione: “Yo soy la Virgen de la Caridad”. Giunti a Barajagua la piccola statua fu sistemata prima in una umile capanna e poi trasferita nella chiesa parrocchiale.Virgen de la Caridad del Cobre e i

Qualche anno dopo, siamo nel 1628, venne costruito un eremo presso la miniera del Cobre e qui la Vergine sarà accolta diventando oggetto di una per devozione sempre più crescente tanto che i Veterani della guerra di Indipendenza chiesero nel 1915 all’allora Pontefice Benedetto XV che proclamasse La Virgen de la Caridad patrona di Cuba cosa che avvenne l’anno successivo. Nel 1936 un altro pontefice Pio XI autorizzò la coronazione canonica dell’immagine.

Questa versione dei fatti venne confermata sotto giuramento ecclesiastico 75 anni dopo il ritrovamento da Juan Moreno l’unico dei “tres Juanes” ancora in vita e i documenti sono conservati presso l’Archivio delle Indie in Siviglia.

Esiste anche un altro racconto, molto meno romantico, che vuole che l’immagine sia stata intagliata a Toledo, in Spagna, e portata al Cobre dal capitano Francisco Sanchez de Moya incaricato dal Re Filippo II di difendere la zona mineraria dagli attacchi dei pirati inglesi.

La statua è custodita presso Basilica Santuario Nacional de Nuestra Señora de la Caridad del Cobre inaugurato l’8 settembre del 1927 e che sorge ad una ventina di chilometri da Santiago di Cuba. E’ posta su di un altare in marmo di Carrara ed adorno di oggetti di gran valore. Ai piedi della statua c’è la piccolla Capilla de los Milagros (la cappella dei Miracoli) che raccoglie offerte e voti di valore. Tra questi si trova un medaglione portato dal premio Nobel della letteratura Ernest Hemingway e di un omaggio della mamma dei fratelli Fidel e Raul Castro impegnati nelle imprese rivoluzionarie sulla Sierra Maestra. Santuario Nacional della Virgen de la Caridad del Cobre a SantiagoPapa Paolo VI nel dicembre del 1977 proclamò Basilica l’amato santuario che è da sempre meta di incessanti pellegrinaggi durante tutto l’anno. In quella occasione i fedeli raccolgono piccole pietre rese lucenti dalla presenza del minerale che porteranno con se come talismani protettori.

La religiosità a Cuba è molto forte e porta con sé non solo il valore dei principi cristiani arrivati con i colonizzatori spagnoli ma anche la tradizione e cultura africana arrivata dal continente nero in seguito alla tragica tratta degli schiavi. Quest’ultimi affidarono la sopravvivenza dei propri culti animistici identificando i santi della cristianità con gli Orisha, le loro divinità di riferimento. Questa mescolanza di credenze ha generato quel fenomeno che prende il nome di Sincretismo, cioè il coniugare santi e orisha con caratteristiche simili tra loro, ed anche Maria è stata identificata con Oshun, o Ochùn, dea della fertilità, dell’amore e della bellezza, della carità e della misericordia e protettrice come Maria delle partorienti. La Santeria è oggigiorno considerata una religione tradizionale e non soltanto un aspetto folcloristico dell’isola.

(per approfondimenti sulla Santeria vi rimando alla sezione cultura/religioni e tradizioni con note molto interessanti)